Lontani dalle etichette, specialmente in tempi di crisi

Il blog di John Baldoni offre spesso degli spunti interessanti. Uno mi pare quello contenuto nell’articolo In a crisis, avoid labeling.
La tesi è questa: i politici utilizzano spesso la pratica di etichettare i problemi.
Un esempio: l’assistenza alle aziende in crisi può essere definita da qualcuno “nazionalizzazione”, da altri “stabilizzazione”.
Queste semplificazioni hanno il chiaro fine di indirizzare il consenso. E funzionano perché parlano a dei seguaci più che a degli individui.
I manager dovrebbero evitare questa pratica, che comprime gli spazi del dibattito interno e sfavorisce l’emergere di una intelligenza collettiva e di modi alternativi di pensare, specialmente nei momenti di crisi.

E per evitare le etichette dovrebbero

  1. Evitare le generalizzazioni (arrivando anche a mettere in discussione i processi decisionali)
  2. Evitare il linguaggio delle ingiurie (guardando ai problemi ed alle decisioni come momenti in cui il contributo di tutti è utile, evitando di pensare in termini di amico/nemico)
  3. Evitare la censura (sia da parte dei manager verso gli esecutori, che viceversa)
  4. Non spersonalizzare (guardando agli individui più che ai ruoli o alla gerarchia)

Naturalmente, il processo di creazione delle etichette non è in sè negativo (anche perché questi meccanismi linguistici rappresentano un riduttore di complessità che, seppur nasconda delle insidie, è senz’altro utile).
Specialmente in momenti di crisi, però, gli svantaggi in termini di

  • rottura del dialogo tra i livelli della gerarchia
  • perdita di domande preziose (o di risposte preziose)
  • erosione della coesione dell’organizzazione
  • divisione degli individui in amici / nemici

sono ampiamente superiori ai vantaggi, perché minano ciò di cui c’è più bisogno nei momenti di difficoltà.

La mia opinione: l’articolo centra perfettamente alcuni aspetti (anche linguistici) che impattano fortemente sulle dinamiche di gruppo.
Certo, tra il dire e il fare, in questo caso, il mare è piuttosto ampio.
Anche perché non è facile evitare le generalizzazioni che stanno alla base delle etichette, visto che la loro generazione ha radici profonde negli stili di apprendimento, decisione, comunicazione.

 

Link all’articolo originale: In a crisis, avoid labeling

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