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	<title>Luca Baiguini &#187; motivazione</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>A portata di mouse [2]</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/07/a-portata-di-mouse-2.html</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jul 2011 12:44:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[mapping]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni link ad articoli interessanti su mapping, motivazione, stress management]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la seconda volta (la prima <a href="http://www.lucabaiguini.com/2011/05/a-portata-di-mouse.html" target="_blank">qui</a>), alcuni link a cose interessanti che mi sono capitate a portata di mouse in questi giorni, che potrebbero stimolare a qualche riflessione.</p>
<p>Innanzitutto, per chi come me ama il tema del <a href="http://www.lucabaiguini.com/tag/mapping">mapping</a>, con annessi e connessi, il blog Sinsemia è una fonte di informazioni e stimoli puntuali e molto ricchi.<br />
In questi giorni ho letto due post di Luciano Perondi:</p>
<ul>
<li><a href="http://synsemia.org/2010/12/10/effetto-stroop-e-freccia/" target="_blank">Effetto Stroop e freccia (1/2)<br />
</a></li>
<li><a href="http://synsemia.org/2010/12/10/effetto-stroop-e-freccia-22/" target="_blank">Effetto Stroop e freccia (2/2)</a></li>
</ul>
<p>Dal blog Attuazione, invece, un post provocatorio, che ho già segnalato sulla <a href="http://www.facebook.com/blog.lucabaiguini" target="_blank">pagina facebook</a> del blog:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.attuazione.com/?u=/2011/06/20/lavorare-contro-voglia/" target="_blank">Lavorare contro voglia<br />
</a></li>
</ul>
<p>Non concordo con l&#8217;uso che viene fatto di alcuni termini, secondo me non sempre preciso, ma la visione generale è interessante.<span id="more-1906"></span><br />
Soltanto una citazione:</p>
<blockquote><p>Farsi inebriare di fiducia nelle proprie capacità produce quantitativi anche minimi ma letali di arroganza che corrode l’attenzione e crea le premesse per la pretesa del merito.<br />
D’altra parte la strada di pompare le persone è vecchia come il mondo e il più delle volte risulta una efficace forma di manipolazione per tenere a bada i “pezzi di ricambio” o per far soldi sulla pelle dei creduloni.<br />
Al contrario noi crediamo che quando si affronta il nuovo è importante essere convinti che non si è del tutto adeguati alla sfida perché non si è compatibili con ciò che accade e accadrà, perché c’è una quota di incapacità da mettere a posto.</p></blockquote>
<p>Infine, dal blog di HBR, un articolo (in inglese) di Amy Gallo:</p>
<ul>
<li><a href="http://blogs.hbr.org/hmu/2011/06/turning-stress-into-an-asset.html" target="_blank">Turning Stress into an Asset<br />
</a></li>
</ul>
<p>In cui si spiega come trasformare lo stress da nemico ad alleato della performance (a patto, naturalmente, di reincorniciarlo in modo positivo&#8230;)</p>
<p>Buona settimana!</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La formula della procrastinazione [2]</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/05/la-formula-della-procrastinazione-2.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/05/la-formula-della-procrastinazione-2.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 May 2011 16:15:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[procrastinazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1851</guid>
		<description><![CDATA[Il libro di Pierce Steel "Da domani non rimando più" spiega la procrastinazione come l'effetto di quattro fattori: la motivazione ad agire è infatti direttamente proporzionale alle aspettative e al valore, ed inversamente proporzionale a impulsività e ritardo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ritorno sulla formula della procrastinazione, redatta da Pierce Steel, di cui ho già parlato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/04/la-formula-della-procrastinazione.html" target="_blank">qui</a>.<br />
Lo faccio perché, in questi giorni, ho letto il libro di Steel &#8220;<a href="http://www.amazon.it/gp/product/8804606932/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=lucabaig-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=8804606932" target="_blank">Da domani non rimando più</a>&#8220;, e l&#8217;ho trovato una fra le letture più interessanti (forse la più interessante) che mi sia capitata fra le mani su questo tema.<br />
Steel prende le mosse dalla Temporal Motivation Theory, che spiega la procrastinazione come l&#8217;effetto di un differenziale di motivazione: finché la motivazione che ci porta verso una tentazione è maggiore della motivazione che ci porta verso l&#8217;esecuzione di un compito, il compito viene rimandato. La motivazione aumenta, però, con l&#8217;avvicinarsi della scadenza (e, quindi, della riscossione del premio o del momento di subire la punizione). La motivazione verso la tentazione, invece, tende ad essere costante e, quindi, il compito viene eseguito nel momento in cui la motivazione a produrre supera la motivazione a distrarsi.</p>
