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	<title>Luca Baiguini &#187; crisi economica</title>
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	<description>Training - Management - Leadership</description>
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		<title>Cultura giuridica, regole, controlli</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 16:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore Rossi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalla lettura del libro di Salvatore Rossi "Controtempo. L'Italia nella crisi mondiale", alcune considerazioni generali sul rapporto tra regole, controlli ex ante e controlli ex post.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emergo ora dalla lettura del libro di <a href="http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/organizzazione/Aree/studi/cv_rossi" target="_blank">Salvatore Rossi</a> “<a href="http://www.ibs.it/code/9788842091417/rossi-salvatore/controtempo-l-italia-nella-crisi.html?shop=812" target="_blank">Controtempo. L’Italia nella crisi mondiale</a>”.<br />
Si tratta di una lettura molto interessante, per molti versi.<br />
Secondo Rossi, l’Italia vivrebbe in una sorta di controtempo rispetto alle altre economie sviluppate. Questo stesso controtempo ci ha permesso, in un certo senso, di uscire meno danneggiati di altri da questo periodo di crisi. Ma non ci si deve fare troppe illusioni: i problemi strutturali permangono, e se il sistema Paese non sarà in grado di cogliere questa occasione di rinnovamento, quelli che temporaneamente hanno rappresentato degli scudi contro l’imperversare della crisi si trasformeranno in fardelli sulla via della crescita.</p>
<p><span id="more-473"></span></p>
<p>Rossi propone due filoni su cui concentrare l’attenzione: il ruolo del sindacato e la cultura giuridica.<br />
Su entrambi questi fronti, le riflessioni sono profonde e documentate.<br />
Mi hanno colpito in particolare le considerazioni conclusive sulla cultura giuridica che caratterizza il nostro Paese, per due motivi.<br />
Il primo è che mi pare che vengano inquadrate con grande efficacia alcune delle magagne profonde del nostro rapporto con il concetto stesso di legalità.<br />
Il secondo ha, invece, a che vedere con il fatto che questo stesso tipo di cultura anima spesso anche il rapporto tra individui, gruppi e regole in ambiti più micro rispetto a quello del rapporto tra individuo e Stato.<br />
Segnatamente, le considerazioni che seguono possono senz’altro, a mio modo di vedere, essere applicate a molte realtà organizzative (aziende, team di lavoro).</p>
<p>Cito alcuni spunti dalle pagine conclusive del libro (l’esempio riportato all’inizio del capitolo è quello di due soggetti che desiderano aprire una fondazione, l’uno in Italia, l’altro negli USA: per il primo occorrono diversi mesi di “controlli preventivi”, per il secondo bastano un paio di giorni, visto che i controlli sulla congruità dell’attività agli scopi dichiarati verranno effettuati <em>ex post</em>):</p>
<blockquote><p>Supponiamo che una certa attività economica presenti quella che gli economisti chiamano una esternalità negativa; si pensi ad esempio al potenziale turbamento della fede pubblica (per quanto insignificante lo si possa ritenere) che si produrrebbe se una fondazione costituita a scopi di beneficenza […] dovesse tradire il suo mandato rivelando traffici venali.<br />
Teoria e buon senso concordano nel suggerire l’applicazione di disincentivi pecuniari che orientino le libere scelte dei privati; nell’esempio fatto: ti sei, tu fondazione, trasformata in una impresa <em>profit</em>? O vorresti farlo? Bene, vuol dire che, oltre a pagare quanto dovuto per l’eventuale evasione fiscale (se sei una Onlus), i tuoi fondatori pagheranno singolarmente di tasca loro una speciale indennità all’erario, per compensare la collettività del danno morale subito. Qual è invece il riflesso condizionato del legislatore italiano? Quello di prevedere divieti assoluti o pesanti controlli <em>ex ante</em> (notarili e prefettizi), il più delle volte inattuabili o attuabili solo con burocratica cecità, sempre offensivi del buon senso, a causa di incoerenze interne delle norme o per incapacità dell’amministrazione e del sistema giudiziario.</p></blockquote>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La crisi come occasione di apprendimento e crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Dec 2009 08:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Center for Creative Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>

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		<description><![CDATA[Cindy McCauley, del Center for Creative Leadership, invita, proprio nei momenti di crisi economica, ad assumere un atteggiamento proattivo rispetto al proprio lavoro, per farne un'occasione di apprendimento e di crescita.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ccl.org/leadership/news/bios/cindyMcCauley.aspx">Cindy McCauley</a>, del <a href="http://www.ccl.org/leadership/index.aspx">Center for Creative Leadership</a>, in <a href="http://www.forbes.com/2009/08/26/job-growth-development-leadership-careers-ccl.html">questo articolo</a> su <a href="http://www.forbes.com/">Forbes</a> lancia una provocazione che mi pare possa dare il via ad una discussione interessante.<br />
Dice testualmente:</p>
<ul><em>Non molto tempo fa, trovare nuovi lavori che offrissero nuove sfide non era cosa difficile. Con la crisi economica, sta a voi trovare le opportunità di crescita nel vostro attuale lavoro.<br />
Per sviluppare la vostra carriera, avrete bisogno di uscire dalla vostra zona di comfort. Nelle organizzazioni odierne, stressate e tirate, potrebbe apparire come un grande rischio. Ma è esattamente ciò che i datori di lavoro cercano: collaboratori che desiderano e sanno prendersi carico di compiti sfidanti, al di sopra e oltre la loro job description. Questo può essere il momento ideale per fare nuove esperienze e ampliare le proprie abilità di leadership.</em></ul>
<p>Ho l&#8217;impressione che la maggior parte dei manager che conosco stia facendo esattamente il contrario: rimanere coperti e al riparo aspettando che la tempesta passi.</p>
<p><span id="more-448"></span></p>
