<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Luca Baiguini &#187; Creatività</title>
	<atom:link href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/management/problem-solving/creativita/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lucabaiguini.com</link>
	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 15:10:47 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Brainstorming in 7 step</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/03/brainstorming-7-step.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/03/brainstorming-7-step.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 07:00:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[brainstorming]]></category>
		<category><![CDATA[McKinsey Quarterly]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1781</guid>
		<description><![CDATA[Dalla constatazione del fallimento dell'approccio tradizionale al brainstorming, la proposta di una metodologia in 7 step basata su domande e momenti di lavoro in sottogruppi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="https://www.mckinseyquarterly.com/" target="_blank">McKinsey Quarterly</a>, un <a href="http://www.mckinseyquarterly.com/Seven_steps_to_better_brainstorming_2767" target="_blank">articolo</a> di Kevin P. Coyne and Shawn T. Coyne sul <a href="http://www.lucabaiguini.com/tag/brainstorming" target="_blank">brainstorming</a>, e sulle criticità del metodo e dell&#8217;approccio.<br />
Gli autori partono dalla constatazione che la maggior parte delle sessioni di brainstorming si concludono con una sensazione di scarsa produttività e con frasi del tipo &#8220;Bene, è finita, ora torniamo al lavoro vero!&#8221;.</p>
<p>Come rivitalizzare una metodologia che può, invece, presentare ancora delle potenzialità?</p>
<p>Ecco i sette step proposti dall&#8217;articolo:</p>
<p><span id="more-1781"></span></p>
<p><strong>1. Conosci quali sono i criteri decisionali dell&#8217;organizzazione</strong></p>
<p>È inutile stimolare idee che, di per sé, non saranno realizzabili perché vanno al di fuori degli steccati decisionali dell&#8217;azienda.<br />
Esplicitare i vincoli entro i quali il processo creativo deve svolgersi è un modo per indirizzarlo.</p>
<p><strong>2. Fai le domande giuste</strong></p>
<p>Al contrario di quanto molti pensano, una struttura favorisce il processo creativo e lo indirizza. Brainstorming troppo destrutturati raramente portano risultati tangibili.<br />
Il modo più immediato per conferire struttura è formulare domande con due caratteristiche:</p>
<ol>
<li>Devono forzare i partecipanti ad assumere prospettive nuove e non familiari.</li>
<li>Devono limitare lo spazio concettuale che il team esplorerà, senza essere tanto restrittive da forzare verso particolari tipi di risultati.</li>
</ol>
<p><strong>3. Scegli le persone giuste</strong></p>
<p>Non sulla base del posto occupato sull&#8217;organigramma, ma sulla base della loro capacità di rispondere alle domande di cui sopra.</p>
<p><strong>4. Divide et impera</strong></p>
<p>Non tutta la sessione di brainstorming va affrontata con il gruppo al completo. Anzi, è funzionale alternare ai momenti di plenaria frequenti momenti di brainstorming in piccoli gruppi (da 3 a 5 persone) che rispondano a domande specifiche.</p>
<p><strong>5. Pronti, via!</strong></p>
<p>Prima di iniziare, visto che molto spesso le persone sono abituate al brainstorming inteso in modo tradizionale, è bene esplicitare il setting di questo nuovo modo di procedere, spiegando la tipologia di domande e di lavoro che aspetta il gruppo.</p>
<p><strong>6. Impacchetta</strong></p>
<p>Alla fine del brainstorming, non è bene votare l&#8217;idea migliore. Piuttosto, la cosa migliore è mettere in ordine all&#8217;interno dei sottogruppi le idee, condividerle, e, soprattutto, rendere esplicito il processo attraverso il quale, a valle della sessione, si sceglieranno le idee migliori e più praticabili.</p>
<p><strong>7. Dai un follow-up al più presto</strong></p>
<p>È bene che chi ha partecipato al brainstorming riceva un feedback sulle idee generate, anche se negativo.<br />
Qualsiasi tipo di follow-up, anche quello che dà notizie non positive sul processo di decision making generato dalle idee, è meglio che lasciare cadere le idee nel vuoto.</p>
<p>E, infine, la conclusione dell&#8217;articolo:</p>