<p><span id="more-1851"></span>Il tutto viene schematizzato da Steel più o meno così:</p>
<p><a href="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/05/Temporal-Motivation-Theory.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1852" title="Temporal-Motivation-Theory" src="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/05/Temporal-Motivation-Theory.png" alt="" width="600" height="414" /></a></p>
<p>Il compito, in questo modo, viene, sotto determinate condizioni, eseguito spesso troppo vicino alla scadenza.</p>
<p>La formula della procrastinazione descrive la curva della motivazione come proporzionale alle aspettative moltiplicate per il valore (formula del valore atteso), ed inversamente proporzionale, invece, al prodotto di impulsività per ritardo.</p>
<p><a href="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/05/Motivazione-Procrastinazione.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1853" title="Motivazione-Procrastinazione" src="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/05/Motivazione-Procrastinazione.png" alt="" width="600" height="339" /></a></p>
<p>Per impulsività si intende la difficoltà ad autocontrollarsi e a posporre una gratificazione: è l’incapacità di sopportare una sofferenza immediata in vista di una ricompensa nel futuro.<br />
Il Ritardo misura proprio la distanza temporale tra il sacrificio e il godimento della ricompensa.</p>
<p>Il crescere di uno di questi due fattori impatta negativamente sulla motivazione.</p>
<p>La formula, in questo senso, è utile, perché prospetta quattro possibili fronti d&#8217;azione (in realtà sono tre, visto che sul ritardo è piuttosto difficile agire direttamente) contro la procrastinazione, ma, più in generale, per aumentare la motivazione.</p>
<p>Steel, nel suo libro, suggerisce alcune azioni.<br />
La cosa che mi pare più interessante è il fatto che questa formula, letta in questo modo, porta ad aprire riflessioni sia sull&#8217;efficacia personale che sul tema della motivazione in ottica di team management.</p>
<p>Per chi, poi, volesse misurare e profilare la propria tendenza a procrastinare, sul <a href="http://www.procrastinus.com" target="_blank">sito di Steel</a>, un test (in inglese) consente di soddisfare anche questa curiosità.</p>
<p>Che cosa ne pensate?</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/02/motivazione-progresso.html' rel='bookmark' title='Sono i progressi a motivare'>Sono i progressi a motivare</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Il principio del progresso</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 07:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Review]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Amabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una ricerca di Teresa Amabile e Steven J. Kramer, viene definito il "Principio del progresso": ciò che motiva quotidianamente i lavoratori è la percezione di aver compiuto dei progressi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su HBR Italia di maggio, un articolo di una vecchia conoscenza degli avventori del blog: <a href="http://www.lucabaiguini.com/?s=amabile&amp;x=0&amp;y=0">Teresa Amabile</a>.<br />
<a href="http://drfd.hbs.edu/fit/public/facultyInfo.do?facInfo=bio&amp;facEmId=tamabile" target="_blank"> L&#8217;autrice</a>, insieme a Steven J. Kramer, rende conto dei risultati della ricerca a cui abbiamo già dedicato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/02/motivazione-progresso.html">questo post</a>, definendo quello che chiama <strong>Il principio del progresso</strong>:</p>
<blockquote><p>[...] di tutti i fattori che possono stimolare le emozioni, la motivazione e le percezioni durante una giornata lavorativa, il più importante in assoluto è fare dei progressi in un lavoro ricco di significato. E più frequentemente le persone provano questo senso di progresso, più è probabile che siano creativamente produttive nel lungo termine. Che cerchino di risolvere un grande mistero scientifico o più semplicemente di realizzare un prodotto o un servizio di alta qualità, il progresso quotidiano &#8211; anche una piccolissima vittoria &#8211; può fare la differenza nel loro spirito e nella loro performance.</p></blockquote>
<p><span id="more-1839"></span>Mi piace molto l&#8217;approccio di ricerca di Teresa Amabile: la trovo una delle studiose più interessanti e originali che mi sia capitato di leggere ultimamente.</p>
<p>La conseguenza del principio del progresso è che i manager che vogliano motivare i collaboratori devono fare essenzialmente due cose:</p>
<ul>
