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Una brutta notizia

Ieri il presidente del MIP, Gianluca Spina, è rimasto vittima di un incidente in montagna.
L’ultima volta che l’ho sentito parlare in un intervento pubblico, in occasione del Graduation Day EMBA lo scorso dicembre, ha citato Gandhi:

L’uomo si distrugge con la politica senza principi, con la ricchezza senza il lavoro, con l’intelligenza senza la sapienza, con gli affari senza la morale, con la scienza senza umanità, con la religione senza la fede, con l’amore senza il sacrificio di sé.

Gianluca, da uomo con una visione precisa di che cosa significhi essere imprenditori e manager, ha messo in guardia i neodiplomati su come non si possa creare ricchezza senza lavoro e non si possano fare affari senza morale.

Mi piace ricordarlo così.

Catalogo Leadership e Organizational Behaviour

Da qualche giorno è online sul sito del MIP il nuovo catalogo di corsi dell’area “Leadership e Organizational Behaviour“. Mi sembra una proposta ricca e varia. Io tengo il corso “Fondamenti di leadership” (la prima edizione il 26 e 27 giugno).

Bella l’introduzione di Luciano Traquandi al catalogo: la riporto perché mi pare renda bene il senso di un approccio ai temi che sottoscrivo parola per parola.

Il Comportamento Organizzativo (Organizational Behaviour) è una dimensione che sembra sfuggire al campo della tecnologia, dell’economia e dell’ingegneria organizzativa; può però dare riposte che non sono accessibili altrimenti o che possono anche essere in contrasto con quelle discipline.

Questa frizione e contrasto fanno di questa disciplina una realtà fertile. Da un lato infatti tempera le discipline classiche: queste, se applicate in modo rigoroso possono deresponsabilizzare i Manager sul fatto che le applicano su persone, non su entità astratte o inanimate.

Dall’altro lato il Comportamento Organizzativo può produrre soluzioni creative quando quelle ordinarie sono inadeguate. Questa materia è in grado di trascendere la dimensione degli individui e dei gruppi ed entrare in quella della cultura organizzativa, che ha grande influenza sulle dinamiche aziendali; la cultura organizzativa è una realtà impalpabile ma capace di fare fallire, se ostile, anche la più avveduta operazione di Merger and Acquisition. Oppure capace di riparare inadeguatezze manageriali. Potremmo dire che OB rappresenta lo “Human Touch” dell’organizzazione.

I seminari proposti nel catalogo operano in questo spirito.

I temi e i metodi non mirano, esclusivamente, ad un rafforzamento delle cognizioni o esperienze manageriali, intendono aumentare la sensibilità e la flessibilità dei leader verso il fattore umano. Aiutano inoltre lo sviluppo di sé come persona. Se volessimo usare una metafora, questi corsi rinforzano il sistema immunitario dell’impresa piuttosto che essere soluzioni a problemi. Fuoriescono da un logica di problem solving ed entrano in quella dell’empowerment.

Questo catalogo propone un percorso: il partecipante può individuare temi, docenti, intervalli a lui confacenti e progettare un itinerario personalizzato. Richiederà disciplina, sensibilità verso gli altri ma soprattutto verso sé, dialogo e costanza. E’ una strada di condivisione oltre che di apprendimento.

Luciano Traquandi

 

 

Individualismi

Proseguo il ragionamento sull’incontro alla School of Management del Politecnico di Milano con Roger Abravanel, Andrea Guerra, Roberto Nicastro.
È emerso più volte durante la discussione un tema che mi è parso rilevante: quello degli italiani come popolo antropologicamente caratterizzato da individualismo e incapacità di visione collettiva (ho sentito citare, dopo molti anni, il familismo amorale di Banfield).

