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	<title>Luca Baiguini &#187; Psychology Today</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Curiosità e self-control: doti da leader</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/01/leadership-self-control.html</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Bush]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Psychology Today]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un articolo di Todd B. Kashdan, alcune riflessioni sulla relazione tra curiosità, self-control e esercizio della leadership in condizioni di mutamento e di incertezza. Mantenere un'elevata curiosità e sospendere il giudizio può portare a vedere gli eventi sotto nuove prospettive e a emettere giudizi informati, piuttosto che impegnarsi prematuramente su soluzioni basate su informazioni incomplete o errate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/curious/200907/what-psychological-science-says-about-obama-and-what-makes-effective-leader-in-t" target="_blank">questo articolo</a> sul suo <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/curious" target="_blank">blog</a> per <a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank">Psychology Today</a>, Todd B. Kashdan parla da un punto di vista psicologico delle differenze tra George W. Bush e Barak Obama (con qualche chiara preferenza per quest’ultimo).</p>
<p>Nell’articolo ci sono alcuni spunti generali interessanti, in ottica di psicologia della <a href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/leadership" target="_blank">leadership</a>: secondo Kashdan, le migliori doti di Obama (come politico e come leader) sono la sua <strong>curiosità</strong> e il suo <strong>self-control</strong>. La loro combinazione gli permette di vedere gli eventi sotto nuove prospettive e di emettere giudizi informati, piuttosto che impegnarsi prematuramente su soluzioni che, alla lunga, potrebbero rivelarsi basate su un bagaglio informativo quantomeno insufficiente, quando non errato.</p>
<p><span id="more-510"></span></p>
<p>Tutto ciò implica la capacità di valutare una situazione piuttosto che cercare di dominarla.<br />
In questo senso, Obama sta agendo anche quando in realtà sembra non fare nulla: sta permettendo alle situazioni di dipanarsi, aspettando la giusta breccia in cui infilarsi per esercitare efficacemente la propria leadership. Questo approccio è merce rara in questi tempi di fretta e di impazienza.<br />
Ma è l’unico modo per esercitare la leadership in un mondo che cambia così rapidamente.</p>
<p>Nell’ottica della <a href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/management/negoziazione" target="_blank">negoziazione</a>, questo implica una genuina curiosità per le prospettive altrui. Quali sono i valori e gli interessi che motivano la controparte?<br />
Come le aree di disaccordo possono essere riconosciute come principi opposti che, bilanciati, possono anche essere un reciproco arricchimento?<br />
Significa sospendere le proprie convinzioni e ascoltare con apertura.<br />
Il che non porta necessariamente ad accogliere il punto di vista altrui o a soluzioni di compromesso. Semplicemente, porta a raccogliere più elementi possibile per poi decidere con cognizione di causa.</p>
<p>Certo, per mantenere un atteggiamento curioso e aperto in situazioni stressanti (per esempio, di fronte ad una decisione di grande peso) c’è bisogno di capacità di tollerare l’incertezza e il disagio che questa provoca. In questo senso, la curiosità deve portare con sé una buona dosa di self-control.</p>
<p>La conclusione dell’articolo: abbiamo bisogno di leader che vadano alla ricerca di soluzioni nuove, invece che riciclare vecchi stereotipi. Abbiamo bisogno di leader interessati a come cambiare il proprio comportamento e i propri sentimenti per andare incontro a ciò che ogni situazione domanda loro.</p>
<p>Sottoscrivo.<br />
Naturalmente, questo non vale soltanto in politica.<br />
Certo, lì dove la posta in gioco è alta, forse, vale più che altrove.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Buoni propositi: meglio accogliere le resistenze</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/12/buoni-propositi-meglio-accogliere-le-resistenze.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/12/buoni-propositi-meglio-accogliere-le-resistenze.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 06:58:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi ben formati]]></category>
		<category><![CDATA[Psychology Today]]></category>

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		<description><![CDATA[Ronald Alexander sul suo blog spiega come trasformare le resistenze in alleati per il raggiungimento dei propri obiettivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/the-wise-open-mind/" target="_blank">suo blog </a>su <a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank">Psychology Today</a>, Ronald Alexander propone <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/the-wise-open-mind/200912/keep-your-new-year-s-resolutions-learning-how-embrace-your-resistance" target="_blank">una provocazione </a>che ha a che vedere con i buoni propositi di fine anno. Perché, si chiede, questi propositi non sono spesso che la rivisitazione degli stessi propositi dello scorso anno, e magari dell’anno precedente?<br />
Probabilmente perché alcune resistenze (consapevolmente o, più spesso, inconsapevolmente) si frappongono fra noi e il cambiamento desiderato.</p>
<p>Che farne, di queste resistenze?</p>
<p>Piuttosto che combatterle, sostiene Alexander, meglio accoglierle e farle diventare alleate del cambiamento.</p>
<p><span id="more-487"></span></p>
<p>Ecco come:</p>
<p><strong>Step 1: Conoscere e capire le proprie resistenze<br />