<li>mettere a disposizione catalizzatori e stimoli che consentano di fare progressi (anche piccoli)</li>
<li>rimuovere gli ostacoli e gli inibitori che si traducono battute d&#8217;arresto nei progressi stessi</li>
</ul>
<p>Interessante anche il commento di Edoardo Cesarini, che mette insieme in una matrice due elementi: il grado di stimolo che un lavoro può offrire e il numero di progressi che si ottengono, per poi delineare le quattro situazioni (Motivazione, Demotivazione, Frustrazione e Inerzia) che derivano dalla combinazione di questi fattori:</p>
<p><a href="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/05/matrice-stimolo-progressi.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1841" title="matrice-stimolo-progressi" src="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/05/matrice-stimolo-progressi.png" alt="" width="600" height="385" /></a></p>
<p>Infine, le conclusioni dell&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>[...] l&#8217;implicazione più importante del principio del progresso è questa: supportando le persone e i loro progressi quotidiani in un lavoro significativo, i manager migliorano non solo la vita lavorativa interiore dei propri dipendenti, ma anche la performance di lungo  termine dell&#8217;organizzazione [...]</p>
<p>[...] Una seconda implicazione del principio del progresso è che i manager non devono preoccuparsi di leggere nella psiche dei lavoratori o di manipolare complicati schemi di incentivazione per fare in modo che siano motivati e felici. Se mostrano un minimo di rispetto e in considerazione, possono concentrarsi nel facilitare il lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/02/motivazione-progresso.html' rel='bookmark' title='Sono i progressi a motivare'>Sono i progressi a motivare</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/07/hackman-sul-teamwork.html' rel='bookmark' title='Hackman sul teamwork'>Hackman sul teamwork</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/03/bastone-e-carota.html' rel='bookmark' title='Bastone e carota'>Bastone e carota</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sono i progressi a motivare</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/02/motivazione-progresso.html</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
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		<category><![CDATA[Teresa Amabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un'indagine di Teresa Amabile, i fattori che motivano i collaboratori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dor.hbs.edu/fi_redirect.jhtml?facInfo=bio&amp;facEmId=tamabile" target="_blank">Teresa Amabile</a> è una <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/07/sei-miti-da-sfatare-sulla-creativita.html" target="_blank">vecchia conoscenza</a> degli avventori di questo blog.<br />
Su <a href="http://www.hbritalia.it/" target="_blank">HBR Italia</a> di Gennaio-Febbraio a lei viene affidato il compito di articolare una delle &#8220;10 idee innovative per il 2010&#8243; (si tratta di una selezione di idee effettuata annualmente da Harvard Business Review, in collaborazione con il World Business Forum di Davos, idee che potranno contribuire a costruire un mondo migliore).<br />
Ecco qui, in sintesi, la sua idea: i manager sono spesso convinti che a motivare i collaboratori sia &#8220;l&#8217;apprezzamento pubblico per un lavoro ben fatto&#8221;.<br />
In realtà, un&#8217;indagine condotta su alcune centinaia di knowledge workers dimostra come il fattore motivazionale più impattante sia la percezione di progredire nel proprio lavoro.</p>
<p><span id="more-620"></span>Così viene descritto il progresso:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Nei giorni in cui i lavoratori hanno la percezione di progredire nel proprio lavoro, o ricevono un aiuto che li porta a superare gli ostacoli, le loro emozioni sono oltremodo positive e il loro desiderio di successo tocca il massimo. Nei giorni in cui hanno la sensazione di perdere tempo o di incontrare degli ostacoli nel raggiungimento di traguardi significativi, il loro umore e la loro motivazione scendono al minimo.</em></p>
<p>Questa constatazione, secondo Teresa Amabile e Steven J. Kramer (co-autore dell&#8217;articolo), è densa di conseguenze.<br />
La prima: la motivazione dei collaboratori è, in gran parte, sotto il controllo dei manager. E non dipende da complicati sistemi di incentivazione.<br />
Si tratta, infatti, di creare le condizioni che facilitino e non ostacolino i progressi.</p>
<p>Ecco come proattivamente è possibile creare sia la percezione che la realtà del progresso:</p>
<ul>
<li>Preoccupatevi di chiarire gli obiettivi complessivi</li>
<li>Assicuratevi che gli sforzi dei collaboratori vengano adeguatamente sostenuti</li>
<li>Evitate di imporre scadenze così pressanti da fare sì che dei problemi marginali vengano percepiti come crisi drammatiche, anziché come opportunità di apprendimento</li>
