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	<title>Luca Baiguini &#187; Business education</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Che cosa ti aspetti da una business school? E da questo blog?</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/06/business-school-aspettative.html</link>
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		<pubDate>Mon, 06 Jun 2011 06:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Business school]]></category>

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		<description><![CDATA[Una riflessione aperta sul ruolo del docente di area comportamentale in una business school, e di un blog come questo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di riflessioni a ruota libera, che mi suscitano alcune domande.</p>
<p>Qualche giorno fa, confrontandomi con un docente della mia stessa area, più senior e più bravo di me, ho sentito una frase che ripete spesso ai suoi allievi e che mi ha colpito: &#8220;<em>Dove non c&#8217;è possibilità di scelta non c&#8217;è libertà</em>&#8220;.<br />
Che può sembrare banale.<br />
Il fatto è che ricalca una frase che uso spesso anch&#8217;io in aula.<br />
La differenza sta nell&#8217;ultima parola. Io dico, di solito, &#8220;<em>Dove non c&#8217;è possibilità di scelta non c&#8217;è strategia</em>&#8220;.<br />
Una sola, piccola parola, che però non cambia soltanto il senso della frase.<br />
Mi sembra cambi qualcosa di più.</p>
<p><span id="more-1849"></span>Per dirla come <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-2.html" target="_blank">piace dirla</a> a me, nel primo caso si parla di identità, di valori. Nel secondo (il mio) si parla di capacità.<br />
Seguendo un tratto di una presentazione di questo docente, mi sono reso conto che, nonostante nemmeno conoscesse gli alunni (tecnicamente, nemmeno li aveva di fronte, visto che si trattava di una presentazione registrata), in pochi minuti si è messo a parlare ai loro valori ed alla loro identità.</p>
<p>Io, che avevo fatto la stessa cosa prima, ho parlato alle loro capacità.<br />
Mi rendo conto che, durante i miei percorsi formativi, spesso parlo alle capacità, raramente e con timidezza (che non stento a definire eccessiva) ai valori o all&#8217;identità.<br />
È, peraltro, un po&#8217; quello che succede in questo blog.</p>
<p>La seconda riflessione, complementare a questa, deriva da un altro incontro.<br />
Si conversava, qualche giorno fa, sulle specificità dell&#8217;insegnare tematiche comportamentali in una business school, rispetto ad altri contesti formativi (e, quindi, alle specificità di un docente di una business school rispetto ad altri formatori).<br />
Ho detto che, secondo me, gli allievi di una business school si aspettano due cose:</p>
<ul>
<li>supporto scientifico (letteratura e casi) alle affermazioni ed ai modelli</li>
<li>&#8220;laicità&#8221; rispetto alle scuole ed ai filoni (intendo dire che un docente non dovrebbe &#8220;sposare&#8221; una scuola o un filone, ma presentarne una certa varietà, sottolineandone punti di forza e criticità)</li>
</ul>
<p>Entrambe le conversazioni mi hanno prima costretto a tentare di chiarire, poi stimolato a rivedere il mio ruolo di docente, ma anche di blogger.</p>
<p>Non ho ancora conclusioni. Sono nella fase delle <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/ci-si-inchina-solo-alle-domande.html" target="_blank">domande</a>.</p>
<p>Per questo ne giro alcune a voi.</p>
<p>Molti tra i lettori di questo blog sono o sono stati allievi di business school. Molti poi hanno partecipato a mie lezioni. Molti, pur non avendo contatti diretti con business school, potrebbero avere cose da dire su questo argomento, anche solo perché interessati alle tematiche del blog. Sono preziose tutte le opinioni.</p>
<p>Le domande:</p>
<ul>
<li>Che aspettative nutrite di fronte ad una lezione di area comportamentale?</li>
<li><em>E di fronte ad un blog come questo? </em></li>
<li>Per chi ha partecipato a mie lezioni, che cosa vi sareste aspettati di più o di diverso?</li>
<li><em>Per chi legge questo blog, che cosa manca di più?</em></li>
<li>Il fatto di partecipare ad una lezione di questo tipo (leadership, comunicazione, teamworking) in una business school vi porta ad avere attese diverse rispetto ad altri contesti?</li>
<li><em>Il mio profilo come autore di questo blog, come influisce sulle aspettative rispetto ai contenuti?</em></li>
</ul>
