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	<title>Luca Baiguini &#187; follower</title>
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	<description>Training - Management - Leadership</description>
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		<title>Tassonomia del follower</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/tassonomia-del-follower.html</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 07:30:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dinamiche di potere]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Boas Shamir]]></category>
		<category><![CDATA[follower]]></category>

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		<description><![CDATA[Boas Shamir propone una tassonomia dei follower basata sulle leve motivazionali che portano ad un sentimento di lealtà verso il leader.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/07/elogio-del-follower.html">già sottolineato</a> come molti studi sulla leadership puntino in realtà la loro attenzione sulla figura del gregario, del follower.<br />Via <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola/MENTE&amp;CERVELLO" target="_blank">Mente &amp; Cervello</a> ho trovato questa tassonomia del follower, basata sulle leve motivazionali, che trovo piuttosto interessante.<br />L&#8217;autore è <a href="http://sites.huji.ac.il/htbin/people/newsegele/175140" target="_blank">Boas Shamir</a>, della <a href="http://www.huji.ac.il/" target="_blank">Hebrew University</a> di Gerusalemme.<br />A seconda del loro orientamento rispetto alla motivazione, e dei comportamenti conseguenti, Shamir distingue cinque tipologie di follower.</p>
<p><span id="more-263"></span></p>
<p>Eccole:</p>
<ol>
<li><b>Follower orientati alla posizione</b><br />Il rispetto dell&#8217;influenza del leader si basa sulla posizione che il leader stesso ricopre nella gerarchia organizzativa interna.</li>
<li><b>Follower calcolatori</b><br />La lealtà è vista in funzione dei propri obiettivi e dell&#8217;aiuto che il leader può fornire per un più rapido raggiungimento degli stessi</li>
<li><b>Follower orientati all&#8217;identità</b><br />La lealtà deriva dal desiderio di accrescere la consapevolezza di sè e della propria identità, a partire da un&#8217;identificazione con il leader (che viene percepito come potente e, quindi, attraente)</li>
<li><b>Follower orientati alla sicurezza</b><br />Il leader viene visto come il mezzo per garantirsi stabilità. Potrebbero somigliare a dei follower calcolatori, ma in questo caso la motivazione non è razionale ma emotiva.</li>
<li><b>Follower orientati al senso</b><br />La lealtà si basa sulla percezione del leader come portatore di senso, di ordine e come colui che detta le priorità.</li>
</ol>
<p>Lo stesso Shamir sottolinea come tutte queste motivazioni hanno alla base la fiducia del follower nel leader.<br />Nel primo caso la fiducia si basa sul rapporto con l&#8217;istituzione che genera la gerarchia, negli altri casi sul grado di competenza e integrità attribuita al leader.</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Elogio del Follower</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/07/elogio-del-follower.html</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 11:05:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership development]]></category>
		<category><![CDATA[follower]]></category>
		<category><![CDATA[Kellerman]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo sul tema della leadership visto dalla prospettiva di chi non è leader, ma follower
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://hbswk.hbs.edu/item/5960.html" target="_blank">questo articolo</a> su <a href="http://hbswk.hbs.edu/" target="_blank">HBS Working knowledge</a>, una tesi intrigante, che parte dalla domanda: dove andrebbero a finire i leader senza dei buoni follower?<br />Del tema avevano già parlato Jack Gabarro e John Kotter, in un articolo su Harvard Business Review intitolato &#8220;<b>Managing your boss</b>&#8220;, nel quale i due autori affermavano che:</p>
<ol>
<li>si deve capire il proprio capo, con i suoi obiettivi, le pressioni a cui è sottoposto, i suoi punti di forza e i suoi punti deboli, il suo stile di lavoro</li>
<li>si deve capire sè stessi, i propri bisogni, i propri punti di forza e punti deboli, il proprio stile comportamentale, la propria disposizione verso l&#8217;autorità</li>
<li>si deve sviluppare una relazione centrata su argomenti come la comunicazione, la comprensione delle reciproche aspettative, l&#8217;onestà, l&#8217;affidabilità, l&#8217;uso selettivo del tempo e delle risorse del capo.</li>
</ol>
<p>Il dibattito è stato riacceso dal libro di <a href="http://www.hks.harvard.edu/about/faculty-staff-directory/barbara-kellerman" target="_blank">Barbara Kellerman</a> &#8220;<b><a href="http://www.mcgraw-hill.com.au/html/9781422103685.html" target="_blank">Followership</a></b>&#8220;. </p>
<p><i>Il fatto è che</i>, sostiene l&#8217;autrice, <i>i followers stanno guadagnando potere e influenza, mentre i leaders stanno perdendo potere e influenza</i>. </p>
<p>Secondo la Kellerman esistono cinque&nbsp;tipi di follower:</p>
<ol>
<li><b>isolates</b> (completamente distaccati)</li>
<li><b>bystanders</b> (meri osservatori)</li>
<li><b>participants</b> (si assumono impegni)</li>
<li><b>activists</b> (provano sensazioni forti e agiscono di conseguenza, sia pro che contro il leader)</li>
<li><b>diehards</b> (profondamente devoti al leader)</li>
</ol>
<p>Secondo <a href="http://drfd.hbs.edu/fit/public/facultyInfo.do?facInfo=ovr&amp;facEmId=jheskett@hbs.edu" target="_blank">James&nbsp;Heskett</a>, autore dell&#8217;articolo, il terzo tipo (participants) sembrerebbe offrire il maggiore potenziale nel lungo periodo&nbsp;in termini di relazioni produttive tra capo e subordinato, specialmente nelle grandi organizzazioni.</p>
<p>A giudicare dal numero e dalla qualità dei&nbsp;commenti all&#8217;articolo, il tema sembra caldo&#8230;</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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