<li>Promuovete una cultura della collaborazione</li>
<li>Facilitate i progressi in modo diretto</li>
</ul>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html' rel='bookmark' title='Il principio del progresso'>Il principio del progresso</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/09/leadership-senior-manager.html' rel='bookmark' title='La leadership sull&#8217;esperienza'>La leadership sull&#8217;esperienza</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/09/incentivi-coordinamento-e-teamwork.html' rel='bookmark' title='Incentivi, coordinamento e teamwork'>Incentivi, coordinamento e teamwork</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Motivarsi a creare</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/motivarsi-a-creare.html</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 06:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni trucchi condivisi da Susan Perry per mantenere alto il livello di motivzione durante i processi creativi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul suo <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/creating-in-flow" target="_blank">blog</a> di <a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank">Psychology Today</a>, Susan Perry condivide alcuni dei trucchi che gli scrittori esperti utilizzano per mantenere alta la motivazione a creare.</p>
<p><span id="more-277"></span></p>
<p>Ecco l&#8217;elenco dei cinque atteggiamenti chiave da tenere presenti&nbsp;per dare una spinta alle proprie energie creative:</p>
<ol>
<li><b>Aumenta il livello di sfida&nbsp;del tuo progetto.</b><br />Prova qualcosa che non hai mai provato prima, e metti alla prova, in questo modo, i tuoi limiti.</li>
<li><b>Cambia il tuo metodo creativo, così da lasciarti stimolare da un nuovo approccio.</b><br />Non è detto che il nuovo approccio funzioni meglio di quello abituale, ma certamente potrà servire a rompere dei blocchi e ad imparare qualcosa di nuovo.</li>
<li><b>Osserva le cose da punti di vista diversi, per te non usuali.</b><br />Se, per esempio, di solito scrivi in prima persona, prova a scrivere in terza.</li>
<li><b>Guardati dentro per trovare la tua motivazione interna.&nbsp;</b></li>
<li><b>Dimenticati dell&#8217;obiettivi e goditi il divertimento implicito in quello che fai.</b></li>
</ol>
<p>Nulla di nuovo, forse, ma ricordarlo fa bene (almeno a me, oggi).</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Incentivi, coordinamento e teamwork</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/09/incentivi-coordinamento-e-teamwork.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/09/incentivi-coordinamento-e-teamwork.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 17:22:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[compensation]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Un sistema di incentivazione non è neutro. Va disegnato tenendo conto delle dinamiche di leadership, della cultura organizzativa, della social identity
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img height="190" alt="LucaBaiguini.com - Team" hspace="5" src="http://www.lucabaiguini.com//storage/team.jpg" width="290" align="left" border="0" />Su <a href="http://www.ticonzero.info/" target="_blank">Ticonzero</a>, <a href="http://www.ticonzero.info/articolo.asp?art_id=3249" target="_blank">un articolo</a> di Natalia Montanari e Marco Piovesan che approfondisce alcune delle tematiche che avevo già messo in evidenza in <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/05/sugli-incentivi.html" target="_blank">questo post</a>.</p>
<p>Le conclusioni sono davvero interessanti. Le riassumo:</p>
<p>Un sistema di incentivazione non è neutro. Per questo va disegnato sulla base delle caratteristiche dell&#8217;organizzazione a cui si rivolge.<br />In particolare, quando si tratta di incentivare collaboratori che lavorano in team, vanno presi&nbsp;in considerazione, oltre alle caratteristiche dell&#8217;attività lavorativa svolta, tre fattori fondamentali:</p>
<p><span id="more-166"></span></p>
<p><b>La leadership</b><br />Membri del team con forte capacità di&nbsp;leadership possono rappresentare un notevole&nbsp;elemento di allineamento tra obiettivi del team ed obiettivi dell&#8217;impresa, e possono farlo in maniera poco costosa (in termini di incentivi). <br />Ignorare la presenza delle dinamiche di leadership nella progettazione degli incentivi può creare disorientamento tra i collaboratori.</p>
<p><b>La cultura organizzativa</b><br />Quando questa rappresenta un punto di riferimento per il team, un sistema di incentivi non coerente con i valori espliciti e impliciti non solo sarà inefficace, ma danneggerà il clima interno. Questa considerazione è particolarmente valida in condizioni di alta incertezza interna o esterna al team.</p>