<p>La strategia di Cindy McCauley, invece, invita proprio ad uscire allo scoperto, ad assumere nuove sfide, a dare visibilità al proprio lavoro.<br />
E indica alcuni modi per farlo:</p>
<ul>
<li><strong>Prenditi carico di qualcosa di nuovo</strong>: proponiti per nuovi progetti, gruppi di lavoro, responsabilità.</li>
<li><strong>Lanciati nel cambiamento</strong>: il modo migliore per imparare la leadership nel cambiamento è quello di sperimentare proprio nei periodi difficili.</li>
<li><strong>Mettiti sotto i riflettori:</strong> quando la posta in gioco è alta, lo è anche la pressione. Ma si tratta di occasioni uniche per imparare. Compiti ad alta visibilità non sempre sono a portata di mano, ma creare occasioni è possibile.</li>
<li><strong>Impara a collaborare</strong>: quando ne hai l&#8217;occasione, collabora a progetti cross-funzionali, che ti permettano di superare i tuoi confini. Aumenterà la tua capacità di influenzare, negoziare ed essere efficace quando non hai un&#8217;autorità formalizzata.</li>
</ul>
<p>Un&#8217;ultima nota sull&#8217;utilità di ricercare tra colleghi, capi, o magari all&#8217;esterno dell&#8217;azienda qualcuno che sia in grado di dare feedback onesti sia dal punto di vista degli obiettivi aziendali che della crescita personale.</p>
<p>Commenti?</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/08/leadership-in-tempo-di-crisi.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Leadership in tempo di crisi'>Leadership in tempo di crisi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/05/lontani-dalle-etichette-specialmente-in-tempi-di-c.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Lontani dalle etichette, specialmente in tempi di crisi'>Lontani dalle etichette, specialmente in tempi di crisi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/11/carenza-di-leadership-nel-presente-e-nel-futuro.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Carenza di leadership, nel presente e nel futuro'>Carenza di leadership, nel presente e nel futuro</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Leadership in tempo di crisi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 15:46:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[cultura aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[strategia]]></category>

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		<description><![CDATA[Da McKinsey Quarterly, un interessante articolo, frutto di una serie di interviste con 14 CEO di altreattante grandi aziende, per cercare di delineare alcune "lezioni di leadership" valide per tempi difficili come quelli che stiamo attraversando.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mckinseyquarterly.com/" target="_blank">McKinsey Quarterly</a> ha proposto qualche settimana fa un <a href="http://www.mckinseyquarterly.com/Leadership_lessons_for_hard_times_2413" target="_blank">interessante articolo</a>, frutto di una serie di interviste con 14 CEO di altreattante grandi aziende, per cercare di delineare alcune &#8220;lezioni di <a href="http://www.lucabaiguini.com/leadership/">leadership</a>&#8221; valide per <a href="http://www.lucabaiguini.com/tag/crisi-economica">tempi difficili</a> come quelli che stiamo attraversando.<br />L&#8217;articolo non ha la pretenza di dare delle regole valide in qualunque realtà. Piuttosto, vuole mostrare come, dalle interviste, emerga un sostanziale accordo su alcuni principi che possono fungere da guida sui comportamenti da tenere&nbsp;nelle &#8220;stanze dei bottoni&#8221; e nell&#8217;interazione con collaboratori, clienti, investitori.</p>
<p><span id="more-278"></span></p>
<p>Ecco un elenco ed una sintesi di queste linee guida, ciascuna corredata da una citazione tratta dalle interviste stesse:</p>
<ol>
<li><b>Affrontare la realtà</b><br /><i>Interrogati sempre se l&#8217;effetto alone di un business o di una situazione non ti stia accecando rispetto a ciò che c&#8217;è all&#8217;orizzone <br />(Herbert Henkel)<br /></i><br />Guardare al futuro con senso critico richiede coraggio.<br />Il punto su cui Henkel e altri intervistati hanno insistito ha a che vedere con quanto sia difficile per un leader intraprendere delle azioni (e convincere gli altri a seguirlo) quando un business sembra essere solido.<br />Oltre al coraggio, anticipare la realtà significa mettere in campo meccanismi e modelli di governance che permettano alle organizzazioni di confrontarsi con scenari molto diversi dalle aspettative ordinarie. Un sistema di monitoraggio che raccolta i segnali di allarme è importantissimo, così come lo è un ambiente che favorisca diverse interpretazioni dei segnali stessi.<br />&nbsp;</li>
<li><b>Nei meeting del board, mettere la strategia al centro</b><br /><i>Il board è stato coinvolto pesantemente nella formulazione della strategia insieme con me, e noi abbiamo una strategia migliore per questo motivo <br />(Bill Nuti)</i>
<p>Molti CEO sottolineano la necessità di una comunicazione frequente e aperta con i membri del Board. Anche il contenuto delle comunicazioni si è evoluto: le questioni che riguardano la strategia non possono più essere confinate ad una sola riunione annuale: devono diventare oggetto di scambio frequente e informale.<br />&nbsp;</li>
<li><b>Essere trasparente con i collaboratori&#8230;</b><br /><i>Il solo modo per affrontare l&#8217;incertezza è comunicare e poi comunicare. E quando pensi di averlo ormai fatto con tutti, allora comunica qualcosa di più. <br />(Terry Lundgren)</i>
<p>Essere aperti nella comunicazione di ciò che sta accadendo all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione è anche una questione di integrità: i collaboratori meritano onestà. <br />L&#8217;apertura genera rispetto, fiducia, solidarietà: merce di cui c&#8217;è grande bisogno nei momenti duri della vita dell&#8217;organizzazione.<br />Inoltre, l&#8217;apertura fa in modo che ciascun collaboratore&nbsp;comprenda quale tipo di contributo ci si attende da lui.<br />&nbsp;</li>
<li><b>&#8230; e con gli investitori</b><br /><i>La nostra policy è: &#8220;Nel dubbio, comunica&#8221;. Noi vogliamo sempre condurre i nostri affari con integrità e schiettezza <br />(Ron Sugar)</i>
