<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Luca Baiguini &#187; self marketing</title>
	<atom:link href="http://www.lucabaiguini.com/tag/self-marketing/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lucabaiguini.com</link>
	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 11:03:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Tutti (più o meno) uguali</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/02/diversity.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/02/diversity.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 Feb 2011 08:01:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[self marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1664</guid>
		<description><![CDATA[Da un'intervista di Luca Sofri a Jeff Bezos, fondatore di Amazon, alcune riflessioni sui fattori di vantaggio competitivo che sono uguali in molti, diversi contesti e culture.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.wittgenstein.it" target="_blank">Wittgenstein</a>, Luca Sofri intervista <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Jeff_Bezos" target="_blank">Jeff Bezos</a>, il fondatore di Amazon.<br />
L&#8217;intera intervista è piuttosto interessante.<br />
Sottolineo un passaggio. Si parla dell&#8217;apertura di <a href="http://www.amazon.it/gp/redirect.html?ie=UTF8&amp;location=http%3A%2F%2Fwww.amazon.it%2F&amp;tag=lucabaig-21&amp;linkCode=ur2&amp;camp=3370&amp;creative=24114" target="_blank">Amazon in Italia</a>, avvenuta il 23 novembre scorso, con un certo ritardo rispetto a molti altri Paesi europei.</p>
<blockquote><p><strong>Quindi il mercato italiano ai suoi occhi non è diverso da quello di altri paesi europei dove eravate già arrivati, come la Francia o la Germania?</strong><br />
No. Voi eravate pronti per l’e-commerce da tempo: eravamo noi a non essere pronti.</p>
<p><span id="more-1664"></span></p>
<p><strong>Significa che ciò che Amazon fa non ha declinazioni diverse nei vari paesi? Tutti i mercati sono uguali?</strong><br />
Sì. Capisco cosa intende. Noi umani vogliamo sempre trovare differenze, ma a volte ciò che conta è ciò che invece non è differente. In Amazon abbiamo capito che sulle cose principali i clienti sono uguali in tutto il mondo, i mercati sono gli stessi. Quando abbiamo aperto in Giappone ci dicevano che i giapponesi non avrebbero scritto recensioni sul sito: e ci siamo detti vabbè, le abbiamo ovunque, proviamo lo stesso. E i giapponesi le scrivono, le recensioni ai prodotti. Anche là vogliono prezzi bassi, scelta, assistenza affidabile, consegne rapide e sicure. Sono desideri universali. Non sono mai stato in un paese in cui le persone mi dicessero “Ah, Amazon sarebbe fantastico, se solo i prezzi fossero un po’ più alti…”. Mai. “Potreste mandarmeli più lentamente?”.</p>
<p><strong>Vero, ma non è rischioso dire ai clienti – in un tempo in cui prevale il messaggio “tu sei diverso, tu conti, tu sei speciale” – che in realtà sono uguali a tutti gli altri?</strong><br />
Quello glielo dice la varietà della nostra offerta, la più grande del mondo. Sulle grandi scelte tutti vogliono le stesse cose, e lo sanno. Ma quali cose, quale musica sentire, quali libri leggere, quale marca preferisci, queste sono le scelte che definiscono le persone: per questo noi vendiamo sia crema che cioccolato</p></blockquote>
<p>Mi sembra una bella domanda da porsi, in ottica strategica (a qualsiasi campo faccia riferimento la strategia, anche a quello della formazione).</p>
<p><strong>Quali sono le cose che i nostri clienti vogliono e sono uguali per tutti?</strong></p>
<p>E attenzione, Bezos dice che le grandi scelte, per i suoi clienti, non hanno a che vedere con quale libro scegliere, ma con il dove acquistarlo e a che prezzo. Certo, un libro è sempre lo stesso se acquistato su Amazon oppure alla libreria all&#8217;angolo. E così è per quasi tutti i prodotti venduti su Amazon. Il che significa che l&#8217;azienda di Bezos costruisce valore e vantaggio competitivo su fattori che sono comuni in molti contesti diversi (varietà dell&#8217;offerta, assistenza, prezzo, velocità di consegna).<br />
Mi domando, nelle mie attività, quali siano questi fattori. E nelle vostre?</p>
<p>Un&#8217;ultima nota: riporto un altro passaggio dell&#8217;intervista, davvero fantastico.</p>
<blockquote><p><strong>E in effetti per Amazon ha funzionato. Come se lo racconta, dopo diciassette anni, il successo pazzesco e rivoluzionario che è stato capace di creare?</strong><br />
Me lo spiego con un tempismo straordinario e una fortuna straordinaria. Direi: metà tempismo, metà fortuna. E il resto intelligenza.</p></blockquote>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2011/02/diversity.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Addio alle etichette</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/11/addio-alle-etichette.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/11/addio-alle-etichette.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 09:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[self branding]]></category>
