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Auguri, tanta fortuna

Tra gli effetti collaterali (desiderati) di tenere un blog, c’è quello di intrattenere delle conversazioni con i lettori. Qualche volta avvengono nei commenti ai post. Altre (spesso) via mail.
Recentemente ho scambiato alcuni pareri con un giovane studente.
La domanda, in sintesi: vale la pena darsi pena per studiare, prepararsi, acquisire capacità, quando sembra che i criteri per ottenere successo siano altri (affiliazione, per lo più)?

Ho risposto manifestando alcune mie convinzioni.
Tra queste, un punto fermo che mi ha trasmesso un mio maestro: ogni successo è l’incontro tra un colpo di fortuna e la meticolosa preparazione allo stesso. Uno solo dei due ingredienti non basta.
La risposta che ho ricevuto mi ha fatto riflettere.
Si tratta della storia di un tale.
Si potrebbe riassumerla così (le parole sono mie, ma il senso generale è questo):

Un tale frequenta un corso di laurea in ingegneria.
Arriva regolarmente in ritardo a lezione, non partecipa a lavori di gruppo, disturba i colleghi e perfino i professori.

Dà pochissimi esami.
Addirittura, durante un incontro in aula con imprenditori e istituzioni economiche locali viene rimproverato perché sta giocando a carte. Ebbene, costui ha recentemente vinto un importante torneo di poker, guadagnando in pochissimo tempo una somma che chiunque dei suoi colleghi impiegherà alcuni anni a guadagnare.

Morale: l’impegno e una pianificazione attenta non potranno mai sostituire… il fattore C.

Continua…

Best of 2011

Come d’abitudine, a fine dicembre, dedichiamo un post alla “classifica” degli articoli e degli argomenti più letti e più commentati sul blog durante l’anno che volge al termine.

Innanzitutto, ha suscitato parecchio interesse il tema dello storytelling, declinato in ambiti e modi diversi.

Gli articoli che trattano questo tema sono elencati qui.

Questi, in particolare, i più recenti:

Qui, invece, alcune delle narrazioni che sono finite in questo blog:

Altro tema molto letto e commentato è quello della procrastinazione:

Tra i più visti dell’anno, gli articoli:

Infine, i consigli di lettura stilati, come sempre, prima delle vacanze estive (e valido anche per quelle che ci aspettano): Libri in valigia 2011.

5 anni e 16 giorni

Ecco, lo sapevo… mi è sfuggito.
Il quinto compleanno di questo blog, intendo.

Il primo post risale, infatti, al 19 novembre 2006.

C’era scritto questo:

Ci sono, forse, molti modi per aprire un blog.

Il mio è questo:

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”
(Gabriel Garcia Marquez)

Benvenuti…

Lo scriverei, probabilmente, ancora così. Eppure molte cose sono cambiate, e anche molte delle mie idee.

E, a pensarci bene, sono cambiate grazie proprio a questo blog.

Qualche giorno fa un’amica mi ha riferito di un’intervista in cui Ivano Fossati, parlando della sua volontà di lasciare i palcoscenici dopo quest’ultima tournée, la spiega con il voler ritrovare il gusto di guardare le cose in modo “ingenuo” (sono parole mie, non di Fossati), di non dover più osservare incontri, eventi, la vita che ti viene incontro con il filtro di doverne per forza fare la fonte di ispirazione per la prossima canzone.
Se è una forma di stanchezza, questa, mi pare una bella forma. Forse la più bella.

Che, però, non mi appartiene (ancora).
Sarà che i vostri commenti, gli scambi che avvengono qui (ma anche fuori di qui, nelle mail che mi mandate, nelle richieste di un parere, nel darmi i vostri pareri) stanno, ancora, cambiando il mio modo di vedere il mondo e le cose.
E di questo non sono (ancora) stanco.

Per questo, voglio continuare a guardare le cose cercando un’idea per il prossimo post.

Per il resto, solo grazie.

