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	<title>Luca Baiguini &#187; Effetto Pigmalione</title>
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	<description>Training - Management - Leadership</description>
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		<title>Come comunicare aspettative e obiettivi</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 06:38:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto Pigmalione]]></category>
		<category><![CDATA[worklife balance]]></category>

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		<description><![CDATA[Settare aspettative elevate può essere un buono strumento di empowerment, visto che, per il meccanismo delle profezie che si autorealizzano, le persone tendono a riuscire a soddisfare le aspettative stesse. Ma come comunicare in maniera efficace obiettivi e aspettative?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su Forbes.com, Sangeeth Varghese sta pubblicando una serie di articoli sul team management.<br />
Nel <a href="http://www.forbes.com/2009/12/14/self-fulfilling-prophecy-leadership-managing-varghese.htm" target="_blank">primo</a> ha spiegato come, attraverso il meccanismo della profezia che si autorealizza, comunicare obiettivi ed aspettative sfidanti possa condurre le persone a raggiungere gli obiettivi stessi.<br />
Ho parlato anch&#8217;io di questo effetto <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/05/pigmalione-ad-uso-dei-manager.html" target="_blank">qui</a>.<br />
Nel <a href="http://www.forbes.com/2010/07/12/expectations-challenge-demand-leadership-managing-varghese.html?" target="_blank">secondo articolo</a> della serie, pubblicato in questi giorni, si è concentrato su come comunicare questo tipo di obiettivi e di aspettative.</p>
<p><span id="more-1259"></span>Ecco, in sintesi, la sua ricetta:</p>
<ul>
<li><strong>Dichiara aspettative molto alte.</strong><br />
Ciò che pare impossibile è spesso più probabile che venga raggiunto. Aspettative ordinarie portano scarso impegno. L&#8217;importante è chiarire che ci si attende veramente risultati al di sopra dell&#8217;ordinario.</li>
<li><strong>Comunica le tue aspettative in maniera chiara.</strong><br />
Ci si deve assicurare che non ci siano ambiguità, che ciò che ci si attende sia descritto in maniera completa e positiva. Non ci deve essere confusione su ciò che si sta chiedendo ai propri collaboratori.</li>
<li><strong>Assicurati che le aspettative siano adatte alle persone che coinvolgi.</strong><br />
Questo significa che, nonostante possano sembrare estremamente sfidanti, le aspettative e gli obiettivi devono essere adatti al livello di competenza, al background e all&#8217;ambiente del gruppo che dovrà realizzarli.</li>
<li><strong>Comunica le tue aspettative ad ogni livello.</strong><br />
Un leader deve rinforzare le sue aspettative in maniera costante, sia in privato che in pubblico, formalmente ed informalmente, dentro e fuori dall&#8217;organizzazione. Ogni momento speso con una persona deve essere l&#8217;occasione per confermare la convinzione che l&#8217;interlocutore sarà in grado di realizzare quanto ci si aspetta da lui. E tutto questo deve essere confermato dall&#8217;intera organizzazione.</li>
<li><strong>Ri-conferma le tue aspettative costantemente.</strong><br />
Non ci si deve scoraggiare se qualcuno non è in grado immediatamente di raggiungere gli obiettivi. Piuttosto, va stimolato facendogli comprendere come le aspettative rimangano intatte.</li>
</ul>
<p>Come vedete, in questi giorni il tema del <a href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/management/goal-setting" target="_blank">goal setting</a>, ma anche delle sue implicazioni sul <a href="http://www.lucabaiguini.com/?s=worklife+balance&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">worklife balance</a>, è all&#8217;ordine del giorno sul blog.</p>
<p>Ogni contributo è il benvenuto&#8230;</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/05/pigmalione-ad-uso-dei-manager.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Pigmalione ad uso dei manager'>Pigmalione ad uso dei manager</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Keynes, aspettative, pensiero critico</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/01/keynes-aspettative-pensiero-critico.html</link>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 07:15:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decision making]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto Pigmalione]]></category>
