<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Luca Baiguini &#187; Team building</title>
	<atom:link href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/team/team-building/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lucabaiguini.com</link>
	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 11:03:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Il Vasa, o la celebrazione del fallimento</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/10/vasa-fallimento.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/10/vasa-fallimento.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2011 22:28:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/2011/10/il-vasa-o-la-celebrazione-del-fallimento.html</guid>
		<description><![CDATA[La storia del Vasa, e del museo che lo celebra]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Vasa doveva essere l&#8217;orgoglio della Flotta Militare Svedese. Si trattava di un vascello maestoso: 69 metri di lunghezza, armato con 64 cannoni, riccamente arredato e decorato con magnifici bassorilievi.<br />
Era uno di quegli oggetti che servono a marcare una supremazia, e a impressionare il nemico, attuale o potenziale.<br />
Era il 10 agosto 1628, giorno fissato per il viaggio inaugurale. Il Vasa stava veleggiando verso l&#8217;imboccatura del porto di Stoccolma, quando una raffica di vento lo investì in pieno, facendolo ondeggiare vistosamente. Il veliero riuscì a raddrizzarsi, ma una seconda raffica lo piegò su un fianco. L&#8217;acqua cominciò a penetrare dai portelli dei cannoni aperti.<br />
Il Vasa affondò a meno di venti minuti dall&#8217;inizio del suo primo viaggio. Aveva percorso poco più di un chilometro.<br />
Il veliero ha rivisto la luce 333 anni dopo il suo naufragio, ed oggi è conservato a Stoccolma, al Vasa Museet.</p>
<p>Qualche giorno fa, in una pausa di un viaggio di lavoro, l&#8217;ho visitato.</p>
<p>Il museo è davvero ben strutturato, con audioguida scaricabarile su device mobili (wifi gratuito su tutta la superficie del museo), sale con documentari multimediali, ricostruzioni in scala e a dimensione reale, laboratori, eccetera.<br />
Un orgoglio, per gli svedesi.<br />
Un paio d&#8217;ore davvero interessanti, per gli stranieri in visita.<br />
Ora, nella storia del Vasa ci sono un sacco di elementi che si potrebbero sottolineare (la sfida dell&#8217;uomo alla natura, il prezzo dell&#8217;innovazione e del progresso, le falle – sic – nel processo di decision making e di costruzione, e chi più ne ha più ne metta).<br />
Mi vorrei soffermare, invece, su una riflessione molto più marginale.<br />
Il naufragio del Vasa non è quel che si dice un episodio esaltante nella storia di una nazione. Eppure, mi ha colpito sentire con quanto orgoglio (simpaticamente punteggiato con una buona dose di autoironia) la guida parlasse di questa nave. Certo, c&#8217;è tutto il vanto per l&#8217;operazione di recupero e restauro. Ma c&#8217;è anche, mi è parso, qualcosa di più. Un senso di appartenenza che si riconosce nel trasformare una potenziale umiliazione in un momento di ulteriore coesione e creazione di identità.<br />
Il contrario, insomma, dell&#8217;autoflagellazione che, invece, spesso ci caratterizza.<br />
E, devo dirlo, mi è piaciuto.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2011/10/vasa-fallimento.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il principio del progresso</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 May 2011 07:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Review]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Amabile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1839</guid>
		<description><![CDATA[Da una ricerca di Teresa Amabile e Steven J. Kramer, viene definito il "Principio del progresso": ciò che motiva quotidianamente i lavoratori è la percezione di aver compiuto dei progressi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su HBR Italia di maggio, un articolo di una vecchia conoscenza degli avventori del blog: <a href="http://www.lucabaiguini.com/?s=amabile&amp;x=0&amp;y=0">Teresa Amabile</a>.<br />
<a href="http://drfd.hbs.edu/fit/public/facultyInfo.do?facInfo=bio&amp;facEmId=tamabile" target="_blank"> L&#8217;autrice</a>, insieme a Steven J. Kramer, rende conto dei risultati della ricerca a cui abbiamo già dedicato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/02/motivazione-progresso.html">questo post</a>, definendo quello che chiama <strong>Il principio del progresso</strong>:</p>
