La formula della procrastinazione

Su Mente & Cervello di Aprile, un articolo sulla procrastinazione, nel quale vengono ripresi molti degli spunti trattati qui negli ultimi mesi.
Per quanto riguarda i suggerimenti concreti, hanno tutti più o meno a che vedere con il fatto che porsi obiettivi specifici sembra inbire la tendenza a procrastinare.
Meglio, quindi, sempre specificare, in fase di programmazione, dove e quando metteremo in atto un comportamento specifico.
Piuttosto che un obiettivo del tipo “perderò peso“, quindi, è meglio dire a se stessi “domani a pranzo mangerò soltanto un’insalata“. Questo, naturalmente, implica il suddividere gli obiettivi in attività che possano essere oggetto di propositi di questo tipo.

Una formula elaborata da Piers Steel rende l’idea della varietà degli elementi in gioco quando si parla di procrastinazione.
Steel definisce l’utilità (U) (e, quindi, l’importanza che un compito ricopre per un soggetto, e la sua propensione a svolgerlo subito) come il prodotto di quattro fattori base: le aspettative di successo (E), il valore del compito (V), il tempo che intercorre fino alla ricopensa o alla punizione (D), e la sensibilità personale al ritardo (R), combinati in questo modo:

U = (ExV)/(RxD)

in cui, quindi, l’utilità è direttamente proporzionale alle aspettative di successo ed al valore, inversamente proporzionale al tempo che intercorre fino alla ricorrenza o alla punizione ed alla sensibilità personale al ritardo.

Entrano, quindi, in gioco alcuni degli elementi cardine delle teorie sul time management (percezione dell’importanza del compito, mono e policronicità) e del goal setting (motivazione, aspettative).
Naturalmente, come ogni modello, anche questo non rende ragione della varietà di motivi che stanno alla base di questo comportamento e che la psicologia della procrastinazione sta contribuendo a scoprire:

  • sensazioni di disagio rispetto ad un’attività e desiderio di evitare quel disagio (avoidance procrastinator)
  • difficoltà ad assumere decisioni (procrastinatore indeciso)
  • eccitazione e convinzione di lavorare meglio sotto stress (procrastinatore dell’eccitazione).
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