lucabaiguini.com su Facebook

In questi giorni sto testando un nuovo modo per rimanere in contatto e scambiarci idee ed opinioni: ho creato, per questo blog, un profilo pubblico su Facebook.
Oltre a trovare traccia degli articoli pubblicati, vorrei creare alcuni contenuti specifici per la pagina (penso soprattutto a suggerimenti di lettura e link esterni rispetto al blog), e lanciare alcuni temi che potrebbero, grazie ai vostri commenti, diventare poi materiale per alimentare il blog stesso.
Dopo un paio di giorni la pagina ha già superato il centinaio di fan (così si chiamano coloro che si iscrivono ai profili pubblici su Facebook – io preferisco chiamarli lettori).
Credo proprio, quindi, che diventerà un altro luogo interessante di confronto.

Se volete anche voi arricchire le fila di questa piccola community, ecco come fare:

1. Visitate la pagina del profilo pubblico cliccando qui.
2. Cliccate sul bottone “Diventa fan” in cima alla pagina per unirvi alla community
3. Visitate la bacheca di lucabaiguini.com per condividere idee e novità.

Conto davvero che la pagina si animi presto di contenuti interessanti.

Best of 2009

Concludo il 2009 riproponendovi alcuni degli articoli e delle tematiche che, per numero di lettori e numero di commenti suscitati, mi pare abbiano interessato gli avventori di questo blog.
Se qualcosa fosse sfuggito alla mia selezione, segnalatemelo.
E buon 2010 a tutti!

Partiamo dai temi che hanno tenuto banco:

Per concludere, alcuni tra gli articoli più letti:

  • Tesi, antitesi, sintesi
    Ci sono due modi per valutare un’idea, un progetto, un fatto: uno si basa sull’equanimità della valutazione, l’altro sul principio tesi, antitesi, sintesi. In questo articolo si esaminano le potenzialità di questa seconda modalità.
     
  • Sei miti da sfatare sulla creatività
    In una intervista a Fast Company, Teresa Amabile, mostrando i risultati di una ricerca frutto dell’analisi delle attività quotidiane di oltre 200 persone (per un totale di 12.000 giornate), smonta sei miti e luoghi comuni legati alla creatività ed agli ambienti e le pratiche le favorirebbero.
     
  • Workaholic
    I workaholics sono persone per cui lavorare non è una scelta, ma una necessità interiore a cui non si può sfuggire. Si tratta di una vera e propria dipendenza, con una caratteristica subdola: la sua congruenza con le aspettative sociali.
     
  • Rituali di time management
    Sul suo blog per Harvard Business Publishing, Peter Bregman condivide un piccolo trucco per mantenere il focus sulle attività e sfruttare così al meglio il proprio tempo indirizzandolo verso il raggiungimento degli obiettivi. Il rituale di time management che propone Bregman è in tre step, ed occupa circa 18 minuti su una giornata lavorativa di 8 ore.
     
  • I principali approcci al tema della leadership
    Un articolo che illustra i principali approcci al tema della leadership che si possono ritrovare nella letteratura, evidenziando gli elementi su cui ciascun approccio si focalizza.
     
  • Priming
    Si ha un fenomeno di priming quando uno stimolo precedente influenza la risposta ad uno stimolo successivo, anche se non vi è una correlazione diretta tra i due stimoli. Il priming impatta sui processi di decision making, ma può anche avere degli effetti positivi.
     
  • Libri in valigia, ecco la lista
    Una serie di suggerimenti di lettura da parte degli avventori del blog

Cultura giuridica, regole, controlli

Emergo ora dalla lettura del libro di Salvatore Rossi “Controtempo. L’Italia nella crisi mondiale”.
Si tratta di una lettura molto interessante, per molti versi.
Secondo Rossi, l’Italia vivrebbe in una sorta di controtempo rispetto alle altre economie sviluppate. Questo stesso controtempo ci ha permesso, in un certo senso, di uscire meno danneggiati di altri da questo periodo di crisi. Ma non ci si deve fare troppe illusioni: i problemi strutturali permangono, e se il sistema Paese non sarà in grado di cogliere questa occasione di rinnovamento, quelli che temporaneamente hanno rappresentato degli scudi contro l’imperversare della crisi si trasformeranno in fardelli sulla via della crescita.

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Auguri, molti

Tra i messaggi di auguri che ho ricevuto in questi giorni, uno mi ha colpito: riporta una citazione di Albert Einstein.
Si narra che un giorno il grande genio abbia proposto un test ai suoi studenti con una serie di domande già utilizzate in un esame precedente.
Qualcuno glielo ha fatto notare:

“Professore, i test sono uguali a quelli dello scorso anno”
“Non si preoccupi – sembra abbia risposto Einstein – nel frattempo sono cambiate tutte le risposte”

Mi sembra un bell’augurio, di questi tempi, quello di vivere questo cambiamento come una realtà appassionante piuttosto che come una minaccia.