<blockquote><p>Il brainstorming tradizionale è veloce, furioso e alla fine superficiale. Sostituendo questa tecnica tradizione con un approccio più focalizzato e basato sulle domande, i senior manager possono riuscire ad ottenere in maniera tangibile idee migliori dai loro gruppi.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html' rel='bookmark' title='Critica del brainstorming'>Critica del brainstorming</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2011/03/brainstorming-7-step.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cominciare e finire</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2011/01/calvino-creativita.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2011/01/calvino-creativita.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 22:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Calvino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1625</guid>
		<description><![CDATA[Dall'incipit di "Cominciare e finire" di Italo Calvino, una riflessione sulla creatività]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho già <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/10/5-libri.html" target="_blank">detto</a> che <a href="http://www.amazon.it/gp/product/880448599X?ie=UTF8&amp;tag=lucabaig-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=19458&amp;creativeASIN=880448599X">Lezioni americane</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italo_Calvino" target="_blank">Italo Calvino</a> è un libro che mi ha molto influenzato.</p>
<p>In alcune edizioni del libro, c&#8217;è una appendice, intitolata &#8220;<strong><em>Cominciare e finire</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Eccone l&#8217;incipit:</p>
<blockquote><p>Cominciare una conferenza, anzi un ciclo di conferenze, è un momento cruciale, come cominciare a scrivere un romanzo. E questo è il momento della scelta: ci è offerta la possibilità di dire tutto, in tutti i modi possibili; e dobbiamo arrivare a dire una cosa, in un modo particolare. Il punto di partenza delle mie conferenze sarà dunque questo momento decisivo per lo scrittore: il distacco dalla potenzialità illimitata e multiforme per incontrare qualcosa che ancora non esiste ma che potrà esistere solo accettando dei limiti e delle regole.</p></blockquote>
<blockquote><p><span id="more-1625"></span>Fino al momento precedente a quello in cui cominciamo a scrivere, abbiamo a nostra disposizione il mondo, una somma di informazioni, di esperienze, di valori – il mondo dato in blocco, senza un prima né un poi, il mondo come memoria individuale e come potenzialità implicita; e noi vogliamo estrarre da questo mondo un discorso, un racconto, un sentimento: o forse più esattamente vogliamo compiere un’operazione che ci permetta di situarci in questo mondo. Abbiamo a disposizione tutti i linguaggi: quelli elaborati dalla letteratura, gli stili in cui si sono espressi civiltà e individui nei vari secoli e paesi, e anche i linguaggi elaborati dalle discipline più varie, finalizzati a raggiungere le più varie forme di conoscenza: e noi vogliamo estrarne il linguaggio adatto a dire ciò che vogliamo dire, il linguaggio che <em>è </em>ciò che vogliamo dire.</p></blockquote>
<p>Mi sembra il modo migliore per fare un passo ulteriore nella riflessione iniziata in questo <a href="http://www.lucabaiguini.com/2011/01/elogio-delle-limitazioni.html" target="_blank">post</a>.<br />
E di tutto quello che abbiamo scritto in tema di <a href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/management/problem-solving/creativita" target="_blank">creatività</a>.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2011/01/calvino-creativita.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>7</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Appunti sui tovagliolini</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/12/mapping-dan-roan.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/12/mapping-dan-roan.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 03 Dec 2010 07:28:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[Training]]></category>
		<category><![CDATA[mapping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1511</guid>
		<description><![CDATA[Dal libero di Dan Roan "The Back of the Napkin", alcune riflessioni sul mapping e sul visual thinking]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Emergo ora dalla lettura di &#8220;<a href="http://www.amazon.it/gp/product/1591843065?ie=UTF8&amp;tag=lucabaig-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=23322&amp;creativeASIN=1591843065" target="_blank">The Back of the Napkin: Solving Problems and Selling Ideas with Pictures</a><img style="border: none !important; margin: 0px !important;" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=lucabaig-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=1591843065" border="0" alt="" width="1" height="1" />&#8220;.<br />
