Le capacità del manager

Scimmie & management

Ieri Michael Jacobides ha parlato, a Bologna, di come “Ideare e strutturare un vantaggio competitivo in uno scenario dinamico”. Speech interessante.
Ha concluso raccontando di un esperimento (mi pare) istruttivo.

In una gabbia, 5 scimmie e, al centro, un piedistallo che permette di raggiungere delle banane appese al soffitto.
Quando una delle scimmie tenta di prendere le banane, tutte vengono investite da un getto di acqua fredda, che impedisce loro di raggiungere le banane.
Dopo alcuni tentativi, appena una scimma tenta di arrivare alle banane, le altre glielo impediscono per non essere spruzzate. Il risultato è quindi che nessuna tenta più di arrivare alla frutta.
Successivamente, una scimma viene tolta dal gruppo e ne viene inserita una nuova, che tenta subito di raggiungere le banane e, naturalmente, viene aggredita dalle altre, senza, peraltro, capire perchè.
Si procede qundi ad un altro avvicendamento. La scimmia cambiata in precedenza partecipa all’aggressione della nuova arrivata, anche se non ha idea del motivo.
Dopo aver cambiato tutte le scimmie (nessuna, quindi, è mai stata bagnata), tutte queste continuano ad aggredire le nuove arrivate che tentano di raggiungere le banane, sempre senza sapere perchè.

Non ho trovato la fonte da cui è tratto questo esprimento. Mi pare, però, una bella metafora. E che molti manager dovrebbero conoscerla.

Niente scuse… per decreto

In questo articolo di BBC News, il racconto di come un sindaco russo abbia bandito alcune frasi dal linguaggio degli impiegati del suo comune.
Eccone alcuni esempi:

“Non c’è denaro”
“Che cosa ci posso fare?”
“Stiamo pranzando”
“La giornata lavorativa è terminata”
“Qualcun altro ha i documenti”
“Non lo so”

Il sindaco sostiene di avere stilato la lista perchè stanco di sentire persone dire che i problemi sono impossibili da risolvere, invece che ipotizzare soluzioni.

Resta da stabilire se l’imposizione per decreto sia il più efficace dei mezzi per indurre i collaboratori ad assumersi responsabilità ed evitare gli scaricabarile. Ma, certo, un pensierino…
E tu, che frase bandiresti?

Articolo segnalato da Knowhr

Creatività

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Sul numero in edicola di Focus, un mio test:
Sei creativo e abitudinario?

Si tratta di una serie di domande, ma anche di alcuni giochi per mettere alla prova le proprie capacità di problem solving.

Se lo avete provato, e mi volete dare dei feedback, questo è il luogo adatto!

Manager superstar

Su Economia e Management, un editoriale originale di Gianmario Verona: “La corporate America dal ponte di comando“. L’incontro con i CEO di aziende Fortune 500 ha prodotto alcune chiavi di lettura della figura del top manager che mi pare offrano spunti di rilievo.
Interessante la prima parte dell’editoriale, che si concentra sugli elementi comportamentali:

Il dato di fatto di cui tutti i CEO […] sono consapevoli è quello di essere delle vere e proprie star. Non nel senso metaforico del termine, ma nel senso effettivo delle rockstar e dei divi di Hollywood. Dopo l’ondata che ha investito negli anni ottanta e novanta il mondo dello sport, sembra oramai a tutti evidente che il settore che i media hanno indicato come nuovo covo di celebrità è quello dell’economia e della finanza. […]
Questa ondata di attenzione, come si può ben immaginare, porta a prestare una maniacale cura alla propria immagine e reputation, e al principale vettore che le alimenta: la comunicazione. I discorsi rivolti al pubblico sembrano minuziosamente preparati e ciò non sorprende. Ma anche la comunicazione interna all’azienda, l’elemento che insiste più di altri sull’identità organizzativa e sulla chiarezza degli obiettivi da perseguire, è apparentemente gestita con particolare attenzione.

La rinnovata attenzione che molte business school pongono sulle cosiddette “soft-skills” mi pare in linea con questa analisi.

Cè un’altra considerazione molto interessante che riguarda il rapporto tra innovazione radicale e innovazione incrementale, e magari ne farò l’oggetto di un prossimo post.

Coaching e PNL

Su HR online di Luglio, un’intervista a Robert Dilts sul coaching.