<p>Qualsiasi riflessione (anche non legata a queste domande) è assolutamente benvenuta.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/06/mba-quando-2.html' rel='bookmark' title='MBA: sì, ma quando?'>MBA: sì, ma quando?</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/08/il-futuro-degli-mba.html' rel='bookmark' title='Il futuro degli MBA'>Il futuro degli MBA</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/01/rigore-rilevanza.html' rel='bookmark' title='Rigore e Rilevanza'>Rigore e Rilevanza</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>La fanteria che fa vincere la guerra</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/03/mba-programme-manager.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/03/mba-programme-manager.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 08:34:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Financial Times]]></category>
		<category><![CDATA[MBA]]></category>

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		<description><![CDATA[La figura del programme manager è spesso essenziale per il successo di un MBA o di un programma formativo lungo. Una riflessione sul suo ruolo può essere estesa anche ad altri ruoli simili di coordinamento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chiunque abbia avuto occasione di frequentare o di insegnare in un <a href="http://www.lucabaiguini.com/tag/mba" target="_blank">MBA</a> (o in qualunque programma formativo lungo, che prevede l&#8217;intervento di un gran numero di docenti diversi) conosce l&#8217;importanza della figura del programme manager.</p>
<p><a href="http://www.ft.com/" target="_blank">Financial Times</a> dedica loro un <a href="http://www.ft.com/cms/s/2/2778b432-40fc-11e0-9a37-00144feabdc0.html#axzz1FWLhJLDP" target="_blank">articolo</a>, presentando un programma formativo dedicato proprio ai programme manager, e illustrando le criticità che il ruolo implica.</p>
<p>Se ne deducono alcuni concetti interessanti, che possono trovare applicazione per tutte le figure di coordinamento, anche in ambiti diversi da quello formativo.</p>
<p><span id="more-1711"></span>Elenco alcuni di questi concetti:</p>
<ul>
<li>in qualsiasi programma formativo, un professore che non fa bene il suo lavoro crea un problema, ma c&#8217;è rimedio. Quando un programme manager non fa bene il proprio lavoro, il danno è irreparabile.</li>
<li>i programme manager sono responsabili di ogni cosa, dalla più minuta alla più importante, sono la chiave perché in un qualsiasi programma formativo tutto vada liscio. Il che significa che il loro ruolo è visibile quasi soltanto quando qualcosa non funziona.<br />
Il paradosso sta, quindi, nel fatto che meglio svolgono il loro ruolo, e meno sono visibili.</li>
<li>i programme manager hanno a che fare con tutti gli stakeholder: gli studenti, la faculty e tutti i diversi dipartimenti dell&#8217;organizzazione.<br />
E devono il più delle volte confrontarsi con ciascuno da una posizione debole nella mappa del potere.</li>
<li>Nel loro lavoro l&#8217;aspetto più importante ha spesso a che vedere con il creare un&#8217;atmosfera positiva, di fiducia e confidenziale. Il punto critico è la capacità di assemblare un team, che spesso è il fattore critico di successo di un programma di questo tipo.</li>
</ul>
<p>E la conclusione, implicita nel titolo dell&#8217;articolo: <strong>più spesso di quanto si pensi le guerre si vincono con la fanteria.</strong></p>
<p>Una nota finale: nella mia esperienza (specialmente al MIP) ho avuto modo di ammirare ottimi programme manager al lavoro. Donne, per lo più.<br />
Non credo sia un caso.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rigore e rilevanza [2]</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/02/rigore-rilevanza-2.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/02/rigore-rilevanza-2.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 07:33:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
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		<category><![CDATA[Business school]]></category>
		<category><![CDATA[modelli]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>

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		<description><![CDATA[Un articolo di George Yip su Financial Times, propone una doppia metodologia per le ricerche accademiche sul business, per preservare sia il rigore che la rilevanza pratica delle ricerche stesse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In <a href="http://www.lucabaiguini.com/2011/01/rigore-rilevanza.html" target="_blank">questo post</a> di qualche settimana fa, si poneva il problema del rapporto tra rigore e rilevanza nelle ricerche sul management e nella loro divulgazione.</p>