<blockquote><p>[...] di tutti i fattori che possono stimolare le emozioni, la motivazione e le percezioni durante una giornata lavorativa, il più importante in assoluto è fare dei progressi in un lavoro ricco di significato. E più frequentemente le persone provano questo senso di progresso, più è probabile che siano creativamente produttive nel lungo termine. Che cerchino di risolvere un grande mistero scientifico o più semplicemente di realizzare un prodotto o un servizio di alta qualità, il progresso quotidiano &#8211; anche una piccolissima vittoria &#8211; può fare la differenza nel loro spirito e nella loro performance.</p></blockquote>
<p><span id="more-1839"></span>Mi piace molto l&#8217;approccio di ricerca di Teresa Amabile: la trovo una delle studiose più interessanti e originali che mi sia capitato di leggere ultimamente.</p>
<p>La conseguenza del principio del progresso è che i manager che vogliano motivare i collaboratori devono fare essenzialmente due cose:</p>
<ul>
<li>mettere a disposizione catalizzatori e stimoli che consentano di fare progressi (anche piccoli)</li>
<li>rimuovere gli ostacoli e gli inibitori che si traducono battute d&#8217;arresto nei progressi stessi</li>
</ul>
<p>Interessante anche il commento di Edoardo Cesarini, che mette insieme in una matrice due elementi: il grado di stimolo che un lavoro può offrire e il numero di progressi che si ottengono, per poi delineare le quattro situazioni (Motivazione, Demotivazione, Frustrazione e Inerzia) che derivano dalla combinazione di questi fattori:</p>
<p><a href="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/05/matrice-stimolo-progressi.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1841" title="matrice-stimolo-progressi" src="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2011/05/matrice-stimolo-progressi.png" alt="" width="600" height="385" /></a></p>
<p>Infine, le conclusioni dell&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>[...] l&#8217;implicazione più importante del principio del progresso è questa: supportando le persone e i loro progressi quotidiani in un lavoro significativo, i manager migliorano non solo la vita lavorativa interiore dei propri dipendenti, ma anche la performance di lungo  termine dell&#8217;organizzazione [...]</p>
<p>[...] Una seconda implicazione del principio del progresso è che i manager non devono preoccuparsi di leggere nella psiche dei lavoratori o di manipolare complicati schemi di incentivazione per fare in modo che siano motivati e felici. Se mostrano un minimo di rispetto e in considerazione, possono concentrarsi nel facilitare il lavoro.</p>
<p>&nbsp;</p></blockquote>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/02/motivazione-progresso.html' rel='bookmark' title='Sono i progressi a motivare'>Sono i progressi a motivare</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/07/hackman-sul-teamwork.html' rel='bookmark' title='Hackman sul teamwork'>Hackman sul teamwork</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/03/bastone-e-carota.html' rel='bookmark' title='Bastone e carota'>Bastone e carota</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Leadership @ Googleplex</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/04/leadership-google.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/04/leadership-google.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 07:23:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership development]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1820</guid>
		<description><![CDATA[Da un articolo su New York Times, una ricerca condotta in Google per trovare le pratiche di management più impattanti sulla performance del gruppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da un <a href="http://www.nytimes.com/2011/03/13/business/13hire.html?_r=2&amp;pagewanted=all" target="_blank">articolo</a> sul <a href="http://www.nytimes.com/" target="_blank">New York Times</a>, una ricerca condotta da Google per stabilire quali fossero i comportamenti dei teamleader che rendevano i gruppi di lavoro più efficaci.<br />
Ne è risultato un elenco di pratiche (in ordine di importanza) piuttosto interessante, per due motivi.</p>
<p>Il primo: niente di nuovo sotto il sole, verrebbe da dire.<br />
La cosa interessante, però, secondo gli autori della ricerca, è l&#8217;ordine di priorità con cui questo elenco di buone pratiche si presenta.</p>
<p>Il secondo: la frase di <a href="http://www.google.com/corporate/execs.html" target="_blank">Lazlo Bock</a>, citata nel finale dell&#8217;articolo.</p>