		<category><![CDATA[self marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Seth Godin]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=298</guid>
		<description><![CDATA[Seth Godin sul suo blog sostiene che è tempo di dire addio alle etichette. Certo, questo impatta sui concetti stessi di carriera e di self branding, ma anche sull'identità delle organizzazioni, specie di quelle che offrono servizi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È tempo di dire addio alle etichette. Lo sostiene <a href="http://sethgodin.typepad.com/" target="_blank">Seth Godin</a> sul suo <a href="http://sethgodin.typepad.com/seths_blog/2009/11/ms-inbetween.html" target="_blank">blog</a>.<br />Diventa sempre più difficile nelle organizzazioni definire ruoli statici, job description vincolanti.<br />Le persone si abituano a portare cappelli diversi.<br />E se questo da un lato rende tutto più complesso, dall&#8217;altro apre le porte a nuove opportunità.<br />Il post di Seth Godin si conclude così:</p>
<ul>
<p><i>Se la sola ragione per cui stai indossando un solo cappello è che ha sempre indossato un solo cappello, questa non è una buona ragione.</i></p>
</ul>
<p><span id="more-298"></span></p>
<p>Mi sembrano conclusioni in linea con l&#8217;ultima parte dell&#8217;intervista a Drew Gilpin Faust di cui ho riportato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/11/drew-gilpin-faust-guardate-alle-opportunita.html" target="_blank">alcuni brani</a> ieri.<br />E questo impatta&nbsp;sui concetti stessi di carriera e di self branding, ma anche sull&#8217;identità delle organizzazioni, specie di quelle che offrono servizi.<br />Credo, ma qui mi interessa molto la vostra opinione, che si tratti di pensare, agire e comunicare&nbsp;le proprie capacità ad un livello di pensiero&nbsp;superiore.<br />Il difficile è conciliare la generalità delle competenze con l&#8217;efficacia della comunicazione delle stesse, che implica una certa precisione.<br />Proprio in questi giorni mi sono trovato a dover spiegare che cosa fa <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank">Mindpoint</a>.<br />I progetti che abbiamo messo in campo in questi anni vanno da un progetto&nbsp;per la <a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/06/comunicare-la-sicurezza.html">comunicazione del rischio occupazionale</a> alla fornitura di contenuti per un <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/05/allenamente.html">progetto editoriale</a> alla formazione fino all&#8217;organizzazione di eventi di team building.<br />Qual è il filo rosso?<br />E come comunicarlo?<br />Forse la nostra specificità&nbsp;è quella di comprendere con profondità le esigenze del cliente e di attivare un network di risorse che possono veicolare queste esigenze.<br />Certo, non è facile farlo comprendere senza apparire dei tuttologi.<br />Suggerimenti?</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2009/11/addio-alle-etichette.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mestieri anticrisi</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/mestieri-anticrisi.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/mestieri-anticrisi.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 21:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[self marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=252</guid>
		<description><![CDATA[Si fa un gran parlare di mestieri anticrisi, senza però spesso analizzare a fondo le dinamiche dell'occupazione di breve, medio e lungo periodo. Per questo può aiutare una tassonomia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È pratica diffusa, in questi giorni e su parecchie testate, quella di individuare quei mestieri che, pur in questo periodo di profonda crisi, mantengono o addirittura accrescono il numero di occupati.<br />Mestieri anticrisi, insomma.<br />A questo riguardo, però, mi pare che si tenda a fare di tutte le erbe un fascio, e ad accomunare mestieri che tra loro hanno poco a che vedere, non perché appartengano a settori&nbsp;molto diversi, ma piuttosto per le ragioni stesse che ne fanno mestieri &#8220;anticrisi&#8221;.<br />Non mi pare inutile, quindi, cercare di tracciare una minima tassonomia di questi mestieri, almeno per quel che ne posso capire io.<br />Anche perché, se il messaggio implicito (e in alcuni articoli che ho letto in questi giorni mi pare proprio che di questo si tratti) è quello che <i>&#8220;cavalcare&#8221; questi mestieri potrebbe essere una buona strategia di self-marketing</i>, allora forse qualche considerazione più approfondita è d&#8217;obbligo.</p>
<p><span id="more-252"></span></p>
<p>Innanzitutto, le due dimensioni che, mi pare, entrano in gioco: <b>ciclicità</b> e <b>dinamica&nbsp;di crescita</b>.</p>
<h2>Ciclicità</h2>
<p>A questo riguardo, si possono distinguere tre tipologie di professioni:</p>
<ol>
<li><b>Le professioni procicliche</b>: quei lavori che seguono il ciclo economico. <br />Maggiore richiesta in fase di espansione, riduzione del numero di occupati in fase di recessione.</li>
<li><b>Le professioni neutre rispetto al ciclo</b>: si tratta di tutti quei lavori in cui il numero di occupati è indifferente rispetto al ciclo economico.</li>