Raul Alvarez (l’intervistatore) mette in evidenza la coerenza e l’allineamento di Robert.

Sottoscrivo.

Isaac Getz e la forza delle idee

Venerdì scorso ho potuto incontrare ed ascoltare Isaac Getz, uno dei guru della executive education.
Ha parlato per tutta una giornata dell’importanza che le piccole (o grandi) idee dei dipendenti possono avere in una organizzazione.
Alcuni dati: alla Toyota in 40 anni hanno generato e gestito 20 milioni di idee. Nell’ultima decade più di 1 milione di idee all’anno. Nella loro fabbrica in Giappone ogni dipendente genera 13 idee all’anno. Nel Kentucky addirittura 21.

Ecco una breve sintesi del Getz-pensiero:

[…] Dunque, che cosa abbiamo appurato? Che la creatività e la promozione delle idee dei dipendenti erano temi sprovvisti di ogni interesse per la maggioranza dei dirigenti!
Questo riscontro ha trasformato lo svolgimento della nostra indagine. Essa, ideata in origine come un esercizio classico, fondata sulle migliori pratiche in materia di creatività e management delle idee, si è trasformata in uno studio più ampio, più profondo e più ambizioso. Da quell’istante il nostro primo obiettivo è stato di decriptare le ragioni che motivano il disinteresse delle aziende in materia di creativià e di idee dei loro dipendenti, e di spiegare il perchè dovrebbero invece rivolgervi il proprio interesse.
A nostro avviso, questa problematica può essere divisa in tre parti. Innanzitutto, la gran parte dei manager europei non comprendono il potenziale della creatività e delle idee dei propri dipendenti. Poi pensano che i loro stessi collaboratori non abbiano la capacità necessaria per produrre idee utili. Infine dubitano dell’efficacia delle azioni destinate a incoraggiare la creatività e a promuovere la produzione e l’attuazione di idee. Di conseguenza, non realizzando procedimenti sistematici per incoraggiare, attuare e riconoscere efficacemente le idee dei loro collaboratori, impedendo di fatto lo sviluppo della creatività nella propria azienda. Sprecano così l’enorme potenziale posseduto. Come confermato da Arno Wiedenroth, presidente della Opel a Esenach:
Il presidente e direttore generale che non utilizza le idee spreca l’intelligenza. Se non valorizza le idee dei propri dipendenti, se non le verifica perché siano veramente attuate, allora spreca semplicemente del denaro.

(Tratto da Le vostre idee cambieranno tutto! – Il Sole 24 ore)

La conseguenza è che le aziende che vogliano sfruttare appieno il potenziale creativo dei propri dipendente devono trattare le idee come merce preziosa, e dotarsi di comportamenti, capacità, convinzioni in grado di applicarle e valorizzarle.

Effetto Medici

Ho già detto che è uno dei libri sulla mia scrivania in questi giorni.
Mi accingo a scrivere la recensione per E&M.
Nel frattempo, se a qualcuno interessa, ecco la mappa del libro (.pdf)

Paradossi e cambiamenti

Su Mente e cervello di luglio, un tributo di Nicola Nosengo a Paul Watzlawick.

Paradossi e cambiamenti

Un ricordo di Paul Watlzawick, esponente della scuola di Palo Alto e pioniere della terapia breve strategica: le sue intuizioni hanno rivoluzionato il rapporto tra terapeuta e paziente, spingendo il malato a scardinare con la logica gli schemi che caratterizzano il suo disturbo.

Sottoscrivo alla lettera.

Comunicare la sicurezza

Quelle che seguono sono le slides del mio intervento al convegno organizzato dalla Fondazione Maugeri “Dalle linee guida per un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul lavoro (SGSL) alla guida operativa”
Il titolo dell’intervento mio e del Prof. Franco Pugliese (le slides riguardano soltanto la mia parte) è:
Modelli di comunicazione del rischio al management aziendale”.
Abbiamo illustrato l’esperienza di comunicazione del “Documento di Valutazione del Rischio” nata dalla collaborazione tra Mindpoint e AUSL di Piacenza.

Viste così le slides dicono poco. Se, però, a qualcuno interessa il tema, sarò ben felice di condividere un’esperienza interessante e, credo, d’avanguardia.