<p>Con un&#8217;avvertenza: non focalizzare l&#8217;attenzione&nbsp;soltanto sul breve periodo, ma sottolinere anche le strategie di medio-lungo periodo (che spesso si basano su sacrifici nel breve).<br />&nbsp; </li>
<li><b>Costruire e proteggere la cultura</b><br /><i>Rimani focalizzato su cultura, persone, valori: è l&#8217;area che più facilmente viene compromessa in questo ambiente <br />(Eric Foss)</i><br />&nbsp; </li>
<li><b>Mantenere la fede nel futuro</b><br /><i>Se non investi nel futuro e non pianifichi per il futuro, non ce ne sarà uno <br />(George Buckley)<br /></i><br />La maggior parte dei CEO intervistati hanno sottolineato che una crisi come questa nasconde grandi opportunità, e sono determinati nell&#8217;assicurare che le loro aziende emergeranno dalla crisi con un vantaggio competitivo.</li>
</ol>
<p>Per concludere, nessuno dei leader intervistati ha sostenuto di aver fatto qualcosa di rivoluzionario. <br />Sono stati, semplicemente, risoluti nel perseguire questi principi.</p>
<p>Commenti?</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/12/la-crisi-come-occasione-di-apprendimento-e-crescita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La crisi come occasione di apprendimento e crescita'>La crisi come occasione di apprendimento e crescita</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/05/lontani-dalle-etichette-specialmente-in-tempi-di-c.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Lontani dalle etichette, specialmente in tempi di crisi'>Lontani dalle etichette, specialmente in tempi di crisi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/06/tempo-manager-organizzazioni.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Tempo, manager, organizzazioni'>Tempo, manager, organizzazioni</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La turbolenza è la nuova normalità</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/la-turbolenza-e-la-nuova-normalita.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/la-turbolenza-e-la-nuova-normalita.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 10:08:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Kotler]]></category>
		<category><![CDATA[marketing]]></category>
		<category><![CDATA[MIP]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricetta di Philip Kotler per affrontare un tempo in cui la turbolenza è la nuova normalità.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri mattina, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Philip_Kotler" target="_blank">Philip Kotler</a> al <a href="http://www.mip.polimi.it/" target="_blank">MIP</a> a parlare di marketing e advertising.<br />Alcuni dei concetti che ha espresso mi pare completino le considerazioni fatte ieri <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/rendite-di-posizione.html">qui</a>.<br />Kotler parte da un assunto: &#8220;<i>La turbolenza è la nuova normalità</i>&#8220;.<br />Dobbiamo, quindi, abituarci ad uno scenario nel quale il ciclo economico è una linea generata da una fibrillazione continua.<br />Mi sembra che questo abbia a che vedere con il concetto di &#8220;rendita di posizione&#8221;.</p>
<p><span id="more-267"></span></p>
<p>La ricetta (o, almeno, una parte della ricetta) di Kotler per le imprese e le organizzazioni:</p>
<ul>
<li>dotarsi di un sistema che sia in grado di generare in anticipo gli allarmi (early warning system)<br />Per inciso, mi pare che questo sistema abbia caratteristiche in comune con quanto scrivevo <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/05/rane-pipistrelli-e-organizzazioni.html">qui</a>.</li>
<li>produrre simulazioni di scenario (che tengano conto anche delle ipotesi peggiori)</li>
<li>dotarsi di&nbsp;un sistema di budget flessibile</li>
</ul>
<p>Questo per le imprese.<br />Può valere anche per gli individui?<br />E come conciliare questi strumenti con una &#8220;<a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/veduta-lunga-e-fondamentali.html">veduta lunga</a>&#8220;?</p>
<p>___</p>
<p>Post (in qualche modo) correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/rendite-di-posizione.html">Rendite di posizione</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/veduta-lunga-e-fondamentali.html">Veduta lunga e fondamentali</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/ansia-del-futuro-e-dilatazione-del-presente.html">Ansia del futuro e dilatazione del presente</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/05/rane-pipistrelli-e-organizzazioni.html">Rane, pipistrelli e organizzazioni</a></li>
</ul>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rendite di posizione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/rendite-di-posizione.html</link>
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		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 14:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Zanolli]]></category>

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		<description><![CDATA[In tempi di crisi, è utile ripensare la propria identità, i propri ruoli, i propri business a prescindere da ogni forma di rendita di posizione, perché soltanto così ci si può attrezzare per far fronte al futuro nel medio/lungo periodo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso venerdì ho avuto il piacere di presentare <a href="http://www.sebastianozanolli.com/" target="_blank">Sebastiano Zanolli</a> ad un nutrito gruppo di amici di <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank">Mindpoint</a>.<br />Tra le tante cose che ci ha raccontato, una frase mi ha colpito molto: <b>non esistono più rendite di posizione</b>.<br />La prima reazione è stata di una certa incredulità: se ci si guarda attorno di rendite di posizione se ne vedono ancora, e parecchie.<br />Eppure, Sebastiano non si sbagliava.<br />Almeno così a me pare, dopo averci riflettuto un po&#8217;.</p>
<p><span id="more-266"></span></p>
<p>L&#8217;invito, infatti, non era a valutare se esistono o meno rendite di posizione, ma a pensare che non ne esistono più (specie se si tratta di &#8220;proprie&#8221; rendite di posizione).<br />Il pensare di essere in possesso di una rendita di posizione è già, di per sè, molto pericoloso.<br />Ecco perché Sebastiano ha invitato a ripensare la propria identità, i propri ruoli, i propri business a prescindere da ogni forma di rendita di posizione, perché soltanto così ci si può attrezzare per far fronte ai tempi che ci attendono.<br />Mi sono ricordato di aver <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/06/sopravvivenza-o-realta.html">citato</a> qualche tempo fa John Medina:</p>
