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	<title>Luca Baiguini &#187; Dilts</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Reincorniciare</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/06/reincorniciare.html</link>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 08:49:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un dialogo del film "Il padre dei miei figli", alcune riflessioni sui modelli linguistici Sleight of Mouth]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Lo scorso sabato verso le 18 e 30, di ritorno da una lezione al <a href="http://www.mip.polimi.it" target="_blank">MIP</a>, mi sono imbattuto nella trasmissione &#8220;<a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=La_rosa_purpurea" target="_blank">La rosa purpurea</a>&#8220;, su Radio24, un programma settimanale dedicato al cinema.</div>
<div>Tra le anticipazioni, “<strong>Il padre dei miei figli</strong>”, ritratto (drammatico e reale, visto che si è ispirato alla vita di Humbert Balsan) di un produttore cinematografico francese totalmente dedito al suo lavoro e alla sua famiglia, morto suicida.</div>
<div>
<p>La storia è narrata con gli occhi della moglie (lo si deduce dal titolo), interpretata da Chiara Caselli.</p>
<p><span id="more-1138"></span>Mi ha colpito un dialogo tra il produttore e la moglie:</p>
<blockquote><p>L’uomo: “<em>Non ce la faccio più: è finita</em>”<br />
La donna: “<em>Che cosa significa è finita</em>”<br />
L’uomo: “<em>Un totale fallimento</em>”<br />
La donna: “<em>È soltanto finanziario. Pensa a tutto quello che hai costruito finora, guarda quante opere esistono soltanto grazie a te, quanti registi hai reso famosi, e che ti sono riconoscenti</em>”.</p></blockquote>
<p>Questo è ciò che la Programmazione Neurolinguistica chiamerebbe un modello Sleight o Mouth <em>Un altro risultato</em>. Robert Dilts lo definisce così:</p>
<blockquote><p>Il modello Sleight of Mouth <em>Un altro risultato</em> implica la creazione di affermazioni che spostino l’attenzione delle persone su un obiettivo diverso piuttosto che su quello indirizzato da un particolare giudizio o da una particolare generalizzazione, o implicito in essi. Lo scopo del modello è mettere in discussione (o rinforzare) la pertinenza del giudizio o della generalizzazione.</p></blockquote>
<p>Si tratta di una manovra per nulla banale.</p>
<p>Ora, mentre ascoltavo il dialogo (sarà perché uscivo da una lezione in cui di strutture e modelli comunicativi si era parlato parecchio), mi sono subito ritrovato a pensare “ecco un buon esempio di modello Sleight of Mouth”, e a decodificarne la struttura.<br />
Il pensiero successivo è stato: “Ma come, di fronte ad un profondo atto d’amore, ed alla magia di una donna che, istintivamente, per supportare il marito in un momento così difficile, lo invita ad allargare il suo orizzonte di giudizio, il tuo pensiero va a quale modello linguistico ha utilizzato, e come?”</p>
<p>Mi è tornato in mente il titolo di uno dei libri fondativi della PNL, “<a href="http://www.ibs.it/code/9788834007006/bandler-richard-grinder-john/struttura-della-magia.html?shop=812">La struttura della magia</a>” di Bandler e Grinder.</p>
<p>E credo che nessun titolo lo avrebbe potuto spiegare meglio.</p>
</div>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Come voglio sentirmi?</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/03/leadership-stati-interni.html</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 07:45:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership development]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>

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		<description><![CDATA[L'esercizio efficace della leadership dipende in larga misura dallo stato interno in cui si affrontano le situazioni sfidanti e complesse. Per questo, come ricorda Robert Dilts, la domanda "Come voglio sentirmi per affrontare efficacemente una situazione?" viene prima (ed è più importante) della domanda "Che cosa voglio fare?"]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni ho riletto &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788878029552/dilts-robert-b/leadership-e-visione-creativa.html?shop=812" target="_blank">Leadership e visione creativa</a>&#8221; di <a href="http://www.nlpu.com" target="_blank">Robert Dilts</a>.<br />