<li><b>Le professioni anticicliche</b>: in questo caso il numero di occupati si comporta in maniera inversa rispetto al ciclo economico. <br />Maggiore richiesta in fase di recessione, minore richiesta in fase di espansione.</li>
</ol>
<p>Naturalmente, in un periodo di recessione, sono sotto i riflettori soprattutto i mestieri <b>anticiclici</b>, visto che presentano un&#8217;espansione a fronte della riduzione o della costanza nel numero degli occupati delle altre tipologie di professione.</p>
<h2>Dinamica di crescita</h2>
<p>La seconda dimensione in gioco è quella della dinamica di crescita, che prende in considerazione l&#8217;andamento del numero di occupati al netto degli effetti del ciclo.<br />In questo senso si possono distinguere:</p>
<ol>
<li>Professioni che presentano una <b>crescita</b> nel numero di occupati</li>
<li>Professioni il cui numero di occupati è <b>costante</b></li>
<li>Professioni che presentano una <b>contrazione</b></li>
</ol>
<p>Questo, lo ripeto, senza tenere conto delle variazioni dovute al ciclo economico.</p>
<p>Naturalmente, queste due dimensioni (ciclicità e dinamica di crescita) possono essere incrociate in una matrice tre per tre, con nove situazioni diverse.<br />Ciascuna di queste situazioni presenta uno scenario competitivo diverso nel breve periodo, ma soprattutto nel medio-lungo periodo (a voi l&#8217;onere di un&#8217;analisi più puntuale e, se può essere interessante, aspetto vostre considerazioni nei commenti).<br />Credo quindi che sarebbe assolutamente miope basare una strategia di self marketing semplicemente su considerazioni di carattere congiunturale.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/mestieri-anticrisi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Self-promotion</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/self-promotion.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/self-promotion.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 07:30:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership development]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[self branding]]></category>
		<category><![CDATA[self marketing]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=224</guid>
		<description><![CDATA[Daisy Wademan Dowling propone alcuni suggerimenti su come vendere se stessi quanto il proprio posto di lavoro è a rischio
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Daisy Wademan Dowling su <a href="http://conversationstarter.hbsp.com/" target="_blank">Conversation Starter</a> di <a href="http://harvardbusiness.org/" target="_blank">Harvard Business Publishing</a> lancia una provocazione interessante, in un <a href="http://conversationstarter.hbsp.com/2008/11/how_to_sell_yourself_when_your.html" target="_blank">breve articolo.</a><br />Il titolo:&nbsp;&#8221;<b>Come vendere te stesso quando il tuo lavoro è a rischio</b>&#8220;.</p>
<p><span id="more-224"></span></p>
<p>La tesi centrale: </p>
<ul>
<p><i>Ricordate il vecchio adagio &#8220;ogni lavoro è vendita?&#8221;. È esattamente ciò che dovete fare proprio ora. Vendere voi stessi.<br /></i><i>Nel mio lavoro di coach con persone dalle alte performance, ho notato che costoro tendono a dividersi in due categorie:</i></p>
<ul>
<li><i>quelli che fanno parlare i risultati al loro posto</i></li>
<li><i>quelli che comunicano il loro valore ai loro capi, colleghi, superiori diretti, e anche a chiunque altro.</i></li>
</ul>
<p><i>Ebbene, quando si tratta di ricevere un aumento di stipendio o di essere promossi, il secondo gruppo normalmente ottiene risultati migliori. <br />E nelle crisi tende&nbsp;a sopravvivere.</i></p>
<p><i>Non fraintendetemi. Non vi sto invitando a vantarvi, e non sostengo che esista alcun sostituto di una buona performance. <br />Quelli che vi suggerisco sono modi specifici di promuovere voi stessi, in maniera discreta e con integrità &#8211; modi per mostrarvi come qualcuno di cui l&#8217;organizzazione ha bisogno per mantenersi. <br />In questo momento, non potete farne a meno.</i></p>
</ul>
<p>Ecco, dunque, i suggerimenti:</p>
<ol>
<li><b>Manda una mail al tuo capo lodando il lavoro di un giovane collaboratore su un progetto recente</b>. <br />Apparirai come un manager che valorizza il proprio team.</li>
<li><b>Chiedi al tuo capo feedback circa le tue priorità (piuttosto che le tue performance)</b>. <br />Fai una lista dei progetti e obiettivi chiave per i prossimi sei mesi. Il messaggio è: Sono un uomo di pensiero, ma anche d&#8217;azione.</li>
<li><b>Trova momenti per formare i tuoi collaboratori. </b></li>
<li><b>Arriva al lavoro presto.</b> Questo non significa lavorare di più. I senior tendono ad arrivare presto, e noteranno che tu sei lì.</li>
</ol>
<p>Soltanto tattiche?<br />Oppure davvero una maggiore attenzione alla self-promotion in questo momento può fare la differenza?</p>
<p>Che ne pensate?</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/self-promotion.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/25 queries in 0.035 seconds using memcached
Object Caching 599/645 objects using memcached

Served from: www.lucabaiguini.com @ 2012-02-08 14:06:30 -->
