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	<title>Luca Baiguini &#187; Obama</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Turpiloqui</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 06:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[linguistica]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali obiettivi può avere l'uso di un registro linguistico basso e volgare in ottica di comunicazione e di leadership?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="http://blogs.hbr.org/hbr/hbreditors/2010/06/do_good_leaders_swear.html" target="_blank">blog</a> di Harvard Business Review, un articolo molto interessante di Dan McGinn sull’uso strategico di un registro linguistico basso e volgare.</p>
<p>McGinn prende le mosse da una frase pronunciata da Obama durante un’intervista alla NBC circa il disastro ambientale del Golfo del Messico. Il Presidente ha detto che uno degli obiettivi che si è posto durante i meeting sulla crisi è quello di determinare<em> &#8220;</em><em>whose ass to kick</em><em>.&#8221;</em></p>
<p><em><span id="more-1132"></span></em></p>
<p>Partendo dal presupposto che non si sia trattato di uno scivolone (e, per quel poco che so di Obama, non posso che essere d’accordo), che senso può avere l’utilizzo di un linguaggio così inusuale nella comunicazione di un Presidente?</p>
<p>Una <a href="http://www.emeraldinsight.com/Insight/viewContentItem.do?contentType=Article&amp;contentId=1626521" target="_blank">ricerca</a> condotta da Yehuda Baruch e Stuart Jenkins della University of East Anglia (pubblicata sul Leadership and Organizational Development Journal), sottolinea i due possibili usi di un registro linguistico basso e volgare:</p>
<ol>
<li>Manifestare e segnalare solidarietà (social swearing)</li>
<li>Decomprimere e sfogare lo stress e la tensione (annoyance swearing)</li>
</ol>
<p>Naturalmente, delle due ipotesi quella interessante da un punto di vista della strategia di comunicazione è la prima.<br />
Potrebbe trattarsi, in questo senso, di una di quelle facce della comunicazione di un leader su cui vale la pena riflettere, e che non guadagnano spesso l&#8217;onore della cronaca.</p>
<p>In ottica di comunicazione politica, l’uso che ha fatto Obama di un linguaggio di questo tipo quali effetti può avere e quali reazioni può suscitare?</p>
<p>Da un certo punto di vista si tratta certamente di una “rottura di schemi” che, oltre a suscitare l’attenzione, tende indubbiamente a manifestare vicinanza e, per certi versi, candore, semplicità e un certo senso di partecipazione.</p>
<p>E devo dire che, in questo senso, mi capita spesso di variare il mio registro linguistico proprio con questi obiettivi, anche se a volte in maniera un po’ casuale.</p>
<p>Credo che il tutto meriti un approfondimento.</p>
<p>Esperienze o commenti?</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/la-leadership-secondo-barak-obama.html' rel='bookmark' title='La leadership secondo Barak Obama'>La leadership secondo Barak Obama</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/01/la-leadership-secondo-barak-obama-2.html' rel='bookmark' title='La leadership secondo Barak Obama [2]'>La leadership secondo Barak Obama [2]</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Curiosità e self-control: doti da leader</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/01/leadership-self-control.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/01/leadership-self-control.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Negoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Bush]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[Psychology Today]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un articolo di Todd B. Kashdan, alcune riflessioni sulla relazione tra curiosità, self-control e esercizio della leadership in condizioni di mutamento e di incertezza. Mantenere un'elevata curiosità e sospendere il giudizio può portare a vedere gli eventi sotto nuove prospettive e a emettere giudizi informati, piuttosto che impegnarsi prematuramente su soluzioni basate su informazioni incomplete o errate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/curious/200907/what-psychological-science-says-about-obama-and-what-makes-effective-leader-in-t" target="_blank">questo articolo</a> sul suo <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/curious" target="_blank">blog</a> per <a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank">Psychology Today</a>, Todd B. Kashdan parla da un punto di vista psicologico delle differenze tra George W. Bush e Barak Obama (con qualche chiara preferenza per quest’ultimo).</p>