<blockquote><p>Non c&#8217;è bisogno di cambiare la persona. Questo significa che se sono un manager e voglio migliorarmi, e voglio ottenere di più dalle mie persone, e le voglio più felici, le due cose più importanti che posso fare sono semplicemente essere certo di trovare tempo per loro ed essere costante. E questo è più importante di tutto il resto.</p>
<p><span id="more-1820"></span></p></blockquote>
<p>Infine, ecco le 8 pratiche:</p>
<div>
<div>
<ul>
<li>Sii un buon coach</li>
<li>Fai crescere il tuo team e non dedicarti al micromanagement</li>
<li>Mostra interesse nel successo e nel benessere dei membri del tuo team</li>
<li>Non essere timido: sii produttivo e orientato al risultato</li>
<li>Sii un buon comunicatore e ascolta il tuo team</li>
<li>Aiuta i membri del tuo team nello sviluppo della loro carriera</li>
<li>Sviluppa una visione chiara e una strategia per il team</li>
<li>Sviluppa skill tecniche in modo da poter dare consigli</li>
</ul>
<p>Tutto l&#8217;articolo del New York Times, comunque, merita una lettura</p>
</div>
</div>
<div></div>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2011/04/leadership-google.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Hackman sul teamwork</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/hackman-sul-teamwork.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/hackman-sul-teamwork.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 10 Jul 2009 14:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[Hackman]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Review]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=274</guid>
		<description><![CDATA[Sul numero di luglio-agosto di HBR Italia Diane Coutu intervista il Prof. J. Richard Harckman circa le condizioni di efficacia dei team.
Hackman non accetta a priori l'idea secondo cui lavorare in team renda tutti più produttivi, più creativi e, in definitiva, anche più soddisfatti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero di luglio-agosto di <a href="http://www.hbritalia.it/" target="_blank">HBR Italia </a>Diane Coutu intervista il Prof. <a href="http://www.people.fas.harvard.edu/~hackman/" target="_blank">J. Richard Harckman</a> circa le condizioni di efficacia dei <a href="http://www.lucabaiguini.com/team/">team</a>.<br />Hackman ha una visione controcorrente del lavoro in team, o, per lo meno, non accetta a priori l&#8217;idea secondo cui lavorare in team renda tutti più produttivi, più creativi e, in definitiva, anche più soddisfatti. Al contrario: spesso i team producono risultati assolutamente non all&#8217;altezza delle aspettative.<br />Quali sono, allora, le condizioni per fare in modo che un team esprima il suo potenziale?<br />E quali gli errori e le false credenze da evitare?</p>
<p><span id="more-274"></span></p>
<p>Ecco, in ordine sparso,&nbsp;alcuni spunti che fornisce l&#8217;intervista.</p>
<ul>
<li>È assolutamente necessario delimitare i team, in modo che tutti sappiano chi ne fa parte e chi no. <br />Può sembrare un&#8217;indicazione banale, ma nella maggior parte dei casi questa condizione non si realizza.</li>
<li>Le persone che non hanno la vocazione al lavoro di squadra vanno, semplicemente, escluse dai team.</li>
<li>Non è vero che i team che lavorano in armonia sono i più produttivi. <br />Si confondono causa ed effetto: è l&#8217;efficienza ed il raggiungimento dei risultati che crea un clima positivo, e non viceversa.</li>
<li>Non è vero che team allargati siano migliori di quelli ristretti. <br />La regola empirica è di costituire team che non arrivino a 10 persone.</li>
<li>Le novità sono fonte di problemi per i team. <br />Il problema non è che un team invecchi, ma che non abbia la possibilità di consolidarsi.</li>
<li>I team hanno bisogno di un &#8220;deviante&#8221;, di una figura che contrasti la tendenza a volere troppa omogeneità (che limita creatività e apprendimento).</li>
<li>Perfino il miglior leader non è in grado di far funzionare bene un team. <br />Tutto quello che può fare è lavorare per aumentare le probabilità di successo. <br />Ma è il gruppo stesso a determinare il proprio futuro.</li>
<li>I primi minuti in cui si instaura un sistema sociale sono i più importanti: decidono che direzione prenderà il gruppo e che tipo di relazione si instaurerà tra team leader e squadra.</li>
<li>I team leader sono come jazzisti: improvvisano.</li>
<li>Nelle organizzazioni, l&#8217;attenzione alla dimensione individuale del collaboratore è una delle ragioni principali per cui i team non funzionano bene quanto potrebbero.</li>