		<category><![CDATA[Keynes]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'analisi dell'interazione tra pensiero critico e aspettative sul comportamento altrui, alla luce della famosa metafora del "concorso di bellezza" di Keynes]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scambio interessante di questi giorni ed il rincorrersi di alcuni temi negli ultimi due post (dedicati rispettivamente alle <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/01/il-potere-delle-aspettative.html" target="_blank">aspettative </a>e al <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/01/pensiero-critico-mba.html" target="_blank">pensiero critico</a>) mi ha ricordato un gioco che ricalca il cosiddetto &#8220;<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Keynesian_beauty_contest" target="_blank">concorso di bellezza</a>&#8221; di Keynes, citato da <a href="http://www.cresa.eu/motterlini_profilo.html" target="_blank">Matteo Motterlini</a> nel suo libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788817039062/motterlini-matteo/trappole-mentali-come-difendersi.html?shop=812" target="_blank">Trappole mentali</a>&#8220;.</p>
<p>Il gioco consiste in questo: riunite un gruppo di persone e date loro le seguenti istruzioni (cito dal libro di Motterlini)</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Scegliete un numero tra zero e cento e scrivetelo su un foglio senza mostrarlo agli altri. Dopodiché consegnatemi i foglietti e procederò a calcolare la media aritmentica dei numeri che avete scelto. Lo scopo del gioco è cercare di scegliere quel numero che pensate essere più vicino ai due terzi della media dei numeri scelti da tutti. Il vincitore è chi riuscirà ad avvicinarsi di più ai due terzi della media dei numeri scelti da tutti.</em></p>
<p><em><span id="more-597"></span></em>Il gioco somiglia al concorso keynesiano perché anche lì le aspettative sul comportamento altrui erano il fulcro della scelta.<br />
In quel caso si trattava di cercare di capire, tra cento volti, quali le persone avrebbero giudicato più gradevoli, o meglio, con le parole di Keynes:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Non si tratta di scegliere quelle che, per ciascuno, sono realmente le foto più belle, e neppure quelle che l&#8217;opinione media ritiene le più belle. [...] Noi cerchiamo di anticipare quella che l&#8217;opinione media penserà essere l&#8217;opinione media.</em></p>
<p>Ora, tornando ai numeri, l&#8217;obiettivo del gioco è quello di tentare di comprendere ciò che faranno gli altri.<br />
L&#8217;incrocio delle aspettative diventa, quindi, determinante nel comportamento di ciascuno (e nel sancire chi sarà il vincitore del gioco).<br />
Faccio notare per inciso che se l&#8217;aspettativa è quella che ciascun partecipante sia perfettamente razionale, c&#8217;è una sola soluzione possibile: il numero da scrivere è zero (il cosiddetto &#8220;solo equilibrio di Nash&#8221;).<br />
Infatti, un ragionamento razionale farebbe dire che la media dei numeri casuali da 0 a 100 dovrebbe risultare di 50, al che la risposta dovrebbe essere 33.  Ma è verosimile pensare che anche gli altri partecipanti abbiano fatto lo stesso ragionamento, al che la risposta più vicina diventerebbe 22. Ma se anche gli altri del gruppo sono sufficientemente perspicaci da arrivare alla stessa conclusione? Allora la risposta corretta dovrebbe essere i due terzi di 22.<br />
E via discorrendo fino ad arrivare allo zero.</p>
<p>La risposta in presenza di perfetta razionalità è unica: zero.</p>
<p>Ma quanti tra noi scriverebbero zero?</p>
<p>La bellezze di questo gioco mi pare risieda nel rendere evidente quanto le aspettative del comportamento altrui influenzino il nostro stesso comportamento, anche se in un senso diverso rispetto a quanto analizzato qualche giorno fa. Allora, la fredda razionalità non basta.<br />
In questo senso, credo, la ricetta del pensiero critico di qualche giorno fa ci può dare qualche suggerimento e ispirazione.<br />
Che cosa ci serve per vincere un gioco come questo?</p>
<p><strong>Mettere in discussione le idee date per scontate</strong><br />
La soluzione completamente razionale (zero) sarà quella che ci fa vincere il gioco?</p>
<p><strong>Adottare prospettive diverse.</strong><br />
Quanto questo mi può aiutare a prevedere il comportamento altrui?</p>
<p><strong>Vedere il potenziale</strong><br />
E&#8217; vero, il problema è impegnativo. Ma quanto mi può insegnare su me stesso? E sulle persone che mi stanno intorno?</p>
<p><strong>Gestire l’ambiguità</strong><br />
Qualsiasi decisione in questo caso non ci può togliere dal dubbio e dall&#8217;ambiguità.</p>