<p>Nell’articolo ci sono alcuni spunti generali interessanti, in ottica di psicologia della <a href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/leadership" target="_blank">leadership</a>: secondo Kashdan, le migliori doti di Obama (come politico e come leader) sono la sua <strong>curiosità</strong> e il suo <strong>self-control</strong>. La loro combinazione gli permette di vedere gli eventi sotto nuove prospettive e di emettere giudizi informati, piuttosto che impegnarsi prematuramente su soluzioni che, alla lunga, potrebbero rivelarsi basate su un bagaglio informativo quantomeno insufficiente, quando non errato.</p>
<p><span id="more-510"></span></p>
<p>Tutto ciò implica la capacità di valutare una situazione piuttosto che cercare di dominarla.<br />
In questo senso, Obama sta agendo anche quando in realtà sembra non fare nulla: sta permettendo alle situazioni di dipanarsi, aspettando la giusta breccia in cui infilarsi per esercitare efficacemente la propria leadership. Questo approccio è merce rara in questi tempi di fretta e di impazienza.<br />
Ma è l’unico modo per esercitare la leadership in un mondo che cambia così rapidamente.</p>
<p>Nell’ottica della <a href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/management/negoziazione" target="_blank">negoziazione</a>, questo implica una genuina curiosità per le prospettive altrui. Quali sono i valori e gli interessi che motivano la controparte?<br />
Come le aree di disaccordo possono essere riconosciute come principi opposti che, bilanciati, possono anche essere un reciproco arricchimento?<br />
Significa sospendere le proprie convinzioni e ascoltare con apertura.<br />
Il che non porta necessariamente ad accogliere il punto di vista altrui o a soluzioni di compromesso. Semplicemente, porta a raccogliere più elementi possibile per poi decidere con cognizione di causa.</p>
<p>Certo, per mantenere un atteggiamento curioso e aperto in situazioni stressanti (per esempio, di fronte ad una decisione di grande peso) c’è bisogno di capacità di tollerare l’incertezza e il disagio che questa provoca. In questo senso, la curiosità deve portare con sé una buona dosa di self-control.</p>
<p>La conclusione dell’articolo: abbiamo bisogno di leader che vadano alla ricerca di soluzioni nuove, invece che riciclare vecchi stereotipi. Abbiamo bisogno di leader interessati a come cambiare il proprio comportamento e i propri sentimenti per andare incontro a ciò che ogni situazione domanda loro.</p>
<p>Sottoscrivo.<br />
Naturalmente, questo non vale soltanto in politica.<br />
Certo, lì dove la posta in gioco è alta, forse, vale più che altrove.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La leadership secondo Barak Obama [2]</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/la-leadership-secondo-barak-obama-2.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/la-leadership-secondo-barak-obama-2.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 07:41:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>
		<category><![CDATA[stili di leadership]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un articolo di John Baldoni, alcuni tratti dello stile di leadership espresso da Barak Obama
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le analisi sullo <a href="http://www.lucabaiguini.com/leadership/modelli-di-leadership/">stile di leadership</a> espresso da Barak Obama in questo periodo, naturalmente, si sprecano.<br />Ne ho parlato anche in <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/11/la-leadership-secondo-barak-obama.html">questo post</a> sul suo discorso di insediamento.<br />Del resto, il personaggio sicuramente merita attenzione. <br />John Baldoni, in <a href="http://discussionleader.hbsp.com/baldoni/2009/01/the_many_communication_styles.html" target="_blank">questo articolo</a> sul suo <a href="http://blogs.harvardbusiness.org/baldoni/" target="_blank">blog</a> per Harvard Business Pubblishing, propone le sue idee.</p>
<p><span id="more-229"></span></p>
<p>Ecco le componenti dello stile di leadership di Obama, come sintetizzate nell&#8217;articolo:</p>
<ul>
<li><b>Sfidare</b><br />Fin dal motto della sua campagna elettorale (<i>Yes, we can</i>), Barak Obama ha fatto capire di essere disponibile a raccogliere la sfida, ma di non volerlo fare da solo. Il messaggio è: <i>se volete un&#8217;America diversa, dovete essere disponibili a lavorare per ottenerla</i>. Lui guiderà il cambiamento, ma c&#8217;è bisogno di&nbsp;supporto. Questo messaggio, sostiene Baldoni, vivrà la sua sfida decisiva nel momento in cui dovrà prendere delle decisioni che irriteranno i suoi sostenitori. In quel momento dovrà essere in grado di sfidarli nello stesso modo in cui ha sfidato lo status quo.</li>
<li><b>Domandare</b><br />Obama ama vedere messe in discussione&nbsp;le sue idee, per aggiungere punti di vista diversi. Spesso è lui stesso a provocare il dibattito. E dimostra grande capacità di ascolto.<br />Questa abilità gli sarà cruciale quando avrà bisogno di un appoggio bipartisan alle sue iniziative.</li>