Libro interessante e a tratti divertente.<br />
Dan Roam si produce nel tentativo (spesso ben riuscito) di sistematizzare le dimensioni del cosiddetto &#8220;visual thinking&#8221;, quel corpus di strategie e tecniche utili a rappresentare pensieri e idee attraverso immagini, cui ho fatto cenno in <a href="http://www.lucabaiguini.com/?s=mapping&amp;x=0&amp;y=0">questi altri articoli</a>.<br />
Il focus del libro è sull&#8217;utilizzo del visual thinking in ottica di <a href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/management/problem-solving">problem solving</a>, ma le stesse metodologie possono essere utilizzate in applicazioni diverse.</p>
<p><span id="more-1511"></span> Il frutto della sistematizzazione di Roam è una matrice nella quale, per scegliere la tipologia di immagine da utilizzare in maniera produttiva in ogni contesto, è sufficiente rispondere ad alcune domande e collocare così la propria rappresentazione all&#8217;interno della matrice stessa.</p>
<p>Le due dimensioni della matrice sono</p>
<ul>
<li><strong>Which framework?</strong> &#8211; a quale (o quali) tra le sei domande fondamentali deve rispondere la rappresentazione.<br />
Le domande sono: Chi/Che cosa? | Quanto? | Dove? | Quando? | Come? | Perché?</li>
<li><strong>Which version?</strong> &#8211; cioè, all&#8217;interno di una specie di mixer che Roam chiama SQVID, come si colloca il concetto da rappresentare nella 5 alternative tra:
<ul>
<li>Semplice | Elaborato</li>
<li>Qualità | Quantità</li>
<li>Visione | Esecuzione</li>
<li>Individuale | Comparativo</li>
<li>Cambiamento | Situazione attuale (As is). La D finale sta per Delta.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<p>Definite queste due dimensioni, la matrice riassuntiva del libro è questa:</p>
<div id="attachment_1512" class="wp-caption aligncenter" style="width: 547px"><a href="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2010/12/Matrice-Dan-Roan.png"><img class="size-full wp-image-1512 " title="Matrice-Dan-Roan" src="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2010/12/Matrice-Dan-Roan.png" alt="Matrice di Dan Roan" width="537" height="644" /></a><p class="wp-caption-text">La matrice Framework / Version di Dan Roan</p></div>
<p>La lettura è interessante e provocatoria anche in termini di esposizione delle idee in contesti di public speaking (a cui è dedicata una parte del libro), anche perché propone il passaggio dall&#8217;uso delle slide a supporto della presentazione, all&#8217;uso di disegni, per lo più creati al momento.</p>
<p>Back to the Flip chart, verrebbe da dire.<br />
E credo che in molti contesti il suggerimento abbia una sua validità.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/05/mapping.html' rel='bookmark' title='Mapping'>Mapping</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/09/verbalizzazione-grafica.html' rel='bookmark' title='Verbalizzazione grafica'>Verbalizzazione grafica</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/12/mapping-dan-roan.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ancora sull&#8217;innovazione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 14 Oct 2010 07:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ticonzero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1399</guid>
		<description><![CDATA[Da un articolo pubblicato su Ticonzero, alcuni criteri per definire l'innovazione e delimitarne il campo, al fine di comprendere quali sono le condizioni che favoriscono l'innovazione stessa nelle organizzazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa abbiamo aperto una <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione-retorica.html" target="_blank">discussione</a> sull&#8217;innovazione e la sua &#8220;retorica&#8221;.<br />
L&#8217;ultima uscita di <a href="http://www.ticonzero.info/" target="_blank">Ticonzero</a> lancia lo stesso tema sulla rivista, con la promessa di contributi di diversi autori nei prossimi numeri.<br />
In <a href="http://www.ticonzero.info/articolo.asp?art_id=3462" target="_blank">questo articolo</a> Fabio Sgaragli ha iniziato con l&#8217;elencare i criteri attraverso i quali si può definire l&#8217;innovazione, rispondendo a domande come:</p>
