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	<title>Luca Baiguini &#187; MIP</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Individualismi</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2011 21:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicastro]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un incontro con Roger Abravanel, Andrea Guerra e Roberto Nicastro, una riflessione sul tema dell'individualismo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Proseguo il <a href="http://www.lucabaiguini.com/2011/11/abravanel.html">ragionamento</a> sull&#8217;incontro alla <a href="http://www.som.polimi.it/whoweare/">School of Management del Politecnico di Milano</a> con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roger_Abravanel">Roger Abravanel</a>, <a href="http://people.forbes.com/profile/andrea-guerra/50336">Andrea Guerra</a>, <a href="http://www.unicreditgroup.eu/it/About_us/Roberto_Nicastro.htm">Roberto Nicastro</a>.<br />
È emerso più volte durante la discussione un tema che mi è parso rilevante: quello degli italiani come popolo antropologicamente caratterizzato da individualismo e incapacità di visione collettiva (ho sentito citare, dopo molti anni, il familismo amorale di Banfield).</p>
<p>È stato Nicastro ad introdurre il tema (cito a memoria):</p>
<blockquote><p>Quando Roger Abravanel svolge il suo ragionamento sul &#8220;Piccolo non è bello, piccolo è brutto&#8221;, c&#8217;è dietro l&#8217;elevazione sul podio che nel nostro Paese viene sistematicamente fatta del concetto di individuo. Non serve andare a ripescare (ma a chi non l&#8217;abbia fatto suggerisco di leggere il saggio del 1958 di Banfield) il concetto di familismo amorale, che ancora a distanza di cinquant&#8217;anni la dice lunghissima sul modo con cui in Italia si ragione sull&#8217;individuo e la famiglia da una parte e sulla società dall&#8217;altra. In realtà, quando sentiamo un ragionamento come quello sul circolo vizioso sulle regole, ci vediamo tanta Italia dentro. Il concetto di truffare l&#8217;assicurazione dal meccanico è quasi un peccato veniale nel nostro Paese. Però questo mostra in maniera chiara un problema di società, che poi porta a pensare che l&#8217;individuo può essere perdonato, che l&#8217;individuo è bello.</p></blockquote>
<p>Ecco, questa tesi dell&#8217;individualismo come tratto antropologico mi trova in completo disaccordo. E non necessariamente perché non sia vera. Non ho elementi per valutarne la consistenza.</p>
<p><span id="more-2173"></span></p>
<p>Sono le conseguenze di questa tesi che mi spaventano. Mi sembra un alibi insuperabile, che giustifica proprio quell&#8217;immobilismo delle classi dirigenti che Nicastro aveva stigmatizzato pochi istanti prima.<br />
Il ragionamento di Abravanel, in questo senso, mi è parso esattamente opposto (e ne ho avuto la conferma durante il dibattito successivo): sono le strutture di regole e meritocrazia che influenzano il tratto culturale.</p>
<p>Per dirla in un altro modo, per vincere l&#8217;individualismo serve una di queste due cose:</p>
<ul>
<li>un nemico sufficientemente pericoloso (o dipinto come tale) alle porte (ma, come ho già scritto <a href="http://www.lucabaiguini.com/2011/08/narrazioni-politiche.html">qui</a>, si tratta di una strategia di breve periodo), tale da giustificare la &#8220;chiamata alle armi&#8221; e il sacrificio del proprio individualismo alla causa della difesa comune</li>
<li>un progetto credibile e convincente, portato avanti con coerenza, in grado di muovere le persone in un quadro di regole condiviso.</li>
</ul>
<div>È, quindi, una questione di leadership. E questo vale sia a livello macro (Paese, società) che a livello micro (gruppo o team).<br />
Quello dell&#8217;individualismo come tratto antropologico (per i popoli) o come tratto della personalità (per gli individui) è un autoinganno che genera muri invalicabili al cambiamento proprio perché, in qualche misura, arriva a giustificarne le resistenze. Avrei decine di esempi da portare. Ma, forse, e sufficiente che ciascuno di noi pensi alle proprie esperienze di vita sociale o di gruppo.</div>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Delle regole e delle possibilità</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/11/abravanel.html</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 07:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da un incontro con Roger Abravanel, una riflessione sul regole e possibilità di ripresa del nostro Paese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri, alla <a href="http://www.som.polimi.it/whoweare/">School of Management del Politecnico di Milano</a>, un interessante incontro con <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roger_Abravanel">Roger Abravanel</a>, <a href="http://people.forbes.com/profile/andrea-guerra/50336">Andrea Guerra</a>, <a href="http://www.unicreditgroup.eu/it/About_us/Roberto_Nicastro.htm">Roberto Nicastro</a>.<br />