<p>Per concludere: voi, che numero scrivereste sul foglio?</p>
<p>E, soprattutto, questa situazione ha una qualche attinenza con la nostra vita di ogni giorno?</p>
<p>P.S. Questo gioco è stato proposto a un gran numero di persone in tre continenti dall&#8217;economista comportamentale Colin Camerer.<br />
Il risultato?<br />
Non ora, naturalmente. Lo scriverò tra qualche giorno nei commenti, tanto per allenarvi un po&#8217; a convivere con l&#8217;incertezza&#8230;</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/05/pigmalione-ad-uso-dei-manager.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Pigmalione ad uso dei manager'>Pigmalione ad uso dei manager</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>IL potere delle aspettative</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/01/il-potere-delle-aspettative.html</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Jan 2010 07:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diversity management]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto Pigmalione]]></category>
		<category><![CDATA[situazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un classico esperimento di Mark Snyder, Elizabeth Decker Tanke e Ellen Bersheid, realizzato nel 1977, mostra come le persone normalmente sono molto abili nel leggere le aspettative altrui e molto rapide nel conformare il proprio comportamento a queste aspettative.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <a href="http://www.radford.edu/~jaspelme/443/spring-2007/Articles/Snyder-Tanke-Bersheid-1977.pdf" target="_blank">classico esperimento</a> di Mark Snyder, Elizabeth Decker Tanke e Ellen Bersheid, realizzato nel 1977, mostra come le aspettative altrui influenzino il nostro comportamento.<br />
Lo studio ha infatti dimostrato che le persone normalmente sono molto abili nel leggere le aspettative altrui e molto rapide nel conformare il proprio comportamento a queste aspettative.<br />
Naturalmente, questa prospettiva getta una luce ulteriore sul ruolo che le aspettative e le convinzioni giocano nel determinare comportamenti diversi in situazioni diverse. <span id="more-570"></span> Ecco come si svolse l&#8217;esperimento: gli studiosi hanno fatto conversare tra loro alcuni studenti maschi con altrettante studentesse, facendoli parlare soltanto attraverso cuffie e microfoni, senza, quindi, alcun contatto visivo.<br />
Uno dei più potenti veicoli di ogni stereotipo è l&#8217;apparenza delle persone: normalmente assumiamo che persone più attraenti siano anche più socievili, simpatiche, finanche intelligenti.<br />
Per veicolare questo effetto, i ricercatori hanno fornito agli studenti maschi una scheda biografica delle studentesse con cui questi avrebbero parlato, completa di fotografia, naturalmente falsa.<br />
Per una metà degli studenti la fotografia rappresentava una donna giudicata attraente (8 in una scala da 1 a 10), all&#8217;altra metà venne mostrata una donna giudicata poco attraente (valore 2 della stessa scala).<br />
Quindi venne fatta iniziare la conversazione &#8220;cieca&#8221;.<br />
La domanda a cui i ricercatori volevano rispondere era: le studentesse avrebbero cambiato in qualche modo il loro comportamento in correlazione al fatto che i maschi all&#8217;altro capo del filo le giudicassero più o meno attraenti?<br />
Avrebbero, cioè, aderito ad uno stereotipo (che, peraltro, loro nemmeno sapevano di rappresentare)?</p>
<p>Un set di questo tipo ha annullato completamente gli effetti della personalità delle interlocutrici, per concentrare l&#8217;attenzione soltanto sugli effetti delle altrui aspettative sul loro comportamento.</p>
<p>La risposta è stata affidata ad osservatori indipendenti che hanno messo in evidenza come le donne che stavano parlando con uomini che pensavano di aver di fronte studentesse attraenti hanno mostrato comportamenti molto più vicini a quelli che vengono associati (con uno stereotipo) alle persone attraenti: parlavano più animatamente e parevano godersi di più la conversazione.</p>
<p>E&#8217; accaduto, quindi, che queste donne abbiano conformato il loro comportamento alle aspettative dei loro interlocutori.</p>
<p>Conclusione: le persone sono in grado di comprendere come gli altri le percepiscono e cambiano il loro comportamento per venire incontro a queste aspettative.<br />
E questo non vale soltanto per l&#8217;attrattività, ma per ogni altro aspetto collegato con uno stereotipo.</p>