</strong>Il primo passaggio è quello di identificare le resistenze, guardando attentamente se ce ne sono di nascoste.<br />
Una volta identificate, invece che combatterle si dovrebbe coltivarle (Alexander usa la metafora di curarle, come fossero fiori, di uno strato protettivo di terra).</p>
<p><strong>Step 2: Capire qual è il vantaggio che portano queste resistenze</strong><br />
È quello che Dilts, nella sua <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/10/obiettivi-ben-formati.html" target="_blank">teoria sugli obiettivi ben formati</a>, chiama l’effetto positivo della situazione attuale.<br />
Ecco cinque possibili effetti positivi:</p>
<ol>
<li>Resistendo al cambiamento, si può evitare l&#8217;ignoto.<br />
Meglio non rischiare di cadere dalla padella nella brace.</li>
<li>Si può evitare di essere giudicati &#8220;strani&#8221;.</li>
<li>Si può evitare il fallimento.</li>
<li>Per quanto possa sembrare paradossale, resistendo al cambiamento si può anche evitare il successo (o, meglio, le conseguenze del successo).</li>
<li>Si può evitare di sentirsi colpevole.<br />
Prendersi un rischio cambiando si accompagna spesso con il senso di colpa generato dalle aspettative altrui.</li>
</ol>
<p>Il cambiamento, quindi, deve iniziare con un viaggio interiore che trasformi le resistenze da nemici in risorse interne che, invece che fare da ostacolo, diventino compagni di viaggio e agenti di consapevolezza e motivazione.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>10 cose da sapere sulla procrastinazione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/10-cose-da-sapere-sulla-procrastinazione.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/10-cose-da-sapere-sulla-procrastinazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[procrastinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psychology Today]]></category>
		<category><![CDATA[Timothy Pychyl]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un'intervista a Joseph Ferrari e Timothy Pychyl, le 10 cose da sapere circa la procrastinazione, cioè la tendenza a rimandare lo svolgimento di compiti anche importanti
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <a href="http://www.psychologytoday.com/node/24800" target="_blank">articolo</a> interessante su <a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank">Psychology Today</a>.<br />Già l&#8217;inizio è provocatorio:</p>
<ul>
<p><i>Ci sono molti modi per evitare di avere successo, ma uno dei più sicuri potrebbe essere la procrastinazione. <br />I procrastinatori si auto-sabotano. <br />Mettono ostacoli sul loro stesso cammino. In realtà, scelgono cammini che compromettono la loro performance.</i></p>
</ul>
<p><span id="more-273"></span></p>
<p>Ed ecco le 10 cose da sapere (frutto di un&#8217;intervista di <a href="http://www.psychologytoday.com/articles/authors/hara-estroff-marano">Hara Estroff Marano</a> a <a href="http://condor.depaul.edu/~jferrari/" target="_blank">Joseph Ferrari</a> e&nbsp;Timothy Pychyl).</p>
<ol>
<li>Il 20 per cento delle persone si descrive come procrastinatore cronico.</li>
<li>Non è un gioco, anche se la nostra cultura non ci porta a considerarlo un problema. Rappresenta, invece,&nbsp;un serio problema di auto-regolazione.</li>
<li>La procrastinazione non è un problema di time management o di pianificazione.</li>
<li>Procrastinatori si diventa, non si nasce</li>
<li>La procrastinazione è un anticipatore dell&#8217;utilizzo di alcool per le persone che bevono.</li>
<li>I procrastinatori mentono a se stessi (con frasi del tipo &#8220;<i>Starò meglio se lo farò domani</i>&#8220;, oppure &#8220;<i>Lavoro meglio sotto pressione</i>&#8220;, o ancora &#8220;<i>La pressione sul tempo mi rende più creativo</i>&#8220;).</li>
<li>I procrastinatori ricercano attivamente delle distrazioni, particolarmente quelle non troppo impegnative. Il controllo delle email è un&#8217;attività praticamente perfetta in questo senso. La distrazione è un modo per tenere a bada le emozioni (come, per esempio, la paura del fallimento).</li>
<li>Ci sono diversi modi di procrastinare, e diverse possono esserne le ragioni. <br />Ferrari individua tre tipi di procrastinatori:</li>
<ul>
<li><b>i cercatori di eccitazione</b>: aspettano l&#8217;ultimo minuto per vivere l&#8217;euforia da rush finale</li>
<li><b>gli evitatori,</b> che possono evitare il fallimento, ma anche il successo. In entrambi i casi sono estremamente preoccupati di ciò che la gente potrebbe pensare di loro</li>
<li><b>i procrastinatori decisionali</b>: coloro che non riescono a prendere una decisione. Evitare la decisione li assolve dalla responsabilità dei risultati.</li>
</ul>
<li>La procrastinazione ha costi molto elevati, in termini di salute, di lavoro (specie se in team), di relazioni .</li>
<li>I procratinatori possono cambiare il loro comportamento, ma facendolo comsumeranno molte energie psichiche. E questo non significa che si sentiranno trasformati internamente.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/04/la-formula-della-procrastinazione.html">La formula della procrastinazione</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/03/contro-la-procrastinazione-pensa-concreto.html">Contro la procrastinazione, pensa concreto!</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/01/ancora-sui-buoni-propositi.html">Ancora sui buoni propositi</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/02/ce-obiettivo-e-obiettivo.html">C&#8217;è obiettivo e obiettivo</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/09/procrastinazione-e-perfezionismo.html">Procrastinazione e perfezionismo</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/08/procrastinazione.html">Procrastinazione</a></li>
</ul>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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