Non era una questione di prodotti. Si parlava di futuro.

Ho atteso qualche giorno. Credo di non avere nulla di originale da dire sulla morte (anzi, meglio, sulla vita) di Steve Jobs.
Utilizzo i prodotti pensati da lui e dalla sua azienda, ma non sono ciò che si può definire un fan (anche se trovo il mio MacBook Pro il migliore compagno di lavoro inanimato che abbia mai avuto).
Mi infastidisce, però, una certa saccenza che si incontra qua e là in rete. Condivido, allora, i miei due cents.

Il primo: su twitter ho postato questo

Stavo pensando ad un aggettivo che potesse descrivere Steve Jobs. Mi è venuto “rinascimentale”. 

Credo che questo sia la prima lezione: per lui non era una questione di prodotti, era una questione di visione del futuro. E una visione del futuro, se vuole essere tale, è per forza di cose interdisciplinare, contaminata, vorrei dire universalistica. In questo senso, rinascimentale.
E per realizzarla c’è bisogno di presidiare quotidianamente la visione, ma vale altrettanto l’intervento sul piccolo dettaglio. Perché una cosa come questa non la realizzi da solo. E, allora, ogni occasione è buona per trasmetterne un pezzo, anche piccolo, a qualcun altro.

Il secondo (conseguenza, in qualche modo, del primo):

Qualcuno in questi giorni ha voluto sottolineare come molti, in molti modi diversi, hanno trasformato la nostra vita, senza nemmeno sfiorare la fama di Steve Jobs.
Mi viene in mente Mario Calabresi che scrive di come l’invenzione della lavatrice abbia cambiato il rapporto di sua nonna con il tempo, regalandole la possibilità di tornare a leggere.
Verissimo: ci sono oggetti che ci hanno cambiato la vita quanto e forse più dell’Ipad.
Credo però ci sia una differenza fondamentale: chi ha inventato questi oggetti, nella maggior parte dei casi, stava pensando ad un prodotto, e questo prodotto, per una serie di circostanze, è diventato un fattore di cambiamento. Non credo che l’inventore della lavatrice avesse un’idea dell’impatto sociale del suo prodotto.
Compravi un prodotto, insomma, e ti ritrovavi in casa una rivoluzione.
Per Jobs è diverso: per lui prima viene il cambiamento (la visione del futuro, appunto), poi il prodotto che lo porta (tu compravi una rivoluzione, e ti ritrovavi in casa un prodotto).Mi ha colpito un insegnante di marketing del Politecnico che un giorno, durante una lezione, ha detto: “L’Ipad è forse il primo prodotto della storia che tu lo comperi, e ancora non hai nemmeno un’idea di che cosa potrai farci”. È perché sai che non stai comperando un prodotto: stai comperando un’idea di futuro. Intendiamoci: non che sia stato l’unico a provare a fare una cosa di questo tipo. Uno dei pochi a riuscirci, però, quello sì.
E non che questa sia necessariamente una cosa positiva.
Interessante, e in certo modo affascinante, però, quello sì.

11 commenti
  1. Luca Leonardini dice:

    Quando si dice: “il silenzio è d’oro!” Hai saputo aspettare e sei riuscito a prendere la distanza giusta dall’argomento per suggerire una riflessione chiarissima, verissima e soprattutto concreta.
    Mi piace molto il tuo post.

  2. Enzo Stanzione dice:

    Bello il post.
    Volevo solo aggiungere, da buon conoscitore e veterano dell’infromatica, che le idee/prodotti di Apple sono sempre state per tutti, non per molti e nemmeno per alcuni.
    Detto questo è chiaro che Steve Jobs non sia un messia, come dicono molti, ma qualcosa di buono lo ha lasciato, come tanti altri, magari riscendoci meglio.
    Ciao Luca, ti seguo sempre.

  3. Valerio dice:

    E’ veramente un ottimo post.
    Jobs era uno che sapeva immaginare il futuro, ma soprattutto, poi, sapeva “vendertelo”.

    “L’Ipad è forse il primo prodotto della storia che tu lo comperi, e ancora non hai nemmeno un’idea di che cosa potrai farci”
    Cioè ti è stato creato un bisogno che non hai (spesso poi si identifica con l’avere per essere) di una cosa che non sai. Ha funzionato talmente che molte persone non vogliono neanche ammettere i limiti, spesso evidenti, di un prodotto estremamente costoso.

    Insomma, personalmente vedo Jobs come un grandissimo creativo, visionario, intuitivo… ma grande uomo di marketing.
    No, non ci ha cambiato la vita. Non almeno a coloro che comprendono cosa è veramente importante nella vita.

  4. VRMBloab dice:

    Ho scritto due tweet per descrivere Jobs:

    1-#SteveJobs è stato un innovatore del XX secolo, non del XXI.

    2-Think different, think crowd.

    L’indubbia genialità di S. Jobs è tipica degli innovatori del XX secolo, il prossimo innovatore, colui che caratterizzerà il XXI secolo sarà il crowd.
    Il You di youtube, di wikipedia o di threadless è il modello, sicuramente non definitivo, da seguire.
    Con poche, ma efficaci parole, Kevin Kelly esprime un concetto molto interessante.
    “The atom is the icon of the 20th century. The atom whirls alone. It is the metaphor for individuality. But the atom is the past. The symbol for the next century is the net.”
    Il concetto di “individualità” è una sintesi estrema delle potenzialità umane. Le reti che canalizzano l’intelligenza collettiva in un nuovo modello di sviluppo della conoscenza, fanno realmente intravedere il futuro.

  5. Rosario Carnovale dice:

    Aggiungo la mia su Steve Jobs ma è più uno spunto per parlare di eccellenza in azienda. Ritornando al “rinascimento” citato da Luca, lo spirito innovativo e di eccellenza di Apple e del suo fondatore nasce proprio dall’approccio rinascimentale, ovvero dedizione totale a fare qualcosa di bellissimo, nuovo e che tenda in modo maniacale alla perfezione. Rispetto alla dedizione a fare qualcosa che “funzioni”, che sia “carino” e che costi poco produrre. L’importanza del profitto c’è eccome ma è subordinata e funzionale alla ricerca del bello, del nuovo, del perfetto. Rimanendo in tema rinascimentale… il nuovo iPhone “parla” realizzando così il sogno di Michelangelo con il suo Mosè ; )

  6. Omar dice:

    Steve Jobs e Apple non mi sono mai piaciuti. Sono stati sempre spacciati come inventori o innivatori, quando invece hanno spesso copiato da altri, vedi il Mac copiato dai prototipi della Xerox. Ma quello che di più non mi piace di Apple è che poi vanno a lamentarsi con i produttori di telefoni Android dicendo che hanno copiato l’iPhone. Beh, mi sembra un atteggiamento molto ipocrita, tipico di un certo tipo di persone: gli Attori.

  7. Fabio Valle dice:

    Penso che conoscendo gli americani, forse l’aspetto venditore supera la previsione del futoro…
    Con tutti i rispetti per Steve Jobs, mille altri inventori gli sono superiori… Questo forse sembra più fashionable degli altri, ma anche Marconi, Clark, i fratelli Lumiere hanno avuto molta più lungimiranza…

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