È un libro ricchissimo, che, a cominciare dal sottotitolo (<em>Come creare un mondo al quale le persone desiderino appartenere</em>), offre una visione della leadership affascinante e, a tratti, provocatoria.</p>
<p><span id="more-707"></span></p>
<p>C&#8217;è un passaggio che non ricordavo e che mi ha colpito:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Le capacità di leadership di una persona sono funzione del suo stato interno e dei suoi processi mentali consci. In questo senso, una performance efficace di leadership è simile ad altri tipi di performance. Gli atleti che si preparano per una competizione, dedicano alla loro condizione psicologica la stessa attenzione che prestano alla loro condizione fisica. Analogamente, la leadership efficace dipende dallo stato interno in cui la persona si trova.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Una delle domande che più frequentemente rivolgevo ai miei intervistati nel mio studio sulla leadership era questa: &#8220;Come fronteggia le situazioni di incertezza, di incongruenza e/o di complessità?&#8221; La risposta più comune a questa domanda è riassumibile in questi termini:</em></p>
<p style="padding-left: 60px;">Anche se mi preparo adeguatamente in vista di una situazione difficile, quando mi ci ritrovo dentro non penso davvero a quel che farò o dirò o a come dovrei reagire o rispondere. Potrebbero emergere troppi aspetti ai quali non ho pensato. In quel momento penso soltanto a una cosa: &#8216;Come voglio sentirmi per affrontare la situazione?&#8217;. Infatti se riesco a entrare nello stato giusto mi attendo anche di poter trovare l&#8217;ispirazione.</p>
<p>So che si tratta di una banalità, ma, almeno a me, fa bene ricordare ogni tanto che la domanda &#8220;<em>Come voglio sentirmi per affrontare efficacemente una situazione?</em>&#8221; viene prima (ed è più importante) della domanda &#8220;<em>Che cosa voglio fare?</em>&#8220;</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html' rel='bookmark' title='Macro e micro-culture aziendali'>Macro e micro-culture aziendali</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html' rel='bookmark' title='Sognatore, realista, critico'>Sognatore, realista, critico</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Macro e micro-culture aziendali</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 14:32:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[mission]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<category><![CDATA[vision]]></category>

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		<description><![CDATA[In un'organizzazione vision, mission e valori restano lettera morta se non vengono esplicitate le convizioni che sostanziano i valori affermati dall'organizzazione o dal gruppo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero 75 di&nbsp;<a href="http://www.francoangeli.it/Riviste/sommario.asp?idRivista=17" target="_blank">For &#8211; Rivista per la Formazione</a>, in un articoletto interessante <a href="http://www.psicologia.unipd.it/home/personale.php?idalberomaterie=49&amp;idpers=169&amp;idalbero=51&amp;lingua=1" target="_blank">Massimo Bruscaglioni </a>si pone alcune domande:</p>
<ul>
<li>Perché i <b>valori</b> (e le <b>competenze distintive</b>, i <b>modelli di leadership</b>, la <b>mission</b>, la <b>vision</b>), nonostante siano esplicitamente definiti e diffusi capillarmente, sono così poco pregnanti?</li>
<li>Perché incidono così poco nella realtà e nella percezione delle persone?</li>
<li>Perché non riescono a pervadere il quotidiano, l&#8217;agire concreto delle persone e dei rapporti reali?</li>
<li>Perché risultano poco significativi nel rappresentare il patto di alleanza tra azienda e persone e tra le persone fra di loro?</li>
</ul>
<p><span id="more-198"></span></p>