<p>La conseguenza, provocatoria, dello studio è, quindi, che le aspettative che ciascuno si forma su un&#8217;altra persona influenzano il comportamento di quest&#8217;ultima.<br />
E questo spiega anche come le stesse persone evidenzino comportamenti diversi in situazioni sociali diverse.</p>
<p>Certo, capire che l&#8217;altrui comportamento è in parte dipendente dalle nostre aspettative è scoperta non da poco, come del resto rassegnarci al fatto che il nostro, di comportamento, è in parte determinato dalla visione stereotipata che gli altri hanno di noi.</p>
<address style="text-align: right;">Via <a href="http://www.spring.org.uk/" target="_blank">Psyblog</a> </address>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pigmalione ad uso dei manager</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/05/pigmalione-ad-uso-dei-manager.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 May 2008 07:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dinamiche di potere]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership development]]></category>
		<category><![CDATA[Scienze cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto Pigmalione]]></category>
		<category><![CDATA[situazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L'effetto Pigmalione descritto da Rosenthal non agisce soltanto a scuola, ma anche in aziende e organizzazioni
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://recanati.tau.ac.il/Index.asp?ArticleID=58&amp;CategoryID=164&amp;Page=1" target="_blank">Professor Dov Eden</a>, della <a href="http://recanati.tau.ac.il/Eng/">Tel Aviv University</a>, ha condotto alcune ricerche sul ruolo delle aspettative dei manager nel determinare la performance dei collaboratori.<br />
I risultati sono interessanti:</p>
<ul><em>&#8220;Entra in azione una profezia che sia autoavvera.&#8221; </em>dice Eden<em> &#8220;I manager e i leader farebbero bene ad aspettarsi molto, e a fare in modo che le persone sappiano che loro si aspettano molto. Il messaggio dovrebbe essere genuino e coerente&#8221;.</em></ul>
<p>In un esperimento, il prof. Eden ha diviso dei manager bancari in due gruppi. Ai manager di un gruppo ha detto che i loro collaboratori avevano delle grandi potenzialità, agli altri non è stato detto nulla. L&#8217;analisi delle performance e dei risultati hanno messo in evidenza delle notevoli differenze tra i due gruppi. I gruppi di collaboratori erano inizialmente omogenei, ma le aspettative dei manager hanno agito da propellente per le prestazioni del primo gruppo, portandolo ad ottenere risultati significativamente migliori rispetto al secondo gruppo.</p>
<p>Si tratta, evidentemente, di un &#8220;<em>Effetto Pigmalione</em>&#8220;, già descritto in questi due post:<br />
<a href="http://www.lucabaiguini.com/2006/12/pigmalione.html">Pigmalione</a><br />
<a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/10/ancora-su-rosenthal-e-leffetto.html">Ancora su Rosenthal e l&#8217;effetto Pigmalione</a></p>
<p>La ricetta di Eden suona così:</p>
<ul><em>Aspettati di più dalle persone. Otterrai di più. Costruisci aspettative alte e rinforzale con messaggi positivi ai collaboratori, anche se questo ti richiedesse di diventare un buon attore. [...]</em></p>
<p><em>I collaboratori otterranno un&#8217;accelerazione da 1 a 3 nel loro tasso di successo nella performance se il leader si aspetta di più da loro. Il successo è determinato da un certo numero di fattori rilevanti, come per esempio completare un corso, un indicatore di performance sul lavoro, o il voto in un programma formativo.<br />
Se un leader ha delle aspettative tre volte più alte circa un collaboratore, questo non significa che il collaboratore performerà tre volte di più, ma che avrà tre volte più probabilità di performare al di sopra della media.</em></ul>
<p style="margin-right: 0px;">Mi affascina sempre constatare come le nostre convinzioni e le nostre aspettative, oltre a fungere da filtri sulla realtà, spesso sono capaci di cambiare la realtà stessa.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/07/comunicare-obiettivi.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Come comunicare aspettative e obiettivi'>Come comunicare aspettative e obiettivi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/01/keynes-aspettative-pensiero-critico.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Keynes, aspettative, pensiero critico'>Keynes, aspettative, pensiero critico</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ancora su Rosenthal e l&#8217;Effetto Pigmalione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2007/10/ancora-su-rosenthal-e-leffetto-pigmalione.html</link>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2007 06:42:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto Pigmalione]]></category>
