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	<title>Luca Baiguini &#187; conflitto</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Guerre in ufficio</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jan 2009 09:45:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diversity management]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>

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		<description><![CDATA[Judith Sills, su Psychology Today, suggerisce alcune tattiche per gestire il conflitto tra colleghi, partendo da un cambio di prospettiva.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello dei conflitti tra colleghi dovuti a personalità difficilmente compatibili è un tema vasto, che incide pesantemente sulla qualità del lavoro ed il clima dei team.<br />Judith Sills ne parla su <a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank">Psychology Today</a>, in <a href="http://www.psychologytoday.com/articles/pto-4222.html" target="_blank">questo articolo</a>.<br />Sarebbe bello, dice, se le persone nascessero con un loro libretto delle istruzioni, in cui leggere quale sia il modo migliore per stabilire con loro una relazione costruttiva.<br />Purtroppo (o per fortuna, aggiungo io) non è così, anche se qualcuno ha tentato di surrogare questa mancanza. </p>
<p><span id="more-227"></span><br />
Sills narra di un&#8217;azienda nella quale ogni collaboratore porta una targhetta con il proprio nome ed una sigla di quattro lettere. <br />Le quattro lettere servono a definire e rendere esplicite agli altri le caratteristiche della sua personalità, secondo la scala <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Myers-Briggs_Type_Indicator" target="_blank">Myers-Briggs</a>.</p>
<p>Il conflitto tra tratti della personalità non conciliabili, quindi, è fonte di frustrazione e di sconforto, che spesso portano ad emettere giudizi definitivi ed etichette: &#8220;Non mi piace. Quello che non va in lui è&#8230;&#8221;.</p>
<p>Judith Sills invita, invece, a mutare prospettiva, creando una cultura che valorizzi le differenze di personalità. <br />Un po&#8217; come nella <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html">strategia creativa di Walt Disney</a>.</p>
<p>Ecco, dunque, i suoi consigli nel caso ci si trovi avvinghiati ad una relazione disfunzionale con un collega</p>
<ol>
<li><b>Resisti alla tentazione di cercare alleati.</b> È rassicurante trovare le prove che &#8220;<i>non sono il solo a pensare che il nostro capo è un pasticcione disorganizzato</i>&#8220;. Ma più si punta sul negativo, più questo negativo allunga le sue ombre sulla nostra stessa vita.</li>
<li><b>Focalizzati sui punti di forza.</b> Ricorda a te stesso i contributi che il tuo avversario dà al team, all&#8217;azienda e specialmente, se riesci a trovarne, al tuo lavoro. <br />Questo darà un taglio al tuo fastidio.</li>
<li><b>Cambia strada.</b> Certi tipi di personalità premono dei bottoni talmente sensibili che non si è in grado di fare altro se non ritirarsi. Se non sei in grado di attenuare l&#8217;intensità delle tue reazioni, almeno riduci le occasioni di contatto.</li>
<li><b>Guardati allo specchio.</b> Non tutti nel tuo ufficio sono colpiti dalla personalità dell&#8217;altro quanto te. Se sei in grado di comprendere la dinamica e la fonte della tua reazione, imparerai qualcosa di importante su di te.</li>
</ol>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<title>I &#8220;Sì&#8221; che preoccupano i leader</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/i-si-che-preoccupano-i-leader.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/i-si-che-preoccupano-i-leader.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 04:59:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Decision making]]></category>