<p>Bruscaglioni risponde sostenendo che alla <b>macro-cultura</b> aziendale (quella che definisce, appunto, vision, mission e valori) dovrebbe accompagnarsi una <b>micro-cultura</b>: una cultura&nbsp;del &#8220;come&#8221;, rispetto ai grandi &#8220;cosa&#8221; definiti dai valori.</p>
<p>Mi capita spesso, in aula, di raccogliere lamentele da parte di manager che mi raccontano esattamente di questa frattura&nbsp;tra affermazioni di principio e comportamenti quotidiani.<br />Di solito, a quel punto, mostro il <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts.html">modello dei livelli di pensiero</a> elaborato da <a href="http://www.nlpu.com/" target="_blank">Robert Dilts</a>.</p>
<h2>Valori e convinzioni</h2>
<p>In questo modello, lo snodo fondamentale è quello del livello dei <b>valori</b> e delle <b>convinzioni</b>. <br />Entrambi rispondono alla domanda &#8220;<i>perché le persone e le organizzazioni adottano determinati&nbsp;comportamenti, capacità, ambienti?</i>&#8220;. <br />La cosa interessante è il fatto che, mentre i valori (ciò che le persone e le organizzazioni ritengono <i>giusto</i>) sono quasi sempre esplicitati, lo sono molto meno le convinzioni (ciò che si ritiene <i>vero</i>).<br />Agli stessi valori possono corrispondere convinzioni molto diverse, anche opposte.<br />Per esempio, lo stesso valore della sicurezza, potrebbe celare convinzioni diametralmente opposte: una persona potrebbe essere convinta di essere tanto più al sicuro quanto più è isolata dagli altri, un&#8217;altra persona potrebbe essere convinta di essere tanto più al sicuro quanto più ampio è il suo network di conoscenze e frequentazioni.<br />Le conseguenze di convinzioni tanto diverse, naturalmente, impattano in maniera decisiva sui livelli di pensiero inferiori (capacità, comportamenti, ambiente), generando culture profondamente diverse.<br />Questo, secondo me, è il punto (e mi pare che, in modo diverso, sia quanto sostiene anche Bruscaglioni).<br />Finchè non vengono esplicitate, condivise, se il caso anche negoziate, le convinzioni che sostanziano i valori, si percerpirà una frattura tra le affermazioni di principio e la pratica quotidiana, tra macro e micro-cultura aziendale.<br />E vision, mission, valori resteranno delle belle affermazioni scritte su pannelli e libretti, senza alcun impatto concreto sul quotidiano.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-2.html' rel='bookmark' title='Self leadership secondo Dilts [2]'>Self leadership secondo Dilts [2]</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html' rel='bookmark' title='Sognatore, realista, critico'>Sognatore, realista, critico</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-1.html' rel='bookmark' title='Self leadership secondo Dilts [1]'>Self leadership secondo Dilts [1]</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Obiettivi ben formati</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/10/obiettivi-ben-formati.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/10/obiettivi-ben-formati.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 10:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[Basics]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi ben formati]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=182</guid>
		<description><![CDATA[Le teorie degli obiettivi ben formati (goal setting) servono a permettere di formulare gli obiettivi in un modo che ne faciliti il raggiungimento. In questo articolo vengono messe a confronto due di queste teori di goal setting.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un nuovo <a href="http://www.lucabaiguini.com/tag/basics">basic</a>, che questa volta ha a che vedere con il&nbsp;<b>goal setting</b>, più precisamente con il tema degli <b>obiettivi ben formati</b>.</p>
<h2>Obiettivi S.M.A.R.T.</h2>
<p>Le teorie sulla costruzione di obiettivi ben formati sono parecchie.<br />La più famosa è quella secondo cui gli obiettivi che poniamo a noi stessi o ad altri dovrebbero essere &#8220;<b>S.M.A.R.T.</b>&#8220;.</p>
<p><span id="more-182"></span><br />
L&#8217;acronimo (per la verità se ne trovano interpretazioni diverse a seconda dei testi) in genere&nbsp;sta per:</p>