<blockquote><p>Ma cosa è veramente l’innovazione? Come facciamo a sapere che quella che abbiamo di fronte è veramente innovazione? Esistono dei criteri per definirla?</p></blockquote>
<p><span id="more-1399"></span>Ed ecco, in sintesi, le risposte.</p>
<p>Si ha innovazione quando:</p>
<ul>
<li>Un&#8217;idea viene realizzata in pratica e si dimostra funzionante (che funzioni per il fine per il quale è stata ideata, è un aspetto quasi irrilevante. Sono, quindi, innovazione anche le idee che funzionano in un campo di applicazione diverso da quello per cui sono state originariamente pensate).</li>
<li>L’idea realizzata, al di la di essere radicalmente nuova o meno, deve portare dei benefici positivi.</li>
<li>Al di là della sua dimensione, qualsiasi idea nuova che abbia una ricaduta significativa nel settore specifico di applicazione o, più in generale, nelle nostre vite, è da considerarsi innovazione. In questo senso, non sono innovazione soltanto le scoperte, le idee o i prodotti che &#8220;cambiano le regole del gioco&#8221; o i paradigmi.</li>
<li>Dietro la vera innovazione c’è lo spirito tipico degli esploratori: quello di volere scoprire cose nuove, siano esse frontiere o soluzioni.</li>
</ul>
<p>Lo stesso autore avverte del fatto che questa lista di criteri non è esaustiva né definitiva. Serve soltanto ad aprire il dibattito attorno alle condizioni che, data questa definizione, possono favorire l&#8217;innovazione stessa nelle organizzazioni.</p>
<p>Mi pare che su Ticonzero stia iniziando un percorso interessante, che vale la pena seguire.</p>
<p>Se, nel frattempo, qualcuno ha contributi da portare, serviranno ad arricchire ulteriormente la visione.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/10/innovazione.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Verbalizzazione grafica</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/09/verbalizzazione-grafica.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/09/verbalizzazione-grafica.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:45:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Review]]></category>
		<category><![CDATA[mapping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1313</guid>
		<description><![CDATA[Il verbalizzatore grafico è una professione che ha come obiettivo mappare riunioni e brainstorming per rendere il processo il più produttivo possibile, abbandonando slide e powerpoint.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.hbritalia.it" target="_blank">Harvard Business Review Italia</a> di settembre ho trovato alcuni spunti interessanti.<br />
Il primo: un articoletto intitolato &#8220;<strong>Stanchi di PowerPoint? Provate questa alternativa</strong>&#8220;.<br />
Daniel McGinn parla di verbalizzazione grafica: tutte quelle tecniche e metodologie che hanno a che vedere con la visualizzazione grafica delle informazioni che possono emergere da un articolo, una riunione, un brainstorming, eccetera.<br />
La tecnica è datata, ma, a quanto pare, la stanchezza per l&#8217;uso (e l&#8217;abus0) delle slide come strumento di supporto alle riunioni e alle presentazioni l&#8217;ha riportata in auge in molte organizzazioni.</p>
<p><span id="more-1313"></span>Il tema ha, mi pare, una stretta attinenza con le metodologie di mapping (che ho illustrato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/05/mapping.html">qui</a>).<br />
E, come sottolinea anche l&#8217;autore, alcuni software possono offrire un supporto davvero notevole a questo tipo di processi.</p>
<p>Nel post che ho citato suggerivo come una operazione di mapping efficace presenta almeno due caratteristiche:</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></p>
<ul>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>La coerenza tra i mezzi espressivi e la struttura del campo di conoscenza che i mezzi stessi devono rappresentare.</strong></span></li>
<li><span style="font-weight: normal;"><strong>Le stesse informazioni devono essere leggibili a diversi livelli di profondità, a seconda delle esigenze di chi deve usufruire delle informazioni e delle conoscenze mappate.</strong></span></li>
</ul>
<p></strong></p>
<p>Per quanto riguarda gli obiettivi, invece, del mapping in un processo fluido come può essere quello di una riunione o di un brainstorming, credo si possano riassumere in:</p>
<ul>
<li>aiuta a tenere traccia dei punti nodali e dei collegamenti</li>
<li>fare da riferimento visuale per obiettivi e piani d&#8217;azione (anche post-evento)</li>
