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Stili cognitivi

Su Psicolab, un articolo interessante di Michele Daloiso.
Si parla di stili cognitivi: di come influenzano l’apprendimento, di quali strumenti il docente può mettere in campo per riconoscerli.
Il contesto è quello della formazione linguistica, ma quasi tutto quello che c’è scritto vale anche per la formazione manageriale.
Si definisce lo stile cognitivo come quell’insieme di strategie selezionate (in maniera più o meno conscia) e messe in campo durante il processo di apprendimento. Vengono coinvolte la dimensione verbale, non verbale, cinestesica, logico-matematica, e le loro continue intersezioni.

Daloiso fa, giustamente, notare come

Ancor prima di osservare gli studenti, il primo passo per l’insegnante consiste innanzitutto nel compiere una riflessione metacognitiva sul proprio stile di apprendimento. Tale riflessione porterà di conseguenza ad una maggiore consapevolezza su come il proprio modo di insegnare sia influenzato dalle propensioni cognitive; può accadere infatti che un docente, del tutto in buona fede, sia convinto dell’efficacia di certe tecniche didattiche solo perché queste rispecchiano il suo personale stile di apprendimento, o trovi difficoltà nell’interagire con alcuni studenti perché non ne condivide lo stile cognitivo. La riflessione metacognitiva costituisce dunque il primo passo per una didattica che si avvicini sempre più allo studente.

Cercare di comprendere le mappe mentali altrui, insomma, prima (e, magari, invece) di iniziare a imporre le nostre.
E questo non vale soltanto in aula.

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