Il senso del tempo

Su Mente & Cervello dello scorso maggio, un articolo piuttosto affascinante sulla percezione del trascorrere del tempo.
Pascal Wallish vi illustra come il nostro senso del tempo sia piuttosto fallace, e che la percezione del suo trascorrere imprecisa.
La conclusione è curiosa:

    […] è possibile che non si arrivi mai a sapere davvero per quale motivo l’evoluzione ci abbia dotato di molti sensi altamente affidabili, vere e proprie meraviglie di ingegneria neurale, per poi lasciarci un senso del tempo così suscettibile alle distorsioni.
    Ma anche se le spiegazioni evolutive sono spesso speculative, voglio proporre una possibile ragione. Ogni secondo che passa è una risorsa finita di opportunità nella vita di un organismo. Se per sopravvirere devo raccogliere cibo, e trascorro ore intere senza mettere insieme qualcosa per la cena, il lento passaggio dei momenti di noia mi spingerà a darmi da fare. D’altra parte, se troverò cibo disponibile ovunque, le ore passeranno rapide, e continuerò allegramente a riempire il mio sacco. È plausibile che questo senso del tempo elastico aiuti gli animali a gestire le loro attività meglio di quanto potrebbe fare un senso più esatto.
    È un’ipotesi su cui potreste aver voglia di riflettere, la prossima volta che avrete un po’ di tempo da perdere.

Un senso del trascorrere del tempo impreciso e approssimativo, quindi, potrebbe essere una efficace strategia di gestione del tempo… ha ragione Wallish: fale la pena rifletterci.

2 commenti
  1. Nicola Menicacci dice:

    Caro Luca,
    in effetti il senso del tempo dei gatti è cosa da fare invidia, mentre quello dell’uomo (e delle donne) non è altrettanto straordinario. Ricordi ad esempio la distinzione tra in time e through time che fa Tad James nei suoi lavori?
    Riprendendo un po’ gli insegnamenti di Dilts, potremmo anche affermare che l’ego ci mette del suo nel senso del tempo. Essendo entità sempre alla ricerca di conferme, cosa che lo nutre e lo rinfranca, il nostro ego talvolta può ben essere disposto a tralasciare qualcosa di più importante, dal punto di vista biologico, pur di soddisfare le sue esigenze.
    Quindi, a ben vedere anche questo potrebbe influenzare la percezione del tempo e anche il modo di gestirlo.
    Anche perché quando una mente è ben allineata, il tempo lo trova sempre, proprio perché è concentrata sull’obiettivo e cosa si propone di fare piuttosto che a trovare conferme che alla fine ingrassano solo parti tutto sommato trascurabili del nostro essere, come ad esempio la boria 🙂
    Un caro saluto,
    Nicola

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