</ul>
<p>La conclusione a cui conducono queste affermazioni:</p>
<ul>
<p><i>La difficoltà, per un leader, consiste nel trovare un equilibrio fra autonomia individuale e azione comune. Ciascuno dei due estremi è sbagliato, però in genere conosciamo meglio gli effetti collaterali che l&#8217;individualismo può produrre in un contesto organizzativo e tendiamo a dimenticare che i team, con la loro pervasività e capacità di controllo, possono essere altrettanto distruttivi e far sì che le opinioni, i contributi e il sapere dei singoli vadano perduti.</i></p>
</ul>
<p>Food for thought, insomma.<br />Commenti?</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html' rel='bookmark' title='Il principio del progresso'>Il principio del progresso</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/09/leadership-senior-manager.html' rel='bookmark' title='La leadership sull&#8217;esperienza'>La leadership sull&#8217;esperienza</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/03/i-team-di-lazard.html' rel='bookmark' title='I team di Lazard'>I team di Lazard</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/hackman-sul-teamwork.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La gestione dei collaboratori</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/03/la-gestione-dei-collaboratori.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/03/la-gestione-dei-collaboratori.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 11:24:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dinamiche di potere]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo risorse umane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=245</guid>
		<description><![CDATA[Slide del workshop tenuto da Luca Baiguini per l'Ordine dei Dottori Commercialisti di Brescia
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri ho tenuto, per l&#8217;Ordine dei Commercialisti di Brescia, un workshop di mezza giornata&nbsp;sulla <b>gestione dei collaboratori</b>.<br />I temi: teamworking, team management, team building, leadership.<br />Ho utilizzato, per la prima volta, il film d&#8217;animazione Ratatouille come filo conduttore della lezione.</p>
<p><span id="more-245"></span><br />
Ecco le slide:</p>
<div id="__ss_1140887" style="WIDTH: 425px; TEXT-ALIGN: left"><a title="La gestione dei collaboratori" style="DISPLAY: block; MARGIN: 12px 0px 3px; FONT: 14px Helvetica,Arial,Sans-serif; TEXT-DECORATION: underline" href="http://www.slideshare.net/lucabaiguini/la-gestione-dei-collaboratori-1140887?type=powerpoint">La gestione dei collaboratori</a><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=090312-teamwork-090313061443-phpapp02&amp;rel=0&amp;stripped_title=la-gestione-dei-collaboratori-1140887" width="425" height="355" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></p>
<div style="FONT-SIZE: 11px; PADDING-TOP: 2px; FONT-FAMILY: tahoma,arial; HEIGHT: 26px">View more <a style="TEXT-DECORATION: underline" href="http://www.slideshare.net/">presentations</a> from <a style="TEXT-DECORATION: underline" href="http://www.slideshare.net/lucabaiguini">lucabaiguini</a>.</div>
</div>
<p>Se qualcuno dei partecipanti volesse lasciare un commento circa la giornata, questo è il luogo adatto per farlo.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/07/le-10-sfide-nella-gestione-dei-talenti.html' rel='bookmark' title='Le 10 sfide nella gestione dei talenti'>Le 10 sfide nella gestione dei talenti</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2009/03/la-gestione-dei-collaboratori.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Time management e comunicazione circa il tempo</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/time-management-e-comunicazione-circa-il-tempo.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/time-management-e-comunicazione-circa-il-tempo.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 19:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=199</guid>
		<description><![CDATA[Slide e descrizione del corso "Priorità 1: il Tempo. La gestione del tempo per il professionista e i suoi collaboratori" tenuto da Luca Baiguini per Mindpoint e l'Ordine dei Dottori e Ragionieri Commercialisti di Brescia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante le ultime settimane ho tenuto un paio di incontri formativi (4 ore ciascuno)&nbsp;frutto della partnership tra <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank">Mindpoint</a> e l&#8217;<b>Ordine dei Dottori e Ragionieri Commercialisti di Brescia</b>.<br />
