Warren Buffett e l’irrazionalità

Dan Ariely, sul suo blog per Psychology Today, narra un episodio divertente della vita di Warren Buffett, a dimostrare come anche un uomo che ha fatto della razionalità e della capacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni uno strumento per ottenere ricchezza e potere debba, a volte, mettere in campo delle strategie per vincere la propria irrazionalità.
Una premessa: l’abilità di sovraperformare rispetto al mercato richiede non soltanto grande capacità di analisi, ma anche grande controllo della propria emotività, per evitare di farsi trascinare dai momenti di euforia o deprimere dai momenti (inevitabili) di panico sul mercato. Seguire la regola dell’Oracolo di Omaha (così viene chiamato Buffett) “compra quando tutti gli altri vendono e vendi quando tutti gli altri comprano” richiede una grande quantità di self control.

Continua a leggere

C’è obiettivo e obiettivo

Ci sono due modi diversi di porsi un obiettivo: uno è quello di orientare la formulazione dell’obiettivo stesso in termini di “che cosa si vuole ottenere“, l’altro è quello di pensare, invece, a “ciò che si vuole evitare“. In PNL questi due approcci vengono chiamati “Andare verso” e “Allontanarsi da“.
Il più delle volte uno stesso obiettivo può essere posto in entrambi i modi, a seconda di quale lato della medaglia si osservi.
Potrei voler iniziare una dieta per “rimettermi in forma e vivere in salute” oppure per “evitare malattie cardiocircolatorie“.
La domanda è: il modo di “incorniciare” l’obiettivo, ha una qualche influenza sul suo raggiungimento e sulla soddisfazione che ne deriva?

Continua a leggere

Ancora sui buoni propositi

Chi, all’inizio dell’anno, non ha stilato la sua lista dei buoni propositi per il 2009 scagli la prima pietra.
Oggi, 28 gennaio, quanti di questi propositi sono sopravvissuti, per quanti si può registrare almeno un passo avanti?
Nel 1998 Elizabeth Miller e Alan Marlatt della University of Washington hanno condotto una ricerca per indagare quali sono i fattori che determinano una maggiore probabilità di soddisfare i buoni propositi e raggiungere gli obiettivi.

Hanno scoperto che le persone che mettono in campo un costante processo di revisione dei loro progressi e trovano il modo di superare gli ostacoli hanno più possibilità di farcela.

Continua a leggere

Corso Time Management

Permettetemi un piccolo spot: Mindpoint organizza per il 14 e 15 novembre prossimi un corso aperto al pubblico.
Il titolo è “Time management. Come valorizzare al meglio il proprio tempo e le proprie risorse“.
La location è davvero bella e particolare: il Museo Mille Miglia di Brescia.
Il docente sono io…

Continua a leggere

Obiettivi ben formati

Un nuovo basic, che questa volta ha a che vedere con il goal setting, più precisamente con il tema degli obiettivi ben formati.

Obiettivi S.M.A.R.T.

Le teorie sulla costruzione di obiettivi ben formati sono parecchie.
La più famosa è quella secondo cui gli obiettivi che poniamo a noi stessi o ad altri dovrebbero essere “S.M.A.R.T.“.

Continua a leggere

Tentazioni e autocontrollo

Un paio di settimane or sono ho avuto l’opportunità di conoscere, peraltro in un contesto davvero bello, Alessandro Bucciol, giovane economista dell’Università di Padova, ora ad Amsterdam.
Una coincidenza davvero curiosa vuole che, proprio pochi minuti prima di incontrarlo, io avessi ceduto a quella che per me è la più insidiosa delle tentazioni: la cioccolata.
Eravamo, infatti, ad un party organizzato da un comune amico, ed un Maître Chocolatier stava deliziando gli ospiti con delle prelibatezze che solo a pensarci sento già nostalgia.
Come potete immaginare, ne avevo fatto incetta.
Ora, proprio di questo (tra altre cose) si occupa Alessandro: di tentazioni e di mancanza di autocontrollo.

Continua a leggere

Sognatore, realista, critico

Questo post sul cambiamento mi ha ricordato l’analisi di Robert Dilts sulle tipologie di soggetti che entrano in gioco nelle fasi di cambiamento: il sognatore, il realizzatore, il critico.