		<category><![CDATA[Rosenthal]]></category>
		<category><![CDATA[situazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Una considerazione sull'effetto Pigmalione (o effetto Rosenthal)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://www.lucabaiguini.com/2006/12/pigmalione.html"><strong>post sull&#8217;Effetto Pigmalione</strong> </a>è da tempo uno dei più letti del blog. E mi capita di parlarne spesso anche durante i miei interventi formativi. C&#8217;è una distinzione che non è facile far comprendere e che è determinante per capire in pieno l&#8217;importanza degli esperimenti di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Rosenthal_%28psychologist%29" target="_blank">Rosenthal</a>: l&#8217;Effetto Pigmalione non riguarda solamente quanto le nostre convinzioni fungono da filtro nella nostra percezione della realtà, ma anche quanto le nostre convinzioni influenzano la realtà stessa.<br />
Le insegnanti dell&#8217;esperimento, infatti, non soltanto avevano adattato il loro giudizio sui bambini in base alle loro convinzioni (istillate da Rosenthal stesso), ma avevano effettivamente influito fortemente sulle capacità espresse dai bambini stessi: ad un anno di distanza gli alunni che Rosenthal aveva indicato come i più dotati si erano effettivamente dimostrati i migliori della classe.<br />
E non si trattava soltanto di un giudizio dato dalle insegnanti, i ragazzini in questione erano davvero migliorati in modo sorprendente.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2006/12/pigmalione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Pigmalione'>Pigmalione</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Confirmation Bias</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2007/09/confirmation-bias.html</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 10:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto Pigmalione]]></category>
		<category><![CDATA[situazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un interessante esperimento sul confirmation bias (o errore di conferma) e la sua relazione con le idee pseudoscientifiche
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/04/teorie-forti.html"><strong>questo post</strong> </a>ho parlato di come spesso tendiamo a piegare la realtà alla teoria, piuttosto che il contrario.</p>
<p>Il <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Confirmation_bias" target="_blank">Confirmation Bias </a>è una delle strategie che utilizziamo: si tratta della tendenza a ricercare informazioni che provano, piuttosto che informazioni che confutano, la nostra teoria iniziale.</p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Peter_Cathcart_Wason" target="_blank">Peter Cathcart Wason </a>fece un esperimento: mostrò a degli individui la tripletta di numeri <strong>2 &#8211; 4 &#8211; 6</strong>, dicendo loro che questa tripletta era conforme ad una regola particolare. Il compito dei soggetti era quello di individuare quale fosse la regola. Per farlo potenvano generare altre triplette, e chiedere allo sperimentatore se soddisfacevano la regola o meno. Lo sperimentatore dava un feedback (regola soddisfatta o regola non soddisfatta) corretto.</p>
<p>Una volta che fossero stati sicuri di aver individuato la regola, i soggetti dovevano enunciarla.</p>
<p>Nonostante il fatto che la regola fosse semplicemente &#8220;qualsiasi sequenza ascendente&#8221;, i soggetti sembravano trovare grandi difficoltà nell&#8217;individuarla, enunciando spesso regole molto più complesse. La cosa più interessante è che i soggetti sembravano testare soltanto esempi &#8220;positivi&#8221;, che confermavano le loro ipotesi. Quello che non facevano era, invece, tentare di falsificare le proprie ipotesi testando triplette che non fossero conformi alla propria regola.</p>
<p>Il confirmation bias è una teoria utilizzata per comprendere perché le persone spesso credano e sostengano idee pseudoscientifiche.</p>
<p>Post (per qualche motivo) correlati:<br />
<a href="http://www.lucabaiguini.com/2006/12/pigmalione.html">Pigmalione</a><br />
<a href="http://www.lucabaiguini.com/2006/11/leggenda-metropolitana.html">Leggenda metropolitana</a><br />
<a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/08/lhindsight-bias.html">L&#8217;hindsight bias</a><br />