Si parlava di come conciliare crescita ed austerità.<br />
Oggi riassumo un paio di concetti espressi da Abravanel che mi hanno solleticato. In un prossimo post, invece, mi dedicherò ad una questione di fondo che, un po&#8217; sottotraccia, ha percorso il dibattito e che mi pare meriti un discorso a sé.</p>
<p>Le due idee di Abravanel hanno a che vedere con il tema delle regole (argomento del suo ultimo libro) e con quello delle possibilità di ripresa del nostro Paese.<span id="more-2170"></span></p>
<p>Sulle regole, ecco, più o meno, che cosa dice Abravanel:</p>
<p>in un sistema sano (Abravanel parla di &#8220;capitalismo moderno&#8221;, ma mi pare che il concetto possa essere esteso), non è vero che le regole nascono sempre giuste ed eque.<br />
Nascono spesso sbagliate esattamente come in un sistema bacato.<br />
La differenza è che vengono rispettate comunque, e questo crea la possibilità di cambiare le regole per migliorarle tenendo presente l&#8217;obiettivo per cui queste regole sono nate.</p>
<p>In un sistema bacato, le regole nascono sbagliate ed inique.<br />
Questa volta, però, non vengono rispettate.<br />
Nascono, quindi, nuove regole che hanno come obiettivo non un sistema migliore, ma la punizione di chi non rispetta le regole.<br />
E queste regole sono, per lo più, assurde.<br />
Il circolo vizioso prosegue: regole assurde generano legittimazione per chi non le rispetta e, di conseguenza, un gran numero di individui che non le rispettano.<br />
A questo punto è impossibile punire tutti coloro che non rispettano le regole, e l&#8217;avvitamento del sistema è garantito.</p>
<p>Mi pare che questo valga sia a livello macro (di società o di Paese), ma anche a livello micro (di gruppo, di azienda, di organizzazione).<br />
Il mancato rispetto di regole non giuste ed eque, paradossalmente, genera un problema molto maggiore di quello che risolve, perché crea un contesto nel quale non è più possibile migliorare le regole tenendo presente l&#8217;obiettivo per cui sono nate.</p>
<p>La seconda idea (che, più che un&#8217;idea, è una provocazione) è la conclusione del suo intervento: non tutto è perduto, proprio perché abbiamo grandi sacche di inefficienza.<br />
Cito a memoria:</p>
<blockquote><p>Noi ne possiamo uscire. Ne possiamo uscire anche meglio rispetto agli Stati Uniti. Gli Stati Uniti, per esempio, sulle università non possono fare molto perché sono private, sull&#8217;evasione fiscale non possono fare nulla, perché pagano le tasse, sulla flessibilità del mercato del lavoro non possono fare nulla, perché hanno un mercato del lavoro flessibile. Noi abbiamo un sacco di gradi di libertà.</p></blockquote>
<p>Umberto Bertelè ha chiosato l&#8217;intervento citando un alto dirigente che, si narra, disse ad Agnelli, durante una delle crisi della Fiat, &#8220;<em>abbiamo così tante cose da mettere a posto, che siamo fortunati</em>&#8220;.</p>
<p>Non è granché, forse è un po&#8217; autoconsolatorio, ma, con i tempi che corrono, mi pare già qualcosa&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Executive MBA MIP nella classifica di FT</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/11/executive-mba-mip-financial-times.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/11/executive-mba-mip-financial-times.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 12:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Business school]]></category>
		<category><![CDATA[MIP]]></category>

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		<description><![CDATA[Il MIP entra nella classifica dei migliori Executive MBA del mondo, secondo Financial Times]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 25 ottobre il <a href="http://www.ft.com/" target="_blank">Financial Times </a>ha pubblicato la sua <a href="http://rankings.ft.com/businessschoolrankings/emba-rankings-2010" target="_blank">classifica</a> dei migliori Executive MBA del mondo.<br />
Gli EMBA del <a href="http://www.mip.polimi.it" target="_blank">MIP</a> sono entrati per prima volta nella classifica, al 94° posto, unici Executive MBA italiani.</p>
<p>Il commento dalla <a href="http://www.facebook.com/pages/Milano-Italy/MIP-Politecnico-di-Milano/55016109735" target="_blank">pagina Facebook </a>del MIP:</p>