Se è vero che si può continuare a porre e a porci le stesse domande, con l’aspettativa di trovare nuove risposte, allora c’è da lavorare di fantasia, di cooperazione, di condivisione.

È il mio augurio per voi.

Per parte mia, cercherò di continuare a farlo, in piccolo, in questo spazio.

Buon Natale

Modelli, complessità e vulgata

Ho ascoltato, in questi giorni, alcuni degli interventi dello scorso Festival dell’Economia di Trento.
Alcuni mi hanno interessato particolarmente. Uno di questi è un intervento di Luigi Spaventa in una sessione chiamata “Processo ai controllori e ai politici”.
Il format era quello di un vero e proprio processo, con un’accusa ed una difesa. Spaventa rappresentava l’accusa, appunto, ai contollori e ai politici, che poco o nulla avrebbero fatto per prevenire la crisi.
Voglio sottolineare, in particolare, un passaggio che riguarda, più che le autorità politiche e di controllo, gli economisti, perché mi sembra vi si esprima un concetto interessante.

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Libri in valigia, ecco la lista

Dai commenti a questo post, una lista di letture “raccomandate” per queste vacanze.

Saggi e romanzi di ogni genere, come vedete, ce n’è per tutti i gusti.

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Libri in valigia

Si avvicinano le vacanze.
Come lo scorso anno, mi piacerebbe condividere alcuni consigli di lettura per questo periodo in cui i tempi (auspicabilmente) si dilatano e magari ci si ritaglia qualche spazio in più per coltivare lo spirito.

Ecco che cosa ho già deciso di mettere in valigia:

La casa a Nord Est di Sergio Maldini
Qualche giorno fa, percorrendo in auto la bassa friulana mi sono ricordiato di questo romanzo che, molti anni fa, mi aveva colpito e credo, in certa misura, cambiato.
Tornato a casa, ho ripreso in mano il volume.

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Veduta lunga e fondamentali

In questi giorni alcuni temi ricorrono con una certa frequenza nelle mie letture e nelle conversazioni.
Dopo questo post, la visione complementare di Nicola Menicacci, lo stimolo di Luca Marcolin (in relazione all’intervento di De Rita al Festival dell’Economia di Trento e ad un suo interessante articolo).
E poi alcune frasi del libro di Padoa Schioppa, sentite citare in una trasmissione radiofonica, secondo cui la “veduta corta” (dal titolo del libro stesso) avrebbe fra le sue cause l’evoluzione della tecnologia.
Mi pare ci siano due fili rossi che guidano le nostre riflessioni:

  • la necessità di una visione lunga, strategica, d’orientamento
  • il ritorno ai fondamentali

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Ansia del futuro e dilatazione del presente

Enrico Letta mi sembra un politico interessante, sotto molti punti di vista.
Ho appena terminato la lettura del suo libro “Costruire una cattedrale“.
C’è un’idea di fondo, che anima la sua visione della politica e dell’economia: la crisi (economica, ma anche sociale) che stiamo vivendo affonda le sue radici nel “presentismo”, nell’atteggiamento diffuso di sacrificare il futuro (e gli investimenti che questo richiede) al presente ed alle visioni di breve periodo.
I sintomi: cicli politici sempre più brevi, sindrome da trimestrale, incapacità di realizzare riforme anche impopolari (sia politiche che economiche), ma che gettano le basi per la prosperità delle future generazioni.
E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.

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Mestieri anticrisi

È pratica diffusa, in questi giorni e su parecchie testate, quella di individuare quei mestieri che, pur in questo periodo di profonda crisi, mantengono o addirittura accrescono il numero di occupati.
Mestieri anticrisi, insomma.
A questo riguardo, però, mi pare che si tenda a fare di tutte le erbe un fascio, e ad accomunare mestieri che tra loro hanno poco a che vedere, non perché appartengano a settori molto diversi, ma piuttosto per le ragioni stesse che ne fanno mestieri “anticrisi”.
Non mi pare inutile, quindi, cercare di tracciare una minima tassonomia di questi mestieri, almeno per quel che ne posso capire io.
Anche perché, se il messaggio implicito (e in alcuni articoli che ho letto in questi giorni mi pare proprio che di questo si tratti) è quello che “cavalcare” questi mestieri potrebbe essere una buona strategia di self-marketing, allora forse qualche considerazione più approfondita è d’obbligo.

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