<p><b>Specific (specifico): </b>cioè definito in termini concreti e chiari<b><br />Measurable (misurabile): </b>cioè definito in termini di risultati osservabili<b><br />Agreed (concordato): </b>cioè condiviso da tutti gli attori in gioco<b><br />Realistic (realizzabile): </b>cioè raggiungibile tenendo conto di quali sono i vincoli e quali le risorse (la lettera R spesso sta per <b>Relevant</b>, pertinente)<b><br />Time-bound (tempificato): </b>il cui raggiungimento deve avvenire entro un tempo determinato.</p>
<h2>Gli obiettivi ben formati secondo Dilts</h2>
<p>In realtà, io preferisco (ed utilizzo nei miei corsi sul time management, nei quali dedichiamo una quota rilevante di risorse proprio al tema degli obiettivi e del goal setting)&nbsp;la definizione di <a href="http://www.nlpu.com/" target="_blank">Dilts</a> di <b>obiettivo ben formato</b>, per un motivo che spiegherò.</p>
<p>Secondo questa definizione gli&nbsp;obiettivi sono&nbsp;tanto meglio formati quanto più:</p>
<ol>
<li><b>Sono espressi in positivo</b></li>
<li><b>Il loro raggiungimento è verificabile (anche sensorialmente)</b></li>
<li><b>Sono realizzabili autonomamente</b></li>
<li><b>Preservano gli effetti positivi della situazione attuale</b></li>
<li><b>Sono contestualizzati in modo appropriato</b></li>
</ol>
<p>Vediamo in dettaglio queste caratteristiche:</p>
<p><b>Sono espressi in positivo </b><br />La nostra mente non processa in maniera immediata&nbsp;la negazione. <br />Questo significa che esprimere un obiettivo in termini di negazione (Non voglio&#8230; Voglio evitare di&#8230;) significa focalizzare la propria attenzione proprio nella direzione di ciò che si vuole evitare.</p>
<p><b>Il loro raggiungimento è verificabile sensorialmente </b><br />Stabilire un obiettivo può diventare utile soltanto nella misura in cui si ha la concreta possibilità di percepire e valutare i propri progressi mentre si sta tentando di realizzarlo, e di percepire il fatto di averlo finalmente raggiunto. <br />Ci dobbiamo, quindi, chiedere: &#8220;In che modo avrò la dimostrazione di aver raggiunto l&#8217;obiettivo (o una tappa intermedia)?&#8221;</p>
<p><b>Sono realizzabili autonomamente </b><br />Un obiettivo è tanto meglio formato quanto più la realizzazione dello stesso è possibile con le risorse interne alla persona o al gruppo, e non dipende da fattori esterni non controllabili o influenzabili.</p>
<p><b>Preservano gli effetti positivi della situazione attuale </b><br />La situazione attuale con tutta probabilità porta con sé degli effetti positivi. <br />Spesso, quando l&#8217;effetto positivo non viene tenuto concretamente in considerazione nella definizione dello stato desiderato, le persone e le organizzazioni assumono dei comportamenti sostitutivi che diventano problematici.</p>
<p><b>Sono contestualizzati in modo appropriato </b><br />Molto spesso le persone e le organizzazioni esprimono i loro obiettivi in forma di assoluti o di &#8220;quantificatori universali&#8221;. In questi casi, si assume di voler realizzare quel risultato in tutti i contesti e in tutte le circostanze, quando invece, nella realtà, il vecchio comportamento potrebbe rivelarsi utile ed efficace in alcune situazioni e, al contrario, quello desiderato può risultare inappropriato e problematico in altre. Per contestualizzare in maniera appropriata l&#8217;obiettivo ci si deve, dunque, chiedere: &#8220;<i>Qualcun altro o qualcos&#8217;altro potrebbe essere influenzato dal raggiungimento dell&#8217;obiettivo? A quali condizioni vorresti che questo obiettivo venisse raggiunto e a quali condizioni vorresti che non venisse raggiunto?</i>&#8220;</p>
<p>La mia preferenza rispetto a questo modello ha a che vedere con il fatto che, una volta analizzato un obiettivo con questa lente, esiste la possibilità concreta di prevedere quali saranno le difficoltà che si incontreranno sulla strada verso il raggiungimento dell&#8217;obiettivo.<br />La mancanza o carenza di una di queste caratteristiche, infatti, genera problemi specifici ed individuabili.</p>
<ol>
