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	<title>Luca Baiguini &#187; Taleb</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Tony Ciccione e il dottor John</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 14:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[modelli]]></category>
		<category><![CDATA[Taleb]]></category>

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		<description><![CDATA[I modelli assunti a presupposto delle ricerche spesso influenzano la lettura dei risultati tanto da non fornire più uno strumento che spiega la realtà, ma piuttosto un forte condizionamento nell'interpretazione dei risultati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La scorsa settimana ho assistito alla presentazione di una ricerca sugli assetti organizzativi delle PMI italiane.<br />
Progetto interessante, con aspetti davvero innovativi, ma che, nel suo impianto generale, mi ha suggerito alcune riflessioni critiche.<br />
L&#8217;approccio alla ricerca mi ha ricordato la famosa analogia delle piccole e medie imprese italiane con il calabrone. Le leggi della fisica e dell&#8217;aerodinamica dicono che non potrebbe volare, ma, al contrario, la realtà dimostra che il calabrone vola, eccome.<br />
Perché?<br />
La risposta è che il calabrone vola perché non conosce l&#8217;aerodinamica. Quindi lo fa e basta.</p>
<p><span id="more-615"></span></p>
<p>Ecco, mi pare che l&#8217;approccio accademico ad alcune tematiche sia proprio questo: c&#8217;è un modello ideale (archetipico, vorrei dire), e si confronta la realtà con questo modello, verificandone lo scostamento. Più la realtà si scosta dal modello e più il giudizio diventa critico.<br />
Anche gli strumenti con cui i risultati sono stati resi pubblici mi sembra ricalcassero questo mindset: si è fatto largo uso di radar graph, un metodo di rappresentazione che mostra lo scostamento tra una realtà ideale e i dati empirici, evidenziando come criticità le aree in cui lo scostamento è più elevato.</p>
<p>Ma quanto i ricercatori si sono occupati di verificare i presupposti del modello?</p>
<p>Questa riflessione mi ha ricordato alcuni passaggi del famoso libro di <a href="http://www.fooledbyrandomness.com/" target="_blank">Nassim Nicholas Taleb</a> &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788856501193/taleb-nassim-n/cigno-nero-come-l-improbabile.html?shop=812" target="_blank">Il cigno nero. Come l&#8217;improbabile governa la nostra vita</a>&#8220;.</p>
<p>Taleb, con la verve che gli è solita, mette a paragone il comportamento di due personaggi: Tony Ciccione e il dottor John.</p>
<p>Il primo è, secondo le parole dell&#8217;autore,</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>un non secchione di successo; ha un carattere allegro e conduce un&#8217;esistenza socievole [...]. Tony ha l&#8217;abitudine notevole di cercare di far soldi senza alcuno sforzo, solo per divertiris, senza fatica, senza lavoro d&#8217;ufficio, senza incontri, mescolando gli affari con la vita privata. Il motto di Tony è «cerca il credulone»; com&#8217;è ovvio spesso si tratta di banche, perché «gli impiegati se ne fregano». Per lui trovare i creduloni è una seconda natura. Se faceste un giro con Tony, vi basterebbe parlargli per avere la sensazione di saperne di più su come va il mondo.</em></p>
<p>Ecco, invece, la descrizione del dottor John:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>È un ex ingegnere che attualmente lavora come attuario presso una compagnia di assicurazioni. È snello, asciutto, porta occhiali e un completo scuro. [...]<br />
Il dottor John è l&#8217;organizzazione fatta persona, è prevedibile come un orologio.</em></p>
<p>Taleb, in passaggio del suo libro, mette a confronto i due ponendo a entrambi una domanda:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>N.N.T. </strong>(ossia io): Supponga che lanciando una moneta ci siano le stesse probabilità che esca testa o croce. La lancio novantanove volte e ottengo sempre testa. Che probabilità ci sono che nel prossimo lancio esca croce?</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Dottor John:</strong> Domanda banale. Il 50 per cento, naturalmente, perché ha assunto che esiste il 50 per cento delle probabilità per ogni esito e che i lanci siano indipendenti.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>N.N.T.: </strong>Le cosa dice, Tony?</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Tony Ciccione: </strong>Direi non più dell&#8217;1 per cento, naturalmente.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>N.N.T.:</strong> Perché? L&#8217;assunto iniziale è che esiste il 50 per cento di probabilità sia per testa che per croce.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Tony Ciccione:</strong> Se ti bevi la storia del 50 per cento o non capisci un cazzo o sei un vero babbeo. La moneta dev&#8217;essere truccata. Non può essere come dici tu [traduzione: è molto più probabile che i suoi assunti sulla probabilità siano sbagliati piuttosto che la moneta in novantanove lanci dia novantanove volte testa].</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>N.N.T.:</strong> Ma il dottor John ha detto il 50 per cento.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em><strong>Tony Ciccione</strong> (sussurandomi nell&#8217;orecchio): Li conosco quei tipi, ce n&#8217;era che lavoravano con me in banca. Pensano troppo lentamente, è facile farli fessi.</em></p>
