<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Luca Baiguini &#187; innovazione</title>
	<atom:link href="http://www.lucabaiguini.com/tag/innovazione/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lucabaiguini.com</link>
	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 11:03:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Ancora sull&#8217;innovazione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 07:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ticonzero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1399</guid>
		<description><![CDATA[Da un articolo pubblicato su Ticonzero, alcuni criteri per definire l'innovazione e delimitarne il campo, al fine di comprendere quali sono le condizioni che favoriscono l'innovazione stessa nelle organizzazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa abbiamo aperto una <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione-retorica.html" target="_blank">discussione</a> sull&#8217;innovazione e la sua &#8220;retorica&#8221;.<br />
L&#8217;ultima uscita di <a href="http://www.ticonzero.info/" target="_blank">Ticonzero</a> lancia lo stesso tema sulla rivista, con la promessa di contributi di diversi autori nei prossimi numeri.<br />
In <a href="http://www.ticonzero.info/articolo.asp?art_id=3462" target="_blank">questo articolo</a> Fabio Sgaragli ha iniziato con l&#8217;elencare i criteri attraverso i quali si può definire l&#8217;innovazione, rispondendo a domande come:</p>
<blockquote><p>Ma cosa è veramente l’innovazione? Come facciamo a sapere che quella che abbiamo di fronte è veramente innovazione? Esistono dei criteri per definirla?</p></blockquote>
<p><span id="more-1399"></span>Ed ecco, in sintesi, le risposte.</p>
<p>Si ha innovazione quando:</p>
<ul>
<li>Un&#8217;idea viene realizzata in pratica e si dimostra funzionante (che funzioni per il fine per il quale è stata ideata, è un aspetto quasi irrilevante. Sono, quindi, innovazione anche le idee che funzionano in un campo di applicazione diverso da quello per cui sono state originariamente pensate).</li>
<li>L’idea realizzata, al di la di essere radicalmente nuova o meno, deve portare dei benefici positivi.</li>
<li>Al di là della sua dimensione, qualsiasi idea nuova che abbia una ricaduta significativa nel settore specifico di applicazione o, più in generale, nelle nostre vite, è da considerarsi innovazione. In questo senso, non sono innovazione soltanto le scoperte, le idee o i prodotti che &#8220;cambiano le regole del gioco&#8221; o i paradigmi.</li>
<li>Dietro la vera innovazione c’è lo spirito tipico degli esploratori: quello di volere scoprire cose nuove, siano esse frontiere o soluzioni.</li>
</ul>
<p>Lo stesso autore avverte del fatto che questa lista di criteri non è esaustiva né definitiva. Serve soltanto ad aprire il dibattito attorno alle condizioni che, data questa definizione, possono favorire l&#8217;innovazione stessa nelle organizzazioni.</p>
<p>Mi pare che su Ticonzero stia iniziando un percorso interessante, che vale la pena seguire.</p>
<p>Se, nel frattempo, qualcuno ha contributi da portare, serviranno ad arricchire ulteriormente la visione.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Una retorica dell&#8217;innovazione?</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione-retorica.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione-retorica.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 11 Oct 2010 21:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Forbes]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1386</guid>
		<description><![CDATA[Alcuni stimoli sulla gestione dell'innovazione nelle imprese e nelle organizzazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Via <a href="http://jobtalk.blog.ilsole24ore.com/" target="_blank">JobTalk</a>, e questa interessante <a href="http://jobtalk.blog.ilsole24ore.com/jobtalk/2010/10/jobmanagement-licenziate-i-poliziotti-dello-status-quo-quelli-che-arrestano-linnovazione.html" target="_blank">discussione</a>, mi è balzato agli occhi <a href="http://www.forbes.com/2010/09/08/status-quo-police-leadership-managing-human-capital-10-hartung.html" target="_blank">questo articolo</a> di Adam Hartung su Forbes.<br />
Il titolo già dice molto: <strong>&#8220;Fire the status quo police&#8221;</strong>.<br />
Il contenuto è riassumibile in alcune frasi utilizzate dallo stesso autore:</p>