		<category><![CDATA[Dinamiche di potere]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership development]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[dissenso]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo Michael Roberto, un conflitto sano e costruttivo dà qualità al processo di decision making. Per questo è compito di un leader favorire il conflitto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://hbswk.hbs.edu/item/4833.html" target="_blank">questa intervista </a>(a dire il vero non recentissima)&nbsp;<a href="http://hbswk.hbs.edu/faculty/mroberto.html" target="_blank">Michael Roberto</a>, docente alla <a href="http://www.hbs.edu/" target="_blank">Harvard Business School</a>, spiega perché un leader dovrebbe iniziare a preoccuparsi quando, nel suo gruppo o nella sua organizzazione, inizia a sentire troppo spesso la parola &#8220;<strong>Sì</strong>&#8220;.<br />La mancanza di un conflitto sano e costruttivo in un&#8217;organizzazione, infatti, rende estremamente difficile valutare accuratamente le idee e assumere decisioni importanti. I leader, in questo senso, devono capire che esprimere dissenso può essere molto difficile per un middle-manager o un dipendente. Quindi, non devono aspettare che il dissenso nasca spontaneamente, devono attivamente andare a cercarlo all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione, e fare passi concreti per favorire il conflitto costruttivo nei loro processi di decision making.<br />Altrimenti rischiano di trovarsi in quelle che Roberto definisce</p>
<ul>
<li><b>Culture del no</b>: sono quelle situazioni in cui chi ha potere di veto semplicemente arresta il processo creativo e decisionale, senza bisogno di dover giustificare il proprio veto</li>
<li><b>Culture del sì:</b> sono quelle in cui il conflitto non si esplicita, ma resta latente e porta alla non applicazione e al sabotaggio delle decisioni apparentemente condivise</li>
<li><b>Culture del forse</b>: sono quelle in cui le aziende sono fortemente orientate all&#8217;analisi, e magari in forte disagio nelle situazioni di ambiguità. Il bisogno di certezza in un mondo incerto porta all&#8217;indecisione, e a non valutare correttamente il costo di cercare nuove informazioni più complete.</li>
<p>Dice Roberto:</p>
<p><i>Rendere il conflitto costruttivo aiuta a costruire impegno sulle decisioni prese, e quindi facilita la loro realizzazione. Ma, per costruire consenso, i leader hanno anche bisogno di progettare un processo leale e giusto. Durante un processo decisionale, alcuni individui vedranno le loro idee accettate dal gruppo, mentre altre proposte otterranno un basso grado di supporto. Guidare un processo leale&nbsp;non significa cercare di soddifare tutti in termini di decisioni assunte. Piuttosto, significa creare un processo nel quale il leader ha dimostrato un&#8217;autentica considerazione dei punti di vista altrui. Affinchè percepiscano un processo come trasparente, le persone devono:</i></p>
<ul>
<li><i>Avere ampie opportunità per esprimere il loro punto di vista e per discutere come e perché sono in disaccordo con altri membri del gruppo</i></li>
<li><i>Percepire che il processo decisionale è stato trasparente, il che significa che le decisioni sono state prese relativamente senza segreti e manovre dietro le quinte</i></li>
<li><i>Credere che il leader li ha ascoltati con attenzione e che ha considerato il loro punto di vista seriamente e attentamente prima di prendere una decisione</i></li>
<li><i>Percepire di aver avuto una vera opportunità di influenzare la decisione finale del leader</i></li>
<li><i>Comprendere chiaramente i fondamenti logici della decisione finale</i></li>
</ul>
</ul>
<p>In tutto questo, naturalmente, la comunicazione svolge un ruolo essenziale. È quello che, con gli allievi dei miei corsi, chiamo &#8220;spingere sul pedale della partecipazione&#8221; piuttosto che su quello dell&#8217;efficienza. Nel momento in cui si indice una riunione, per esempio, la comunicazione è un mezzo potente per favorire o sfavorire la partecipazione e, di conseguenza, il conflitto sano e costruttivo.</p></p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/02/dissenso-e-qualita-delle-decisioni.html' rel='bookmark' title='Dissenso e qualità delle decisioni'>Dissenso e qualità delle decisioni</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/decision-making-e-discussioni-nei-gruppi.html' rel='bookmark' title='Decision making e discussioni nei gruppi'>Decision making e discussioni nei gruppi</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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