Erasmus per imprenditori

Il programma Erasmus, nato nel 1987 con l’obiettivo di creare scambi tra studenti universitari dell’Unione Europea, ha offerto a molti studenti la possibilità di confrontarsi con ambienti universitari, culture, metodologie di formazione diversi rispetto a quanto si può trovare nelle università italiane.
E per molti è stata la prima esperienza internazionale, quella che ha incoraggiato a intraprendere carriere che non limitassero il proprio orizzonte al panorama italiano.
Oggi alla stessa tipologia di programma possono accedere anche giovani imprenditori (o aspiranti tali), desiderosi di trascorrere da uno a sei mesi in un paese UE, lavorando al fianco di imprenditori locali con un grado di seniority tale da garantire un vero e proprio training on the job e l’apertura a nuovi network difficilmente raggiungibili se non attraverso questa via.

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Sebastiano Zanolli, le idee, la formazione

Sebastiano Zanolli ha rilasciato un’intervista per “Il sole 24 ore” di giovedì scorso.
Argomento: come uscire dalla crisi.
La ricetta di Sebastiano è, come sempre, centrata sull’uomo, sulle sue risorse, sulla sua capacità di trasformare la difficoltà in opportunità di crescita, la paura in risorsa interiore.
Il titolo dell’articolo dice molto: “Fuori dal tunnel con idee e formazione“.

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6+1 modi per farcela nel 2009

David Silverman, sul suo blog per Harvard Business Publishing, sottolinea sei linee guida imprenditoriali a cui attenersi per superare quest’anno che si annuncia difficile.
Le sei affermazioni sono il risultato delle sue conversazioni con alcuni imprenditori, che hanno sottolineato di vivere questi giorni con timore, ma anche con la ferma volontà di non mollare.

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A proposito di propositi…

… ecco i miei per questo blog.

Sui buoni propositi ho già scritto qualcosa tempo fa.
Diciamo che, anche questa, è una forma di “socializzazione dell’obiettivo“.

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Tanzan e Ekido

Presente su vari siti e su alcuni libri (questa versione la trovate qui), questa storia zen mi pare un bell’auspicio per tutti gli avventori di questo blog.

    Tanzan, un vecchio monaco, e il suo studente, Ekido, percorrevano insieme una strada fangosa. Lungo il cammino si travarono di fronte un ruscello, e videro in piedi sulla riva, esitante, una bellissima giovane giapponese, che indossava kimono e fusciacca.
    Tanzan disse alla giovane: “
    Vieni, lascia che ti aiuti ad attraversare” e, senza aggiungere altro, la sollevò, se la caricò sulle spalle e la portò dall’altra parte del ruscello. Quando raggiunse la riva, depose la goivane con molta delicatezza. Lei lo ringraziò e il vecchio riprese il cammino.
    Ekido, lo studente, si infuriò per il comportamento scandaloso del suo cosiddetto maestro, e riuscì a ritrovare la parola solo molto più tardi, a sera.
    Quando proprio non ce la fece più, sbottò: “
    Tanzan, sai bene che a noi monaci è vietato toccare le donne. Ma cosa ti è venuto in mente? Insomma, caricarti quella ragazza sulle spalle e portarla sull’altra riva del fiume!
    Tanzan sorrise del pudore offeso del suo studente e disse con calma: “
    Io ho posato la ragazza sull’altra riva del fiume. E tu perché te la porti ancora dietro?

Buon Natale a tutti!

Newsletter

Oggi ho aggiunto un nuovo modo per rimanere in contatto e seguire i contenuti del blog: la newsletter.

Periodicamente (da gennaio) invierò a tutti gli iscritti una mail con i nuovi articoli pubblicati e tutti i nuovi temi trattati sul blog.

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Due candeline

Oggi questo blog festeggia due anni di vita.

Ho iniziato con Gabriel Garcia Marquez:

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.

Devo dire che inizierei ancora così…

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Problem solving e prevenzione

Nel sul libro “Il cigno neroNassim Nicholas Taleb dedica un passaggio molto interessante a quella che egli definisce “un nuovo tipo di ingratitudine”.

    […] Ma esistono eroi ancora più bistrattati, ossia la tristissima categoria di coloro dei quali non sappiamo che furono eroi, che ci hanno salvato la vita, che ci hanno aiutato a evitare catastrofi. Tali personaggi non hanno lasciato traccia e non erano neanche consapevoli del loro contributo. Ricordiamo i martiri che sono morti per cause che conosciamo, mai quelli che hanno fornito un apporto altrettanto importante a cause di cui non siamo venuti a conoscenza proprio perché hanno avuto successo. La nostra ingratitudine verso i poeti maledetti non è niente rispetto a questo tipo di irriconoscenza. Questa tipologia di ingratitudine è molto più crudele: l’eroe silenzioso si sente inutile.

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Maestro unico

In una lettera a Aldo Carboni su Il sole 24 ore di ieri, un lettore ha chiesto lumi circa l’introduzione del maestro unico, esprimendo le proprie perplessità:

    Sento dire che il maestro unico risponderebbe ad un’esigenza peagogica, poiché i bambini avrebbero bisogno di un punto di riferimento preciso. Può darsi; ma se capita un cattivo punto di riferimento? Io vorrei avere avuto più di un maestro in prima elementare; perlomeno ci sarebbe stata la possibilità che uno mi avesse lasciato un buon ricordo.

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Ogni scarrafone…

Oggi, almeno in Lombardia, si è aperto l’anno scolastico.
Anche per le mie due figlie, una all’ultimo anno di materna, una in terza elementare.
Naturalmente, io le vedo decisamente più dotate della media degli altri bambini che conosco…

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