Isaac Getz e la forza delle idee

Venerdì scorso ho potuto incontrare ed ascoltare Isaac Getz, uno dei guru della executive education.
Ha parlato per tutta una giornata dell’importanza che le piccole (o grandi) idee dei dipendenti possono avere in una organizzazione.
Alcuni dati: alla Toyota in 40 anni hanno generato e gestito 20 milioni di idee. Nell’ultima decade più di 1 milione di idee all’anno. Nella loro fabbrica in Giappone ogni dipendente genera 13 idee all’anno. Nel Kentucky addirittura 21.

Ecco una breve sintesi del Getz-pensiero:

[…] Dunque, che cosa abbiamo appurato? Che la creatività e la promozione delle idee dei dipendenti erano temi sprovvisti di ogni interesse per la maggioranza dei dirigenti!
Questo riscontro ha trasformato lo svolgimento della nostra indagine. Essa, ideata in origine come un esercizio classico, fondata sulle migliori pratiche in materia di creatività e management delle idee, si è trasformata in uno studio più ampio, più profondo e più ambizioso. Da quell’istante il nostro primo obiettivo è stato di decriptare le ragioni che motivano il disinteresse delle aziende in materia di creativià e di idee dei loro dipendenti, e di spiegare il perchè dovrebbero invece rivolgervi il proprio interesse.
A nostro avviso, questa problematica può essere divisa in tre parti. Innanzitutto, la gran parte dei manager europei non comprendono il potenziale della creatività e delle idee dei propri dipendenti. Poi pensano che i loro stessi collaboratori non abbiano la capacità necessaria per produrre idee utili. Infine dubitano dell’efficacia delle azioni destinate a incoraggiare la creatività e a promuovere la produzione e l’attuazione di idee. Di conseguenza, non realizzando procedimenti sistematici per incoraggiare, attuare e riconoscere efficacemente le idee dei loro collaboratori, impedendo di fatto lo sviluppo della creatività nella propria azienda. Sprecano così l’enorme potenziale posseduto. Come confermato da Arno Wiedenroth, presidente della Opel a Esenach:
Il presidente e direttore generale che non utilizza le idee spreca l’intelligenza. Se non valorizza le idee dei propri dipendenti, se non le verifica perché siano veramente attuate, allora spreca semplicemente del denaro.

(Tratto da Le vostre idee cambieranno tutto! – Il Sole 24 ore)

La conseguenza è che le aziende che vogliano sfruttare appieno il potenziale creativo dei propri dipendente devono trattare le idee come merce preziosa, e dotarsi di comportamenti, capacità, convinzioni in grado di applicarle e valorizzarle.

3 commenti
  1. silvia dice:

    Invece i dipendenti, ben stimilati e orientati, hanno grandi potenzialità pratiche e teoriche per risolvere e migliorare un’azienda. perchè hanno il contatto con il pubblico o perchè vedono proprio le piccole cose, le sfumature ricorrenti. sono un’impiegata e quando mi sono trovata in un ambiente nuovo con un lavoro nuovo e poca collaborazione, sono messa andata in archivio e ho letto tutto quello che avevano scritto i precedenti colleghi sulla materia di cui dovevo occuparmi. così, pur essendo nuova, ho trovato delle soluzioni ai problemi che si posero nei mesi successivi, mi sono organizzata non ripetendo gli stessi errori, ecc. naturalmente ho citato le fonti, per correttezza. senti Luca, ho scritto un post sulla devianza minorile, vorrei sapere cosa ne pensi ? ciao

  2. Anna dice:

    Sono laureanda in economia aziendale e l’ispirazione per la mia tesi di laurea è stata proprio la lettura del libro di I. Getz “Le voste idee cambieranno tutto”…è un libro che mi ha colpito molto per la sua semplicità nel trattare un argomento così importante.
    Partendo da questo, sto sviluppando il mio lavoro approfondendo i concetti di empowerment e learning organization.
    Accetto ben volentieri dei consigli
    Grazie

  3. Luca dice:

    Ciao Anna, benvenuta!
    Se posso, in qualche modo, darti una mano, non hai che da chiedere. Se lo desideri, puoi inviarmi l’indice della tua tesi, o qualche indicazione in più.
    Trovi i miei recapiti sulla pagina dei contatti.

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