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Libri in valigia 2010 – Ecco la lista

Libri in valigia 2010 – Ecco la lista

Anche quest’estate con questo post vi ho chiesto di inviarmi alcuni suggerimenti di lettura per le vacanze.
Come sempre, molti e interessanti i libri che avete consigliato.
Di seguito la lista dei libri da mettere in valigia.
Naturalmente, se ci sono ulteriori segnalazioni, aggiungetele pure nei commenti.

Grazie a tutti!

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Leadership mindset

Su Bloomberg Businessweek, John R. Ryan del Center for Creative Leadership espone un punto di vista generale sul tema della leadership, partendo da una domanda: perché in alcune organizzazioni, quando chiedi “Chi di voi vuole essere un leader?” tutti alzano la mano, mentre in altre risponde positivamente alla domanda soltanto una minoranza?
La questione, secondo Ryan, è nella concezione stessa della leadership trasmessa dai due tipi di organizzazioni: nel primo caso la leadership viene intesa come un percorso a cui tutti sono chiamati, in qualunque ruolo, in qualunque momento e, soprattutto, nel quale chiunque si può e si deve cimentare.
Nel secondo caso, invece, la leadership è intesa come una capacità innata, che non è possibile sviluppare, e forse nemmeno utile, visto che è un’esclusiva dei livelli più alti della gerarchia organizzativa.
Una questione di talento, dunque, più che di percorsi di sviluppo.

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Libri in valigia 2010

Si avvicinano le vacanze, e mi piace l’idea di replicare il post dello scorso anno, di due e tre anni fa, con il quale condividere la lista dei libri che ciascuno di noi si metterà in valigia, con l’auspicio di approfittare di qualche giorno di calma per poterli leggere (o ri-leggere).

Ecco che cosa ho preparato:

Anatomia di una storia
di John Truby

Il tema dello storytelling mi intriga sempre di più, e Audino editore presenta molti testi davvero interessanti.

Prevedibilmente irrazionale
di Dan Ariely

Ariely è una vecchia conoscenza per gli avventori di questo blog.
Mi interessa approfondire in maniera più sistematica il suo pensiero.

Nella mia valigia c’è ancora spazio.
Che cosa mi suggerite? (magari anche qualche bel testo narrativo!)
E voi, che cosa vi portate?

(La lista completa, compresi i suggerimenti dei lettori, del 2009 la trovate qui)

Evangelist

Ho trovato molto interessante l’editoriale di Riccardo Luna sul numero in edicola di Wired Italia.
Nella sostanza, il messaggio è che, se si vuole cambiare questo Paese e traghettarlo verso il futuro, è necessario un patto tra coloro che sanno di nuove tecnologie e che ne vedono il potenziale impatto di crescita sia economica che culturale, e quelli che invece queste stesse tecnologie le guardano con timore (e a volte con sospetto) e che, a detta di Luna, sono la maggioranza.

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La storia da raccontare

Mi sono riascoltato un intervento di Malcolm Gladwell (chi legge questo blog conosce il mio debole per questo autore) tenuto a TED.
Parla del sugo per gli spaghetti.
L’ho riascoltato perché in questi giorni mi viene da pensare alla questione delle piccole cose. Ne ho scritto nel mio post precedente, precisando il mio dubbio che la ricerca di un significato (o di una lezione, se la vogliamo dire così) dietro ad episodi minimi non sia un eccesso di analisi (e che, forse, fare economia di pensiero non sarebbe poi tanto male).
Ora, Gladwell, invece, fa esattamente il contrario.
Da piccole storie, trae insegnamenti spesso contro-intuitivi e, comunque, sempre stimolanti.
Converrete che partire dall’analisi del mercato dei sughi per spaghetti per arrivare a concludere che

è abbracciando la diversità tra gli uomini che troveremo una strada più sicura che ci porti verso la felicità

è un salto acrobatico degno del Circo Barnum.

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Una piccola riflessione su dettagli e perfezionismo

Una premessa: ho il sospetto che questo post sia più un “eccesso d’analisi” da parte mia, che un commento ad un fatto che possa avere un qualche rilievo pratico per me o per qualcuno di voi. Se così fosse, fatemelo sapere nei commenti.

Il fatto da cui parto è questo: ho passato la Pasqua a Roma con la mia famiglia. Sono salito su uno dei bus panoramici che permettono un tour di alcune delle zone più belle della città, il tutto condito da una audioguida multilingue.

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lucabaiguini.com su Facebook

lucabaiguini.com su Facebook

In questi giorni sto testando un nuovo modo per rimanere in contatto e scambiarci idee ed opinioni: ho creato, per questo blog, un profilo pubblico su Facebook.
Oltre a trovare traccia degli articoli pubblicati, vorrei creare alcuni contenuti specifici per la pagina (penso soprattutto a suggerimenti di lettura e link esterni rispetto al blog), e lanciare alcuni temi che potrebbero, grazie ai vostri commenti, diventare poi materiale per alimentare il blog stesso.
Dopo un paio di giorni la pagina ha già superato il centinaio di fan (così si chiamano coloro che si iscrivono ai profili pubblici su Facebook – io preferisco chiamarli lettori).
Credo proprio, quindi, che diventerà un altro luogo interessante di confronto.