Il titolo dell&#8217;intervento era: <b>Priorità 1: il Tempo. La gestione del tempo per il professionista e i suoi collaboratori.</b><br />
Alle due sessioni hanno partecipato circa 200 commercialisti in totale.<br />
Condivido le slide dell&#8217;evento, che mi è parso molto interessante.</p>
<p><span id="more-199"></span></p>
<p>Il focus della presentazione era duplice: da un lato trasmettere le principali <b>strategie di time management </b>(<b>pianificazione</b>, <b>delega</b>, <b>proazione</b>, <b>creazione di confini relazionali</b>) dall&#8217;altro sensibilizzare i partecipanti (moltissimi dei quali titolari di uno studio, e quindi continuamente alla prese con teamwork, team management, team building) circa l&#8217;importanza che la <b>comunicazione circa il tempo e la sua gestione</b> riveste nelle dinamiche di gruppo e di team.</p>
</p>
<div style="text-align: left; width: 425px;" id="__ss_735655"><a style="margin: 12px 0pt 3px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/lucabaiguini/priorit-1-il-tempo-presentation-735655?type=powerpoint" title="Priorità 1: il tempo">Priorità 1: il tempo</a><object style="margin: 0px;" height="355" width="425"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=corsocommercialisti-1226245584258550-8&amp;rel=0&amp;stripped_title=priorit-1-il-tempo-presentation-735655" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=corsocommercialisti-1226245584258550-8&amp;rel=0&amp;stripped_title=priorit-1-il-tempo-presentation-735655" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="355" width="425"></object>
<div style="font-family: tahoma,arial; font-size: 11px; padding-top: 2px; height: 26px;">View SlideShare <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/lucabaiguini/priorit-1-il-tempo-presentation-735655?type=powerpoint" title="View Priorità 1: il tempo on SlideShare">presentation</a> or <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/upload?type=powerpoint">Upload</a> your own. (tags: <a style="text-decoration: underline;" href="http://slideshare.net/tag/time-management">time management</a>)</div>
</div>
<p>Io mi sono divertito un sacco&#8230; spero un po&#8217; anche loro!<br />
Se qualcuno dei partecipanti al corso volesse lasciare dei commenti, sono i benvenuti!</p>
<p>In settimana il progetto prosegue con una lezione sulla comunicazione in pubblico&#8230; vi farò sapere&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/time-management-e-comunicazione-circa-il-tempo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gruppi, contenuto, processo</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/gruppi-contenuto-processo.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/gruppi-contenuto-processo.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 11:19:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=142</guid>
		<description><![CDATA[Il team leader deve tenere conto, nella conduzione di un gruppo, sia delle dimensioni di contenuto che delle dimensioni di processo
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo <a href="http://hbswk.hbs.edu/item/5602.html" target="_blank">articolo</a> su HBR Working Knowledge, il caso di un gruppo di canottieri che, pur possedendo grandi individualità, non riesce a vincere, e disperde&nbsp;così il proprio talento.<br />Ecco i concetti chiave ricavati da questa storia:</p>
<ul>
<li><i>Un team potenzialmente molto forte perché formato da persone di qualità può &nbsp;rapidamente sfaldarsi se non si presta attenzione ad argomenti come la fiducia, il conflitto, la responsabilità, la rivalità con altri gruppi</i></li>
<li><i>Nel business, la competizione tra gruppi può innalzare il livello di motivazione, ma se la competizione diventa eccessiva, può ostacolare la collaborazione</i></li>
<li><i>I team migliori sono quelli che non solo combinano le capacità dei loro appartenenti per svolgere al meglio i compiti, ma riescono anche a motivare le persone attraverso il collante rappresentato dal battersi per un obiettivo comune</i></li>
<li><i>Di fronte ad un team che presenta eccellenze individuali, ma scarso spirito di gruppo, la soluzione può essere quella di sostituire i membri del team, ma anche un evento chiarificatore può aiutare a scacciare la frustrazione e risolvere i conflitti</i></li>
</ul>