<p>Su <a href="http://www.ft.com" target="_blank">Financial Times</a>, George Yip pone esattamente <a href="http://www.ft.com/cms/s/2/f42b4028-35fb-11e0-b67c-00144feabdc0.html#axzz1ECFSTlHh" target="_blank">la stessa questione</a>, e ne dà un&#8217;interpretazione originale e, secondo me, con qualche importante conseguenza.</p>
<blockquote><p>Anche quando gli accademici che si occupano di business possono raccogliere dati e condurre ricerche in temi che riguardano il business, si trovano ad affrontare la sfida aggiuntiva che la grande maggioranza delle loro scoperte &#8211; previsioni su ciò che accadrà in media &#8211; non sono utilizzabili dai manager.<span id="more-1672"></span></p>
<p>I manager sono più interessati al riconoscimento di modelli. Questa configurazione di circostanze esterne si accorda con la mia particolare configurazione di strategie ed azioni per produrre un risultato di successo per la mia azienda? Questo è il motivo per cui i manager preferiscono di molto leggere articoli su riviste manageriali che si basano su case studies analizzati in profondità, dove ci sono più variabili che osservazioni, piuttosto che studi statistici basati su grandi popolazioni con molte più osservazioni che variabili.</p>
<p>Questa preferenza dell&#8217;audience manageriale per le prove basate sui casi rilancia la sfida alle top business school di condurre ricerche con due tipi di metodologia, perché non si tratta solo di &#8220;tradurre&#8221; le ricerche accademiche per un&#8217;audience manageriale.</p></blockquote>
<p>Mi sembra interessante fare notare come il tema della rilevanza sia collegato strettamente al tema della narrazione (analisi dei casi). La riduzione di complessità richiesta per produrre modelli si coniuga con la rilevanza nel momento in cui si è in grado, in qualche modo, di tradurla in ottica narrativa. Il che mi sembra in con quanto molte delle cose discusse, anche <a href="http://www.lucabaiguini.com/?s=modelli&amp;x=0&amp;y=0">recentemente</a>.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/01/rigore-rilevanza.html' rel='bookmark' title='Rigore e Rilevanza'>Rigore e Rilevanza</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/06/business-school-aspettative.html' rel='bookmark' title='Che cosa ti aspetti da una business school? E da questo blog?'>Che cosa ti aspetti da una business school? E da questo blog?</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/08/il-futuro-degli-mba.html' rel='bookmark' title='Il futuro degli MBA'>Il futuro degli MBA</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rigore e Rilevanza</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/01/rigore-rilevanza.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/01/rigore-rilevanza.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 15:12:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Business school]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e Management]]></category>

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		<description><![CDATA[Quello tra rilevanza e rigore scientifico delle teorie di management è un tema che non andrebbe posto in ottica di trade-off, ma di trade-on, alla ricerca di modalità che permettano di perseguire entrambi gli obiettivi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un bell&#8217;editoriale di Gianmario Verona sul n. 5/2010 di <a href="http://economiaemanagement.corriere.it/dynuni/dyn/La%20Rivista/Articoli/2010/EM1005-SOMMARIO.jhtml" target="_blank">Economia e Management</a>, pone un problema che si collega, in qualche modo, a quanto andiamo <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/12/ancora-su-esperienza-e-formazione.html">discutendo sul blog</a> in questi giorni.<br />
La questione si può riassumere così: esiste un trade-off, negli studi di management, tra la rilevanza per la pratica imprenditoriale e manageriale e il rigore scientifico della ricerca?<br />
Verona sottolinea come, dopo decenni in cui la rilevanza è sembrata essere il filo conduttore delle pubblicazioni di management, da qualche anno a questa parte il tema del rigore scientifico sembra aver sollevato la testa, con l&#8217;esigenza di produrre conoscenza stabile nel tempo e dimostrabile.</p>