<ul>
<p><i>[...] al cervello non interessa tanto la realtà, quanto la sopravvivenza. <br />Per questo è disposto ad alterare la propria percezione della realtà pur di poter sopravvivere.</i></p>
</ul>
<p>Questo è uno di quei casi in cui pensare in termini di sopravvivenza è più funzionale rispetto a pensare in termini di realtà.<br />Almeno in prospettiva&#8230;</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Veduta lunga e fondamentali</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/veduta-lunga-e-fondamentali.html</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Jun 2009 09:19:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
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		<category><![CDATA[De Rita]]></category>
		<category><![CDATA[Marcolin]]></category>
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		<category><![CDATA[Padoa Schioppa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il filo rosso delle riflessioni su questo periodo di crisi (non solo economica) pare portare verso due fili rossi: la necessità di una visione lunga, strategica, d'orientamento ed il ritorno ai fondamentali. Proprio i fondamentali, però, sembrano aver cambiato il loro significato.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni alcuni temi ricorrono con una certa frequenza nelle mie letture e nelle conversazioni.<br />Dopo <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/ansia-del-futuro-e-dilatazione-del-presente.html">questo post,</a> la <a href="http://chitham.com/blog/299-la-direzione-della-vera-leadership/" target="_blank">visione complementare</a> di Nicola Menicacci, lo <a href="http://www.lucamarcolin.it/?p=324" target="_blank">stimolo</a> di Luca Marcolin (in relazione all&#8217;intervento di De Rita al Festival dell&#8217;Economia di Trento e ad un suo <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/giugno/01/Prepariamoci_alla_Caduta_dei_Qualcosisti_co_9_090601003.shtml" target="_blank">interessante articolo</a>).<br />E poi alcune frasi del <a href="http://www.ibs.it/code/9788815130976/padoa-schioppa-tommaso/veduta-corta-conversazione?shop=812" target="_blank">libro</a> di Padoa Schioppa, sentite citare in una trasmissione radiofonica, secondo cui la &#8220;veduta corta&#8221; (dal titolo del libro stesso) avrebbe fra le sue cause l&#8217;evoluzione della tecnologia.<br />Mi pare ci siano due fili rossi che guidano le nostre riflessioni:</p>
<ul>
<li>la necessità di una visione lunga, strategica, d&#8217;orientamento</li>
<li>il ritorno ai fondamentali</li>
</ul>
<p><span id="more-264"></span></p>
<p>Sul primo punto <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/ansia-del-futuro-e-dilatazione-del-presente.html">mi sono soffermato</a>.<br />Sul secondo, faccio mia la riflessione di Luca, e la esplicito in modo che credo complementare: d&#8217;accordo il ritorno ai fondamentali, ma non è che sono proprio i fondamentali ad essere, in qualche modo,&nbsp;evoluti?<br />Cerco di spiegarmi meglio.<br />Prendiamo il concetto di rete sociale e di prossimità (caro anche a De Rita).<br />I progetti più importanti a cui sto lavorando in questo periodo derivano tutti da attività di social networking.<br />Una delle persone con cui sto collaborando in maniera più proficua&nbsp;abita a poche centinaia di metri da casa mia, ma io l&#8217;ho conosciuta a molti chilometri di distanza, grazie ad un incontro formativo organizzato da una associazione la cui responsabile delle attività formative è lettrice di questo blog.<br />Condividere con De Rita la necessità di un ritorno alle relazioni di prossimità, quindi, potrebbe significare qualcosa di molto diverso rispetto a quanto avrei potuto immaginare soltanto qualche anno fa.</p>
<p>Credo che tutto questo meriti una riflessione.<br />E chiunque si voglia unire è il benvenuto.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/08/leadership-in-tempo-di-crisi.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Leadership in tempo di crisi'>Leadership in tempo di crisi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/12/la-crisi-come-occasione-di-apprendimento-e-crescita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La crisi come occasione di apprendimento e crescita'>La crisi come occasione di apprendimento e crescita</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ansia del futuro e dilatazione del presente</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 07:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Letta]]></category>

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		<description><![CDATA[Un commento al libro di Enrico Letta "Costruire una cattedrale": la visione del futuro e il gusto del cammino dovrebbero ricominciare ad animare l'azione politica, sociale, imprenditoriale.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.enricoletta.it/" target="_blank">Enrico Letta</a> mi sembra un politico interessante, sotto molti punti di vista.<br />Ho appena terminato la lettura del suo libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788804590507/letta-enrico/costruire-una-cattedrale-perch-eacute.html?shop=812" target="_blank">Costruire una cattedrale</a>&#8220;.<br />C&#8217;è un&#8217;idea di fondo, che anima la sua visione della politica e dell&#8217;economia: la crisi (economica, ma anche sociale) che stiamo vivendo affonda le sue radici nel &#8220;presentismo&#8221;, nell&#8217;atteggiamento diffuso di sacrificare il futuro (e gli investimenti che questo richiede) al presente ed alle visioni di breve periodo.<br />I sintomi: cicli politici sempre più brevi, sindrome da trimestrale, incapacità di realizzare riforme anche impopolari (sia politiche che economiche), ma che gettano le basi per la prosperità delle future generazioni.<br />E gli effetti sono sotto gli occhi di tutti.</p>
<p><span id="more-262"></span></p>
<p>Il titolo del libro lo si deve ad un intervento di Pietro Nenni in Parlamento nel 1959:</p>
<ul>
