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	<title>Luca Baiguini &#187; PNL</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Mind reading</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/07/mind-reading.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 06:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[Chittaro]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un articolo di Luca Chittaro, alcune considerazioni sulla capacità di valutare le nostre performance in ottica di public speaking adottando la posizione percettiva del pubblico]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul suo <a href="http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/" target="_blank">blog</a> per Nòva100, Luca Chittaro sviluppa un <a href="http://lucachittaro.nova100.ilsole24ore.com/2010/06/telepatia-una-semplice-strategia-per-svilupparla.html" target="_blank">ragionamento interessante</a>, a partire dalle capacità telepatiche. A quel che dice, le nostre scarse capacità di &#8220;leggere nel pensiero&#8221; altrui, specie per quanto riguarda i loro giudizi nei nostri confronti (metapercezione), avrebbero a che vedere con la differenza tra il modo con cui ragioniamo su noi stessi e quello con cui ragioniamo sugli altri.<br />
In particolare, quando ragioniamo su noi stessi tendiamo ad essere estremamente specifici, a concentrarci sui dettagli, a tenere conto dell&#8217;influenza del contesto.<br />
Quando ragioniamo sugli altri, al contrario, tendiamo a generalizzare e ad astrarre.<span id="more-1182"></span></p>
<p>Credo che questo concetto trovi un facile riscontro nell&#8217;esperienza di ciascuno: guardiamo a noi stessi in ottica di complessità, agli altri in ottica di semplificazione.<br />
Ora, interessante la considerazione di Chittaro a proposito di public speaking:</p>
<blockquote><p>Ad esempio, se dobbiamo fare una presentazione in pubblico, noi come relatori tenderemo a valutare le specifiche parole scelte, le singole frasi formulate, ogni piccolo dettaglio visivo delle trasparenze proiettate; chi ci sta invece a sentire tenderà a valutare di più il nostro messaggio complessivo e lo stile generale di presentazione.</p></blockquote>
<p>Per rispondere in maniera realistica ad una domande del tipo &#8220;<em>che impressione sto dando?</em>&#8221; oppure &#8220;<em>che cosa stanno pensando di me?</em>&#8220;, quindi, è importante riuscire ad astrarre dal modo in cui vediamo noi stessi, per adottare le strategie che di solito utilizziamo per costruire le nostre visioni e rappresentazioni degli altri.<br />
Operazione, in sé, non semplicissima.<br />
Si tratta, infatti, di utilizzare un tipo di &#8220;lente&#8221; che abbiamo a disposizione (il nostro modo di guardare agli altri), applicando questa stessa lente, però, a noi stessi e alla propriocezione.<br />
Chittaro offre anche un suggerimento:</p>
<blockquote><p>La principale tecnica concreta sperimentata è stata quella del “<em>pensare a sé, ma guardandosi dal futuro</em>”.<br />
In letteratura è stato infatti documentato come l’immaginare di essere nel futuro,  guardando al momento presente come se fosse nel passato, ci fa ragionare su noi stessi in termini più astratti.</p></blockquote>
<p>Vale a dire, pensando a sè, ma immaginando di guardare la propria performance oratoria (nel nostro esempio) come se essa fosse accaduta nel passato attiva i filtri della generalizzazione e dell&#8217;astrazione facendoli agire in maniera abbastanza naturale anche su noi stessi (e gli esperimenti illustrati nell&#8217;articolo lo dimostrano). Si avvicina, in questo modo,la nostra percezione di noi stessi con quella altrui.</p>
<p>In Programmazione Neurolinguistica questi tipi tecniche hanno a che vedere con la capacità di modificare la propria posizione percettiva dalla prima posizione (io stesso) alla seconda posizione (mi metto &#8220;nei panni&#8221; del mio interlocutore o dei miei interlocutori).<br />
Credo che queste considerazioni possano dare ulteriore spessore a queste strategie e tecniche.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Reincorniciare</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/06/reincorniciare.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 08:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un dialogo del film "Il padre dei miei figli", alcune riflessioni sui modelli linguistici Sleight of Mouth]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Lo scorso sabato verso le 18 e 30, di ritorno da una lezione al <a href="http://www.mip.polimi.it" target="_blank">MIP</a>, mi sono imbattuto nella trasmissione &#8220;<a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=La_rosa_purpurea" target="_blank">La rosa purpurea</a>&#8220;, su Radio24, un programma settimanale dedicato al cinema.</div>