<p>Ecco.</p>
<p>Mi pare che spesso i modelli di riferimento incombano sui ragionamenti tanto da rendere indiscutibili i presupposti.<br />
E così i modelli che dovrebbero spiegare la realtà, sono talmente autoreferenziali da non occuparsene.</p>
<div><span style="font-family: Helvetica, 'Times New Roman', 'Bitstream Charter', Times, serif; font-size: small;"><br />
</span></div>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Problem solving e prevenzione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/problem-solving-e-prevenzione.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/problem-solving-e-prevenzione.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 06:52:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Taleb]]></category>

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		<description><![CDATA[Taleb, nel suo libro "Il cigno nero", mostra come chi è in grado di prevedere e prevenire eventi negativi non riceva dalla storia un plauso paragonabile a chi, invece, ottiene riconoscimenti proprio in conseguenza dell'evento stesso.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel sul libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788842814788/taleb-nassim-n/cigno-nero-come-l-improbabile.html?shop=812" target="_blank">Il cigno nero</a>&#8221; <a href="http://www.fooledbyrandomness.com/" target="_blank">Nassim Nicholas Taleb</a> dedica un passaggio molto interessante a quella che egli definisce &#8220;un nuovo tipo di ingratitudine&#8221;.</p>
<ul>
<p><i>[...] Ma esistono eroi ancora più bistrattati, ossia la tristissima categoria di coloro dei quali non sappiamo che furono eroi, che ci hanno salvato la vita, che ci hanno aiutato a evitare catastrofi. Tali personaggi non hanno lasciato traccia e non erano neanche consapevoli del loro contributo. Ricordiamo i martiri che sono morti per cause che conosciamo, mai quelli che hanno fornito un apporto altrettanto importante a cause di cui non siamo venuti a conoscenza proprio perché hanno avuto successo. La nostra ingratitudine verso i poeti maledetti non è niente rispetto a questo tipo di irriconoscenza. Questa tipologia di ingratitudine è molto più crudele: l&#8217;eroe silenzioso si sente inutile.</i></p>
</ul>
<p><span id="more-194"></span></p>
<p>Quindi Taleb invita a fare un esperimento mentale: immaginiamo che un legislatore&nbsp;prima dell&#8217;11 settembre avesse avuto la lungimiranza di prevedere le modalità dell&#8217;attacco e fosse riuscito a prevenirlo imponendo, per esempio, alle compagnie aeree di dotare le cabine di pilotaggio di porte antiproiettile. Che cosa sarebbe accaduto? I terroristi non avrebbero potuto effettuare l&#8217;attacco, ma nessuno lo avrebbe mai saputo. Le compagnie aeree avrebbero preso questo obbligo come una nuova, inutile&nbsp;seccatura, e così i piloti e i passeggeri. <i><br />Vox clamantis in deserto</i>, il legislatore certamente non sarebbe passato alla storia. Egli stesso, sostiene Taleb, sarebbe morto pensando di non aver fatto nulla di utile.</p>
<p>Continuiamo a riempirci la bocca del fatto che la prevenzione è più utile della cura, ma, proprio per la sua invisibilità, la prevenzione non viene premiata.<br />Portiamo sugli scudi, invece, chi (riprendiamo l&#8217;esempio dell&#8217;11 settembre) ha compiuto gesti eroici che sono la conseguenza di miopia e di incapacità di prevenire.</p>
<p>E questo vale anche nel mondo del business: il manager protagonista di un salvataggio ha una visibilità infinitamente superiore rispetto a chi ogni giorno fa scelte che permettono ad aziende ed organizzazioni di non arrivare sull&#8217;orlo del baratro.</p>
<p>Taleb conclude così:</p>
<ul>
<p><i>&#8220;Esaltiamo coloro che hanno lasciato i loro nomi nei libri di storia a spese di coloro che hanno offerto un contributo, ma di cui i libri tacciono. La razza umana non è solo superficiale (in un certo senso, a questo si può rimediare), ma anche ingiusta&#8221;.</i></p>
</ul>
<p>Riflettendo su queste considerazioni, mi sono venuti in mente una serie di persone (manager, imprenditori, responsabili della sicurezza, persone comuni) che in questi ultimi tempi ho visto agire in ottica di prevenzione e che, con tutta probabilità, hanno evitato piccoli o grandi disastri.<br />A loro dedico questo piccolo post.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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