<p><span id="more-1593"></span>In molte business school si vive, insomma, questa sorta di trade-off tra rilevanza per la pratica (che è parte della mission di una scuola che annovera tra i suoi allievi manager e imprenditori) e rigore scientifico (principio da seguire per acquisire autorevolezza e affidabilità).</p>
<p>Ora, la domanda è: si tratta davvero di un trade off?<br />
Oppure le due dimensioni potrebbero essere ortogonali?</p>
<p>In realtà, secondo Verona, una &#8220;terza via&#8221; esiste, e può assumere forme diverse.</p>
<p><strong>La prima forma</strong>: che la disciplina del management si affranchi definitivamente dalle discipline a cui finora ha fatto riferimento e che ha cercato di &#8220;imitare&#8221; (economia, sociologia e psicologia in primis) e cerchi una propria via originale di espressione.</p>
<p><strong>La seconda forma </strong>è quella di definire quello tra rigore e rilevanza non come un trade-off, ma come una matrice, che genera così tre opzioni perseguibili, secondo il modello proposto da Tushman e O&#8217;Reilly nel 2007:</p>
<p><a href="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/01/matrice_rigore_rilevanza1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1598" title="matrice_rigore_rilevanza" src="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/01/matrice_rigore_rilevanza1.png" alt="" width="450" height="233" /></a></p>
<p>Il mandato delle business school, in questo senso, potrebbe proprio essere quello di cercare e trovare forme di ricerca che siano premianti su entrambe le dimensioni.</p>
<p><strong>La terza forma</strong>, proposta dallo stesso Verona (che prende a modello alcuni studiosi come Eric von Hippel, Mike Tushman, Rebecca Henderson e Clayton Christensen), è quella di una ricerca di trade-on (e non trade-off) tra le due dimensioni che si muova, per usare le parole dell&#8217;autore,</p>
<blockquote><p>a partire da un&#8217;attenta analisi di casi qualitativi: singole evidenze, cioè, che ci illuminino con intuizioni originali e non banali; utili per la pratica, ma che non trovano ancora risposte da un punto di vista scientifico. A partire da queste intuizioni e questi casi, i ricercatori di cui sopra si caratterizzano per la voglia e la determinazione di dimostrare in un secondo momento le relazioni ipotizzate: e la dimostrazione non può che avvenire su larga scala, con campioni di imprese possibilmente non solo cross-sectional, ma longitudinali, e che permettano di sviluppare modelli econometrici sufficientemente robusti con le dovute variabili di controllo.</p></blockquote>
<p>Tema davvero interessante (e ben posto).</p>
<p>Merita un pensiero (sempre ammesso che si tratti di un pensiero di una qualche rilevanza&#8230;).</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/02/rigore-rilevanza-2.html' rel='bookmark' title='Rigore e rilevanza [2]'>Rigore e rilevanza [2]</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/08/il-futuro-degli-mba.html' rel='bookmark' title='Il futuro degli MBA'>Il futuro degli MBA</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/06/mba-quando-2.html' rel='bookmark' title='MBA: sì, ma quando?'>MBA: sì, ma quando?</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MBA vs dimensione etica?</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/11/mba-vs-dimensione-etica.html</link>
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		<pubDate>Fri, 26 Nov 2010 09:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Forbes]]></category>
		<category><![CDATA[MBA]]></category>

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		<description><![CDATA[Una ricerca del Professors Daniel Slater dimostra come non esiste una correlazione tra etica dei comportamenti dei CEO e il fatto che abbiano o meno conseguito un MBA.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quello della relazione tra etica dei comportamenti e formazione manageriale è stato uno dei temi che hanno percorso in questi ultimi anni il dibattito sui grandi e piccoli crack e sul risparmio tradito.<br />
La vulgata recita che i manager che si fregiano di un MBA sarebbero più propensi ad assumere comportamenti eticamente discutibili rispetto alla media, vista la forte focalizzazione di questi percorsi formativi sui risultati di business, anche a discapito dello scrupolo etico.</p>