<div>Tra le anticipazioni, “<strong>Il padre dei miei figli</strong>”, ritratto (drammatico e reale, visto che si è ispirato alla vita di Humbert Balsan) di un produttore cinematografico francese totalmente dedito al suo lavoro e alla sua famiglia, morto suicida.</div>
<div>
<p>La storia è narrata con gli occhi della moglie (lo si deduce dal titolo), interpretata da Chiara Caselli.</p>
<p><span id="more-1138"></span>Mi ha colpito un dialogo tra il produttore e la moglie:</p>
<blockquote><p>L’uomo: “<em>Non ce la faccio più: è finita</em>”<br />
La donna: “<em>Che cosa significa è finita</em>”<br />
L’uomo: “<em>Un totale fallimento</em>”<br />
La donna: “<em>È soltanto finanziario. Pensa a tutto quello che hai costruito finora, guarda quante opere esistono soltanto grazie a te, quanti registi hai reso famosi, e che ti sono riconoscenti</em>”.</p></blockquote>
<p>Questo è ciò che la Programmazione Neurolinguistica chiamerebbe un modello Sleight o Mouth <em>Un altro risultato</em>. Robert Dilts lo definisce così:</p>
<blockquote><p>Il modello Sleight of Mouth <em>Un altro risultato</em> implica la creazione di affermazioni che spostino l’attenzione delle persone su un obiettivo diverso piuttosto che su quello indirizzato da un particolare giudizio o da una particolare generalizzazione, o implicito in essi. Lo scopo del modello è mettere in discussione (o rinforzare) la pertinenza del giudizio o della generalizzazione.</p></blockquote>
<p>Si tratta di una manovra per nulla banale.</p>
<p>Ora, mentre ascoltavo il dialogo (sarà perché uscivo da una lezione in cui di strutture e modelli comunicativi si era parlato parecchio), mi sono subito ritrovato a pensare “ecco un buon esempio di modello Sleight of Mouth”, e a decodificarne la struttura.<br />
Il pensiero successivo è stato: “Ma come, di fronte ad un profondo atto d’amore, ed alla magia di una donna che, istintivamente, per supportare il marito in un momento così difficile, lo invita ad allargare il suo orizzonte di giudizio, il tuo pensiero va a quale modello linguistico ha utilizzato, e come?”</p>
<p>Mi è tornato in mente il titolo di uno dei libri fondativi della PNL, “<a href="http://www.ibs.it/code/9788834007006/bandler-richard-grinder-john/struttura-della-magia.html?shop=812">La struttura della magia</a>” di Bandler e Grinder.</p>
<p>E credo che nessun titolo lo avrebbe potuto spiegare meglio.</p>
</div>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Coaching e PNL</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2007/07/coaching-e-pnl.html</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 08:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'intervista a Robert Dilts sul coaching
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su HR online di Luglio, un&#8217;intervista a <a href="http://www.nlpu.com/robbio.htm" target="_blank">Robert Dilts </a>sul coaching.</p>
<p>Raul Alvarez (l&#8217;intervistatore) mette in evidenza la coerenza e l&#8217;allineamento di Robert.</p>
<p>Sottoscrivo.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Longevità</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2007/02/longevita.html</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 13:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Robert Dilts su Programmazione Neurolinguistica, longevità e invecchiamento
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo questo articolo, che fu il primo di <a href="http://www.nlpu.com/" target="_blank">Robert Dilts </a>che tradussi per <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank">Mindpoint</a>:</p>
<p><strong><a href="http://www.mindpoint.it/risorse/articoli/39-pnl-longevita-e-invecchiamento.html" target="_blank">PNL, longevità e invecchiamento</a></strong></p>
<p>Quali sono le abitudini, le convinzioni, gli atteggiamenti ed i comportamenti comuni alle persone che riescono a vivere una vecchiaia attiva e in buona salute?</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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