<li><b>Spettacolarizzare</b><br />Obama, anche attraverso un uso sapiente della spettacolarizzazione, ha creato grandi attese e attenzione sulle sfide che la sua amministrazione dovrà affrontare.<br />Il senso di speranza è una leva politica importante, specie nel momento in cui si devono affrontare situazioni&nbsp;difficili.</li>
<li><b>Essere reale</b><br />Obama ha mostrato un ritratto di uomo reale, non ha nascosto la sua passione&nbsp;per lo sport, ha preso posizione su questioni non particolarmente rilevanti, ma vicine alla realtà di tutti i giorni, non si è vergognato nell&#8217;esprimere il suo amore per moglie e figlie. <br />Ha mostrato, insomma,&nbsp;di conoscere i problemi che ciascuno si trova ad affrontare tutti i giorni.</li>
<li><b>Decidere</b><br />Insieme con la sua capacità di ascoltare, ha mostrato di avere capacità decisionali. <br />Il messaggio è: s<i>o ciò che voglio e non ho paura di usare le risorse e il potere in mio possesso per ottenerlo.</i></li>
<li><b>Ispirare</b><br />Nei suoi discorsi Obama si è spesso ispirato all&#8217;esempio di Lincoln ed alla sua retorica, invocando la storia per sostenere la capacità degli Americani di superare gli ostacoli e farne il trampolino di lancio per prendere le decisioni giuste e per progredire.</li>
</ul>
<p>Infine, sottolinea Baldoni, c&#8217;è un&#8217;ulteriore caratteristica che ha fatto apparire Obama come l&#8217;uomo adatto a traghettare l&#8217;America fuori dalle secche: la sua <b>compostezza</b>, che è servita&nbsp;a rassicurare circa le sue capacità, nonostante l&#8217;età e l&#8217;esperienza politica relativamente breve.<br />Per supportare uno stile di questo tipo è necessaria una disciplina rigorosa e una grande capacità di rimanere &#8220;sul pezzo&#8221;.</p>
<p>Baldoni ha scritto l&#8217;articolo prima del discorso di insediamento.<br />Rileggendolo, mi pare,&nbsp;si ritrovano questi temi e questo stile.</p>
<p>Naturalmente, ora tutto questo è alla prova dei fatti&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/la-leadership-secondo-barak-obama.html' rel='bookmark' title='La leadership secondo Barak Obama'>La leadership secondo Barak Obama</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/06/turpiloqui.html' rel='bookmark' title='Turpiloqui'>Turpiloqui</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Obama e McCain: stili decisionali a confronto</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/12/obama-e-mccain-stili-decisionali-a-confronto.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/12/obama-e-mccain-stili-decisionali-a-confronto.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 22:24:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decision making]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[McCain]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 4 novembre scorso, nell'election day americano, non si sono confrontati soltanto due partiti, due ideologie, due visioni del mondo, ma anche due modi diversi di affrontare il processo di decision making.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.boston.com/" target="_blank">The Boston Globe</a>, un articolo piuttosto interessante getta una luce diversa sull&#8217;elezione di Barak Obama.<br />Secondo Jonah Lehrer, il 4 novembre scorso, non si sono confrontati soltanto due partiti, due ideologie, due visioni del mondo, ma anche due modi diversi di affrontare il processo di decision making.</p>
<p><span id="more-211"></span></p>
<p>Già George W. Bush aveva più volte illustrato il suo modo di decidere: &#8220;Sono un decisore <i>di pancia</i>. Mi fido dei miei istinti&#8221;. Bush, quindi, crede nel potere dell&#8217;intuizione.<br />Ironia della sorte, proprio durante questi anni si è sviluppata un&#8217;ampia letteratura che dimostra l&#8217;importanza dell&#8217;intuizione nell&#8217;assunzione di decisioni complesse. A dire il vero, si sono anche chiariti i rischi di questo approccio al decision making, e si affermato come ascoltare il proprio istinto sia soltanto una parte di una strategia che consenta di assumere buone decisioni. Un&#8217;altra parte importante ha a che vedere con la metacognizione, cioè con la capacità di riflettere&nbsp;sul nostro modo di pensare. Se le persone non sono in grado di riflettere su come assumono una decisione importante, non saranno in grado di utilizzare in maniera produttiva il proprio istinto e di capire quando non gli va dato ascolto. Infatti, secondo questa visione del processo di decision making, il miglior preludio ad una buona decisione non è l&#8217;intuizione, o l&#8217;esperienza, oppure l&#8217;intelligenza. Piuttosto, è la volontà di impegnarsi nell&#8217;introspezione, nel&nbsp;coltivare ciò che Philip Tetlock chiama &#8220;l&#8217;arte dell&#8217;auto-ascolto&#8221;.</p>
<h2>Istinto o ragione?</h2>
<p>Tornando alle elezioni americane, secondo Lehrer <b>John McCain</b> e <b>Barak Obama</b> hanno presentato due approcci al decision making decisamente diversi: il primo (pur essendosi differenziato da Bush per molti aspetti) ha ricalcato il processo decisionale del predecessore, ascrivendosi con orgoglio tra coloro che si lasciano guidare dal proprio istinto. </p>