<p><b>La social identity</b><br />Un elevato sentimento di appartenenza è una leva motivazionale potente. <br />Diversi gradi di identificazione richiedono diversi sistemi incentivanti.</p>
<p>Il tema è ampio.</p>
<p>Ci ritornerò presto&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli sull&#8217;argomento:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/05/sugli-incentivi.html">Sugli incentivi</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/bisogni-formativi.html">Bisogni formativi</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/06/gruppi-contenuto-processo.html">Gruppi, contenuto, processo</a></li>
</ul>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/05/sugli-incentivi.html' rel='bookmark' title='Sugli incentivi'>Sugli incentivi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/03/bastone-e-carota.html' rel='bookmark' title='Bastone e carota'>Bastone e carota</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html' rel='bookmark' title='Il principio del progresso'>Il principio del progresso</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Sugli incentivi</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/05/sugli-incentivi.html</link>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 06:52:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[compensation]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Montinari e Piovesan illustrano come disegnare correttamente incentivi monetari per singoli e team.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.ticonzero.info/" target="_blank">Ticonzero</a>, un bell&#8217;articolo di Natalia Montinari e Marco Piovesan: <i><b><a href="http://www.ticonzero.info/articolo_leggi.asp?art_id=3227" target="_blank">Incentivi, somministrare con cautela</a></b></i>.<br />Partendo dal presupposto che effettivamente gli incentivi incidono sul comportamento delle persone, gli autori mostrano come li si debba utilizzare con cautela se si vogliono evitare effetti indesiderati (o, addirittura, controproducenti) rispetto agli obiettivi che ci si è posti. <br />Ci si concentra, in particolare, sugli incentivi di team e sulla comprensione dell&#8217;interazione tra incentivi e dinamiche di team.</p>
<p>Ecco le avvertenze</p>
<p><span id="more-123"></span></p>
<ul>
<p><i><b>Avvertenza n. 1</b><br /></i><i>Le performance desiderate possono essere ottenute o coadiuvate dalla pressione dei colleghi (peer pressure): sfruttare il controllo reciproco tra lavoratori e utilizzare gli incentivi monetari solo se necessario.</i></p>
<p><i><b>Avvertenza n. 2</b><br /></i><i>Particolare attenzione deve essere adottata nell&#8217;incentivazione di soggetti con &#8220;preferenze sociali&#8221;. Se i lavoratori sono avversi alla disuguaglianza sarà possibile incentivarli attraverso una moderazione delle differenze salariali, risparmiando ed evitando in questo modo &#8220;effetti collaterali&#8221;.</i></p>
<p><i><b>Avvertenza n. 3</b><br /></i><i>Le motivazioni intrinseche dei lavoratori possono essere rese inefficaci dall&#8217;utilizzo di incentivi monetari. Se ne raccomanda un uso accorto e moderato per evitare comportamenti opposti a quelli perseguiti ed effetti spesso irreversibili.</i></p>
<p><i><b>Raccomandazioni finali</b> per la definizione di un sistema di incentivi<br /></i><i>Non esiste una medicina utile per tutte le malattie:<br /></i><i>1. E&#8217; necessario acquisire una conoscenza approfondita delle potenzialità e delle criticità che ogni incentivo presenta, sia quando adoperato singolarmente che quando combinato con altri.<br /></i><i>2. Il sistema di incentivi deve essere coerente con la tipologia organizzativa in cui viene implementato, con la specificità dei compiti assegnati ai lavoratori, con lo stile di direzione e la cultura aziendale, e con gli obiettivi impliciti ed espliciti che si vogliono raggiungere.</i></p>
</ul>
<p>Usare con cautela, insomma!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/09/incentivi-coordinamento-e-teamwork.html' rel='bookmark' title='Incentivi, coordinamento e teamwork'>Incentivi, coordinamento e teamwork</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/02/motivazione-progresso.html' rel='bookmark' title='Sono i progressi a motivare'>Sono i progressi a motivare</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html' rel='bookmark' title='Il principio del progresso'>Il principio del progresso</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Meglio i soldi o lo status?</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/05/meglio-i-soldi-o-lo-status.html</link>
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		<pubDate>Mon, 05 May 2008 07:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decision making]]></category>