<p>Un team leader, quindi, si deve occupare sia delle dimensioni di contenuto (obiettivi, attività, progetti, compiti) sia di quelle di processo, che spesso sono latenti, e che hanno a che vedere con ciò che accade alle persone mentre lavorano. Nel proprio stile di leadership si tende a privilegiare uno di questi aspetti, mentre si dovrebbe dosare la propria attenzione sulla base dei bisogni del gruppo piuttosto che delle proprie preferenze.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2008/06/gruppi-contenuto-processo.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Outdoor training</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/05/outdoor-training.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/05/outdoor-training.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 08:11:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[outdoor training]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=5</guid>
		<description><![CDATA[Un breve commento all'outdoor training.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Leggo sempre pi&ugrave; spesso che le nuove frontiere della formazione all&#8217;esercizio della leadership, al team working, al team building, al problem solving passano attraverso l&#8217;outdoor training.<br />Abbandonare aule, scrivanie, lavagne a fogli e slide &egrave; senz&#8217;altro attraente. L&#8217;esperienza della decontestualizzazione &egrave; una fase importante dell&#8217;apprendimento, con un grande potenziale di generazione di nuovi comportamenti, e con l&#8217;aumento della probabilit&agrave; di &quot;<a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/livelli-di-apprendimento.html" target="_blank">double loop learning</a>&quot;. Poi, per&ograve;, &egrave; necessario ri-contestualizzare l&#8217;apprendimento, e allora serve un formatore che sia in grado di trasformare le esperienze in modelli e i comportamenti in capacit&agrave;. <br />Del resto, non credo sia necessario abbandonare l&#8217;aula per creare, nel percorso di apprendimento, questo pendolo tra decontestualizzazione e ri-contestualizzazione. <br />Senz&#8217;altro, per&ograve;, &egrave; divertente. </p>
<p><span id="more-5"></span><br />
L&#8217;importante, appunto, &egrave; che un outdoor training non sia una parentesi giocosa tra le parole &quot;continuo&quot; e &quot;come prima&quot;. E per far questo non basta sapere di rafting, di orientamento, di scalate, o essere un buono skipper. <br />Servono i ferri del mestiere del formatore.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2008/05/outdoor-training.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Monocronico e policronico</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/03/monocronico-e-policronico.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/03/monocronico-e-policronico.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 06:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[monocronicità]]></category>
		<category><![CDATA[policronicità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=114</guid>
		<description><![CDATA[Il rapporto degli individui con il tempo ed il ciclo di vita del gruppo hanno interessanti implicazioni dal punto di vista del team building, del teamwork e del team management
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottolineavo <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/03/i-team-di-lazard.html" target="_blank">qualche giorno fa </a>come la composizione dei Team in Lazard mi ricordasse gli studi su monocronicit&agrave; e policronicit&agrave;</p>
<p>Questi due termini sono stati utilizzati per la prima volta dall&rsquo;antropologo Edward T. Hall, che, per lo studio delle differenze culturali tra diverse societ&agrave;, identific&ograve; dei modelli strutturali a cui poter paragonare, di volta in volta, i tratti sociali caratteristici delle varie comunit&agrave; umane. Defin&igrave;, quindi, due modelli estremi: le culture &ldquo;high context&rdquo; e le culture &ldquo;low context&rdquo;, caratterizzati da una serie di norme non scritte sull&rsquo;uso del tempo, dello spazio, delle cose materiali, e poi sulle relazioni sociali, amicali, parentali. Tra questi due estremi, poteva cos&igrave; collocare le comunit&agrave; oggetto dei suoi studi, a seconda delle caratteristiche espresse in ciascuno di questi ambiti. Una parte rilevante di questo modello riguarda il tempo, descritto come una sorta di &ldquo;linguaggio silenzioso&rdquo; che comunica significati e che pone ordine tra le attivit&agrave;. Hall, cos&igrave;, ha individuato due modelli di relazione con il tempo e di organizzazione molto diversi, spesso in contrasto tra loro: il tempo monocronico (tipico delle culture &ldquo;low context&rdquo;) e il tempo policronico (tipico delle culture &ldquo;high context&rdquo;).</p>