<a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/04/teorie-forti.html">Teorie forti</a></p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Pigmalione</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Dec 2006 07:30:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienze cognitive]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[Effetto Pigmalione]]></category>
		<category><![CDATA[situazionismo]]></category>

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		<description><![CDATA[L'effetto Pigmalione, il concetto di profezia che si autoavvera e il loro impatto sulle relazioni personali.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="full-image-float-left"><img style="width: 175px; height: 270px;" src="/storage/pigmalion.gif" alt="pigmalion.gif" hspace="8" align="left" /></span>Questo <a href="http://www.alfonsofuggetta.org/?p=978" target="_blank">post </a>sul blog di <a href="http://www.alfonsofuggetta.org/" target="_blank">Alfonso Fuggetta</a> mi ha ricordato l&#8217;importanza di quello che gli psicologi chiamano &#8220;<strong>Effetto Pigmalione</strong>&#8220;.</p>
<p>Questa locuzione fu introdotta in ambito psicologico da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Robert_Rosenthal_%28psychologist%29" target="_self">Robert Rosenthal</a>.</p>
<p><a class="offsite-link-inline" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Pygmalion_%28mythology%29" target="_blank">Pigmalione</a>, re di Cipro e leggendario scultore, realizzò una statua di donna talmente bella che se ne innamorò. Chiese quindi a Venere di concedergli una sposa altrettanto bella e la dea esaudì la sua richiesta animando la statua stessa.</p>
<p>Tornando a Rosenthal, egli sottopose<br />
ad un test di intelligenza gli alunni di una scuola elementare della California. Quindi, prese un campione <strong>casuale</strong> tra questi bambini e disse alle loro insegnanti che si trattava di bambini che, secondo il test, erano risultati particolarmente dotati.</p>
<p>Ad un anno di distanza quegli alunni si erano effettivamente dimostrati i migliori della classe.<br />
E non si trattava soltanto di un giudizio dato dalle insegnanti, i ragazzini in questione erano migliorati in modo sorprendente.</p>
<p>La<br />
spiegazione di quello che Rosenthal ha chiamato, appunto, effetto Pigmalione, è che le nostre aspettative possono influenzare in maniera radicale le nostre relazioni e le performance che possiamo ottenere dagli altri. Le insegnanti, credendo nell&#8217;alto potenziale di quei bambini, si comportarono con loro in modo diverso rispetto a quanto avrebbero fatto normalmente (più incoraggiamento, più stimoli&#8230;). E i bambini reagirono di conseguenza, ottenendo risultati migliori.<br />
Il comportamento delle maestre<br />
aveva consentito ai bambini di mettere in campo il meglio delle loro capacità.</p>
<p>L&#8217;effetto Pigmalione influenza i rapporti umani, di qualunque natura essi siano, e purtroppo non sempre in maniera positiva.</p>
<p>E&#8217; quella che Watzlawick chiamerebbe una &#8220;profezia che si autorealizza&#8221;.</p>
<p>Questo può spiegare anche perché alcune persone sembrano particolarmente sfortunate nei rapporti con gli altri: incontrano colleghi ipocriti, amici inaffidabili, partner egoisti, eccetera eccetera.</p>
<p>In<br />
realtà, vengono trattati come si aspettano di esserlo.<br />
Chi si aspetta di essere tradito, mette in campo una serie di strategie che portano la dinamica relazionale proprio nella direzione che si vorrebbe evitare. In questo senso, la &#8220;profezia&#8221; del tradimento si &#8220;autorealizza&#8221;.</p>
<p><strong>Altri articoli su questo argomento:</strong></p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/01/venditori.html">Venditori</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/09/confirmation-bias.html">Confirmation Bias</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/09/stili-cognitivi.html">Stili Cognitivi</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/10/ancora-su-rosenthal-e-leffetto.html">Ancora su Rosenthal e l&#8217;Effetto Pigmalione</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/11/il-cervello-del-valutatore.html">Il cervello del valutatore</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/05/pigmalione-ad-uso-dei-manager.html">Pigmalione ad uso dei manager</a></li>
</ul>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2007/10/ancora-su-rosenthal-e-leffetto-pigmalione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ancora su Rosenthal e l&#8217;Effetto Pigmalione'>Ancora su Rosenthal e l&#8217;Effetto Pigmalione</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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