		<category><![CDATA[Dinamiche di potere]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership development]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo le ricerche più recenti, lo status, per il nostro cervello, ha più importanza del denaro.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A proposito del&nbsp;<a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/03/controllo-vs-ricchezza.html">dilemma</a> (che si pone di fronte a molti fondatori di imprese) tra l&#8217;essere ricco e l&#8217;essere re, su <a href="http://www.sciam.com/article.cfm?id=for-the-brain-status-is-better&#038;sc=rss" target="_blank">Scientific American Mind &amp; Brain</a> si d&agrave; conto di alcune recenti ricerche che dimostrano per la prima volta come noi processiamo il guadagno e lo status sociale nella stessa area del nostro cervello (lo striatum), e che probabilmente mettiamo a confronto l&#8217;uno e l&#8217;altro quando prendiamo delle decisioni. <br />Che cosa &egrave; pi&ugrave; importante, allora? Il guadagno o la reputazione e lo status? <br />Secondo due studi pubblicati sulla rivista <a href="http://www.neuron.org/" target="_blank">Neuron</a> potrebbe essere proprio lo status a prevalere.<br />Il che spiegherebbe molte delle considerazioni che abbiamo svolto nel post precedente.<br />E che, in termini di dinamiche di leadership e di strategie di motivazione potrebbe avere la sua bella importanza.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Bisogni formativi</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/bisogni-formativi.html</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Apr 2008 21:00:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[compensation]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>

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		<description><![CDATA[La mancanza di capacità di assumere responsabilità da parte di un collaboratore può essere il frutto di mancanza di capacità o di mancanza di disponibilità. Da questa considerazione parte l'analisi dei bisogni formativi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spesso la progettazione di un percorso di formazione deriva dal fatto che un teamleader lamenti una scarsa propensione da parte dei collaboratori all&#8217;indipendenza e all&#8217;assunzione di responsabilit&agrave;. <br />Che fare, allora? <br />Formarli, &egrave; spesso la risposta. <br />E cos&igrave; si riempiono aule (sia aziendali che interaziendali).<br />Ma quali possono essere le cause della scarsa propensione di cui sopra?</p>
<p>Provo ad abbozzare una risposta. Le cause possono essere di due tipi:<br />- le persone non posseggono le capacit&agrave; necessarie a svolgere i compiti<br />- le persone non sono disponibili a svolgere i compiti.<br />Naturalmente, le due cause possono anche convivere: le persone non sono n&egrave; capaci n&egrave; disponibili.<br />E la mancanza di disponibilit&agrave;, a sua volta, pu&ograve; avere cause diverse.<br />A me ne vengono in mente due:<br />- mancanza di autostima (non sarei in grado)<br />- mancanza di motivazione (chi me lo fa fare?)</p>
<p>E&#8217; chiaro che, per ciascuno di questi casi, &egrave; necessaria un&#8217;azione formativa specifica: alla mancanza di capacit&agrave; si ovvia con una formazione mirata a fare acquisire le skill necessarie a svolgere i compiti; alla mancanza di disponibilit&agrave; &egrave; necessario dare risposte diverse (la scarsa autostima necessita di sostegno, la scarsa motivazione di incentivi, naturalmente non necessariamente economici).<br />Credo che a molti formatori sia capitato il caso&nbsp;di ritrovarsi in aula persone capaci, ma non disponibili. E, di solito, sono situazioni complicate da sbrogliare: di certo non &egrave; puntando sul trasferire nuove capacit&agrave; che si cava il ragno dal buco.<br />Anzi, per dirla tutta, in questi casi spesso la richiesta di formazione serve da alibi per non andare pi&ugrave; a fondo nell&#8217;analisi sia del grado di maturit&agrave; del collaboratore, sia dello stile di leadership del teamleader.</p>
<p>A proposito di <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html" target="_blank">domande</a>, quindi, chiedersi da dove venga la mancanza di indipendenza e di iniziativa, mi pare sia un buon inizio, specie per un formatore o per un teamleader. Siete d&#8217;accordo?</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/mba-or-not-mba.html' rel='bookmark' title='MBA or not MBA?'>MBA or not MBA?</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Bastone e carota</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/03/bastone-e-carota.html</link>
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		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 11:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[compensation]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una ricerca di McKinsey risulta che In italia c'è una carenza nella politica di gestione delle persone. Ma non tutto può essere ridotto al dualismo "bastone" o "carota".