<blockquote><p>La polizia dello status quo istituzionalizza le metriche iniziali. Insiste sul fatto che le innovazioni portino un margine appropriato, ordinativi congrui, prezzi adeguati, oppure vengano abbandonate, senza curarsi dei mercati che stanno cambiando e presentano un potenziale di crescita nel futuro. [...]</p>
<p>Queste norme distruttive non potrebbero essere sostenute se non ci fossero persone votate a rinforzare una rigida adesione alle norme stesse. Questi sono i Poliziotti dello Status Quo. Il loro lavoro, prima di tutto e innanzitutto, è assicurarsi che il modo consueto di fare le cose non venga alterato. Non è focalizzarsi su risultati positivi per il business. Al contrario, è assicurarsi che l&#8217;organizzazione rimanga sul provato e sul vero, senza riferimenti ai risultati. La polizia semplicemente assume che i risultati saranno buoni se lo status quo continua.</p></blockquote>
<p>Nulla di particolarmente nuovo.<br />
Leggendo l&#8217;articolo e gli esempi (anche questi abbastanza classici) di aziende innovative, però, mi sono chiesto una cosa.</p>
<p><span id="more-1386"></span>Non è che siamo vittime di una certa retorica dell&#8217;innovazione?<br />
Sembra che innovare sia la panacea di tutti i mali. E non solo. L&#8217;innovazione, naturalmente (e, tra le righe dell&#8217;articolo di Hartung questo traspare con una certa chiarezza), non è innovazione incrementale. È quella che Christensen chiamerebbe &#8220;<em>Disruptive Innovation&#8221;.</em></p>
<p>E questo, in un certo senso, mi pare valga nel macro (aziende e grandi organizzazioni) come nel micro (gruppi e piccole organizzazioni).<br />
Studiosi come <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-delle-idee.html" target="_blank">Getz e Robinson</a> si sono dedicati alla creazione di veri e propri sistemi di management delle idee e, quindi, dell&#8217;innovazione.<br />
Un teamleader, per quanto innovatore, deve, però, sempre confrontarsi con la quantità di innovazione che il suo team è in grado di sopportare in ogni momento del suo ciclo di vita, pena la perdita della bussola e l&#8217;instaurarsi di uno stato di confusione che con la creatività e l&#8217;innovazione ha poco da spartire.</p>
<p>Innovazione sì, dunque, ma a patto che si creino le pre-condizioni che consentano di gestire l&#8217;innovazione.</p>
<p>Oppure no?</p>
<p><em> </em></p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione-retorica.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Management delle idee</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-delle-idee.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-delle-idee.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 14:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Getz]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ticonzero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1052</guid>
		<description><![CDATA[Da Ticonzero, la sintesi delle ricerche di Getz e Robinson che tratteggiano le caratteristiche delle organizzazioni più creative e con il maggior tasso di innovazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.ticonzero.info" target="_blank">Ticonzero</a>, Giovanni Lucarelli sintetizza alcune delle idee che sono emerse dallo studio di Getz e Robinson sulle aziende più innovative e sui loro sistemi di management delle idee.<br />
Del pensiero di Getz ho già parlato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/07/isaac-getz-e-la-forza-delle-idee.html">qui</a>.<br />
Ne emergono alcune peculiarità ed alcuni elementi che accomunano queste best practice dell&#8217;innovazione, che mi sembra interessante riproporvi e sintetizzarvi.<span id="more-1052"></span></p>
<p>Ecco, dunque, gli elementi costituitivi della cultura delle organizzazioni innovative:</p>
<ol>
<li><strong>Le idee sono un affare di tutti</strong><br />
Nel contesto in cui viviamo non ha più alcun senso pensare che l&#8217;innovazione sia appannaggio soltanto di qualcuno, di un settore dell&#8217;azienda o di un gruppo ristretto di &#8220;creativi&#8221;.<br />
Tutta l&#8217;organizzazione, a qualsiasi livello, deve essere stimolata a produrre idee innovative.<br />
Il contributo all&#8217;innovazione (inteso come percentuale dei collaboratori che presenta nuove idee al management), nelle aziende che Lucarelli chiama &#8220;innovatori esemplari&#8221;, supera spesso l&#8217;80/90%.</li>
<li><strong>Le persone possono essere creative<br />
<span style="font-weight: normal;">Tutti possono essere creativi, a condizione di trovare nell&#8217;organizzazione alcune condizioni favorevoli:</span></strong></p>
<ul>
<li>training che favoriscano la formazione di una forma mentis creativa</li>
