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	<title>Luca Baiguini &#187; priming</title>
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		<title>Priming</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/priming.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/priming.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 14:51:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decision making]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[priming]]></category>

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		<description><![CDATA[Si ha un fenomeno di priming quando uno stimolo precedente influenza la risposta ad uno stimolo successivo, anche se non vi è una correlazione diretta tra i due stimoli. Il priming impatta sui processi di decision making, ma può anche avere degli effetti positivi.
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.novaonline.ilsole24ore.com/">Nòva</a> dello scorso 23 Aprile, un articolo (anzi, a dire il vero, un serie di articoli)&nbsp;di Luca Chittaro sul priming.<br />Il tema era già stato oggetto di alcune riflessioni <a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/11/il-cervello-del-valutatore.html">in questo post</a>.<br />Innanzitutto, di che cosa stiamo parlando?<br />Si ha un fenomeno di <b>priming</b> quando uno stimolo precedente influenza la risposta ad uno stimolo successivo, anche se non vi è una correlazione diretta tra i due stimoli.</p>
<p><span id="more-254"></span></p>
<p>Ci sono esperimenti anche (in un certo senso divertenti) che spiegano questa affermazione: alcuni studenti vengono invitati dai ricercatori a risolvere un gioco&nbsp;in cui devono mettere in ordine delle&nbsp;parole per formare frasi di senso compiuto. La maggior parte delle parole hanno a che vedere con un comportamento scortese (arrogante, rude, sgarbatamente, cattive maniere, eccetera). <br />Altri studenti, invece, risolvono lo stesso gioco, ma utilizzando parole che richiamano un comportamento cortese (pazienza, discrezione, gentilezza, eccetera). Poi, le persone appartenenti ai dur gruppi sono invitate a sostenere un colloquio con un docente. <br />Quando arrivano davanti allo studio del docente, lo trovano impegnato. <br />Chi aspetterà di più prima di interrompere il docente ed attrarne l&#8217;attenzione? <br />Gli studi&nbsp;mostrano come gli appartenenti al primo gruppo siano molto meno disponibili ad attendere rispetto a quelli del secondo gruppo. <br />Eppure non dovrebbe esserci una correlazione diretta tra i due comportamenti: che c&#8217;entra il gioco svolto con la disponibilità ad attendere?<br />Naturalmente, questo meccanismo impatta pesantemente sui processi di <a href="http://www.lucabaiguini.com/decision-making/">decision making</a>.<br />Per usare le parole&nbsp;di Chittaro:</p>
<ul>
<p><i>Il <b>priming</b> sfrutta il meccanismo automatico, non ragionato, dell&#8217;attivazione degli schemi mentali: lo stimolo sensoriale (parola, suono, immagine, odore&#8230;) del priming ci dà l&#8217;imbeccata che evoca una particolare situazione, gruppo sociale o tratto caratteriale e, senza l&#8217;intervento della nostra volontà, la nostra memoria ci serve subito lo schema mentale corrispondente, che andrà ad influenzare le nostre decisioni, interpretazioni e comportamenti rispetto a ciò che ci accade attorno.</i></p>
</ul>
<h2>Un uso positivo del priming</h2>
<p>Il priming non ha soltanto un impatto negativo sull&#8217;indipendenza di giudizio (e, quindi, sulla capacità di decision making).<br />Una volta che se ne conosce&nbsp;il funzionamento, ci si può difendere dagli errori generati dal priming, e magari perfino sfruttarlo per rendere più efficaci i nostri comportamenti.<br />È sufficiente sottoporsi ad un priming &#8220;positivo&#8221;, i cui effetti possono essere maggiore attenzione, sensibilità, focalizzazione, eccetera.<br />E questo vale sia per noi che per gli altri.<br />In questo senso, mi pare che il tema abbia una qualche correlazione con quanto trattato nel mio post precedente sulla <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/04/e-non-chiamatelo-ufficio.html">progettazione degli ambienti di lavoro</a>.</p>
<p>Comunque, ancora una volta, le <a href="http://www.lucabaiguini.com/scienze-cognitive/">scienze cognitive</a> contribuiscono a spiegare come i meccanismi decisionali e comportamentali siano il frutto di un&#8217;interazione complessa tra una serie di fattori.<br />E alcuni dei fattori che entrano in gioco mettono in evidenza&nbsp;delle vulnerabilità francamente imbarazzanti.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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