<p>Su <a href="http://www.forbes.com" target="_blank">Forbes</a>, <a href="http://blogs.forbes.com/freekvermeulen/2010/11/22/does-an-mba-make-you-unethical-finally-some-evidence/" target="_blank">Freek Vermeulen</a> smentisce questa tesi, sulla base dei risultati di una ricerca empirica svolta dal Professors <a title="Slater" href="http://www.uu.edu/employee/profile.cfm?ID=1147705" target="_blank">Daniel Slater </a>.</p>
<p><span id="more-1485"></span>La ricerca, anzi, sembra dimostrare il contrario.</p>
<p>Mettendo a confronto il “corporate environmental performance” score (elaborato da <a href="http://www.kld.com/" target="_blank">KLD</a> Research and Analytics) di 416 tra le maggiori società quotate negli Stati Uniti, non ha ritrovato alcuna correlazione positiva tra pratiche eticamente scorrette ed il fatto che i loro CEO avessero conseguito un MBA, anzi, la correlazione trovata è leggermente negativa. E neppure il rating delle business school sembra avere alcun impatto.</p>
<p>A quanto parte, sono altri i fattori che fanno la differenza.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Executive MBA MIP nella classifica di FT</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/11/executive-mba-mip-financial-times.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/11/executive-mba-mip-financial-times.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 11 Nov 2010 12:24:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Business school]]></category>
		<category><![CDATA[MIP]]></category>

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		<description><![CDATA[Il MIP entra nella classifica dei migliori Executive MBA del mondo, secondo Financial Times]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 25 ottobre il <a href="http://www.ft.com/" target="_blank">Financial Times </a>ha pubblicato la sua <a href="http://rankings.ft.com/businessschoolrankings/emba-rankings-2010" target="_blank">classifica</a> dei migliori Executive MBA del mondo.<br />
Gli EMBA del <a href="http://www.mip.polimi.it" target="_blank">MIP</a> sono entrati per prima volta nella classifica, al 94° posto, unici Executive MBA italiani.</p>
<p>Il commento dalla <a href="http://www.facebook.com/pages/Milano-Italy/MIP-Politecnico-di-Milano/55016109735" target="_blank">pagina Facebook </a>del MIP:</p>
<blockquote><p>Il Financial Times conferma la School of Management del Politecnico di Milano fra le migliori scuole del mondo. Nel Ranking Executive MBA 2010 appena pubblicato, infatti, l&#8217;EMBA del MIP entra per la prima volta tra i migliori 100 al mondo, unico programma italiano in classifica, al 94° posto. Già lo scorso anno il MIP era stato inserito dal prestigioso quotidiano economico londinese tra le 70 migliori business school europee, potendo vantare in classifica ben tre programmi: l&#8217;Executive MBA (anche a livello europeo l&#8217;unico EMBA italiano riportato nel ranking), l&#8217;MBA Full time e il Master of Science in Ingegneria Gestionale.</p></blockquote>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/11/executive-mba-mip-financial-times.html/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Borse di studio per la scuola Assocamuna</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/assocamuna-borse-di-studio.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/assocamuna-borse-di-studio.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 19 Oct 2010 07:01:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Business school]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1422</guid>
		<description><![CDATA[La Scuola di Alta Formazione Assocamuna offre quattro borse di studio per neo-laureati e neo-imprenditori, per la partecipazione ad un percorso formativo di 9 giornate da ottobre 2010 a maggio 2011]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vi ho già accennato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/08/business-school-in-vallecamonica.html" target="_blank">qui</a> alla Scuola di Alta Formazione <a href="http://www.assocamuna.it" target="_blank">Assocamuna</a>, iniziativa molto interessante sia per il format che per gli attori in gioco.</p>
<p>Segnalo che sono disponibili anche quattro borse di studio che coprono l&#8217;intero costo di iscrizione alla scuola per neo-laureati o neo-imprenditori.</p>
<p>Il bando è scaricabile direttamente dal sito di Assocamuna.</p>
<p>Riprendo, qui di seguito, parte del comunicato stampa che pubblicizza scuola e borse di studio.</p>
<p><span id="more-1422"></span></p>