<p>In particolare, secondo questo modello, le culture Occidentali e Nord Europee tendono a concentrare l&rsquo;attenzione su una sola attivit&agrave; per volta, attribuendo grande importanza allo sviluppo di piani e alla loro esecuzione. Questo approccio &egrave; ci&ograve; che Hall definisce tempo monocronico. Per chi segue questa impostazione il tempo &egrave; una risorsa, (in maniera simile a come lo &egrave;, per esempio, il denaro). Pu&ograve;, quindi, essere risparmiato, preventivato, speso, consuntivato. </p>
<p>Il tempo policronico, invece, rappresenta l&rsquo;approccio tipico delle culture mediorientali e latine. La puntualit&agrave; &egrave; meno importante, e la flessibilit&agrave;, i cambi di programma, le distrazioni dall&rsquo;obiettivo sono all&rsquo;ordine del giorno.</p>
<p>Hall ha posto questa distinzione parlando di societ&agrave; e culture.</p>
<p>Gli studi successivi hanno traslato questo approccio verso lo studio del rapporto individuale e personale con il tempo, al di l&agrave; della cultura di appartenenza.</p>
<p>Lo schema che segue, elaborato dallo stesso Hall, rimarca dieci differenze tra culture (o persone) monocroniche e policroniche.</p>
<p>Le persone monocroniche</p>
<ul>
<li>Fanno una cosa per volta </li>
<li>Si concentrano sul lavoro </li>
<li>Prendono gli impegni legati al tempo (scadenze, programmazione) molto seriamente </li>
<li>Agiscono in una logica low-context ed hanno bisogno di informazioni </li>
<li>Sono coinvolte dal lavoro </li>
<li>Aderiscono in maniera religiosa ai piani </li>
<li>Si preoccupano di non disturbare gli altri; seguono le regole della privacy e della premura </li>
<li>Mostrano grande rispetto per la propriet&agrave; privata; prendono in prestito o prestano con molta difficolt&agrave; </li>
<li>Esaltano la puntualit&agrave; </li>
<li>Sono abituate a relazioni di breve periodo</li>
</ul>
<p>Le persone policroniche, al contrario,</p>
<ul>
<li>Fanno molte cose contemporanemente </li>
<li>Si distraggono e interrompono facilmente </li>
<li>Considerano che un obiettivo si debba raggiungere, se possibile </li>
<li>Agiscono in una logica high-context e possiedono di gi&agrave; le informazioni </li>
<li>Sono coinvolte dalle relazioni umane e dalle persone </li>
<li>Cambiano piano spesso e facilmente </li>
<li>Si preoccupano di pi&ugrave; di coloro ai quali sono legati (famiglia, amici, colleghi stretti), piuttosto che della privacy </li>
<li>Prestano e prendono in prestito spesso e facilmente </li>
<li>Basano la puntualit&agrave; sulle relazioni </li>
<li>Hanno una forte tendenza a costruire relazioni che durano per tutta la vita </li>
</ul>
<p>Che cosa c&#8217;entra tutto questo con i Team in Lazard?<br />Normalmente le persone monocroniche tendono a preferire team organizzati secondo scadenze e procedure, le persone policroniche (e lo si pu&ograve; comprendere dalla lista delle loro caratteristiche) tendono a prediligere team pi&ugrave; flessibili e meno burocratizzati.</p>
<p>I team di cui parla Wasserstein, quindi, sembrano adatti ad attrarre soprattutto persone policroniche, come egli stesso (con altre parole) sostiene.<br />E questo, in ottica di teambuilding, teamwork e team management, ha una sua logica, visto che i suoi team hanno bisogno di flessibilit&agrave;, capacit&agrave; relazionali e sensibilit&agrave; alla lettura del contesto.<br />L&#8217;equilibrio tra la dimensione monocronica e la dimensione policronica nel rapporto con il tempo rappresenta sempre un&#8217;alchimia difficile da realizzare nelle organizzazioni. Ci sono alcune considerazioni interessanti da fare al riguardo.<br />Ne riparliamo alla prima occasione.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/06/tempo-manager-organizzazioni.html' rel='bookmark' title='Tempo, manager, organizzazioni'>Tempo, manager, organizzazioni</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2008/03/monocronico-e-policronico.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Bastone e carota</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/03/bastone-e-carota.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/03/bastone-e-carota.html#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 11:34:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Modelli di leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[compensation]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=110</guid>
		<description><![CDATA[Da una ricerca di McKinsey risulta che In italia c'è una carenza nella politica di gestione delle persone. Ma non tutto può essere ridotto al dualismo "bastone" o "carota".