<li>Se un obiettivo non è <b>espresso in positivo</b>, il problema è lo scarso coinvolgimento delle risorse inconsce verso la realizzazione dell&#8217;obiettivo stesso</li>
<li>Se il suo raggiugimento è difficilmente <b>verificabile sensorialmente</b>, il problema che si può generare è quello di continuare a perseguire obiettivi che si sono già raggiunti, spesso per eccessivo perfezionismo.</li>
<li>Se non è <b>realizzabile autonomamente</b>, ci si può trovare nella situazione di aver fatto tutto per bene, ma di non aver raggiunto l&#8217;obiettivo (visto che il successo non dipendeva in maniera fondamentale dalla nostra azione).</li>
<li>Se non <b>preserva gli effetti positivi della situazione attuale</b>, certamente dovremo affrontare dei sabotatori (interni o esterni): si tratta di coloro che traggono dei vantaggi dagli effetti positivi della situazione attuale</li>
<li>Se non è <b>contestualizzato in modo appropriato</b>, la realizzazione dell&#8217;obiettivo in realtà potrebbe generare un problema più grande di quello che è andato a risolvere e per cui l&#8217;obiettivo è stato posto.</li>
</ol>
<p>Nei corsi sul time management invito gli allievi ad analizzare i loro obiettivi e a costuire un vero e proprio <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Radar_chart" target="_blank">radar-chart </a>&nbsp;misurando per ciascun ramo l&#8217;aderenza dei loro obiettivi alle caratteristiche elencate qui sopra.<br />Dove vengono individuate aree di debolezza, lì probabilmente nasceranno i problemi sulla via della realizzazione dell&#8217;obiettivo. E questo modello ci dà un&#8217;idea di quali tipi di problemi ci troveremo probabilmente ad affrontare.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli altri post della rubrica Basics sono <a href="http://www.lucabaiguini.com/tag/basics">qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sognatore, realista, critico</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Jul 2008 09:32:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=157</guid>
		<description><![CDATA[Nei processi di cambiamento, secondo Robert Dilts, entrano in gioco tre soggetti: il sognatore, il realista ed il critico. Ed ognuno ha un proprio ruolo ed una propria specifica utilità.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sul-cambiamento.html">Questo post sul cambiamento</a> mi ha ricordato l&#8217;analisi di <a href="http://www.nlpu.com/" target="_blank">Robert Dilts </a>sulle tipologie di soggetti che entrano in gioco nelle fasi di cambiamento: il <b>sognatore</b>, il <b>realizzatore</b>, il <b>critico</b>.</p>
<p><b>Il sognatore</b><br />E&#8217; orientato al futuro, al sogno, alla costruzione della vision<br />E&#8217; in grado di generare alternative e scelte<br />Mantiene il focus sulla crezione&nbsp;di idee e contenuti<br />Esprime gli obiettivi in positivo</p>
<p><span id="more-157"></span></p>
<p><b>Il realista</b><br />E&#8217; orientato alla realizzazione del sogno<br />Mantiene il focus sui passi e le azioni da compiere, sul &#8220;come&#8221;<br />Si concentra su un orizzonte temporale più ristretto rispetto al&nbsp;sognatore</p>
<p><b>Il critico</b><br />Si concentra sulla valutazione del piano proposto, alla ricerca di problemi potenziali e &#8220;collegamenti mancanti&#8221;<br />E&#8217; in grado di assumere la posizione di tutti i principali attori in gioco, alla ricerca di criticità e potenziali resistenze</p>
<p>I modelli cognitivi associati a sognatore, realizzatore e critico sono:</p>
<table cellspacing="0" bordercolordark="white" width="88%" bordercolorlight="black" border="1">
<tbody>
<tr>
<td width="24%">
<p align="center">&nbsp;</p>
</td>
<td width="23%">
<p align="center"><b>Sognatore</b></p>
</td>
<td width="22%">
<p align="center"><b>Realista</b></p>
</td>
<td width="27%">
<p align="center"><b>Critico</b></p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="24%">
<p align="center"><b>Attenzione a</b></p>
</td>
<td width="23%">
<p align="center">Che cosa</p>
</td>
<td width="22%">
<p align="center">Come</p>
</td>
<td width="27%">
<p align="center">Perchè</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="24%">