<p>Il secondo, invece, è apparso come un decisore più razionale: nel suo caso le emozioni non sembrano avere una parte rilevante nel processo decisionale. <br />Un confronto, dunque, che non riguarda soltanto idee e politiche, ma anche stili cognitivi.</p>
<p>È opinione diffusa tra gli studiosi che entrambi questi approcci possano essere sorprendentemente efficaci, ma anche sorprendentemente fallaci.</p>
<p>La soluzione di questo dilemma prospettata nell&#8217;articolo mi pare davvero interessante (non soltanto per un presidente degli Stati Uniti, ma anche, più modestamente, per un manager o un leader di un&#8217;organizzazione):</p>
<ul>
<p><i>Uno dei modi migliori per un presidente per mantenere il controllo del processo di decision making è quello di circondarsi di consiglieri pronti a criticare le sue decisioni. &#8220;Gli psicologi passano un sacco di tempo puntando l&#8217;attenzione sulle capacità individuali,&#8221; sostiene Jonathan Haidt, uno psicologo sociale dell&#8217;Università della Virginia. &#8220;Ma la cosa forse più importante è il tipo di ambiente che si crea attorno ad un presidente. Un leader che incoraggi la differenza di punti di vista&#8221; &#8211; e Haidt sostiene che i presidenti dovrebbero avere dei gabinetti con rappresentanti di entrambi i partiti &#8211; &#8220;è sulla buona strada per assumere buone decisioni&#8221;.</i></p>
</ul>
<p>Mi pare in linea con quanto dicevamo <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/06/i-si-che-preoccupano-i-leader.html">qui</a>.</p>
<p>E voi, che tipo di decisori siete, e da che tipo di persone vi piace essere circondati?</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La leadership secondo Barak Obama</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/la-leadership-secondo-barak-obama.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/la-leadership-secondo-barak-obama.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2008 07:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[Obama]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal discorso con cui Barak Obama ha celebrato la sua vittoria, una lezione sulla leadership in cambiamento.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel suo <a href="http://discussionleader.hbsp.com/friedman/" target="_blank">blog</a> per Harvard Business Publishing, <a href="http://www.totalleadership.org/" target="_blank">Stuart D. Friedman</a> analizza il discorso tenuto da <a href="http://www.barackobama.com/" target="_blank">Barak Obama</a> in occasione della sua elezione.<br />La ragione per cui Obama ispira speranza è che, secondo Friedman, incarna la capacità di comunicare una forte leadership nel cambiamento.</p>
<p><span id="more-206"></span><br />
Ecco i concetti essenziali con cui ha espresso questa leadership durante il suo discorso:</p>
<ol>
<li><b>Focalizzazione dell&#8217;attenzione&nbsp;sulle piccole vittorie parziali</b><br />Obama ha sottolineato come anche il più grande cambiamento implichi una strada da costruire passo dopo passo.<br />In questo modo coniuga l&#8217;immagine di leader di grandi cambiamenti con la concretezza di chi sa che questi cambiamenti devono avvenire step by step.<br />&nbsp;</li>
<li><b>Dipinge un quadro realistico ma ottimista dello stato di cose attuale</b><br />Le parole di Obama offrono un quadro delle difficoltà di oggi e di quelle che ci si troverà ad affrontare, ma, allo stesso tempo, non cedono ai profeti di sventura e puntano l&#8217;attenzione collettiva sui risultati che si possono raggiungere quando si lavora insieme ad un obiettivo comune.
</li>
<li><b>Rinconosce che un cambiamento sostenibile non può che venire dal basso</b><br />Un leader del cambiamento non può non dare voce a coloro sui quali questo cambiamento avrà un impatto.
</li>
<li><b>Chiama all&#8217;azione</b><br />Nessuna affermazione sulla vision è completa se non porta con sè una chiamata all&#8217;azione per tutti i soggetti che sono coinvolti.
</li>
<li><b>Ha ricordato agli americani chi sono e che cosa rappresentano</b><br />Obama ha messo in evidenza come il sistema rappresentato dalla democrazia statunitense abbia la capacità di auto-correggersi senza dover ricorrere alla violenza. E queste elezioni lo hanno dimostrato.</li>
</ol>
<p>Credo che qualunque leader si trovi a dovere e volere guidare il cambiamento possa trarre profitto da questo breve elenco.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/01/la-leadership-secondo-barak-obama-2.html' rel='bookmark' title='La leadership secondo Barak Obama [2]'>La leadership secondo Barak Obama [2]</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/06/turpiloqui.html' rel='bookmark' title='Turpiloqui'>Turpiloqui</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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