Diversità

Lunedì scorso, con un gruppo di Aiesec Pavia, abbiamo ragionato di intercultura e valorizzazione delle diversità.
Ne sono emerse alcune riflessioni interessanti.

La prima: i "bias di conferma" (cioè quei processi mentali che consistono nel prendere atto delle informazioni ricevute e selezionarle in modo da porre maggiore attenzione e, quindi, attribuire maggiore credibilità a quei dati che confermano le proprie credenze e, viceversa, ignorare o sminuire quelli che le contraddicono) sono un meccanismo potentissimo di rinforzo del pregiudizio.

La seconda: bisogna distinguere tra atteggiamenti consci (quello che "scegliamo" di credere) e atteggiamenti inconsci (le associazioni immediate, automatiche, che facciamo prima di avere il tempo di pensare). L’Implicit Association Test, dimostra che non sempre questi ultimi vanno esattamente d’accordo con i primi.

La terza: nella comunicazione (anche, e forse soprattutto, in quella interculturale) è importantissimo saper distinguere i messaggi che riguardano la relazione dai messaggi che riguardano il contenuto. Comprendere quanto le intenzioni comunicative di un interlocutore riguardino il contenuto (ciò che sto dicendo) o quanto riguardino la relazione (le dinamiche di potere, di leadership, di status…) consente di relazionarsi in maniera efficace ed appropriata.
Succede, invece, concentrare tutta la propria attenzione di ascoltatori sui contenuti, senza comprendere il messaggio relazionale. Questo, di solito, è un buon modo per alzare barriere.

Successo anche a voi?

 

8 commenti
  1. Eleonora Ferrero dice:

    Un’altra importantissima occasione di apprendimento e di crescita per tutti noi, membri del Comitato locale di AIESEC Pavia, quella con il Professor Baiguini tenutasi Lunedì 28. Non era la prima volta che avevamo l’opportunità di assistere ad una sua "lezione", che come per l’incontro sul team work, ci ha lasciati accresciuti e anche un po’ sorpresi! Questo perchè utilizzando come tecnica di apprendimento il gioco, abbiamo acquisito consapevolezza di tanti processi che troppe volte diamo per scontati, o di cui non siamo consapevoli. Davvero una sorpresa è stato il risultato ottenuto dall’implicit association test… Ma chi lo avrebbe detto che ci sono ancora tanti preconcetti radicati in noi!! E poi anche vedere come le persone siano più naturalmente portate ai diversi tipi di comunicazione, e che questo sia in realtà legato a tutta la gamma compotamentale di un individuo… Un pomeriggio speciale! Grazie davvero di cuore Luca, perchè riesci proprio a rendere facili e divertenti anche i concetti più difficili.E grazie per il tempo che dedichi a noi…E’ l’appoggio di professionisti come te che dà a studenti universitari come noi l’occasione di crescere, sotto tanti aspetti diversi!Alla prossima!

  2. cristiana cappio dice:

    Non basterebbero ore e ore di lezione per insegnarmi quello che lei,luca,mi ha insegnato in un piacevolissimo pomeriggio in cui è riuscito davvero a coinvolgermi tantissimo!Mi sono divertita e allo stesso tempo ho preso consapevolezza di determinati comportamenti che ignoravo e di quei pregiudizi da cui ognuno di noi è convinto di essere indenne e che invece sono profondamente radicati e difficili da estirpare….Sono proprio giornate come questa che cercavo all’università…quelle giornate che ti lasciano qualcosa….che ti fanno pensare…che ti fanno crescere…Grazie davvero per il tempo che ci ha dedicato.A presto(spero) Cristiana

  3. Andrea Bonadei dice:

    Caro Luca, mi accodo con grande soddisfazione ai commenti dei miei amici e colleghi di AIESEC.Gli incontri di formazione che ci hai dedicato, con il loro giusto mix tra interattività e spiegazione teorica, sono una di quelle opportunità che ognuno di noi studenti spera di trovare nel suo percorso di apprendimento universitario. Anche perchè riesci a rendere semplice, quasi "pane quotidiano", analisi antropologiche e tecniche comunicative. Questo fa la differenza tra un esperto e un professionista!Grazie per il tempo e le energie che ci dedichi!Conto di rivederci presto…Andrea

  4. Alfonso Curto dice:

    Mi associo agli amici che mi hanno preceduto.
    Caro Luca ti ringrazio del tempo e della professionalità che ci hai dedicato. Seguo sempre le tue giornate di formazione con enorme piacere.
    Nel frattempo ho trovato un nuovo hobby…fare l’IAT ogni mattina!! Ormai è una sfida con l’inconscio!
    Grazie

  5. silvia dice:

    l’errore che le persone fanno, su tutto non solo sull’intercultura, è mettersi in una condizione difensiva, di non ascolto. quindi chiaramente la comunicazione non avviere regolarmente. nel senso che per me la comunicazione è quella assertiva

  6. Luca dice:

    Ragazzi, mi fate arrossire…
    Battute a parte, è stato davvero un bel pomeriggio anche per me.
    Il confronto con delle intelligenze pronte e profonde è l’aspetto che mi affascina di più di questo mestiere. E, devo dire, il tempo passato con voi è stato, sotto questo aspetto, davvero ben speso!

  7. Eleonora Ferrero dice:

    Ieri sera ho avuto il piacere di assistere ad uno spettacolo teatrale realizzato da ragazzi del Liceo Socio-Psicopedagocico di Casale Monferrato, in collaborazione con l’ANFAS e il servizio pubblico di assistenza ai disabili “l’albero in fiore”. E’ stata una rappresentazione davvero commovente, che ha lasciato tutta la platea con gli occhi gonfi. E’ stato presentato sul palcoscenico quello che noi abbiamo visto in aula con Luca. Era la storia di un ragazzo che “andava sempre di fretta”, immerso nei suoi impegni e nel suo mondo, e che non aveva tempo di guardare chi lo circondava. Un giorno fa un incidente in auto che gli provoca un coma, dove resterà per un mese. E’ qui che scopre quel tempo che gli mancava,e la sua anima inizia a girare per le vie della cità, incontrando tutti quegli “invisibili” che non aveva mai notato: una ragazza cieca, un giovane senza gambe e senza braccia, un senza tetto, una extra comunitaria che fa da traduttrice ad una ragazzina sordo muta. Ognuno di loro insegnerà al ragazzo senza tempo quanto sia importante comunicare con i più diversi, e quanto da questo confronto si possa scoprire. Chi non vede sente, chi non parla nota ogni sfumatura di un tramonto, e chi si muove sulla sedia a rotelle va veloce come tutti gli altri.
    L’importante è saper ascoltare… La comunicazione assertiva.
    Infine voglio riportare una frase stupenda che ha detto una studentessa della 4 liceo sulla sedia a rotelle, con una voce incantevole che ha cantato l’ultima canzone dello spettacolo:
    “perchè in fondo anche il pianoforte ha le rotelle”.

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