Lo sviluppo delle risorse umane, la competitività e il principio del midsize

Tra qualche giorno terrò una relazione sul rapporto tra sviluppo delle risorse umane e competitività.
Sto, dunque, riflettendo su questo tema.
Il punto è questo: la formazione e lo sviluppo delle risorse umane rappresentano in sè una fonte di vantaggio competitivo, oppure il meccanismo è più complesso?
Credo sia valida la seconda ipotesi, e cerco di esprimere il perché utilizzando un’analogia creata da Edoardo Lombardi Vallauri: il principio del midsize.

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Manager, a studiare filosofia!

Su “Il mondo” Elena Basilisco ci spiega come in molte business school europee, all’interno dei programmi MBA, vengano inseriti corsi su letteratura, cinema, filosofia, epistemologia.
Obiettivo?
Affrontare discipline quali filosofia, storia delle civiltà, arte e letteratura moderna è necessario per un uomo d’azienda che deve sapersi muovere in un mondo in trasformazione, imparando a utilizzare strumenti innovativi per interpretare la realtà. (David Bach, reponsabile programma MBA dell’IE di Madrid).

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Formazione, creatività, innovazione

Su Ticonzero, un’intervista di Giovanni Lucarelli a Franco Amicucci.
Si tratta di uno scambio di idee piuttosto interessante e, a tratti, divertente.
I temi: creatività, crisi economica, ruolo della formazione.
Un frase di Amicucci mi ha colpito: alla domanda “Che ruolo svolge la formazione per i processi di innovazione?”, ha risposto

    Nelle fasi “vincenti” delle organizzazioni, la formazione viene utilizzata per consolidare e replicare i modelli che hanno portato al successo.
    Lo ritengo un errore, perché è proprio nelle fasi vincenti che occorre riflettere sull’innovazione continua e sulla comprensione degli scenari in divenire.

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Erasmus per imprenditori

Il programma Erasmus, nato nel 1987 con l’obiettivo di creare scambi tra studenti universitari dell’Unione Europea, ha offerto a molti studenti la possibilità di confrontarsi con ambienti universitari, culture, metodologie di formazione diversi rispetto a quanto si può trovare nelle università italiane.
E per molti è stata la prima esperienza internazionale, quella che ha incoraggiato a intraprendere carriere che non limitassero il proprio orizzonte al panorama italiano.
Oggi alla stessa tipologia di programma possono accedere anche giovani imprenditori (o aspiranti tali), desiderosi di trascorrere da uno a sei mesi in un paese UE, lavorando al fianco di imprenditori locali con un grado di seniority tale da garantire un vero e proprio training on the job e l’apertura a nuovi network difficilmente raggiungibili se non attraverso questa via.

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Sebastiano Zanolli, le idee, la formazione

Sebastiano Zanolli ha rilasciato un’intervista per “Il sole 24 ore” di giovedì scorso.
Argomento: come uscire dalla crisi.
La ricetta di Sebastiano è, come sempre, centrata sull’uomo, sulle sue risorse, sulla sua capacità di trasformare la difficoltà in opportunità di crescita, la paura in risorsa interiore.
Il titolo dell’articolo dice molto: “Fuori dal tunnel con idee e formazione“.

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Crisi e formazione aziendale

Si fa un bel dire che, proprio in tempi di crisi, la formazione dovrebbe rientrare tra le priorità delle aziende e delle organizzazioni.
In realtà, la formazione corporate fa le spese quanto e più di altri settori dei tagli al budget.
Lo conferma Bersin & Associates nel suo 2009 Corporate Learning Factbook, un’analisi completa e articolata del mercato della formazione aziendale negli Stati Uniti.

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MBA ai tempi della crisi

A quanto pare, quello degli MBA (specie full-time) è un mercato anticiclico.
Questi tempi di crisi, infatti, hanno prodotto un boom nelle iscrizioni agli MBA per tutte le maggiori business school italiane (SDA-Bocconi, MIP, Luiss, MIB), ma anche straniere.
Meglio passare questi mesi, quindi, dentro ad un’aula a costruire competenze e curriculum, piuttosto che dietro ad una scrivania e “sul campo”.
In realtà, la crescita delle iscrizioni agli MBA (sostiene Il Mondo) nei tempi di crisi è un dato storico: il mercato del lavoro diventa meno attrattivo, e, quindi, chi se lo può permettere pensa alla propria formazione, in attesa che il vento cambi (si spera in meglio).

MBA or not MBA?

Su Ticonzero, una ricerca condotta da Fabrizio Gerli sull’impatto di un MBA su carriera e compensation.

Pur con i limiti (evidenziati anche dall’autore) di una ricerca condotta su un campione limitato e per un periodo di tempo non lunghissimo, alcune conclusioni mi sembrano interessanti.

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Time management e comunicazione circa il tempo

Durante le ultime settimane ho tenuto un paio di incontri formativi (4 ore ciascuno) frutto della partnership tra Mindpoint e l’Ordine dei Dottori e Ragionieri Commercialisti di Brescia.
Il titolo dell’intervento era: Priorità 1: il Tempo. La gestione del tempo per il professionista e i suoi collaboratori.
Alle due sessioni hanno partecipato circa 200 commercialisti in totale.
Condivido le slide dell’evento, che mi è parso molto interessante.

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The seven (or more) habits of high effective trainers

È il titolo di un post (o, magari, di una serie di post) a cui sto lavorando in questi giorni.
Sono stato fortunato: ho incontrato molti bravi formatori.
Per questo mi sono fatto attrarre dall’idea di costruire (alla Covey) un elenco delle caratteristiche, convinzioni, capacità personali che servono a rendere efficace l’azione di un formatore.

Poi mi sono detto che un post del genere è meglio (e più divertente) scriverlo a più mani.

Vi è capitato di incontrare formatori che hanno saputo avere un impatto sul vostro modo di pensare, di agire, di essere?

Quali capacità hanno dimostrato? Quali le loro caratteristiche?

A voi la parola!