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	<title>Luca Baiguini &#187; Time</title>
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	<description>Training - Management - Leadership</description>
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		<title>Leadership: questione di quantità</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 07:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dinamiche di potere]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
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		<description><![CDATA[Uno studio mostra come i gruppi scelgano i loro leader sulla base di quanto ogni persona contribuisce alla discussione nel gruppo, anche quando questi contributi non dimostrano una reale competenza delle persone stesse.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.time.com/" target="_blank">Time</a>, un interessante <a href="http://www.time.com/time/health/article/0,8599,1878358,00.html">resoconto</a> di una ricerca svolta alla <a href="http://berkeley.edu/" target="_blank">University of California, Berkeley</a> da Cameron Anderson e Gavin Kilduff.<br />Lo studio mostra&nbsp;come i gruppi scelgano i loro leader sulla base di quanto ogni persona contribuisce alla discussione nel gruppo, anche quando questi contributi non dimostrano una reale competenza delle persone stesse.</p>
<p><span id="more-236"></span></p>
<p>Un campione di studenti divisi in gruppi di quattro doveva simulare una competizione per strutturare un&#8217;immaginaria organizzazione no-profit dedita all&#8217;ambiente. Un&nbsp;premio di 400 dollari sarebbe toccato alla migliore organizzazione (a giudizio degli stessi ricercatori). L&#8217;obiettivo era osservare come, all&#8217;interno dei gruppi stessi, emergesse una leadership.</p>
<p>Al termine del loro lavoro nei team, i membri di ogni squadra hanno espresso un giudizio sui loro compagni di lavoro, sia sul livello di influenza sul gruppo, sia (più importante) sul livello di competenza. Anche un gruppo di osservatori indipendenti ha espresso&nbsp;la stessa valutazione, e lo stesso hanno fatto&nbsp;Anderson e Kilduff. Ebbene, tutti i tre gruppi sono giunti alla stessa conclusione: le persone che avevano parlato di più durante le sessioni di teamwork erano valutati meglio sia a livello di &#8220;intelligenza in generale&#8221; che a livello di &#8220;affidabilità ed autodisciplina&#8221;. Le persone che avevano parlato meno, invece, venivano giudicate mediamente più &#8220;convenzionali e non creative&#8221;.</p>
<p>Gli individui dominanti nel gruppo ottenevano, quindi, un&#8217;alta capacità di influenzare perché erano percepiti come più competenti degli altri.<br />Ma era vero?<br />Per comprenderlo gli sperimentatori hanno ripetuto un esperimento simile, questa volta su un oggetto&nbsp;più facilmente misurabile: la matematica.<br />Questa volta, quindi, i team dovevano risolvere problemi matematici.<br />Di nuovo, gli individui che avevano parlato di più erano più facilmente descritti dai loro pari come leader, ma anche come persone competenti (in questo caso in campo matematico).<br />Ed a contare, ancora una volta, sembrava essere la quantità delle risposte date più che la loro qualità. I partecipanti all&#8217;esperimento, infatti, sembravano assegnare riconoscimento sia a chi rispondeva per primo, che a chi rispondeva per secondo o per terzo ad un quesito, e magari aggiungeva pochissimo rispetto a quanto detto prima.<br />Il risultato era che spesso chi veniva classificato come molto competente non era colui che aveva dato il maggior numero di risposte corrette. E nemmeno colui che, in altri test matematici, aveva ottenuto il punteggio più alto. Era semplicemente colui che aveva dato il maggior numero di risposte.</p>
<p>Le conclusioni degli autori: &#8220;<i>Gli individui dominanti si erano comportati in modo da apparire competenti, al di sopra ed oltre le loro reali competenze</i>&#8220;.</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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