<blockquote><p>Prenderà il via venerdì 29 ottobre 2010 la prima annualità della <strong><em>SCUOLA DI ALTA FORMAZIONE DI ASSOCAMUNA </em></strong>nata dalla partnership tra l’associazione degli imprenditori e il MIP School of Management del Politecnico di Milano, una tra le più importanti Business School riconosciute a livello nazionale e internazionale.</p>
<p>La scuola nata con l’obiettivo di migliorare la cultura manageriale e imprenditoriale delle Imprese del territorio e favorire la crescita di competenze e competitività ha destato l’interesse di numerose aziende del territorio che hanno risposto in maniera positiva a questa importante iniziativa. Sono infatti oltre una quindicina gli imprenditori e i manager che si sono iscritti al primo anno durante il quale approfondiranno i temi dell’innovazione e internazionalizzazione nelle PMI.</p>
<p>Grazie al connubio tra queste due importanti realtà, il territorio camuno si arricchisce di cultura e diventa paradigma di un nuovo modello di iniziative di sviluppo locale, questo perché, oltre al fatto che per la prima volta da Milano i docenti lasciano le loro aule per calarsi nel contesto imprenditoriale camuno tenendo quindi le proprie lezioni nelle aule di S.Eventi s.r.l. Società Unipersonale di Assocamuna a Darfo Boario Terme (BS), <strong>LA SCUOLA APRE LE PORTE A LAUREANDI E NEO IMPRENDITORI ATTRAVERSO L’EROGAZIONE DI QUATTRO BORSE DI FORMAZIONE </strong>sostenute da imprese e enti del territorio.</p>
<p><a href="http://www.bccbrescia.it/" target="_blank">Banca di Credito Cooperativo di Brescia</a>, <a href="http://www.gtmonline.it/" target="_blank">GTM s.r.l.</a>, <a href="http://www.abrabeta.it" target="_blank">AbraBeta S.p.A</a>. e <a href="http://www.vallecamonicaservizi.it" target="_blank">Consorzio Servizi Vallecamonica</a> queste sono le 4 realtà che insieme ad Assocamuna hanno deciso di investire sul futuro dei giovani del territorio Camuno Sebino offrendo quindi un’opportunità veramente unica di crescita e di confronto con gli imprenditori per laureandi e neo imprenditori. Il bando per la selezione è aperto dal 15 ottobre 2010.</p></blockquote>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>A confronto con i modelli</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/09/modelli-christiansen.html</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 06:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Christensen]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Review]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un discorso tenuto da Clayton Christensen ai laureandi della Harvard Business School, una riflessione sul senso del fare formazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un discorso tenuto ai laureandi della <a href="http://www.hbs.edu/" target="_blank">Harvard Business School </a>e riportato su <a href="http://www.hbritalia.it" target="_blank">Harvard Business Review</a>, il <a href="http://www.claytonchristensen.com/" target="_blank">Prof. Clayton M. Christensen</a> presenta alcuni concetti densi e intensi.<br />
Tutto l&#8217;articolo vale una lettura.<br />
Mi soffermo su un passaggio, che mi sembra attinente con il mio mestiere di formatore, e sul quale mi sento particolarmente in sintonia.</p>
<p><span id="more-1316"></span>Ecco che cosa scrive Christensen:</p>
<blockquote><p>Quando qualcuno mi chiede cosa dovrebbe fare, raramente rispondo in modo diretto.<br />
Faccio invece passare la domanda attraverso uno dei miei modelli, descrivo come il processo del modello ha funzionato in un settore del tutto diverso. E alla fine quasi sempre chi ha posto la domanda dice: «OK, ho capito». E dà una risposta alla sua stessa domanda molto più profonda di quanto avrei potuto fare io.</p>
<p>Il mio corso in HBS è strutturato in modo da aiutare i miei studenti a capire che cosa è una buona teoria di management e come è costruita. Attacco a quella struttura fondamentale differenti modelli o teorie che aiutano gli studenti a pensare secondo le diverse dimensioni in cui si articola il lavoro di un general manager nello stimolare innovazione e crescita. In ciascuna sessione guardiamo all&#8217;azienda attraverso la lente di una certa teoria, e la utilizziamo per spiegare in che modo l&#8217;azienda si è messa in quella situazione ed esaminiamo quali azioni manageriali potrebbero portare al risultato richiesto.</p></blockquote>