 

Delle regole e delle possibilità

Ieri, alla School of Management del Politecnico di Milano, un interessante incontro con Roger Abravanel, Andrea Guerra, Roberto Nicastro.
Si parlava di come conciliare crescita ed austerità.
Oggi riassumo un paio di concetti espressi da Abravanel che mi hanno solleticato. In un prossimo post, invece, mi dedicherò ad una questione di fondo che, un po’ sottotraccia, ha percorso il dibattito e che mi pare meriti un discorso a sé.

Le due idee di Abravanel hanno a che vedere con il tema delle regole (argomento del suo ultimo libro) e con quello delle possibilità di ripresa del nostro Paese. Continua…

Non era una questione di prodotti. Si parlava di futuro.

Ho atteso qualche giorno. Credo di non avere nulla di originale da dire sulla morte (anzi, meglio, sulla vita) di Steve Jobs.
Utilizzo i prodotti pensati da lui e dalla sua azienda, ma non sono ciò che si può definire un fan (anche se trovo il mio MacBook Pro il migliore compagno di lavoro inanimato che abbia mai avuto).
Mi infastidisce, però, una certa saccenza che si incontra qua e là in rete. Condivido, allora, i miei due cents.

Il primo: su twitter ho postato questo

Stavo pensando ad un aggettivo che potesse descrivere Steve Jobs. Mi è venuto “rinascimentale”. 

Credo che questo sia la prima lezione: per lui non era una questione di prodotti, era una questione di visione del futuro. E una visione del futuro, se vuole essere tale, è per forza di cose interdisciplinare, contaminata, vorrei dire universalistica. In questo senso, rinascimentale.
E per realizzarla c’è bisogno di presidiare quotidianamente la visione, ma vale altrettanto l’intervento sul piccolo dettaglio. Perché una cosa come questa non la realizzi da solo. E, allora, ogni occasione è buona per trasmetterne un pezzo, anche piccolo, a qualcun altro.

Continua…

Squadre che puntano in alto

Il prossimo 14 ottobre, insieme a Mauro Berruto (head coach della Nazionale Italiana di Volley), un evento molto interessante.

Gli argomenti e le parole chiave della giornata:

    • La differenza tra Potenziale e Risultato
    • Come creare un ambiente motivante:
      • Da risolvere a allenare a risolvere
      • Da vincere a convincere
      • Dalla centralità del capo alla centralità del gruppo
    • Le lezioni che il volley ci può trasmettere:
      • Collaborazione, sincronia, senso del team
      • La squadra come organismo
      • Il cambiamento come opportunità
      • Lo sviluppo del’l’autostima
    • La squadra: come costruirla
      • La mission, lo scopo, la strategia, i valori
      • Gli atteggiamenti
    • Scegliere i giocatori
      • La fame di vittorie
      • Atteggiamento, atteggiamento, atteggiamento
    • Costruire una Mentalità vincente
      • L’ossessione per il miglioramento
      • Debellare la cultura degli alibi
      • Il desiderio di sfidare i migliori

Il programma completo lo trovate qui.

Se la cosa vi interessa, potete rivolgervi ad Assocamuna.

Quattro chiacchiere con…

Da una conversazione con l’amico Mauro Berruto, un’idea: fare un paio di domande “in parallelo” ai lettori dei nostri blog (quello di Mauro lo trovate qui).

Vi chiedo, dunque:

1) Se tu potessi sederti a fare quattro chiacchiere con un personaggio contemporaneo e vivente, chi vorresti incontrare?

2) Che cosa vorresti chiedergli/le?

Anch’io sto stilando le mie liste (di persone e di domande).

Che condividerò qui, naturalmente, una volta raccolti i vostri suggerimenti.

Ditemi, allora…

 

Libri in valigia 2011

Puntuale, di questa stagione, il post con il quale mi piacerebbe condividere la lista dei libri che ciascuno di noi, quest’anno, si porterà in valigia, approfittando della frescura della montagna o del lettino al mare (o di qualsiasi altra cosa, ovunque siate) per leggere e, nel caso, ri-leggere.