Se volete anche voi arricchire le fila di questa piccola community, ecco come fare:

1. Visitate la pagina del profilo pubblico cliccando qui.
2. Cliccate sul bottone “Diventa fan” in cima alla pagina per unirvi alla community
3. Visitate la bacheca di lucabaiguini.com per condividere idee e novità.

Conto davvero che la pagina si animi presto di contenuti interessanti.

Best of 2009

Concludo il 2009 riproponendovi alcuni degli articoli e delle tematiche che, per numero di lettori e numero di commenti suscitati, mi pare abbiano interessato gli avventori di questo blog.
Se qualcosa fosse sfuggito alla mia selezione, segnalatemelo.
E buon 2010 a tutti!

Partiamo dai temi che hanno tenuto banco:

Per concludere, alcuni tra gli articoli più letti:

  • Tesi, antitesi, sintesi
    Ci sono due modi per valutare un’idea, un progetto, un fatto: uno si basa sull’equanimità della valutazione, l’altro sul principio tesi, antitesi, sintesi. In questo articolo si esaminano le potenzialità di questa seconda modalità.
     
  • Sei miti da sfatare sulla creatività
    In una intervista a Fast Company, Teresa Amabile, mostrando i risultati di una ricerca frutto dell’analisi delle attività quotidiane di oltre 200 persone (per un totale di 12.000 giornate), smonta sei miti e luoghi comuni legati alla creatività ed agli ambienti e le pratiche le favorirebbero.
     
  • Workaholic
    I workaholics sono persone per cui lavorare non è una scelta, ma una necessità interiore a cui non si può sfuggire. Si tratta di una vera e propria dipendenza, con una caratteristica subdola: la sua congruenza con le aspettative sociali.
     
  • Rituali di time management
    Sul suo blog per Harvard Business Publishing, Peter Bregman condivide un piccolo trucco per mantenere il focus sulle attività e sfruttare così al meglio il proprio tempo indirizzandolo verso il raggiungimento degli obiettivi. Il rituale di time management che propone Bregman è in tre step, ed occupa circa 18 minuti su una giornata lavorativa di 8 ore.
     
  • I principali approcci al tema della leadership
    Un articolo che illustra i principali approcci al tema della leadership che si possono ritrovare nella letteratura, evidenziando gli elementi su cui ciascun approccio si focalizza.
     
  • Priming
    Si ha un fenomeno di priming quando uno stimolo precedente influenza la risposta ad uno stimolo successivo, anche se non vi è una correlazione diretta tra i due stimoli. Il priming impatta sui processi di decision making, ma può anche avere degli effetti positivi.
     
  • Libri in valigia, ecco la lista
    Una serie di suggerimenti di lettura da parte degli avventori del blog

Cultura giuridica, regole, controlli

Emergo ora dalla lettura del libro di Salvatore RossiControtempo. L’Italia nella crisi mondiale”.
Si tratta di una lettura molto interessante, per molti versi.
Secondo Rossi, l’Italia vivrebbe in una sorta di controtempo rispetto alle altre economie sviluppate. Questo stesso controtempo ci ha permesso, in un certo senso, di uscire meno danneggiati di altri da questo periodo di crisi. Ma non ci si deve fare troppe illusioni: i problemi strutturali permangono, e se il sistema Paese non sarà in grado di cogliere questa occasione di rinnovamento, quelli che temporaneamente hanno rappresentato degli scudi contro l’imperversare della crisi si trasformeranno in fardelli sulla via della crescita.

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Auguri, molti

Tra i messaggi di auguri che ho ricevuto in questi giorni, uno mi ha colpito: riporta una citazione di Albert Einstein.
Si narra che un giorno il grande genio abbia proposto un test ai suoi studenti con una serie di domande già utilizzate in un esame precedente.
Qualcuno glielo ha fatto notare:

“Professore, i test sono uguali a quelli dello scorso anno”
“Non si preoccupi – sembra abbia risposto Einstein – nel frattempo sono cambiate tutte le risposte”

Mi sembra un bell’augurio, di questi tempi, quello di vivere questo cambiamento come una realtà appassionante piuttosto che come una minaccia.

Se è vero che si può continuare a porre e a porci le stesse domande, con l’aspettativa di trovare nuove risposte, allora c’è da lavorare di fantasia, di cooperazione, di condivisione.

È il mio augurio per voi.

Per parte mia, cercherò di continuare a farlo, in piccolo, in questo spazio.

Buon Natale