<p><i>Due operai lungo una strada stanno ammucchiando mattoni.</i><br /><i>Passa un viandante che s&#8217;informa sulla natura del loro lavoro; uno modestamente risponde: sto ammucchiando mattoni; l&#8217;altro risponde: innalzo una cattedrale.</i></p>
</ul>
<p>Stessa azione, ma grandi differenze di motivazione e di visione prospettica.<br />Secondo Letta quest&#8217;ansia di futuro sembra svanita a favore della dilatazione del presente.<br />Al contrario, il lungo periodo è un valore in sè, specie se declinato secondo i concetti di affidabilità e di stabilità.</p>
<p>Aggiungo un piccolo elemento di riflessione: mi pare che, oltre che l&#8217;ansia del futuro, si sia perso il gusto del cammino, del procedere passo passo verso la meta.<br />Un po&#8217; quello che esprimevo tempo fa <a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/06/altari-da-costruire-e-pozioni.html">qui</a>, da un&#8217;angolatura un po&#8217; diversa.</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Formazione manageriale sì, formazione manageriale no</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/05/formazione-manageriale-si-formazione-manageriale-n.html</link>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 16:00:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[Ariely]]></category>
		<category><![CDATA[Brook]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Rosen]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul blog di Psychology Today, Dan Ariely e Dennis Rosen animano un interessante scambio di idee sul valore della formazione manageriale e sulle lezioni che la crisi economica in corso dovrebbe fornire anche in questo ambito.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul blog di <a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank">Psychology Today,</a> <a href="http://blogs.psychologytoday.com/authors/dan-ariely" target="_blank">Dan Ariely </a>e <a href="http://blogs.psychologytoday.com/authors/dennis-rosen-md" target="_blank">Dennis Rosen</a> animano un interessante scambio di idee sul valore della <a href="http://www.lucabaiguini.com/formazione/formazione-manageriale/">formazione manageriale</a> e sulle lezioni che la crisi economica in corso dovrebbe fornire anche in questo ambito.<br />Le opinioni sono diverse, le trovate <a href="http://blogs.psychologytoday.com/blog/predictably-irrational/200905/is-business-education-valuable" target="_blank">qui</a> e <a href="http://blogs.psychologytoday.com/blog/sleeping-angels/200905/different-ideas-how-make-tomorrows-ceos-better" target="_blank">qui</a>.<br />In sintesi, secondo Ariely la formazione è un bene in sè, e questo momento di crisi ne dimostra ancora di più il valore.</p>
<p><span id="more-260"></span></p>
<p>Detto questo, certamente la formazione manageriale va migliorata: il mondo è incredibilmente complesso, in continuo cambiamento, e non possiamo nemmeno sperare di costruire un modello accurato che descriva la realtà in tutte le sue sfaccettature. </p>
<p>Per questo Ariely propone un modello di formazione manageriale più sperimentale e guidata dai fatti e dai dati. Dovremmo insegnare agli studenti, così come agli executives, come condurre esperimenti, come analizzare dati, come usare questi strumenti per prendere decisioni migliori.</p>
<p>Rosen, invece, citando un articolo di <a href="http://topics.nytimes.com/top/opinion/editorialsandoped/oped/columnists/davidbrooks/index.html" target="_blank">David Brook</a> sul New York Times critica la visione che la formazione manageriale porti direttamente dei risultati in termini di maggiore efficacia manageriale.<br />Tanto che le evidenze empiriche sembrano dimostrare che i CEO con un MBA o una laurea in legge non performano meglio rispetto ai loro colleghi che sono in possesso soltanto di un diploma di college.<br />Pare esservi, invece, una correlazione inversa tra fama, premi ed efficacia manageriale (più i manager vengono&nbsp;celebrati, meno diventano&nbsp;efficaci).</p>
<p>Rimane la provocazione della citazione&nbsp;con cui Ariely apre il suo articolo: &#8220;If you think education is expensive, try ignorance&#8221; (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Derek_Bok" target="_blank">Derek Bok</a>).</p>
<p>Food for thought, insomma.<br />Io, per ora, riporto le riflessioni di questi ultimi giorni, a cui mi riprometto di aggiungere qualcosa a breve&#8230;</p>
<p>Post precedenti:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/05/lo-sviluppo-delle-risorse-umane-la-competitivita-e.html">Lo sviluppo delle risorse umane, la competitività e il principio del midsize</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/05/rane-pipistrelli-e-organizzazioni.html">Rane, pipistrelli e organizzazioni</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/02/crisi-e-formazione-aziendale.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Crisi e formazione aziendale'>Crisi e formazione aziendale</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lontani dalle etichette, specialmente in tempi di crisi</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/05/lontani-dalle-etichette-specialmente-in-tempi-di-c.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/05/lontani-dalle-etichette-specialmente-in-tempi-di-c.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 May 2009 17:10:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>

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		<description><![CDATA[John Baldoni, in un interessante articolo, sostiene come, specialmente in tempi di crisi, i manager dovrebbero evitare di pensare e comunicare in termini di etichette e generalizzazioni, per evitare di minare la coesione dell'organizzazione
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <a href="http://blogs.harvardbusiness.org/baldoni/" target="_blank">blog di John Baldoni</a> offre spesso degli spunti interessanti. Uno mi pare quello contenuto nell&#8217;articolo <a href="http://blogs.harvardbusiness.org/baldoni/2009/05/avoid_labeling_when_you_are_fi.html" target="_blank"><i>In a crisis, avoid labeling</i></a>.<br />La tesi è questa: i politici utilizzano spesso la pratica di etichettare i problemi. <br />Un esempio: l&#8217;assistenza alle aziende in crisi può essere definita da qualcuno &#8220;nazionalizzazione&#8221;, da altri &#8220;stabilizzazione&#8221;.<br />Queste semplificazioni hanno il chiaro fine di indirizzare il consenso. E funzionano perché parlano a dei seguaci più che a degli individui.<br />I manager dovrebbero evitare questa pratica, che comprime gli spazi del dibattito interno e sfavorisce l&#8217;emergere di una intelligenza collettiva e di modi alternativi di pensare, specialmente nei momenti di crisi.</p>