<li>aiutare la memorizzazione e il ricordo</li>
<li>aumentare il coinvolgimento e l&#8217;interazione</li>
<li>produrre stimoli multisensoriali</li>
</ul>
<p>Si deve tenere conto che, se la logica è quella del mapping e della visualizzazione, la forma e l&#8217;eleganza grafica sono una parte importantissima del processo.</p>
<p>McGinn, infatti conclude:</p>
<blockquote><p>Jason Dirk, responsabile della formazione in Kraft, dice che la verbalizzazione grafica tiene le persone interessate e coinvolte a due livelli. «C&#8217;è la curiosità immediata che nasce osservando questa persona mentre disegna», osserva Dirk, dopodiché i partecipanti possono studiare più dettagliatamente il disegno. «Gli artisti sono in grado di scendere molto in profondità»</p></blockquote>
<p>Sono reduce da un&#8217;esperienza in cui un team di colleghi ha presentato un progetto utilizzando uno strumento di mapping e l&#8217;entusiasmo con cui me ne hanno parlato mi porta a credere che su questo filone ci sia un fertile cammino da percorrere.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/05/mapping.html' rel='bookmark' title='Mapping'>Mapping</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/12/mapping-dan-roan.html' rel='bookmark' title='Appunti sui tovagliolini'>Appunti sui tovagliolini</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2011/05/il-principio-del-progresso.html' rel='bookmark' title='Il principio del progresso'>Il principio del progresso</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/09/verbalizzazione-grafica.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Be stupid</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/08/be-stupid.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/08/be-stupid.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2010 13:20:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[livelli di pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1287</guid>
		<description><![CDATA[La campagna pubblicitaria di Diesel "Be stupid" si presta ad un'analisi approfondita degli espedienti comunicativi utilizzati e dei livelli di impatto del messaggio trasmesso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola/Mente&amp;Cervello" target="_blank">Mente e Cervello</a> di agosto, Fancesco Cardinali analizza la campagna pubblicitaria di <a href="http://www.diesel.com/" target="_blank">Diesel</a> &#8220;<a href="http://www.diesel.com/be-stupid/" target="_blank">Be stupid</a>&#8221; e le ragioni del suo successo.<br />
Secondo Cardinali, sono due gli stratagemmi comunicativi utilizzati dagli autori della campagna: la tecnica del ribaltamento e l&#8217;espediente dell&#8217;antagonista.</p>
<p><span id="more-1287"></span>Il primo stratagemma consiste nella rottura del senso comune all&#8217;interno di un processo narrativo, in modo da generare stupore (che, sottolinea giustamente Cardinali, ha lo stesso etimo di stupido) e rialzare immediatamente la soglia di attenzione. Naturalmente, l&#8217;efficacia di questo spiazzamento risiede nella percezione che deriva dall&#8217;immagine e, quindi, dalla narrazione che si sviluppa attorno al concetto di &#8220;stupido&#8221;.<br />
Lo spiega bene Renzo Rosso, citato nello stesso articolo:</p>
<blockquote><p>Quando dici stupido rischi di essere frainteso: non è una frase elegante, ma la pubblicità è fatta così, deve spiazzare. Posso capire che qualcuno la prenda male, ma a criticarci sono gli Over 40, non i ragazzi: loro hanno capito al volo, per loro lo slogan è molto <em>cool</em>. In quel &#8220;Be stupid&#8221; non c&#8217;è l&#8217;arroganza di chi ti dice come le cose debbono essere, ma solo un invito a credere alla libertà, alla creatività, e se ci crediamo tutti insieme molte cose potranno cambiare.</p></blockquote>
<p>L&#8217;espediente dell&#8217;antagonista viene invece messo in campo nel momento in cui allo <em>stupid</em> si contrappone lo <em>smart</em>, l&#8217;intelligente. In questo modo l&#8217;identità dello stupido non viene definita soltanto in termini propri, ma anche per contrapposizione. I messaggi della campagna fanno ampio uso di questo stratagemma: &#8220;<em>Gli intelligenti criticano, gli stupidi creano</em>&#8220;, &#8220;<em>Gli intelligenti ascoltano la testa, gli stupidi ascoltano il cuore</em>&#8220;, per fare due esempi.</p>
<p>La somma di questi due espedienti e la cura nella realizzazione della campagna sono i motivi del suo successo, e delle aspre critiche a cui è stata sottoposta.</p>
