Le fragole, per dire

In questi giorni, un po’ di giardinaggio.
La mia prima volta con le fragole.
E siccome non sono un improvvisatore (con tutte le complicazioni che questa cosa porta con sé), mi sono letto almeno qualcosa, prima di procedere con l’operazione.
Ho incontrato un’espressione: “mettere a dimora“.
Io pensavo di “piantarle”.
Le stavo “mettendo a dimora”.
Mi sono detto che c’è qualcosa di bello, in quest’idea (mettere a dimora una pianta, collocarla nel terreno perché vi rimanga definitivamente – dal dizionario Garzanti).
Che ci sono una serie di cose che ognuno di noi fa, e che hanno a che vedere con il “mettere a dimora”.
Cose anche importanti.
E che non necessariamente hanno a che vedere con il giardinaggio.

Per dire, a volte, i linguaggi settoriali, specialistici…

Pacciamatura, invece, mi piace molto meno.

3 commenti
  1. Cristina dice:

    “Mettere a dimora” sa di casa e di un lento andare di coccole.
    “Pacciamatura” ha un suono orribile, richiama il fango molto liquido, ecco sì, un liquame del quale non ti liberi con una scrollata di passo, ma che insiste nel cammino con te. No. Confermo. Non mi piace.

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