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul <a href="http://www.corriere.it/" target="_blank">Corriere della Sera</a>, un <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2008/marzo/21/McKinsey_striglia_manager_piu_spazio_co_9_080321046.shtml" target="_blank">articolo </a>di Corinna De Cesare riporta una ricerca compiuta da McKinsey su 3.500 aziende manifatturiere&nbsp;da 50 a 5.000 dipendenti.</p>
<p>Risultato:</p>
<blockquote><p>&laquo;Il nostro &egrave; un Paese molto attento al prodotto, infatti pubblicizziamo il made in Italy&raquo;, spiega Gianfranco Scalabrini, Associate Principal di McKinsey, ma &laquo;non ci rendiamo conto che una migliore gestione delle persone, attraverso il loro coinvolgimento nelle fasi strategiche dell&#8217;azienda, la partecipazione a un sistema di coordinamento per obiettivi e l&#8217;applicazione di criteri meritocratici, aumenterebbe di molto la produttivit&agrave; aziendale&raquo;.</p>
<p>[...]</p>
<p>L&#8217;Italia come capacit&agrave; amministrativa del personale si posiziona agli ultimi posti dopo la Cina e davanti soltanto a India, Portogallo e Grecia.</p>
<p>[...]</p>
<p>In Italia, soprattutto nelle piccole e medie imprese, c&#8217;&egrave; una vera e propria carenza nella politica di gestione delle persone.</p>
</blockquote>
<p>La ricetta:</p>
<blockquote><p>Adottare insomma una politica da &quot;pi&ugrave; carota e meno bastone&quot; consentirebbe una maggiore produttivit&agrave; e l&#8217;ottenimento di migliori risultati. </p>
</blockquote>
<p>Proprio ieri ho affrontato questo argomento con un gruppo di giovani ingegneri di <a href="http://www.italcementi.it/" target="_blank">Italcementi</a>.<br />Mi pare una semplificazione eccessiva il ridurre le questioni relative alla gestione della performance individuale ed alla partecipazione dei collaboratori agli obiettivi aziendali alla formula &quot;pi&ugrave; carota e meno bastone&quot;.<br />La maturit&agrave; del collaboratore, il ciclo di vita del gruppo, l&#8217;equilibrio tra compito e relazione sono tutti fattori che impattano sulla scelta degli strumenti da utilizzare per favorire la costruzione di team orientati alla produttivit&agrave;. Paradossalmente (ma non poi tanto, credo che molti abbiano vissuto esperienze di questo tipo), un eccesso di carota potrebbe portare un team a chiudersi e a generare resistenza al cambiamento. Come un eccesso di bastone porta conflittualit&agrave; latente nel team.<br />L&#8217;equilibrio tra compito e relazione &egrave; un bell&#8217;esercizio di giocoleria a cui i manager sono chiamati.<br />Ed &egrave; importante conoscere quali sono le leve a disposizione per mantenere la barra del team puntata verso la produttivit&agrave;, in ogni fase della sua crescita sia nello sviluppo delle attivit&agrave; che nel ciclo delle dinamiche relazionali.</p>
<p>E poi, carota e bastone vanno bene per governare gli equini&#8230; e per chi ha a che fare con un team di aquile?</p>
<p style="text-align: right" align="right"><span class="sizeLess20">Tag: </span><a href="http://www.technorati.com/tag/teamwork" rel="tag"><span class="sizeLess20">teamwork</span></a><span class="sizeLess20">, </span><a href="http://www.technorati.com/tag/team+building" rel="tag"><span class="sizeLess20">team building</span></a><span class="sizeLess20">, </span><a href="http://www.technorati.com/tag/team+management" rel="tag"><span class="sizeLess20">team management</span></a><span class="sizeLess20">, </span><a href="http://www.technorati.com/tag/leadership" rel="tag"><span class="sizeLess20">leadership</span></a><span class="sizeLess20">, </span><a href="http://www.technorati.com/tag/team" rel="tag"><span class="sizeLess20">team</span></a></p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/09/incentivi-coordinamento-e-teamwork.html' rel='bookmark' title='Incentivi, coordinamento e teamwork'>Incentivi, coordinamento e teamwork</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/05/sugli-incentivi.html' rel='bookmark' title='Sugli incentivi'>Sugli incentivi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html' rel='bookmark' title='Il principio del progresso'>Il principio del progresso</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2008/03/bastone-e-carota.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/67 queries in 0.031 seconds using memcached
Object Caching 1292/1414 objects using memcached

Served from: www.lucabaiguini.com @ 2012-02-08 23:46:55 -->