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere della Sera</a>, un <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/21/McKinsey_striglia_manager_piu_spazio_co_9_080321046.shtml" target="_blank">articolo </a>di Corinna De Cesare riporta una ricerca compiuta da McKinsey su 3.500 aziende manifatturiere&nbsp;da 50 a 5.000 dipendenti.</p>
<p>Risultato:</p>
<blockquote><p>&laquo;Il nostro &egrave; un Paese molto attento al prodotto, infatti pubblicizziamo il made in Italy&raquo;, spiega Gianfranco Scalabrini, Associate Principal di McKinsey, ma &laquo;non ci rendiamo conto che una migliore gestione delle persone, attraverso il loro coinvolgimento nelle fasi strategiche dell&#8217;azienda, la partecipazione a un sistema di coordinamento per obiettivi e l&#8217;applicazione di criteri meritocratici, aumenterebbe di molto la produttivit&agrave; aziendale&raquo;.</p>
<p>[...]</p>
<p>L&#8217;Italia come capacit&agrave; amministrativa del personale si posiziona agli ultimi posti dopo la Cina e davanti soltanto a India, Portogallo e Grecia.</p>
<p>[...]</p>
<p>In Italia, soprattutto nelle piccole e medie imprese, c&#8217;&egrave; una vera e propria carenza nella politica di gestione delle persone.</p>
</blockquote>
<p>La ricetta:</p>
<blockquote><p>Adottare insomma una politica da &quot;pi&ugrave; carota e meno bastone&quot; consentirebbe una maggiore produttivit&agrave; e l&#8217;ottenimento di migliori risultati. </p>
</blockquote>
<p>Proprio ieri ho affrontato questo argomento con un gruppo di giovani ingegneri di <a href="http://www.italcementi.it/" target="_blank">Italcementi</a>.<br />Mi pare una semplificazione eccessiva il ridurre le questioni relative alla gestione della performance individuale ed alla partecipazione dei collaboratori agli obiettivi aziendali alla formula &quot;pi&ugrave; carota e meno bastone&quot;.<br />La maturit&agrave; del collaboratore, il ciclo di vita del gruppo, l&#8217;equilibrio tra compito e relazione sono tutti fattori che impattano sulla scelta degli strumenti da utilizzare per favorire la costruzione di team orientati alla produttivit&agrave;. Paradossalmente (ma non poi tanto, credo che molti abbiano vissuto esperienze di questo tipo), un eccesso di carota potrebbe portare un team a chiudersi e a generare resistenza al cambiamento. Come un eccesso di bastone porta conflittualit&agrave; latente nel team.<br />L&#8217;equilibrio tra compito e relazione &egrave; un bell&#8217;esercizio di giocoleria a cui i manager sono chiamati.<br />Ed &egrave; importante conoscere quali sono le leve a disposizione per mantenere la barra del team puntata verso la produttivit&agrave;, in ogni fase della sua crescita sia nello sviluppo delle attivit&agrave; che nel ciclo delle dinamiche relazionali.</p>
<p>E poi, carota e bastone vanno bene per governare gli equini&#8230; e per chi ha a che fare con un team di aquile?</p>
<p style="text-align: right" align="right"><span class="sizeLess20">Tag: </span><a href="http://www.technorati.com/tag/teamwork" rel="tag"><span class="sizeLess20">teamwork</span></a><span class="sizeLess20">, </span><a href="http://www.technorati.com/tag/team+building" rel="tag"><span class="sizeLess20">team building</span></a><span class="sizeLess20">, </span><a href="http://www.technorati.com/tag/team+management" rel="tag"><span class="sizeLess20">team management</span></a><span class="sizeLess20">, </span><a href="http://www.technorati.com/tag/leadership" rel="tag"><span class="sizeLess20">leadership</span></a><span class="sizeLess20">, </span><a href="http://www.technorati.com/tag/team" rel="tag"><span class="sizeLess20">team</span></a></p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/09/incentivi-coordinamento-e-teamwork.html' rel='bookmark' title='Incentivi, coordinamento e teamwork'>Incentivi, coordinamento e teamwork</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/05/sugli-incentivi.html' rel='bookmark' title='Sugli incentivi'>Sugli incentivi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html' rel='bookmark' title='Il principio del progresso'>Il principio del progresso</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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