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	<title>Luca Baiguini &#187; Goldsmith</title>
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	<description>Training - Management - Leadership</description>
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		<title>Worklife balance: la felicità sta dentro di noi</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 07:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Goldsmith]]></category>
		<category><![CDATA[worklife balance]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una ricerca di Marshall e Kelly Goldsmith, l'indicazione di come coloro che provano felicità e senso in ambito professionale tendono a provarli anche al di fuori del lavoro. Coloro che si sentono infelici sul lavoro sono solitamente infelici a casa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marshall e Kelly Goldsmith, su <a href="http://www.businessweek.com/magazine/content/09_51/b4160092992355.htm" target="_blank">Businessweek</a>, rendono conto di una loro ricerca sulla soddisfazione, sia nel breve termine (la felicità) che nel lungo termine (il senso) e sull&#8217;equilibrio tra vita lavorativa e vita privata (worklife balance).</p>
<p>I risultati della ricerca sono così sintetizzati dai due autori:</p>
<blockquote><p><span style="color: #333333;">Ciò che abbiamo scoperto è per molti aspetti inatteso ma molto chiaro. C’è una correlazione molto chiara tra la felicità e il senso al lavoro ed a casa. In altri termini, coloro che provano felicità e senso in ambito professionale tendono a provarli anche al di fuori del lavoro. Coloro che si sentono infelici sul lavoro sono solitamente infelici a casa.</span></p></blockquote>
<p><span id="more-541"></span></p>
<blockquote><p><span style="color: #333333;">Le implicazioni sono evidenti. Anche se il lavoro e la casa sono ambienti molto diversi, le nostre esperienze di felicità e di senso sembrano avere più a che fare con chi noi siamo piuttosto che con dove noi siamo. Piuttosto che incolpare il nostro lavoro, i nostri manager e i nostri clienti – o i nostri amici, familiari, le nostre comunità – per le nostre esperienze lavorative negative, sarebbe meglio se ci guardassimo allo specchio.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Una scusa comune che adduciamo per non essere felici e non trovare senso nella nostra vita è: “lavoro troppe ore”. Ma i nostri risultati mostrano come il numero di ore di lavoro non hanno una correlazione significativa con la felicità o il senso al lavoro o a casa. Si tratta di una scusa.</span></p></blockquote>
<p>Le conclusioni (ancora parziali) dello studio portano a dedurre che il grado di felicità e di senso sia collegato con un equilibrio tra le attività più impegnative, ma portatrici di senso nel lungo termine e attività più ludiche, che danno invece un beneficio immediato. E questo deve valere sia dentro che fuori l’ambiente lavorativo.<br />
Tanto che gli autori arrivano a suggerire alle aziende di smettere di chiedersi “che cosa l’azienda può fare per aumentare la felicità e il senso al lavoro?”, ma piuttosto di incoraggiare i collaboratori a chiedersi “Che cosa posso fare io per accrescere l’esperienza di felicità e di senso?”<br />
Più efficace, e, probabilmente, anche meno costoso.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Worklife Balance'>Worklife Balance</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/07/superwoman-syndrome.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Superwoman Syndrome'>Superwoman Syndrome</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La leadership secondo Goldsmith</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/la-leadership-secondo-goldsmith.html</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jun 2008 07:17:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Goldsmith]]></category>

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		<description><![CDATA[Marshal Goldsmith illustra alcuni suggerimenti ad uso dei futuri leader
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://discussionleader.hbsp.com/goldsmith/" target="_blank">Marshall Goldsmith</a> risponde nel suo blog ad una domanda sulla necessità espressa da alcuni futuri leader di mostrare una maggiore fiducia in sè stessi.<br />Ecco la sua ricetta in sette passi:</p>
<ul>
<ol>
<li><b>Decidi se veramente vuoi essere un leader. </b><br />Molti degli MBAs che presentano problemi di fiducia in se stessi sono tecnici brillanti. Spesso trovano l&#8217;incertezza e l&#8217;ambiguità che deriva dal&nbsp;guidare le persone molto difficoltosa. Cercano le &#8220;risposte giuste&#8221; &#8211; come in una scuola di ingegneria. In alcuni casi, brillanti esperti tecnici devono continuare ad essere brillanti esperti tecnici &#8211; e non sentirsi obbligati a diventare manager.</li>
<li><b>Fai la pace con l&#8217;ambiguità nel decision making. </b><br />Di solito non ci sono risposte giuste e chiare quando devi assumere decisioni complesse che riguardano il business.</li>
<li>Raccogli una quantità ragionevole di dati, coinvolgi le persone, poi <b>segui le tue sensazioni </b>e fai ciò che senti essere giusto.</li>
<li><b>Accetta il fatto che ogni tanto sbaglierai.</b> <br />Lo fanno tutti.</li>
<li><b>Divertiti</b>! <br />La vita è breve. Perché ti dovresti aspettare che i tuoi collaboratori dimostrino entusiasmo positivo se non lo vedono in te?</li>
<li><b>Quando hai preso una decisione, impegnati e portala avanti. </b><br />Non continuare a fare altre ipotesi. Se devi cambiare strada, devi cambiare strada. Se non ti impegni, ciò che dovrai sempre fare è cambiare strada.</li>
<li><b>Dimostra coraggio all&#8217;esterno, anche quando non lo senti dentro. </b><br />Tutti a volte abbiamo paura &#8211; fa parte dell&#8217;essere uomini. Se stai per guidare delle persone in tempi duri, avrai bisogno di mostrare più coraggio che paura. Quando i collaboratori &nbsp;leggono preoccupazione e timore sul viso di un leader, iniziano a perdere fiducia nella sua capacità di comandare.</li>
</ol>
</ul>
<p>Mi pare una buona lista, anche se su un paio di punti ho qualche perplessità.&nbsp;Prima di esprimerle, però, vorrei sapere che cosa ne pensate voi&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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