<p align="center"><b>Rappresentazione</b></p>
</td>
<td width="23%">
<p align="center">Visione</p>
</td>
<td width="22%">
<p align="center">Azione</p>
</td>
<td width="27%">
<p align="center">Logica</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="24%">
<p align="center"><b>Approccio</b></p>
</td>
<td width="23%">
<p align="center">Andare verso qualcosa</p>
</td>
<td width="22%">
<p align="center">Andare verso qualcosa</p>
</td>
<td width="27%">
<p align="center">Allontanarsi da qualcosa</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="24%">
<p align="center"><b>Cornice temporale</b></p>
</td>
<td width="23%">
<p align="center">Lungo termine</p>
</td>
<td width="22%">
<p align="center">Breve termine</p>
</td>
<td width="27%">
<p align="center">Lungo e Breve termine</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="24%">
<p align="center"><b>Orientamento temporale</b></p>
</td>
<td width="23%">
<p align="center">Futuro</p>
</td>
<td width="22%">
<p align="center">Presente</p>
</td>
<td width="27%">
<p align="center">Passato / Futuro</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="24%">
<p align="center"><b>Riferimento</b></p>
</td>
<td width="23%">
<p align="center">Interno &#8211; Sè stesso</p>
</td>
<td width="22%">
<p align="center">Esterno &#8211; Ambiente</p>
</td>
<td width="27%">
<p align="center">Esterno &#8211; Gli altri</p>
</td>
</tr>
<tr>
<td width="24%">
<p align="center"><b>Modalità di confonto</b></p>
</td>
<td width="23%">
<p align="center">Per uguaglianza</p>
</td>
<td width="22%">
<p align="center">Per uguaglianza</p>
</td>
<td width="27%">
<p align="center">Per differenza</p>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>La mancanza anche di uno solo di questi soggetti genera criticità nel cambiamento.</p>
<p>Un sognatore senza un realista non riesce a trasformare le idee in progetti. Se, poi, sono presenti soltanto il sognatore ed il critico, non possono che generarsi perenni conflitti.<br />Un sognatore ed un realista senza un critico non sono in grado di individuare i punti deboli e i problemi potenziali generati dal cambiamento.<br />Un realista ed un critico senza un sognatore non sono capaci di generare vision e di conferire una chiara direzione al cambiamento.</p>
<p>Naturalmente, ciascuno di questi soggetti interviene in maniera diversa su ognuno degli &#8220;ingredienti&#8221; del cambiamento elencati nell&#8217;<a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sul-cambiamento.html">articolo precedente</a>.</p>
<p>Dilts ha elaborato questo modello studiando le strategie creative di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walt_Disney" target="_blank">Walt Disney</a>, sottolineando proprio la sua capacità di essere sognatore, realista o critico a seconda della fase del progetto e dei bisogni del team.</p>
<p>Per chi vuole approfondire, qualche tempo fa ho tradotto <a href="http://www.mindpoint.it/risorse/articoli/52-le-strategie-del-genio-walt-disney.html" target="_blank">un articolo di Dilts </a>per <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank">Mindpoint</a> su Disney e le sue strategie di pensiero.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-2.html' rel='bookmark' title='Self leadership secondo Dilts [2]'>Self leadership secondo Dilts [2]</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-1.html' rel='bookmark' title='Self leadership secondo Dilts [1]'>Self leadership secondo Dilts [1]</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html' rel='bookmark' title='Macro e micro-culture aziendali'>Macro e micro-culture aziendali</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Self leadership secondo Dilts [2]</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-2.html</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 08:10:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modello di self leadership sviluppato da Robert Dilts e l'impatto del modello dei livelli di pensiero.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-1.html">questo post</a> ho accennato alla definizione di self leadership data da <a href="http://www.nlpu.com/" target="_blank">Robert Dilts</a>.<br />A completare il quadro, il modello dei &quot;livelli di pensiero&quot; delinea una mappa precisa di quali sono i livelli dell&#8217;organizzazione coinvolti nella gestione degli obiettivi e del cambiamento.</p>