È stato Nicastro ad introdurre il tema (cito a memoria):

Quando Roger Abravanel svolge il suo ragionamento sul “Piccolo non è bello, piccolo è brutto”, c’è dietro l’elevazione sul podio che nel nostro Paese viene sistematicamente fatta del concetto di individuo. Non serve andare a ripescare (ma a chi non l’abbia fatto suggerisco di leggere il saggio del 1958 di Banfield) il concetto di familismo amorale, che ancora a distanza di cinquant’anni la dice lunghissima sul modo con cui in Italia si ragione sull’individuo e la famiglia da una parte e sulla società dall’altra. In realtà, quando sentiamo un ragionamento come quello sul circolo vizioso sulle regole, ci vediamo tanta Italia dentro. Il concetto di truffare l’assicurazione dal meccanico è quasi un peccato veniale nel nostro Paese. Però questo mostra in maniera chiara un problema di società, che poi porta a pensare che l’individuo può essere perdonato, che l’individuo è bello.

Ecco, questa tesi dell’individualismo come tratto antropologico mi trova in completo disaccordo. E non necessariamente perché non sia vera. Non ho elementi per valutarne la consistenza.

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Delle regole e delle possibilità

Ieri, alla School of Management del Politecnico di Milano, un interessante incontro con Roger Abravanel, Andrea Guerra, Roberto Nicastro.
Si parlava di come conciliare crescita ed austerità.
Oggi riassumo un paio di concetti espressi da Abravanel che mi hanno solleticato. In un prossimo post, invece, mi dedicherò ad una questione di fondo che, un po’ sottotraccia, ha percorso il dibattito e che mi pare meriti un discorso a sé.

Le due idee di Abravanel hanno a che vedere con il tema delle regole (argomento del suo ultimo libro) e con quello delle possibilità di ripresa del nostro Paese. Continua a leggere

Executive MBA MIP nella classifica di FT

Lo scorso 25 ottobre il Financial Times ha pubblicato la sua classifica dei migliori Executive MBA del mondo.
Gli EMBA del MIP sono entrati per prima volta nella classifica, al 94° posto, unici Executive MBA italiani.

Il commento dalla pagina Facebook del MIP:

Il Financial Times conferma la School of Management del Politecnico di Milano fra le migliori scuole del mondo. Nel Ranking Executive MBA 2010 appena pubblicato, infatti, l’EMBA del MIP entra per la prima volta tra i migliori 100 al mondo, unico programma italiano in classifica, al 94° posto. Già lo scorso anno il MIP era stato inserito dal prestigioso quotidiano economico londinese tra le 70 migliori business school europee, potendo vantare in classifica ben tre programmi: l’Executive MBA (anche a livello europeo l’unico EMBA italiano riportato nel ranking), l’MBA Full time e il Master of Science in Ingegneria Gestionale.

MIP nella classifica di Financial Times

Per la prima volta, la School of Management del Politecnico di Milano (di cui il MIP è parte insieme al Dipartimento di Ingegneria Gestionale), è entrata nelle classifiche dei migliori master e delle migliori Business School redatta dal Financial Times.
L’Excutive MBA è al 34° posto, l’MBA Full time al 35°, il Master of Science in Ingegneria Gestionale al 46°, mentre la business school nel suo complesso è al 56°.
L’obiettivo, secondo Gianluca Spina, è quello di entrare nelle prime 20 business school in Europa nei prossimi 5 anni.

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Business School in classifica 2009

Per il quarto anno Espansione pubblica la classifica delle business school italiane, basata sui giudizi dati da 50 selezionatori e responsabili risorse umane, su cinque parametri (Notorietà, Qualità della docenza, Vicinanza alle imprese, Livello dei partecipanti, Internazionalità).

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La turbolenza è la nuova normalità

Ieri mattina, Philip Kotler al MIP a parlare di marketing e advertising.
Alcuni dei concetti che ha espresso mi pare completino le considerazioni fatte ieri qui.
Kotler parte da un assunto: “La turbolenza è la nuova normalità“.
Dobbiamo, quindi, abituarci ad uno scenario nel quale il ciclo economico è una linea generata da una fibrillazione continua.
Mi sembra che questo abbia a che vedere con il concetto di “rendita di posizione”.

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