Borse di studio per la scuola Assocamuna

Vi ho già accennato qui alla Scuola di Alta Formazione Assocamuna, iniziativa molto interessante sia per il format che per gli attori in gioco.

Segnalo che sono disponibili anche quattro borse di studio che coprono l’intero costo di iscrizione alla scuola per neo-laureati o neo-imprenditori.

Il bando è scaricabile direttamente dal sito di Assocamuna.

Riprendo, qui di seguito, parte del comunicato stampa che pubblicizza scuola e borse di studio.

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Varietà e appropriatezza

Mi succede sempre più spesso di condividere in aula alcune considerazioni sulle logiche generali della formazione, con riferimento, in particolare, al Comportamento Organizzativo e al Personal Development, di cui mi occupo.
Credo che gli assi di sviluppo su cui si muovono questi percorsi formativi siano due: l’asse della varietà e l’asse dell’appropriatezza.

Per varietà intendo la possibilità di scelte comportamentali diversificate, per cui l’obiettivo di questa fase del percorso formativo ha a che vedere con l’introduzione di alternative comportamentali le più ampie possibile.
Per dirla con Maslow: “Quando l’unico strumento che possiedi è un martello, ogni problema comincia ad assomigliare a un chiodo”.

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A confronto con i modelli

In un discorso tenuto ai laureandi della Harvard Business School e riportato su Harvard Business Review, il Prof. Clayton M. Christensen presenta alcuni concetti densi e intensi.
Tutto l’articolo vale una lettura.
Mi soffermo su un passaggio, che mi sembra attinente con il mio mestiere di formatore, e sul quale mi sento particolarmente in sintonia.

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Master d’autunno

Tempo di rientri, e magari di pianificazione per un percorso formativo da affrontare nell’anno accademico 2010-2011.
Il Mondo in edicola questa settimana, a pagina 58, presenta un resoconto, a cura di Gaia Fiertler, dei percorsi formativi e master che, in partenza nei prossimi mesi, raccontano di quali siano le tematiche calde anche da un punto di vista occupazionale, almeno secondo le maggiori Business School italiane.

Eccone un elenco sintentico:

  • Marketing e multicanalità
  • Green economy
  • Energie rinnovabili
  • Costruzione e gestioni di impianti nucleari
  • Imprese familiari e ricambio generazionale
  • Hospitality management
  • Internazionalizzazione e mercati emergenti

Nel caso non sapeste che cosa fare a breve…

Una piccola business school in Vallecamonica

Prende vita in questi giorni un’iniziativa a cui tengo molto: Assocamuna Scuola di Alta Formazione Manageriale.
Si tratta di una piccola business school nata da una partnership tra MIP e Assocamuna, un’associazione tra imprenditori della Vallecamonica e del Sebino (dove io vivo).
L’obiettivo è di portare la formazione manageriale di eccellenza di MIP su un territorio che ha vissuto una profonda trasformazione del tessuto produttivo e che, sotto certi aspetti, è ancora alla ricerca di un propria identità e di un modello di sviluppo.

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Business school in classifica 2010

Come ogni anno, Espansione pubblica il ranking delle business school italiane, classificate secondo cinque criteri: notorietà, qualità della docenza, vicinanza al mondo aziendale, qualità dei partecipanti ai master, internazionalità.
L’indagine è stata realizzata su un campione di 50 intervistati tra associati di Aidp, head hunter e selezionatori del personale.
I punteggi vanno da 1 a 5 per ogni criterio, così come nel giudizio complessivo.

MIP è sempre seconda dopo SDA Bocconi, rosicchia a quest’ultima un po’ del vantaggio e mantiene il primato per quanto riguarda qualità dei partecipanti e vicinanza alle imprese.

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MBA: sì, ma quando?

È questa la domanda a cui cerca di rispondere, sul blog del Wall Street Journal, Scott Rostan.
In particolare, è meglio affrontare un MBA dopo aver raccolto una o più esperienze professionali, oppure immediatamente dopo la fine del percorso universitario?
Secondo Rostan, questa seconda via merita una riflessione, nonostante molte business school richiedano un periodo minimo di lavoro per accettare gli studenti agli MBA.

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Il feedback nel processo formativo

Un articolo su HBR Italia di marzo intitolato “Potenziate il ciclo continuo di feedback dei clienti” (scritto da Rob Markey, Fred Reichheld, Andreas Dullweber) offre alcuni suggerimenti su come mettere le prime linee nelle migliori condizioni per accogliere rapidamente il ritorno di informazioni che si hanno dai commenti dei clienti ed implementare rapidamente strategie ed azioni di miglioramento della relazione con i clienti stessi.

Mi hanno incuriosito due cose: una check list in 5 punti che gli autori suggeriscono per verificare la capacità di un’organizzazione di raccogliere feedback e un indicatore sintetico (Net Promoter Score, NPS) messo a punto per classificare i clienti sulla base, sempre, dei loro feedback.

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Un MBA rende migliore un CEO?

Questa è la domanda a cui hanno cercato di rispondere i docenti dell’Insead Herminia Ibarra e Morten T. Hansen.
La prima parte della risposta è, come era facile immaginare, “dipende”.
Meno scontata è la seconda: dipende dall’età del CEO.
La ricerca condotta dai due studiosi ha infatti preso le mosse dalla constatazione che, a parità di altre condizioni, i CEO con un MBA performano meglio rispetto a coloro che non hanno conseguito il master in un ranking (i casi analizzati sono oltre 2.000), ma non quanto ci si potrebbe attendere. L’effetto di un MBA, infatti, impatta in media per 40 posizioni.

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Keynes, aspettative, pensiero critico

Lo scambio interessante di questi giorni ed il rincorrersi di alcuni temi negli ultimi due post (dedicati rispettivamente alle aspettative e al pensiero critico) mi ha ricordato un gioco che ricalca il cosiddetto “concorso di bellezza” di Keynes, citato da Matteo Motterlini nel suo libro “Trappole mentali“.

Il gioco consiste in questo: riunite un gruppo di persone e date loro le seguenti istruzioni (cito dal libro di Motterlini)

Scegliete un numero tra zero e cento e scrivetelo su un foglio senza mostrarlo agli altri. Dopodiché consegnatemi i foglietti e procederò a calcolare la media aritmentica dei numeri che avete scelto. Lo scopo del gioco è cercare di scegliere quel numero che pensate essere più vicino ai due terzi della media dei numeri scelti da tutti. Il vincitore è chi riuscirà ad avvicinarsi di più ai due terzi della media dei numeri scelti da tutti.

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