<p>In sintesi, nel momento in cui un&rsquo;organizzazione si pone un obiettivo (o avvia un processo di cambiamento), entrano in gioco diversi fattori, che si collocano a diversi livelli:</p>
<ul>
<li>I <strong>fattori ambientali</strong> determinano le opportunit&agrave; che si presentano all&rsquo;esterno o i limiti che gli individui o le organizzazioni devono riconoscere e a cui &egrave; necessario reagire (<em>dove, quando</em>).</li>
<li>I <strong>fattori comportamentali</strong> sono le azioni specifiche che si intraprendono allo scopo di raggiungere efficacemente un obiettivo (<em>che cosa</em>).</li>
<li>Le <strong>capacit&agrave;</strong> sono connesse alle mappe, ai piani ed alle strategie mentali che portano ad agire con successo. Esse governano il modo in cui le azioni vengono selezionate e monitorate (<em>come</em>).</li>
<li>I <strong>valori</strong> e le <strong>convinzioni</strong> forniscono il rinforzo che supporta o, al contrario, inibisce particolari capacit&agrave;. Alle convinzioni e ai valori sono collegati il perch&eacute; si scelga un determinato percorso e le ragioni pi&ugrave; profonde che portano le persone e le organizzazioni ad agire e perseverare (<em>perch&eacute;</em>).</li>
<li>L&rsquo;<strong>identit&agrave;</strong> riguarda il senso che le persone e le organizzazioni hanno del proprio ruolo e della propria mission. Essa deriva dal modo in cui un singolo individuo o un gruppo percepisce se stesso (<em>chi</em>).</li>
<li>I <strong>fattori spirituali</strong> riguardano la vision che le persone e le organizzazioni hanno rispetto al pi&ugrave; ampio sistema di cui fanno parte. Questi fattori si riferiscono al per chi e al per che cosa si siano intraprese determinate azioni o percorsi (<em>il fine</em>).</li>
</ul>
<p>Uno dei compiti principali del leader &egrave;, secondo Dilts, quello di mantenere allineati questi livelli, di mantenere, cio&egrave;, la coerenza interna del sistema. <br />Diversamente, nasceranno&nbsp;dei sabotatori al processo di cambiamento, o dei &quot;killer&quot; che ostacolano il raggiungimento degli obiettivi.<br />L&#8217;essenza della leadership, quindi, consiste nel mantenere allineati i livelli di pensiero, garantendo&nbsp;in questo modo la coerenza del sistema rispetto agli obiettivi e al cambiamento auspicato.<br />Il mancato allineamento di uno qualsiasi di questi&nbsp;livelli con i restanti pu&ograve; determinare un&#8217;interferenza nel raggiungimento degli obiettivi, della vision e della mission organizzative.<br />Un esercizio efficace della leadership e, di conseguenza, del cambiamento organizzativo, richiedono la capacit&agrave; di riconoscere ed affrontare con strumenti specifici le questioni che sorgono a ciascuno di questi livelli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-1.html' rel='bookmark' title='Self leadership secondo Dilts [1]'>Self leadership secondo Dilts [1]</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html' rel='bookmark' title='Sognatore, realista, critico'>Sognatore, realista, critico</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html' rel='bookmark' title='Macro e micro-culture aziendali'>Macro e micro-culture aziendali</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Self leadership secondo Dilts [1]</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-1.html</link>
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		<pubDate>Tue, 01 Apr 2008 07:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>

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		<description><![CDATA[Il modello di self leadership creato da Robert Dilts e gli elementi chiave che il leader deve essere in grado di padroneggiare.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa mi &egrave; capitato di sentire <a href="http://www.nlpu.com/" target="_blank">Robert Dilts </a>parlare di Self leadership e livelli logici.<br />E&#8217; stata una giornata interessante (con Dilts non &egrave; raro che accada).<br />Ecco alcuni spunti:</p>
