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Business School in classifica 2011

Come ogni anno, vi aggiorno sul ranking pubblicato da Espansione sulle migliori Business School italiane, classificate secondo cinque criteri: notorietà, qualità della docenza, vicinanza al mondo aziendale, qualità dei partecipanti ai master, internazionalità.
L’indagine è stata realizzata su un campione di 50 intervistati tra associati di Aidp, head hunter e selezionatori del personale.
I punteggi vanno da 1 a 5 per ogni criterio, così come nel giudizio complessivo.

Nessuna novità di rilievo: Sda Bocconi e MIP si contendono sempre la prima posizione, con un certo distacco dal gruppo.
La classifica è rimasta identica anche in tutte le altre posizioni, a testimonianza di un certo consolidamento dell’offerta.
I fattori sottolineati nelle interviste sono sempre il processo di internazionalizzazione, la vicinanza al mondo delle imprese e la capacità di costruire programmi verticalizzati per area di mercato.

Credo che quanto scritto qui e qui sia sempre molto attuale, specie per quanto riguarda il secondo fattore .

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Che cosa ti aspetti da una business school? E da questo blog?

Un paio di riflessioni a ruota libera, che mi suscitano alcune domande.

Qualche giorno fa, confrontandomi con un docente della mia stessa area, più senior e più bravo di me, ho sentito una frase che ripete spesso ai suoi allievi e che mi ha colpito: “Dove non c’è possibilità di scelta non c’è libertà“.
Che può sembrare banale.
Il fatto è che ricalca una frase che uso spesso anch’io in aula.
La differenza sta nell’ultima parola. Io dico, di solito, “Dove non c’è possibilità di scelta non c’è strategia“.
Una sola, piccola parola, che però non cambia soltanto il senso della frase.
Mi sembra cambi qualcosa di più.

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Rigore e rilevanza [2]

In questo post di qualche settimana fa, si poneva il problema del rapporto tra rigore e rilevanza nelle ricerche sul management e nella loro divulgazione.

Su Financial Times, George Yip pone esattamente la stessa questione, e ne dà un’interpretazione originale e, secondo me, con qualche importante conseguenza.

Anche quando gli accademici che si occupano di business possono raccogliere dati e condurre ricerche in temi che riguardano il business, si trovano ad affrontare la sfida aggiuntiva che la grande maggioranza delle loro scoperte – previsioni su ciò che accadrà in media – non sono utilizzabili dai manager. Continua a leggere

Rigore e Rilevanza

Un bell’editoriale di Gianmario Verona sul n. 5/2010 di Economia e Management, pone un problema che si collega, in qualche modo, a quanto andiamo discutendo sul blog in questi giorni.
La questione si può riassumere così: esiste un trade-off, negli studi di management, tra la rilevanza per la pratica imprenditoriale e manageriale e il rigore scientifico della ricerca?
Verona sottolinea come, dopo decenni in cui la rilevanza è sembrata essere il filo conduttore delle pubblicazioni di management, da qualche anno a questa parte il tema del rigore scientifico sembra aver sollevato la testa, con l’esigenza di produrre conoscenza stabile nel tempo e dimostrabile.

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Executive MBA MIP nella classifica di FT

Lo scorso 25 ottobre il Financial Times ha pubblicato la sua classifica dei migliori Executive MBA del mondo.
Gli EMBA del MIP sono entrati per prima volta nella classifica, al 94° posto, unici Executive MBA italiani.

Il commento dalla pagina Facebook del MIP:

Il Financial Times conferma la School of Management del Politecnico di Milano fra le migliori scuole del mondo. Nel Ranking Executive MBA 2010 appena pubblicato, infatti, l’EMBA del MIP entra per la prima volta tra i migliori 100 al mondo, unico programma italiano in classifica, al 94° posto. Già lo scorso anno il MIP era stato inserito dal prestigioso quotidiano economico londinese tra le 70 migliori business school europee, potendo vantare in classifica ben tre programmi: l’Executive MBA (anche a livello europeo l’unico EMBA italiano riportato nel ranking), l’MBA Full time e il Master of Science in Ingegneria Gestionale.

Borse di studio per la scuola Assocamuna

Vi ho già accennato qui alla Scuola di Alta Formazione Assocamuna, iniziativa molto interessante sia per il format che per gli attori in gioco.

Segnalo che sono disponibili anche quattro borse di studio che coprono l’intero costo di iscrizione alla scuola per neo-laureati o neo-imprenditori.

Il bando è scaricabile direttamente dal sito di Assocamuna.

Riprendo, qui di seguito, parte del comunicato stampa che pubblicizza scuola e borse di studio.

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Master d’autunno

Tempo di rientri, e magari di pianificazione per un percorso formativo da affrontare nell’anno accademico 2010-2011.
Il Mondo in edicola questa settimana, a pagina 58, presenta un resoconto, a cura di Gaia Fiertler, dei percorsi formativi e master che, in partenza nei prossimi mesi, raccontano di quali siano le tematiche calde anche da un punto di vista occupazionale, almeno secondo le maggiori Business School italiane.

Eccone un elenco sintentico:

  • Marketing e multicanalità
  • Green economy
  • Energie rinnovabili
  • Costruzione e gestioni di impianti nucleari
  • Imprese familiari e ricambio generazionale
  • Hospitality management
  • Internazionalizzazione e mercati emergenti

Nel caso non sapeste che cosa fare a breve…

Una piccola business school in Vallecamonica

Prende vita in questi giorni un’iniziativa a cui tengo molto: Assocamuna Scuola di Alta Formazione Manageriale.
Si tratta di una piccola business school nata da una partnership tra MIP e Assocamuna, un’associazione tra imprenditori della Vallecamonica e del Sebino (dove io vivo).
L’obiettivo è di portare la formazione manageriale di eccellenza di MIP su un territorio che ha vissuto una profonda trasformazione del tessuto produttivo e che, sotto certi aspetti, è ancora alla ricerca di un propria identità e di un modello di sviluppo.

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Business school in classifica 2010

Come ogni anno, Espansione pubblica il ranking delle business school italiane, classificate secondo cinque criteri: notorietà, qualità della docenza, vicinanza al mondo aziendale, qualità dei partecipanti ai master, internazionalità.
L’indagine è stata realizzata su un campione di 50 intervistati tra associati di Aidp, head hunter e selezionatori del personale.
I punteggi vanno da 1 a 5 per ogni criterio, così come nel giudizio complessivo.

MIP è sempre seconda dopo SDA Bocconi, rosicchia a quest’ultima un po’ del vantaggio e mantiene il primato per quanto riguarda qualità dei partecipanti e vicinanza alle imprese.

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MBA: sì, ma quando?

È questa la domanda a cui cerca di rispondere, sul blog del Wall Street Journal, Scott Rostan.
In particolare, è meglio affrontare un MBA dopo aver raccolto una o più esperienze professionali, oppure immediatamente dopo la fine del percorso universitario?
Secondo Rostan, questa seconda via merita una riflessione, nonostante molte business school richiedano un periodo minimo di lavoro per accettare gli studenti agli MBA.

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