<blockquote><p>Il Financial Times conferma la School of Management del Politecnico di Milano fra le migliori scuole del mondo. Nel Ranking Executive MBA 2010 appena pubblicato, infatti, l&#8217;EMBA del MIP entra per la prima volta tra i migliori 100 al mondo, unico programma italiano in classifica, al 94° posto. Già lo scorso anno il MIP era stato inserito dal prestigioso quotidiano economico londinese tra le 70 migliori business school europee, potendo vantare in classifica ben tre programmi: l&#8217;Executive MBA (anche a livello europeo l&#8217;unico EMBA italiano riportato nel ranking), l&#8217;MBA Full time e il Master of Science in Ingegneria Gestionale.</p></blockquote>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MIP nella classifica di Financial Times</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/12/mip-nella-classifica-di-financial-times.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/12/mip-nella-classifica-di-financial-times.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 07:45:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
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		<category><![CDATA[classifica]]></category>
		<category><![CDATA[Financial Times]]></category>
		<category><![CDATA[MBA]]></category>
		<category><![CDATA[MIP]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la prima volta, la School of Management del Politecnico di Milano (di cui il MIP è parte insieme al Dipartimento di Ingegneria Gestionale), è entrata nelle classifiche dei migliori master e delle migliori Business School redatta dal Financial Times.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta, la <a href="http://www.som.polimi.it/" target="_blank">School of Management </a>del Politecnico di Milano (di cui il <a href="http://www.mip.polimi.it/" target="_blank">MIP</a> è parte insieme al <a href="http://www.dig.polimi.it/" target="_blank">Dipartimento di Ingegneria Gestionale</a>), è entrata nelle <a href="http://rankings.ft.com/businessschoolrankings/" target="_blank">classifiche</a> dei migliori master e delle migliori Business School redatta dal Financial Times.<br />
L&#8217;Excutive MBA è al 34° posto, l&#8217;MBA Full time al 35°, il Master of Science in Ingegneria Gestionale al 46°, mentre la business school nel suo complesso è al 56°.<br />
L&#8217;obiettivo, secondo Gianluca Spina, è quello di entrare nelle prime 20 business school in Europa nei prossimi 5 anni.</p>
<p><span id="more-436"></span></p>
<p>Ecco le prime 10 Business School europee secondo FT:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.hec.fr/" target="_blank">HEC Paris</a></li>
<li><a href="http://www.london.edu/" target="_blank">London Business School</a></li>
<li><a href="http://www.insead.edu/" target="_blank">Insead</a></li>
<li><a href="http://www.imd.ch/" target="_blank">IMD</a></li>
<li><a href="http://www.ie.edu/" target="_blank">IE Business School</a></li>
<li><a href="http://www.iese.edu/" target="_blank">Iese Business School</a></li>
<li><a href="http://www.rsm.nl/" target="_blank">Rotterdam School of Management &#8211; Erasmus Univesity</a></li>
<li><a href="http://www.em-lyon.com/english/corporate/index.aspx">EM Lyon Business School</a></li>
<li><a href="http://www.esade.edu/" target="_blank">Esade Business School</a></li>
<li><a href="http://www.vlerick.com/" target="_blank">Vlerick Leuven Gent Management School</a></li>
<p> </ol>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Business School in classifica 2009</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/business-school-in-classifica-2009.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/business-school-in-classifica-2009.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 05:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Business school]]></category>
		<category><![CDATA[Espansione]]></category>
		<category><![CDATA[MBA]]></category>
		<category><![CDATA[MIP]]></category>

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		<description><![CDATA[La classifica delle miglior Business School italiane pubblicata da Espansione
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il quarto anno&nbsp;Espansione pubblica la classifica delle business school italiane, basata sui giudizi dati da 50 selezionatori e responsabili risorse umane, su cinque parametri (Notorietà, Qualità della docenza, Vicinanza alle imprese, Livello dei partecipanti, Internazionalità).</p>
<p><span id="more-271"></span></p>
<p>Ecco i risultati, con il punteggio medio ottenuto:</p>
<table width="301" border="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">1</p>
</td>
<td valign="top" width="117"><a href="http://www.sdabocconi.it/" target="_blank">SDA Bocconi</a></td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">4,45</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">2</p>
</td>
<td valign="top" width="117"><a href="http://www.mip.polimi.it/" target="_blank">MIP</a></td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">4,36</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">3</p>
</td>
<td valign="top" width="117">
<p><a href="http://www.lbs.luiss.it/" target="_blank">Luiss</a></p>