<p><strong>Definizione di leadership<br /></strong>Nel suo senso pi&ugrave; ampio, la leadership pu&ograve; essere definita come l&#8217;abilit&agrave; di coinvolgere gli altri nel processo di perseguire un obiettivo all&#8217;interno di un sistema pi&ugrave; ampio o di un ambiente.<br />Schematizzando:</p>
<p><span class="full-image-float-none"><img style="width: 495px; height: 390px" alt="leadership_dilts.gif" src="/storage/leadership_dilts.gif" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per essere in grado di padroneggiare tutti gli aspetti chiave della leadership, si devono interiorizzare una serie di abilit&agrave;:</p>
<p><strong>Padroneggiare il s&egrave; (i propri stati interni)<br /></strong>Allineare la visione e l&#8217;azione<br />Essere congruenti con il proprio messaggio<br />Acquisire consapevolezza delle proprie mappe mentali e dei propri assunti</p>
<p><strong>Padroneggiare la comunicazione<br /></strong>Sviluppare abilit&agrave; di comunicazione verbale e non verbale<br />Utilizzare in maniera consapevole i canali rappresentazionali<br />Interpretare e gestire i metamessaggi</p>
<p><strong>Padroneggiare le relazioni<br /></strong>Essere in grado di assumere prospettive multiple<br />Comprendere i diversi stili di pensiero<br />Riconoscere le intenzioni positive</p>
<p><strong>Padroneggiare lo spazio problema (il sistema)<br /></strong>Effettuare un&#8217;analisi complessiva del sistema<br />Individuare gli elementi e le tematiche rilevanti<br />Spezzettare gli obiettivi (chunking)</p>
<p>Torner&ograve; sull&#8217;argomento con altri spunti.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-2.html' rel='bookmark' title='Self leadership secondo Dilts [2]'>Self leadership secondo Dilts [2]</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/macro-e-micro-culture-aziendali.html' rel='bookmark' title='Macro e micro-culture aziendali'>Macro e micro-culture aziendali</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html' rel='bookmark' title='Sognatore, realista, critico'>Sognatore, realista, critico</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Coaching e PNL</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2007/07/coaching-e-pnl.html</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Jul 2007 08:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>

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		<description><![CDATA[Un'intervista a Robert Dilts sul coaching
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su HR online di Luglio, un&#8217;intervista a <a href="http://www.nlpu.com/robbio.htm" target="_blank">Robert Dilts </a>sul coaching.</p>
<p>Raul Alvarez (l&#8217;intervistatore) mette in evidenza la coerenza e l&#8217;allineamento di Robert.</p>
<p>Sottoscrivo.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Longevità</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2007/02/longevita.html</link>
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		<pubDate>Sat, 17 Feb 2007 13:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Dilts]]></category>
		<category><![CDATA[PNL]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di Robert Dilts su Programmazione Neurolinguistica, longevità e invecchiamento
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi segnalo questo articolo, che fu il primo di <a href="http://www.nlpu.com/" target="_blank">Robert Dilts </a>che tradussi per <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank">Mindpoint</a>:</p>
<p><strong><a href="http://www.mindpoint.it/risorse/articoli/39-pnl-longevita-e-invecchiamento.html" target="_blank">PNL, longevità e invecchiamento</a></strong></p>
<p>Quali sono le abitudini, le convinzioni, gli atteggiamenti ed i comportamenti comuni alle persone che riescono a vivere una vecchiaia attiva e in buona salute?</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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