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Catalogo Leadership e Organizational Behaviour

Da qualche giorno è online sul sito del MIP il nuovo catalogo di corsi dell’area “Leadership e Organizational Behaviour“. Mi sembra una proposta ricca e varia. Io tengo il corso “Fondamenti di leadership” (la prima edizione il 26 e 27 giugno).

Bella l’introduzione di Luciano Traquandi al catalogo: la riporto perché mi pare renda bene il senso di un approccio ai temi che sottoscrivo parola per parola.

Il Comportamento Organizzativo (Organizational Behaviour) è una dimensione che sembra sfuggire al campo della tecnologia, dell’economia e dell’ingegneria organizzativa; può però dare riposte che non sono accessibili altrimenti o che possono anche essere in contrasto con quelle discipline.

Questa frizione e contrasto fanno di questa disciplina una realtà fertile. Da un lato infatti tempera le discipline classiche: queste, se applicate in modo rigoroso possono deresponsabilizzare i Manager sul fatto che le applicano su persone, non su entità astratte o inanimate.

Dall’altro lato il Comportamento Organizzativo può produrre soluzioni creative quando quelle ordinarie sono inadeguate. Questa materia è in grado di trascendere la dimensione degli individui e dei gruppi ed entrare in quella della cultura organizzativa, che ha grande influenza sulle dinamiche aziendali; la cultura organizzativa è una realtà impalpabile ma capace di fare fallire, se ostile, anche la più avveduta operazione di Merger and Acquisition. Oppure capace di riparare inadeguatezze manageriali. Potremmo dire che OB rappresenta lo “Human Touch” dell’organizzazione.

I seminari proposti nel catalogo operano in questo spirito.

I temi e i metodi non mirano, esclusivamente, ad un rafforzamento delle cognizioni o esperienze manageriali, intendono aumentare la sensibilità e la flessibilità dei leader verso il fattore umano. Aiutano inoltre lo sviluppo di sé come persona. Se volessimo usare una metafora, questi corsi rinforzano il sistema immunitario dell’impresa piuttosto che essere soluzioni a problemi. Fuoriescono da un logica di problem solving ed entrano in quella dell’empowerment.

Questo catalogo propone un percorso: il partecipante può individuare temi, docenti, intervalli a lui confacenti e progettare un itinerario personalizzato. Richiederà disciplina, sensibilità verso gli altri ma soprattutto verso sé, dialogo e costanza. E’ una strada di condivisione oltre che di apprendimento.

Luciano Traquandi

 

 

Varietà, appropriatezza e utilizzo dei modelli

In questo post, ho tentato di illustrare due delle logiche fondamentali della formazione, o, almeno, di quella di cui mi occupo io.
Le due logiche illustrate sono:

  • la logica della varietà: far crescere la possibilità di scelte comportamentali diversificate
  • la logica dell’appropriatezza: tra queste possibilità, isolare la scelta (e, quindi, la strategia) più adatta in ogni situazione.

Ho fatto, in quel contesto, cenno all’idea che la logica dell’appropriatezza si basa sull’essere in grado di cogliere e isolare quali siano le variabili davvero rilevanti.

Quest’ultima affermazione merita un breve approfondimento.

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Varietà e appropriatezza

Mi succede sempre più spesso di condividere in aula alcune considerazioni sulle logiche generali della formazione, con riferimento, in particolare, al Comportamento Organizzativo e al Personal Development, di cui mi occupo.
Credo che gli assi di sviluppo su cui si muovono questi percorsi formativi siano due: l’asse della varietà e l’asse dell’appropriatezza.

Per varietà intendo la possibilità di scelte comportamentali diversificate, per cui l’obiettivo di questa fase del percorso formativo ha a che vedere con l’introduzione di alternative comportamentali le più ampie possibile.
Per dirla con Maslow: “Quando l’unico strumento che possiedi è un martello, ogni problema comincia ad assomigliare a un chiodo”.

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