<li>un ambiente di lavoro stimolante</li>
<li>l&#8217;interesse da parte di colleghi e superiori per le idee proposte</li>
<li>occasioni per presentare le proprie idee</li>
</ul>
</li>
<li><strong>L&#8217;innovazione non è una lotteria<br />
<span style="font-weight: normal;">Non si può fare affidamento su sporadici &#8220;lampi di genio&#8221;, per lo più occasionali.<br />
Al contrario, si deve articolare un processo che favorisca la generazione di nuove idee, la loro comunicazione, la loro realizzazione e la loro diffusione dentro e fuori l&#8217;organizzazione.</span></strong></li>
</ol>
<p>Mi paiono tutte considerazioni che vanno nella direzione di quanto afferma Catmull in una parte dell&#8217;intervista che ho sintetizzato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-pixa.html">qui</a>.</p>
<p>Se qualcuno di voi avesse esperienze e casi, sono i benvenuti.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-delle-idee.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Competere&#8230; insegnando</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/11/competere-insegnando.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/11/competere-insegnando.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:55:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Publishing]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=409</guid>
		<description><![CDATA[William C. Taylor sostiene che le organizzazioni più innovative non soltanto sono fortemente orientate all'apprendimento, ma anche all'insegnamento, che diventa un modo per posizionare se stesse come leader di idee e trasmettere il loro approccio generale al business.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="http://blogs.harvardbusiness.org/taylor/" target="_blank">suo blog</a> per <a href="http://harvardbusiness.org/" target="_blank">Harvard Business Publishing</a>, William C. Taylor ha lanciato un&#8217;idea, mi pare, interessante.<br />
Il titolo dell&#8217;articolo è &#8220;<a href="http://blogs.harvardbusiness.org/taylor/2009/11/companies_with_class_the_rise.html" target="_blank">The rise of teaching organizations</a>&#8220;.<br />
Taylor parte da una premessa: da Peter Senge in poi, tutti sappiamo che le organizzazioni vincenti sono quelle fortemente orientate all&#8217;apprendimento.<br />
Gary Hamel dice che una delle domande più urgenti alle quali un leader e un&#8217;organizzazione devono rispondere è &#8220;<em>Stai imparando tanto velocemente quanto il mondo sta cambiando?</em>&#8221;<br />
Assodato questo fatto, Taylor si spinge oltre, sostenendo che, se è vero che l&#8217;innovazione è una questione che ha molto a che vedere con la capacità delle organizzazioni di apprendere, è altrettanto vero che alcuni tra i migliori innovatori sono focalizzati non soltanto sull&#8217;imparare, ma anche sull&#8217;insegnare.</p>
<p><span id="more-409"></span></p>
<p>Condividendo le loro idee con clienti, fornitori e perfino concorrenti, queste organizzazioni fanno dell&#8217;innovazione una parte della loro cultura, e perfino del loro brand.<br />
E non è soltanto la conseguenza del fatto che, per citare Aristotele, &#8220;<em>insegnare è il modo migliore per imparare</em>&#8220;. Insegnare rappresenta anche una forma diversa di presenza sul mercato; aiuta l&#8217;azienda a creare non soltanto clienti per i suoi prodotti, ma una audience per le sue idee.<br />
Insegnare diventa dunque il modo migliore per mostrare agli altri il tuo posizionamento come leader di pensiero.<br />
E questo crea una diversa tipologia di presenza sul mercato, un più profondo senso di lealtà da parte di coloro che hanno imparato da te.</p>
<p>Un po&#8217; come quei cuochi, dice Taylor, che condividono le loro ricette così da costruire un gruppo di seguaci del loro approccio generale alla cucina.</p>
<p>La conclusione:</p>
<ul><em>Le migliori organizzazioni basate sulle idee hanno una chance per diventare le migliori organizzazioni che insegnano &#8211; noi non dimentichiamo mai i nostri migliori maestri.</em></ul>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/09/imprenditorialita-harvard.html' rel='bookmark' title='Il tratto dell&#8217;imprenditorialità'>Il tratto dell&#8217;imprenditorialità</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2009/11/competere-insegnando.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/27 queries in 0.047 seconds using memcached
Object Caching 618/670 objects using memcached

Served from: www.lucabaiguini.com @ 2012-02-08 13:47:10 -->