<p><span id="more-259"></span></p>
<p>E per evitare le etichette dovrebbero</p>
<ol>
<li><b>Evitare le generalizzazioni</b> (arrivando anche a mettere in discussione i processi decisionali)</li>
<li><b>Evitare il linguaggio delle ingiurie</b> (guardando ai problemi ed alle decisioni come momenti in cui il contributo di tutti è utile, evitando di pensare in termini di amico/nemico)</li>
<li><b>Evitare la censura</b> (sia da parte dei manager verso gli esecutori, che viceversa)</li>
<li><b>Non spersonalizzare</b> (guardando agli individui più che ai ruoli o alla gerarchia)</li>
</ol>
<p>Naturalmente, il processo di creazione delle etichette non è in sè negativo (anche perché questi meccanismi linguistici rappresentano un riduttore di complessità che, seppur nasconda delle insidie, è senz&#8217;altro utile). <br />Specialmente in momenti di crisi, però, gli svantaggi in termini di</p>
<ul>
<li>rottura del dialogo tra i livelli della gerarchia</li>
<li>perdita di domande preziose (o di risposte preziose)</li>
<li>erosione della coesione dell&#8217;organizzazione</li>
<li>divisione degli individui in amici / nemici</li>
</ul>
<p>sono ampiamente superiori ai vantaggi, perché minano ciò di cui c&#8217;è più bisogno nei momenti di difficoltà.</p>
<p>La mia opinione: l&#8217;articolo centra perfettamente alcuni aspetti (anche linguistici) che impattano fortemente sulle dinamiche di gruppo. <br />Certo, tra il dire e il fare, in questo caso, il mare è piuttosto ampio. <br />Anche perché non è facile evitare le generalizzazioni che stanno alla base delle etichette, visto che la loro generazione ha radici profonde negli stili di apprendimento, decisione, comunicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Link all&#8217;articolo originale: <a href="http://blogs.harvardbusiness.org/baldoni/2009/05/avoid_labeling_when_you_are_fi.html" target="_blank">In a crisis, avoid labeling</a></p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/08/leadership-in-tempo-di-crisi.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Leadership in tempo di crisi'>Leadership in tempo di crisi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/12/la-crisi-come-occasione-di-apprendimento-e-crescita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La crisi come occasione di apprendimento e crescita'>La crisi come occasione di apprendimento e crescita</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Mestieri anticrisi</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/mestieri-anticrisi.html</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 21:58:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[self marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Si fa un gran parlare di mestieri anticrisi, senza però spesso analizzare a fondo le dinamiche dell'occupazione di breve, medio e lungo periodo. Per questo può aiutare una tassonomia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È pratica diffusa, in questi giorni e su parecchie testate, quella di individuare quei mestieri che, pur in questo periodo di profonda crisi, mantengono o addirittura accrescono il numero di occupati.<br />Mestieri anticrisi, insomma.<br />A questo riguardo, però, mi pare che si tenda a fare di tutte le erbe un fascio, e ad accomunare mestieri che tra loro hanno poco a che vedere, non perché appartengano a settori&nbsp;molto diversi, ma piuttosto per le ragioni stesse che ne fanno mestieri &#8220;anticrisi&#8221;.<br />Non mi pare inutile, quindi, cercare di tracciare una minima tassonomia di questi mestieri, almeno per quel che ne posso capire io.<br />Anche perché, se il messaggio implicito (e in alcuni articoli che ho letto in questi giorni mi pare proprio che di questo si tratti) è quello che <i>&#8220;cavalcare&#8221; questi mestieri potrebbe essere una buona strategia di self-marketing</i>, allora forse qualche considerazione più approfondita è d&#8217;obbligo.</p>
<p><span id="more-252"></span></p>
<p>Innanzitutto, le due dimensioni che, mi pare, entrano in gioco: <b>ciclicità</b> e <b>dinamica&nbsp;di crescita</b>.</p>
<h2>Ciclicità</h2>
<p>A questo riguardo, si possono distinguere tre tipologie di professioni:</p>
<ol>
<li><b>Le professioni procicliche</b>: quei lavori che seguono il ciclo economico. <br />Maggiore richiesta in fase di espansione, riduzione del numero di occupati in fase di recessione.</li>
<li><b>Le professioni neutre rispetto al ciclo</b>: si tratta di tutti quei lavori in cui il numero di occupati è indifferente rispetto al ciclo economico.</li>
<li><b>Le professioni anticicliche</b>: in questo caso il numero di occupati si comporta in maniera inversa rispetto al ciclo economico. <br />Maggiore richiesta in fase di recessione, minore richiesta in fase di espansione.</li>
</ol>
<p>Naturalmente, in un periodo di recessione, sono sotto i riflettori soprattutto i mestieri <b>anticiclici</b>, visto che presentano un&#8217;espansione a fronte della riduzione o della costanza nel numero degli occupati delle altre tipologie di professione.</p>
<h2>Dinamica di crescita</h2>
<p>La seconda dimensione in gioco è quella della dinamica di crescita, che prende in considerazione l&#8217;andamento del numero di occupati al netto degli effetti del ciclo.<br />In questo senso si possono distinguere:</p>
<ol>
<li>Professioni che presentano una <b>crescita</b> nel numero di occupati</li>
<li>Professioni il cui numero di occupati è <b>costante</b></li>
<li>Professioni che presentano una <b>contrazione</b></li>
</ol>
<p>Questo, lo ripeto, senza tenere conto delle variazioni dovute al ciclo economico.</p>