Il sognatore
E’ orientato al futuro, al sogno, alla costruzione della vision
E’ in grado di generare alternative e scelte
Mantiene il focus sulla crezione di idee e contenuti
Esprime gli obiettivi in positivo

Continua a leggere

Leader e manager come gli atleti

Su HBR Italia, un articolo di Graham Jones, psicologo dello sport, che traccia un parallelismo tra le caratteristiche che fanno di un atleta un campione e le capacità richieste ad un leader o ad un manager.
Ecco l’elenco di queste caratteristiche:

  • La capacità di gestire situazioni con un elevato grado di stress e pressione, che significa:
    • concentrarsi sulla propria capacità di eccellere
    • disporre di un mix equilibrato tra focus interno e capacità di autogestione
    • alternare l’impegno nell’ambito delle diverse attività
  • La capacità di concentrarsi sul lungo termine, che dà la forza di superare una sconfitta o una crisi
  • La capacità di sfruttare la competizione per trarne il maggior stimolo possibile
  • La capacità di reinventarsi continuamente, pretendendo feedback onesti e implacabili
  • La capacità di festeggiare le vittorie, e quindi di trovare le energie per obiettivi ancora più ambiziosi
  • La capacità di coltivare la volontà di vincere in ogni momento

Leggendo questa lista, mi sento molto debole sul primo punto: non amo la pressione… secondo Jones, però, è una cosa che si può imparare.
Sarà vero?

Self leadership secondo Dilts [2]

In questo post ho accennato alla definizione di self leadership data da Robert Dilts.
A completare il quadro, il modello dei "livelli di pensiero" delinea una mappa precisa di quali sono i livelli dell’organizzazione coinvolti nella gestione degli obiettivi e del cambiamento.

In sintesi, nel momento in cui un’organizzazione si pone un obiettivo (o avvia un processo di cambiamento), entrano in gioco diversi fattori, che si collocano a diversi livelli:

  • I fattori ambientali determinano le opportunità che si presentano all’esterno o i limiti che gli individui o le organizzazioni devono riconoscere e a cui è necessario reagire (dove, quando).
  • I fattori comportamentali sono le azioni specifiche che si intraprendono allo scopo di raggiungere efficacemente un obiettivo (che cosa).
  • Le capacità sono connesse alle mappe, ai piani ed alle strategie mentali che portano ad agire con successo. Esse governano il modo in cui le azioni vengono selezionate e monitorate (come).
  • I valori e le convinzioni forniscono il rinforzo che supporta o, al contrario, inibisce particolari capacità. Alle convinzioni e ai valori sono collegati il perché si scelga un determinato percorso e le ragioni più profonde che portano le persone e le organizzazioni ad agire e perseverare (perché).
  • L’identità riguarda il senso che le persone e le organizzazioni hanno del proprio ruolo e della propria mission. Essa deriva dal modo in cui un singolo individuo o un gruppo percepisce se stesso (chi).
  • I fattori spirituali riguardano la vision che le persone e le organizzazioni hanno rispetto al più ampio sistema di cui fanno parte. Questi fattori si riferiscono al per chi e al per che cosa si siano intraprese determinate azioni o percorsi (il fine).

Uno dei compiti principali del leader è, secondo Dilts, quello di mantenere allineati questi livelli, di mantenere, cioè, la coerenza interna del sistema.
Diversamente, nasceranno dei sabotatori al processo di cambiamento, o dei "killer" che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi.
L’essenza della leadership, quindi, consiste nel mantenere allineati i livelli di pensiero, garantendo in questo modo la coerenza del sistema rispetto agli obiettivi e al cambiamento auspicato.
Il mancato allineamento di uno qualsiasi di questi livelli con i restanti può determinare un’interferenza nel raggiungimento degli obiettivi, della vision e della mission organizzative.
Un esercizio efficace della leadership e, di conseguenza, del cambiamento organizzativo, richiedono la capacità di riconoscere ed affrontare con strumenti specifici le questioni che sorgono a ciascuno di questi livelli.

 

Self leadership secondo Dilts [1]

Qualche tempo fa mi è capitato di sentire Robert Dilts parlare di Self leadership e livelli logici.
E’ stata una giornata interessante (con Dilts non è raro che accada).
Ecco alcuni spunti:

Definizione di leadership
Nel suo senso più ampio, la leadership può essere definita come l’abilità di coinvolgere gli altri nel processo di perseguire un obiettivo all’interno di un sistema più ampio o di un ambiente.
Schematizzando:

leadership_dilts.gif

 

Per essere in grado di padroneggiare tutti gli aspetti chiave della leadership, si devono interiorizzare una serie di abilità:

Padroneggiare il sè (i propri stati interni)
Allineare la visione e l’azione
Essere congruenti con il proprio messaggio
Acquisire consapevolezza delle proprie mappe mentali e dei propri assunti

Padroneggiare la comunicazione
Sviluppare abilità di comunicazione verbale e non verbale
Utilizzare in maniera consapevole i canali rappresentazionali
Interpretare e gestire i metamessaggi

Padroneggiare le relazioni
Essere in grado di assumere prospettive multiple
Comprendere i diversi stili di pensiero
Riconoscere le intenzioni positive

Padroneggiare lo spazio problema (il sistema)
Effettuare un’analisi complessiva del sistema
Individuare gli elementi e le tematiche rilevanti
Spezzettare gli obiettivi (chunking)

Tornerò sull’argomento con altri spunti.