Questo l’ho già visto

Ieri, dopo tanto tempo, sono tornato alla Galleria degli Uffizi.

Pensieri sparsi:

  • Devo mettermi a studiare: ignoranza crassa e abissi da colmare.
  • Anche il ragazzino che davanti alla Nascita di Venere di Botticelli ha detto “Questo l’ho già visto da qualche parte”, però, deve mettersi a studiare. (Comunque, ce l’hai in tasca, sulla moneta da 10 centesimi).
  • A cercare di vedere tutto non si vede nulla. Selezionare. E non solo qui.
  • Certo, presi uno per uno erano dei geni. Ma che fossero tutti qui insieme non può essere un caso.
  • Si consuma cultura e arte come fosse Coca-Cola. Lo faccio anch’io.
  • Michelangelo, anche quando dipingeva, stava scolpendo.
  • L’Annunciazione di Leonardo, vista da vicino, è una cosa di una bellezza pazzesca.
1 commento
  1. Giulia Cerrone dice:

    a parte le considerazioni sul nostro modo attuale di “consumare” arte e informazioni, davvero come se fosse coca cola … sono proprio realtà come la Galleria degli Uffizi che sono inadatte, così come sono fruite, a permettere un nostro personale rapporto con le opere dei grandi. Bisognerebbe centellinare, come si fa con un vino o un cibo speciale, limitarsi a guardare pochi quadri, provare a stabilire contatti autentici. Quando facevo l’insegnante e ci portavo i miei alunni, si trattava sempre di fargli visitare poche sale e “raccontare” loro la storia di quello che vedevano. Lo faccio tutt’ora io, quando entro in un grande museo, scelgo qualcosa con cui entrare in contatto: La Vergine delle rocce di Leonardo al Musée du Louvre, o la merlettaia di Vermeer o Amore e Psiche di Canova … o .. bisogna scegliere e scendere in profondità. Concordo sul senso di meraviglia davanti a Leonardo da Vinci.

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