<p>Naturalmente, queste due dimensioni (ciclicità e dinamica di crescita) possono essere incrociate in una matrice tre per tre, con nove situazioni diverse.<br />Ciascuna di queste situazioni presenta uno scenario competitivo diverso nel breve periodo, ma soprattutto nel medio-lungo periodo (a voi l&#8217;onere di un&#8217;analisi più puntuale e, se può essere interessante, aspetto vostre considerazioni nei commenti).<br />Credo quindi che sarebbe assolutamente miope basare una strategia di self marketing semplicemente su considerazioni di carattere congiunturale.</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Per uscire dalla crisi è necessario un cambio di prospettive</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/03/per-uscire-dalla-crisi-e-necessario-un-cambio-di-p.html</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 04:33:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decision making]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Vontobel]]></category>

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		<description><![CDATA[L'analisi della crisi economica operata da Hans Vontobel si concentra su un interessante cambiamento di prospettive
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.ilmondo.rcs.it/" target="_blank">Il Mondo</a> in edicola questa settimana, ho trovato interessante l&#8217;intervista al banchiere svizzero <a href="http://www.vontobel.com/" target="_blank">Hans Vontobel</a>, che analizza le cause della crisi economica.<br />Le sue analisi mi sembrano vadano intelligentemente al di là dell&#8217;accoppiata mancanza di regole / avidità che trova ampio spazio sulla stampa di questi giorni.</p>
<p><span id="more-246"></span><br />
Ecco, secondo Vontobel, le cause profonde di questa crisi:</p>
<ol>
<li><b>Si è perso il senso del tempo.</b><br />La prospettiva con cui vengono valutate le opzioni è sempre quella del breve periodo. I manager vogliono avere risultati brillanti da mostrare ogni anno, i clienti si aspettano si aspettano performance nel breve periodo. Questo porta, secondo Vontobel, alla più grande malattia dei tempi moderni: voler essere il più grande, il numero uno, non il migliore.</li>
<li><b>Crediamo troppo ai numeri, troppo poco alle persone.</b><br />I grandi e importanti eventi dell&#8217;umanità sono, invece, sempre inattesi (Vontobel cita Il cigno nero di Nassim Nicholas Taleb). Per questo se si vuole costruire qualcosa di duraturo è necessario invstire sulle persone.</li>
</ol>
<p>Mi sembrano due idee feconde, che&nbsp;stimolano un cambio di visione profondo. Soprattutto perché non delegano il cambiamento soltanto al policy maker, ma coinvolgono individui e società.</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sebastiano Zanolli, le idee, la formazione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/sebastiano-zanolli-le-idee-la-formazione.html</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 07:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[Sebastiano Zanolli]]></category>

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		<description><![CDATA[Sebastiano Zanolli propone una ricetta centrata sull'uomo e le sue potenzialitè per superare la crisi economica
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.sebastianozanolli.com/" target="_blank">Sebastiano Zanolli</a> ha rilasciato un&#8217;intervista per&nbsp;&#8221;<a href="http://www.ilsole24ore.com/" target="_blank">Il sole 24 ore</a>&#8221; di giovedì scorso.<br />Argomento: come uscire dalla crisi.<br />La ricetta di Sebastiano è, come sempre, centrata sull&#8217;uomo, sulle sue risorse, sulla sua capacità di trasformare la difficoltà in opportunità di crescita, la paura in risorsa interiore.<br />Il titolo dell&#8217;articolo dice molto: &#8220;<b>Fuori dal tunnel con idee e formazione</b>&#8220;.</p>
<p><span id="more-233"></span></p>
<p>Un paio di citazioni:</p>
<ul>
<p><i>[...] vedo solo tanta paura di agire. Ma la paura c&#8217;è sempre prima dell&#8217;azione, mai mentre si agisce. [...]<br />Ora bisogna decidere: chi fa che cosa ed entro quando. E ricordarsi che è nei momenti di crisi che di norma viene fuori il meglio di noi.<br />È in questi momenti che scopriamo nuovi talenti che non pensavamo di avere.<br />[...] ora contano i prodotti e i servizi di qualità. Il &#8220;made in&#8221; non salverà nessuno. Le idee invece sì. Per questo è strategica la formazione, perché nella vita si impara sempre. <br />Poi bisogna leggere, sia su carta sia sullo schermo. Leggere romanzi, classici che danno cratività e permettono di formare nuovi modi, incrementare strategie di più largo respiro, fuggire dalla reazione ed entrare in azione.</i></p>
</ul>
<p>Mi sembra un bel messaggio, specie per un lunedì mattino&#8230;</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Crisi e formazione aziendale</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/crisi-e-formazione-aziendale.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/crisi-e-formazione-aziendale.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 15:03:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Learning Factbook]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=232</guid>
		<description><![CDATA[Il 2009 Corporate Learning Factbook di Bersin &#038; Associates mostra come il mercato della formazione corporate negli Stati Uniti nel 2008 ha registrato un calo molto rilevante dei budget investiti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si fa un bel dire che, proprio in tempi di crisi, la formazione dovrebbe rientrare tra le priorità delle aziende e delle organizzazioni.<br />In realtà, la <b>formazione corporate</b> fa le spese quanto e più di altri settori dei tagli al budget.<br />Lo conferma <a href="http://www.bersin.com/" target="_blank">Bersin &amp; Associates</a> nel suo <a href="http://www.bersin.com/Store/Details.aspx?docid=10337850" target="_blank">2009 Corporate Learning Factbook</a>, un&#8217;analisi completa e articolata&nbsp;del mercato della formazione aziendale negli Stati Uniti.</p>
<p><span id="more-232"></span></p>
<p>Alcuni dati:</p>
<ul>
<li>Nel 2008 la formazione aziendale negli Stati Uniti si è ridotta da 58,5 a 56,2 miliardi di dollari, la peggiore contrazione da 10 anni a questa parte.</li>
<li>La spesa media per formazione per dipendente è scesa dell&#8217;11%.</li>
<li>Gli staff di formazione interni alle aziende sono passati da 5,1 persone per 1000 dipendenti nel 2007 a 3,4 nel 2008 per le grandi aziende e da 7,0 a 4,9 per le medie aziende.</li>