<p>Ecco, se dovessi riassumere quello che intendo io come &#8220;formazione&#8221;, credo sarebbe qualcosa di molto simile a quanto ci trasmette Christiansen in queste righe.</p>
<p>Mi succede spesso di rispondere alle domande confrontando la richiesta con un modello, e poi lasciando spazio alle riflessioni di chi mi ha posto la domanda.<br />
Certo, l&#8217;operazione non banale è quella di trovare un modello davvero attinente ed esplicativo.<br />
Alla fine, molti rilanciano: &#8220;<em>Risposta esatta?</em>&#8221;<br />
Al che io, di solito rispondo: &#8220;<em>Non lo so, ma mi è piaciuto il ragionamento</em>&#8220;, per dire che forse il compito della formazione non è quello di generare risposte, ma ragionamenti.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/04/kanter.html' rel='bookmark' title='La legge di Kanter'>La legge di Kanter</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/leader-e-manager-come-gli-atleti.html' rel='bookmark' title='Leader e manager come gli atleti'>Leader e manager come gli atleti</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/09/leadership-senior-manager.html' rel='bookmark' title='La leadership sull&#8217;esperienza'>La leadership sull&#8217;esperienza</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Master d&#8217;autunno</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/08/master-dautunno.html</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 07:35:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Business school]]></category>

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		<description><![CDATA[I programmi master delle principali business school italiane per l'autunno puntano su alcuni argomenti caldi, sintetizzati in questo articolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo di rientri, e magari di pianificazione per un percorso formativo da affrontare nell&#8217;anno accademico 2010-2011.<br />
<a href="http://www.ilmondo.rcs.it/" target="_blank"> Il Mondo</a> in edicola questa settimana, a pagina 58, presenta un resoconto, a cura di Gaia Fiertler, dei percorsi formativi e master che, in partenza nei prossimi mesi, raccontano di quali siano le tematiche calde anche da un punto di vista occupazionale, almeno secondo le maggiori Business School italiane.</p>
<p>Eccone un elenco sintentico:</p>
<ul>
<li>Marketing e multicanalità</li>
<li>Green economy</li>
<li>Energie rinnovabili</li>
<li>Costruzione e gestioni di impianti nucleari</li>
<li>Imprese familiari e ricambio generazionale</li>
<li>Hospitality management</li>
<li>Internazionalizzazione e mercati emergenti</li>
</ul>
<p>Nel caso non sapeste che cosa fare a breve&#8230;</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Una piccola business school in Vallecamonica</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/08/business-school-in-vallecamonica.html</link>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 09:46:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Business education]]></category>
		<category><![CDATA[Business school]]></category>

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		<description><![CDATA[Prende vita in questi giorni un&#8217;iniziativa a cui tengo molto: Assocamuna Scuola di Alta Formazione Manageriale. Si tratta di una piccola business school nata da una partnership tra MIP e Assocamuna, un&#8217;associazione tra imprenditori della Vallecamonica e del Sebino (dove io vivo). L&#8217;obiettivo è di portare la formazione manageriale di eccellenza di MIP su un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prende vita in questi giorni un&#8217;iniziativa a cui tengo molto:<strong> Assocamuna Scuola di Alta Formazione Manageriale.</strong><br />
Si tratta di una piccola business school nata da una partnership tra <a href="http://www.mip.polimi.it" target="_blank">MIP</a> e <a href="http://www.assocamuna.it" target="_blank">Assocamuna</a>, un&#8217;associazione tra imprenditori della Vallecamonica e del Sebino (dove io vivo).<br />
L&#8217;obiettivo è di portare la formazione manageriale di eccellenza di MIP su un territorio che ha vissuto una profonda trasformazione del tessuto produttivo e che, sotto certi aspetti, è ancora alla ricerca di un propria identità e di un modello di sviluppo.</p>
<p><span id="more-1278"></span>Per questo credo che un centro di formazione e di aggregazione tra imprenditori e manager possa diventare, oltre ad un luogo di apprendimento e di scambio di pratiche, un vero e proprio fattore di sviluppo e crescita del territorio.<br />