<p>Mi pare di poter aggiungere un elemento all&#8217;analisi. Come in molta della pubblicità che mi passa davanti agli occhi in questi giorni, mi pare determinante il fatto che l&#8217;appello viene fatto direttamente all&#8217;identità delle persone (al <em>chi</em>), ad un <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/self-leadership-secondo-dilts-2.html" target="_blank">livello di pensiero</a>, quindi, molto elevato.<br />
Da lì, la sensazione che questo tipo di comunicazione punti a forgiare, in qualche modo, i valori e le credenze. Forse questa sensazione è la causa delle reazioni (opposte) che suscita una campagna costruita in questo modo.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/08/be-stupid.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Michael Gelb sulla creatività</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/michael-gelb-sulla-creativita.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/michael-gelb-sulla-creativita.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 24 May 2010 07:51:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Edison]]></category>
		<category><![CDATA[Gelb]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1081</guid>
		<description><![CDATA[Da un'intervista a FastCompany, i suggerimenti di Michael Gelb tratti dalle strategie di pensiero dei grandi geni della storia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.michaelgelb.com/" target="_blank">Michael Gelb</a> è una mia vecchia conoscenza.<br />
Una volta ho anche tentato, con <a href="http://www.mindpoint.it" target="_blank">Mindpoint</a>, di portarlo in Italia per un workshop. Sul portale di Mindpoint, c&#8217;è <a href="http://www.mindpoint.it/index.php/risorse/articoli/37-grandi-menti-una-interessante-intervista-con-michael-gelb.html" target="_blank">una sua intervista</a> di qualche anno fa.<br />
In questi giorni ad intervistarlo è stato <a href="http://www.fastcompany.com/1640118/what-would-da-vinci-and-edison-say-to-todays-innovators" target="_blank">FastCompany</a>, che gli ha chiesto di sintetizzare i suoi studi sulle strutture di pensiero dei grandi geni (specialmente Leonardo da Vinci e Edison) in alcuni suggerimenti pratici pronti per l&#8217;uso.</p>
<p><span id="more-1081"></span></p>
<p>Ecco il suo elenco di suggerimenti:</p>
<ol>
<li><strong>Tieni con te un taccuino per registrare ed esplorare le tue idee.</strong><br />
Leonardo da Vinci ed Edison, per fare due esempi, ne tenevano uno.</li>
<li><strong>Fai un sacco di scarabocchi creativi sul tuo taccuino.</strong></li>
<li><strong>Prima di tutto, permetti alla tua immaginazione di galoppare libera, ti concentrerai successivamente sull&#8217;analisi, la fattibilità, l&#8217;implementazione.</strong><br />
Edison consigliava: &#8220;Per avere una buona idea, devi avere un sacco di idee&#8221;. Bilanciava in questo modo la sua fantasia spigliata con il rigore della sperimentazione.</li>
<li><strong>Fai un paio di pisolini di venti minuti ogni giorno.</strong></li>
<li><strong>Ridi e gioca ogni giorno.</strong><br />
Sia Leonardo che Edison hanno mostrato per tutta la loro vita uno spiccato senso dell&#8217;umorismo ed un gusto infantile per il gioco.</li>
<li><strong>Focalizzati su un fine alto</strong><br />
I loro obiettivi avevano a che vedere con la scoperta dei segreti della natura, della felicità, della vita. Niente di meno&#8230;</li>
</ol>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Sono suggerimenti apparentemente banali.<br />
Ma oggi mi andava di riportali, soprattutto per ricordare a me stesso che non è conoscere questi suggerimenti che fa la differenza, ma praticarli con costanza.</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">Buon lunedì a tutti. </span></strong></p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/michael-gelb-sulla-creativita.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Management delle idee</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-delle-idee.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-delle-idee.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 12 May 2010 14:20:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Getz]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[ticonzero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=1052</guid>
