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	<title>Luca Baiguini &#187; internet</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Comunicazione, internet, blog: riflessioni grezze</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Jan 2010 07:15:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[network]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune riflessioni sul rapporto tra rete, identità, comunicazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei condividere alcune riflessioni (ancora allo stato grezzo) che mi frullano in testa in questi giorni, partendo da un paio di premesse.</p>
<p>Prima premessa: qualche giorno fa ho sottoscritto il manifesto di <a href="http://www.internetforpeace.org/" target="_self">internet for peace</a>, che propone di assegnare a internet il prossimo Premio Nobel per la Pace.</p>
<p>Ho esitato un po&#8217; nel farlo.<br />
La riflessione, banale, era: internet non è soltanto un mezzo (un contatto, avrebbe detto Jakobson)?<br />
La vera differenza non la fa l&#8217;uso che si fa di quel mezzo? D&#8217;accordo, sappiamo da tempo che il mezzo influenza ilmessaggio stesso, ma da questo a dire che il mezzo sia, in sè e per sè, uno strumento di pace, ce ne passa.</p>
<p><span id="more-530"></span></p>
<p>Seconda premessa: guardando indietro all&#8217;anno passato e al lavoro fatto, mi sono reso conto che, negli ultimi dodici mesi, quando mi è capitato di parlare in pubblico non in un contesto di formazione (non, quindi, in aula), nella grande maggioranza dei casi ho parlato ad una qualche forma di network.<br />
Ad aggregazioni, quindi, nate per lo più in rete e &#8220;dal basso&#8221;.</p>
<p>Andiamo da un network dei responsabili delle corporate universities italiane, ad un gruppo su Linkedin, ad un network di informatici, ad uno di studenti&#8230;</p>
<p>Effetto, questo (almeno così mi pare), della mia presenza comunque piuttosto articolata in rete (questo blog con la sua <a href="http://www.facebook.com/blog.lucabaiguini" target="_self">pagina su Facebook</a>, il mio profilo personale su <a href="http://www.linkedin.com/in/lucabaiguini" target="_self">Linkedin</a>, <a href="http://www.facebook.com/lucabaiguini">Facebook</a>, <a href="http://www.anobii.com/people/lucabaiguini/" target="_self">Anobii</a>, gli aggiornamenti di <a href="http://twitter.com/lucabaiguini" target="_self">Twitter</a>, le slide di <a href="http://www.slideshare.net/lucabaiguini" target="_self">Slideshare</a>, eccetera).</p>
<p>Insomma,  mi sembra di poter concludere che le dinamiche della rete stanno cambiando il mio pubblico.</p>
<p>Ho rivisto, poi, le slide e le mappe mentali con cui ho preparato alcuni di questi interventi, confrontandole con gli analoghi materiali preparati per convegni a cui ho partecipato e che erano organizzati, invece, da istituzioni o università.<br />
Il linguaggio, come è facile immaginare, è diverso.<br />
Ed anche gli argomenti, o, per lo meno, il taglio che ho dato a questi argomenti.<br />
Innanzitutto il linguaggio: più confidenziale, piano, mi viene quasi da dire &#8220;pop&#8221;.<br />
Poi il set creato: quasi sempre interattivo, con ampio spazio alla socializzazione di idee, contenuti, metodi.<br />
Mi ricordo, a questo proposito, di un incontro in cui, alla fine della mia presentazione e del dibattito che ne è seguito, una persona dal pubblico si è alzata e mi ha fatto notare come quella presentazione avesse generato un serie di commenti su Twitter, che erano diventati aggiornamenti su Facebook, a loro volta commentati da gente che nemmeno c&#8217;era, all&#8217;incontro.<br />
Insomma, una parte del dibattito si stava sviluppando al di fuori di quelle quattro mura e, quindi, della mia consapevolezza (per non dire, naturalmente, del mio controllo).<br />
Questa cosa, peraltro, mi ha da un lato entusiasmato, dall&#8217;altro anche un po&#8217; spaventato.<br />
&#8220;<em>Devo stare più attento a non dire stupidaggini</em>&#8220;, ricordo di essermi detto sottovoce.</p>
<p>La conclusione: se internet sta cambiando il mio pubblico, e questo sta cambiando il mio linguaggio e il mio modo di approcciare gli argomenti, non è che sta cambiando me?<br />
Non è, quindi, che il mezzo sta cambiando il mittente?</p>
<p>Che detto così sembra niente, ma&#8230;.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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