Si partirà con un primo percorso formativo strutturato su sei moduli di una giornata e mezza ciascuno (terrò la docenza di uno di questi moduli), a partire dal prossimo ottobre fino a maggio 2011, con l&#8217;intenzione di integrare man mano altre e nuove proposte.<br />
Ora, mancano soltanto gli studenti&#8230;</p>
<p>I programmi per quest&#8217;anno sono:</p>
<p><strong>MODULO 1<br />
Introduzione al Marketing<br />
</strong>Prof. Fabrizio Maria Pini<br />
29-30 Ottobre 2010</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<ul>
<li>Acquisire una visione chiara e completa del processo di marketing management</li>
<li>Comprendere le logiche e i modelli che sottostanno alle attività di marketing strategico</li>
<li>Conoscere i diversi strumenti del marketing operativo</li>
<li>Sviluppare una visione chiara ed armonica del ruolo del marketing all’interno della propria azienda</li>
</ul>
<p><strong>MODULO 2<br />
</strong><strong>Gestire l&#8217;innovazione di prodotto nelle PMI</strong><br />
Ing. Claudio Dell&#8217;Era &#8211; Prof. Emilio Bellini<br />
12-13 Novembre 2010</p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<ul>
<li>Conoscere strumenti per catturare il valore dell&#8217;innovazione e modelli organizzativi e di processo che contraddistinguono l&#8217;innovazione di prodotto</li>
<li>Assimilare metodi e tecniche per lo sviluppo di un nuovo prodotto</li>
</ul>
<p><strong>Contenuti</strong></p>
<ul>
<li>Innovazione e vantaggio competitivo</li>
<li>Catturare il valore derivante dalle innovazioni</li>
<li>I principali approcci strategici all&#8217;innovazione</li>
<li>Organizzare il processo di innovazione</li>
<li>Misurare le performance del processo di innovazione</li>
<li>Metodologie e strumenti per la generazione di concept innovativi</li>
</ul>
<p><strong>MODULO 3<br />
</strong><strong>Comunicazione, leadership, teamwork e teambuilding</strong><br />
Luca Baiguini<br />
10-11 Dicembre 2010</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<ul>
<li>Fare esperienza delle dinamiche e dei processi di comunicazione all’interno della realtà organizzativa</li>
<li>Padroneggiare le leve del compito e della relazione in ottica di team management</li>
<li>Acquisire una consapevolezza profonda delle dinamiche di gruppo e dell’influenza dello stile di leadership sul ciclo di vita di un gruppo e di una organizzazione</li>
</ul>
<p><strong>MODULO 4<br />
</strong><strong>Il Marketing nell’era della rete<br />
</strong>Prof. Giuliano Noci<br />
4-5 Marzo 2011</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<ul>
<li>Avere una visione chiara e completa dell’impatto del Web sull’attività di marketing e di relazione con il mercato delle aziende.</li>
<li>Definire un approccio di marketing adatto ai mutati contesti di relazione con il mercato attraverso le reti.</li>
<li>Interpretare e gestire fenomeni di social networking.</li>
<li>Ridefinire le principali scelte di marketing e comunicazione alla luce dei nuovi scenari tecnologici, sociali e di consumo.</li>
</ul>
<p><strong>MODULO 5<br />
</strong><strong>Strumenti di internazionalizzazione per le </strong><strong>PMI<br />
</strong>Prof. Fabio Sdogati<br />
8-9 Aprile 2011</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<ul>
<li>Sapere costruire scenari internazionali per la propria impresa/settore di attività</li>
<li>Comprendere i modelli di internazionalizzazione e la loro applicabilità a realtà aziendali diverse</li>
<li>Illustrare modelli di internazionalizzazione commerciale, finanziaria e produttiva</li>
</ul>
<p><strong>MODULO 6</strong></p>
<p><strong>Il processo di pianificazione e controllo<br />
</strong>Ing. Alessandro Brun<br />
13-14 Maggio 2011</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Obiettivi</strong></p>
<ul>
<li>Fornire un quadro esaustivo degli scenari e delle problematiche connesse alla gestione dei flussi di materiali in relazione al processo logistico, con particolare riferimento agli aspetti legati alla pianificazione e programmazione della produzione e degli approvvigionamenti nell’ambito dell’intera filiera logistica.</li>
<li>Individuare le aree critiche all’interno del processo di pianificazione, guidando imprenditori e manager nell’applicazione delle tecniche e dei metodi più adatti alla loro realtà</li>
</ul>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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