</td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">3,70</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">4</p>
</td>
<td valign="top" width="117">
<p><a href="http://www.istud.it/" target="_blank">Istud</a></p>
</td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">3,53</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">5</p>
</td>
<td valign="top" width="117">
<p><a href="http://www.cuoa.it/" target="_blank">Cuoa</a></p>
</td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">3,52</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">6</p>
</td>
<td valign="top" width="117"><a href="http://www.scuoladipaloalto.it/" target="_blank">Palo Alto</a></td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">3,51</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">7</p>
</td>
<td valign="top" width="117"><a href="http://www.formazione.ilsole24ore.com/fc?cmd=sez&amp;sezId=10123&amp;chId=34" target="_blank">Il Sole 24ore</a></td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">3,50</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">8</p>
</td>
<td valign="top" width="117">
<p><a href="http://altis.unicatt.it/" target="_blank">Cattolica</a></p>
</td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">3,42</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">9</p>
</td>
<td valign="top" width="117"><a href="http://www.mib.edu/">Mib</a></td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">3,41</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td valign="top" width="30">
<p align="center">10</p>
</td>
<td valign="top" width="117"><a href="http://www.ipsoa.it/formazione/" target="_blank">Ipsoa</a></td>
<td valign="top" width="140">
<p align="center">3,23</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>MIP si conferma seconda, e raggiunge il primato per la vicinanza alle imprese e il livello dei partecipanti.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La turbolenza è la nuova normalità</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/la-turbolenza-e-la-nuova-normalita.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/la-turbolenza-e-la-nuova-normalita.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 10:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Kotler]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[MIP]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=267</guid>
		<description><![CDATA[La ricetta di Philip Kotler per affrontare un tempo in cui la turbolenza è la nuova normalità.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philip_Kotler" target="_blank">Philip Kotler</a> al <a href="http://www.mip.polimi.it/" target="_blank">MIP</a> a parlare di marketing e advertising.<br />Alcuni dei concetti che ha espresso mi pare completino le considerazioni fatte ieri <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/rendite-di-posizione.html">qui</a>.<br />Kotler parte da un assunto: &#8220;<i>La turbolenza è la nuova normalità</i>&#8220;.<br />Dobbiamo, quindi, abituarci ad uno scenario nel quale il ciclo economico è una linea generata da una fibrillazione continua.<br />Mi sembra che questo abbia a che vedere con il concetto di &#8220;rendita di posizione&#8221;.</p>
<p><span id="more-267"></span></p>
<p>La ricetta (o, almeno, una parte della ricetta) di Kotler per le imprese e le organizzazioni:</p>
<ul>
<li>dotarsi di un sistema che sia in grado di generare in anticipo gli allarmi (early warning system)<br />Per inciso, mi pare che questo sistema abbia caratteristiche in comune con quanto scrivevo <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/05/rane-pipistrelli-e-organizzazioni.html">qui</a>.</li>
<li>produrre simulazioni di scenario (che tengano conto anche delle ipotesi peggiori)</li>
<li>dotarsi di&nbsp;un sistema di budget flessibile</li>
</ul>
<p>Questo per le imprese.<br />Può valere anche per gli individui?<br />E come conciliare questi strumenti con una &#8220;<a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/veduta-lunga-e-fondamentali.html">veduta lunga</a>&#8220;?</p>
<p>___</p>
<p>Post (in qualche modo) correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/rendite-di-posizione.html">Rendite di posizione</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/veduta-lunga-e-fondamentali.html">Veduta lunga e fondamentali</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/ansia-del-futuro-e-dilatazione-del-presente.html">Ansia del futuro e dilatazione del presente</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/05/rane-pipistrelli-e-organizzazioni.html">Rane, pipistrelli e organizzazioni</a></li>
</ul>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/la-turbolenza-e-la-nuova-normalita.html/feed</wfw:commentRss>
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