<li>Le ore di formazione sono passate da 25 nel 2007 a 17,2 nel 2008 (con un impatto particolarmente pesante sulle piccole e medie imprese)</li>
</ul>
<p>E l&#8217;elenco potrebbe continuare con altri dati più o meno dello stesso tenore. <br />Si tratta del mercato statunitense. Non ho dati su quello europeo o italiano, ma temo che le cose non vadano meglio.<br />Ecco il commento di Josh Bersin, presidente di Bersin &amp; Associates:</p>
<ul>
<p><i>&#8220;Come si dice, soltanto quando cala la marea puoi vedere chi sta nuotando nudo. <br />Negli anni buoni, gli enti formativi hanno continuato a versare risorse e persone in progetti di formazione tradizionali e spesso non strategici. <br />Quando i budget si assottigliano, le organizzazioni con un focus sulla formazione tradizionale soffrono di più&#8221;.</i></p>
</ul>
<p>Anche nella formazione, dunque, a pagare è la capacità di innovare mantenendo il focus sugli aspetti strategicamente più rilevanti (cosa, naturalmente, più facile a dirsi che a farsi).</p>
<p>_____________</p>
<p>Post correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/01/mba-ai-tempi-della-crisi.html">MBA ai tempi della crisi</a></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/05/formazione-manageriale-si-formazione-manageriale-n.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Formazione manageriale sì, formazione manageriale no'>Formazione manageriale sì, formazione manageriale no</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>MBA ai tempi della crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jan 2009 13:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[MBA]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi economica attuale ha prodotto un boom nelle iscrizioni agli MBA per tutte le maggiori business school italiane (SDA-Bocconi, MIP, Luiss, MIB) e straniere.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A quanto pare, quello degli MBA (specie full-time) è un mercato anticiclico.<br />Questi tempi di crisi, infatti, hanno prodotto un boom nelle iscrizioni agli MBA per tutte le maggiori business school italiane (<a href="http://www.sdabocconi.it/" target="_blank">SDA-Bocconi</a>, <a href="http://www.mip.polimi.it/" target="_blank">MIP</a>, <a href="http://www.lbs.luiss.it/" target="_blank">Luiss</a>, <a href="http://www.mib.edu/" target="_blank">MIB</a>), ma anche straniere.<br />Meglio passare questi mesi, quindi, dentro ad un&#8217;aula a costruire competenze e curriculum, piuttosto che dietro ad una scrivania e &#8220;sul campo&#8221;.<br />In realtà, la crescita delle iscrizioni agli MBA (sostiene <a href="http://www.ilmondo.rcs.it/" target="_blank">Il Mondo</a>) nei tempi di crisi è un dato storico: il mercato del lavoro diventa meno attrattivo, e, quindi, chi se lo può permettere pensa alla propria formazione, in attesa che il vento&nbsp;cambi (si spera in meglio).</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>6+1 modi per farcela nel 2009</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/61-modi-per-farcela-nel-2009.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/61-modi-per-farcela-nel-2009.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2009 09:35:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>

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		<description><![CDATA[David Silverman, sul suo blog per Harvard Business Publishing, sottolinea sei linee guida imprenditoriali a cui attenersi per superare questo 2009 che si annuncia difficile.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>David Silverman, sul suo <a href="http://discussionleader.hbsp.com/silverman/" target="_blank">blog</a> per <a href="http://discussionleader.hbsp.com/" target="_blank">Harvard Business Publishing</a>, sottolinea <a href="http://discussionleader.hbsp.com/silverman/2008/12/how-to-cope-with-2009.html" target="_blank">sei linee guida imprenditoriali </a>a cui attenersi per superare quest&#8217;anno che si annuncia difficile.<br />Le sei affermazioni sono il risultato delle sue conversazioni con alcuni imprenditori, che hanno sottolineato di vivere questi giorni con timore, ma anche con la ferma volontà di non mollare.</p>
<p><span id="more-218"></span></p>
<p>Eccole:</p>
<ol>
<li><b>Investire adesso<br /></b>La crisi porta a restringere la disponibilità di capitale, ma se le richieste non sono troppo elevate e il prodotto ha un buon potenziale, perché aspettare?</li>
<li><b>Focalizzarsi sul cliente<br /></b>Il momento difficile rende questa verità ancora più vera.</li>
<li><b>Offrire un valore unico</b><br />Anche nei momenti di crisi la gente acquista ciò di cui ha bisogno. <br />Per questo rendere la propria offerta unica aumenta la possibilità che la scelta cada sul nostro prodotto.</li>
<li><b>Mercato, mercato, mercato<br /></b>Nel senso che è il momento di&nbsp;mettere in campo tutti gli sforzi possibili per posizionare&nbsp;il proprio brand e il proprio prodotto davanti agli occhi del potenziale cliente.</li>
<li><b>Essere stimato<br /></b>Questa crisi ha svelato una serie di comportamenti riprovevoli.<br />Uscirne significa anche rafforzare la nostra adesione ad un modo diverso ed etico&nbsp;di fare business.</li>
<li><b>Perseverare<br /></b>Il modo più sicuro per fallire è rinunciare.</li>
</ol>
<p>Poi, nei commenti al post, un ulteriore suggerimento:</p>
<ol start="7">
<li><b>Incrementare il proprio network<br /></b>Questo è il momento di condividere esperienze e pratiche, e creare collaborazioni.</li>
</ol>
<p>Niente di nuovo, in realtà, ma, almeno nel mio caso, il tutto merita una riflessione.<br />Che ne dite?</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/12/la-crisi-come-occasione-di-apprendimento-e-crescita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La crisi come occasione di apprendimento e crescita'>La crisi come occasione di apprendimento e crescita</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/08/leadership-in-tempo-di-crisi.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Leadership in tempo di crisi'>Leadership in tempo di crisi</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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