Per ora, ho preparato questi:

Umberto Eco
Costruire il nemico – e altri scritti occasionali

Mi interessa esplorare la logica della dinamica amico-nemico e della creazione del consenso attraverso la costruzione di nemici da temere.

Come scrive Eco sulla quarta di copertina

“Per tenere i popoli a freno, di nemici bisogna sempre inventarne, e dipingerli in modo che suscitino paura e ripugnanza”

Guy Kawasaki
Enchantment
The art of changing hearts, minds and actions

Non ho ancora letto nulla di questo autore, ho voglia di capire che cosa ha da raccontare.

Mario Calabresi
Cosa tiene accese le stelle
Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro

Mi piace molto il suo modo di dirigere La Stampa.

Vincenzo Latronico
La cospirazione delle colombe

Sono stato attratto dal risvolto di copertina:

Lottiamo ogni giorno per inseguire il successo, il denaro, la felicità. Ma cosa fare quando il talento non basta e il gioco pulito non conduce a niente? Quanti fallimenti ci vogliono perché una colomba si trasformi in falco?

Ho ancora un po’ di posto: suggerimenti?

Voi, che cosa vi portate?

 


Per chi volesse altri suggerimenti, i libri degli scorsi anni: 2010200920082007


A portata di mouse

Per bene iniziare la settimana, alcuni link a cose interessanti che mi sono capitate a portata di mouse in questi giorni. Chissà che non diventi una rubrica fissa per il blog… Che ne dite?

Why innovators are decathletes [eng]
di Jeffrey Philips

I think of innovators as decathletes, if there is such a word, because of the many challenges, hurdles and obstacles they must overcome, and the many different capabilities they must display.  Decathletes are people who are really good, but not world class, at a bunch of different athletic events – sprints, distance running, jumping, throwing, hurdling.  Innovators have to be the same.

Il problema di seguire la corrente
di Mario Gastaldi

Un breve post, che si conclude con la citazione:

“Non cercare di seguire le orme dei savi che ti hanno preceduto, cerca invece ciò che essi cercavano”
(Basho, Maestro zen).

The privilege of being wrong [eng]
di Seth Godin

Being wrong isn’t fatal, it’s merely something we’d prefer to avoid. We have the privilege of being wrong.

La fabbrica dei sogni
di Mauro Berruto

Venerdì sera ho assistito ad alcuni momenti dell’allenamento della Nazionale di Volley a Monza. Devo dire che l’atmosfera mi è parsa proprio questa.

Il disegno non si vede, si vedono solo decine di persone che si prendono cura di ogni dettaglio del disegno, di ogni tessera del puzzle.

Il risultato, è cosa nota, lo si vedrà più avanti. E, anche in questo caso a scanso di equivoci, non c’è ne nessuna garanzia, perché qui è benvenuta la voglia di far fatica ma non la presunzione.

Qui alla fabbrica dei sogni si lavora full time e tutti sanno cosa stanno facendo e quanto sia importante, perché anche la più maestosa delle cattedrali nasce impilando un mattone alla volta.

Buona settimana.

Fortini assediati e costruzione dell’identità

In questi giorni si stanno incrociando alcune riflessioni a partire dalle considerazioni fatte sulla Festa Nazionale del 17 marzo, da questo post di Gianluca Briguglia e da alcune conversazioni con persone che stimo molto per la loro profondità di pensiero e di impegno.

Parto dalla domanda che ho lasciato nei commenti al post citato poco fa: vale la pena rinunciare a “spaccare il capello in quattro”, e, quindi, magari, anche a una quota di verità per creare momenti di celebrazione identitari?

Le risposte (a partire da quella della Meloni che ha dato origine al post, fino a quelle degli avventori del blog) mi pare propendano per il sì.

Continua…