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	<title>Luca Baiguini &#187; mission</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Tutto in una frase</title>
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		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/03/mission.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 11:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Review]]></category>
		<category><![CDATA[mission]]></category>

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		<description><![CDATA[Riassumere la propria vision in una frase aiuta a mantenerla sempre chiara davanti a sè. Non soltanto: aiuta a non diventare cloni di qualcun altro. Ma ci sono soltanto vantaggi?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Bill Taylor, sul suo <a href="http://blogs.hbr.org/taylor/" target="_blank">blog</a> per <a href="http://hbr.org/" target="_blank">Harvard Business Review</a>, propone un articolo sull&#8217;importanza di condensare in una singola frase il senso della propria vision. Citando <a href="http://www.lkwdpl.org/wihohio/luce-cla.htm">Clare Booth Luce</a> dice &#8220;<em>A great man is one sentence</em>&#8220;.<br />
E, sostiene, lo stesso deve valere per aziende e organizzazioni.</p>
<p><span id="more-661"></span>La conseguenza di questo distillato è, secondo l&#8217;autore, semplice quanto sovversiva:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>[...] Non basta essere abbastanza bravi in tutto. Bisogna essere i migliori in qualche cosa. Per molto tempo le organizzazioni e i loro leader si sono accomodati su strategie che li hanno mantenuti nel centro della strada, dove ci si sente sicuri e tranquilli. Nel nuovo mondo del business, così pieno di cambiamento, pressione, nuovi modi di fare le cose, il centro della strada è la strada verso il nulla.</em></p>
<p>La frase diventa così il criterio guida, ciò che rende l&#8217;organizzazione diversa da qualunque altra, la sintesi della differenza che l&#8217;organizzazione vuole fare nel suo campo e nella vita dei suoi collaboratori.<br />
E questo le evita di diventare il clone di qualcun altro, di inseguire proposte e progetti che esulano dalla propria vision.</p>
<p>Il senso di focalizzazione che si genera da una visione di questo tipo mi pare abbia conseguenze (positive, sì, ma anche negative) che sarebbe interessante analizzare sia in ottica di comunicazione verso l&#8217;interno che verso l&#8217;esterno dell&#8217;organizzazione stessa (e, magari, potrebbe essere tradotto anche in un senso più individuale e personale).</p>
<p>Che cosa ne pensate?</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/leader-e-manager-come-gli-atleti.html' rel='bookmark' title='Leader e manager come gli atleti'>Leader e manager come gli atleti</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/06/the-fundamental-state-of-leadership.html' rel='bookmark' title='The Fundamental State of Leadership'>The Fundamental State of Leadership</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Macro e micro-culture aziendali</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 14:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[mission]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[vision]]></category>

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		<description><![CDATA[In un'organizzazione vision, mission e valori restano lettera morta se non vengono esplicitate le convizioni che sostanziano i valori affermati dall'organizzazione o dal gruppo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero 75 di&nbsp;<a href="http://www.francoangeli.it/Riviste/sommario.asp?idRivista=17" target="_blank">For &#8211; Rivista per la Formazione</a>, in un articoletto interessante <a href="http://www.psicologia.unipd.it/home/personale.php?idalberomaterie=49&amp;idpers=169&amp;idalbero=51&amp;lingua=1" target="_blank">Massimo Bruscaglioni </a>si pone alcune domande:</p>
<ul>
<li>Perché i <b>valori</b> (e le <b>competenze distintive</b>, i <b>modelli di leadership</b>, la <b>mission</b>, la <b>vision</b>), nonostante siano esplicitamente definiti e diffusi capillarmente, sono così poco pregnanti?</li>
<li>Perché incidono così poco nella realtà e nella percezione delle persone?</li>
<li>Perché non riescono a pervadere il quotidiano, l&#8217;agire concreto delle persone e dei rapporti reali?</li>
<li>Perché risultano poco significativi nel rappresentare il patto di alleanza tra azienda e persone e tra le persone fra di loro?</li>
</ul>
<p><span id="more-198"></span></p>
<p>Bruscaglioni risponde sostenendo che alla <b>macro-cultura</b> aziendale (quella che definisce, appunto, vision, mission e valori) dovrebbe accompagnarsi una <b>micro-cultura</b>: una cultura&nbsp;del &#8220;come&#8221;, rispetto ai grandi &#8220;cosa&#8221; definiti dai valori.</p>
<p>Mi capita spesso, in aula, di raccogliere lamentele da parte di manager che mi raccontano esattamente di questa frattura&nbsp;tra affermazioni di principio e comportamenti quotidiani.<br />Di solito, a quel punto, mostro il <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts.html">modello dei livelli di pensiero</a> elaborato da <a href="http://www.nlpu.com/" target="_blank">Robert Dilts</a>.</p>
<h2>Valori e convinzioni</h2>
<p>In questo modello, lo snodo fondamentale è quello del livello dei <b>valori</b> e delle <b>convinzioni</b>. <br />Entrambi rispondono alla domanda &#8220;<i>perché le persone e le organizzazioni adottano determinati&nbsp;comportamenti, capacità, ambienti?</i>&#8220;. <br />La cosa interessante è il fatto che, mentre i valori (ciò che le persone e le organizzazioni ritengono <i>giusto</i>) sono quasi sempre esplicitati, lo sono molto meno le convinzioni (ciò che si ritiene <i>vero</i>).<br />Agli stessi valori possono corrispondere convinzioni molto diverse, anche opposte.<br />Per esempio, lo stesso valore della sicurezza, potrebbe celare convinzioni diametralmente opposte: una persona potrebbe essere convinta di essere tanto più al sicuro quanto più è isolata dagli altri, un&#8217;altra persona potrebbe essere convinta di essere tanto più al sicuro quanto più ampio è il suo network di conoscenze e frequentazioni.<br />Le conseguenze di convinzioni tanto diverse, naturalmente, impattano in maniera decisiva sui livelli di pensiero inferiori (capacità, comportamenti, ambiente), generando culture profondamente diverse.<br />Questo, secondo me, è il punto (e mi pare che, in modo diverso, sia quanto sostiene anche Bruscaglioni).<br />Finchè non vengono esplicitate, condivise, se il caso anche negoziate, le convinzioni che sostanziano i valori, si percerpirà una frattura tra le affermazioni di principio e la pratica quotidiana, tra macro e micro-cultura aziendale.<br />E vision, mission, valori resteranno delle belle affermazioni scritte su pannelli e libretti, senza alcun impatto concreto sul quotidiano.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-2.html' rel='bookmark' title='Self leadership secondo Dilts [2]'>Self leadership secondo Dilts [2]</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html' rel='bookmark' title='Sognatore, realista, critico'>Sognatore, realista, critico</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-1.html' rel='bookmark' title='Self leadership secondo Dilts [1]'>Self leadership secondo Dilts [1]</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html/feed</wfw:commentRss>
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