		<description><![CDATA[Da Ticonzero, la sintesi delle ricerche di Getz e Robinson che tratteggiano le caratteristiche delle organizzazioni più creative e con il maggior tasso di innovazione]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://www.ticonzero.info" target="_blank">Ticonzero</a>, Giovanni Lucarelli sintetizza alcune delle idee che sono emerse dallo studio di Getz e Robinson sulle aziende più innovative e sui loro sistemi di management delle idee.<br />
Del pensiero di Getz ho già parlato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/07/isaac-getz-e-la-forza-delle-idee.html">qui</a>.<br />
Ne emergono alcune peculiarità ed alcuni elementi che accomunano queste best practice dell&#8217;innovazione, che mi sembra interessante riproporvi e sintetizzarvi.<span id="more-1052"></span></p>
<p>Ecco, dunque, gli elementi costituitivi della cultura delle organizzazioni innovative:</p>
<ol>
<li><strong>Le idee sono un affare di tutti</strong><br />
Nel contesto in cui viviamo non ha più alcun senso pensare che l&#8217;innovazione sia appannaggio soltanto di qualcuno, di un settore dell&#8217;azienda o di un gruppo ristretto di &#8220;creativi&#8221;.<br />
Tutta l&#8217;organizzazione, a qualsiasi livello, deve essere stimolata a produrre idee innovative.<br />
Il contributo all&#8217;innovazione (inteso come percentuale dei collaboratori che presenta nuove idee al management), nelle aziende che Lucarelli chiama &#8220;innovatori esemplari&#8221;, supera spesso l&#8217;80/90%.</li>
<li><strong>Le persone possono essere creative<br />
<span style="font-weight: normal;">Tutti possono essere creativi, a condizione di trovare nell&#8217;organizzazione alcune condizioni favorevoli:</span></strong></p>
<ul>
<li>training che favoriscano la formazione di una forma mentis creativa</li>
<li>un ambiente di lavoro stimolante</li>
<li>l&#8217;interesse da parte di colleghi e superiori per le idee proposte</li>
<li>occasioni per presentare le proprie idee</li>
</ul>
</li>
<li><strong>L&#8217;innovazione non è una lotteria<br />
<span style="font-weight: normal;">Non si può fare affidamento su sporadici &#8220;lampi di genio&#8221;, per lo più occasionali.<br />
Al contrario, si deve articolare un processo che favorisca la generazione di nuove idee, la loro comunicazione, la loro realizzazione e la loro diffusione dentro e fuori l&#8217;organizzazione.</span></strong></li>
</ol>
<p>Mi paiono tutte considerazioni che vanno nella direzione di quanto afferma Catmull in una parte dell&#8217;intervista che ho sintetizzato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-pixa.html">qui</a>.</p>
<p>Se qualcuno di voi avesse esperienze e casi, sono i benvenuti.</p>
<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-delle-idee.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mapping</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/mapping.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/mapping.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 May 2010 06:30:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Hans Rosling]]></category>
		<category><![CDATA[mapping]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=810</guid>
		<description><![CDATA[Il mapping, ossia la rappresentazione di idee e progetti in una struttura che non sia semplicemente quella lineare, per essere utilizzato in maniera efficace, ha bisogno di due caratteristiche: la coerenza tra mezzo e struttura del campo di conoscenza rappresentato e possibilità di lettura a diversi livelli di profondità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 22 aprile scorso ho tenuto una lezione di <a href="http://www.mindpoint.it" target="_blank">Proacademy</a> sul <strong>Mapping</strong>; sulla possibilità, cioè, di rappresentare idee e progetti in una struttura che non sia semplicemente quella lineare che il nostro modo di scrivere e rappresentare il pensiero utilizza regolarmente.<br />
Condivido un paio di riflessioni.</p>
<p>La dittatura della logica lineare di rappresentazione del pensiero ha un padre: la stampa a caratteri mobili.<br />
Dal momento della sua diffusione il genere umano è stato in grado di produrre testi a costi relativamente bassi, purché fossero strutturati attraverso l’utilizzo, appunto, di una rappresentazione lineare del pensiero (il susseguirsi delle parole sul foglio).<br />
In quel momento avviene il divorzio tra parola e immagine.<br />
Prima, infatti, era comune trovare forme di rappresentazione del pensiero nelle quali immagini e parole convivevano e nelle quali, anzi, era proprio l’immagine a fare da struttura allo scritto.</p>
<p><span id="more-810"></span></p>
<p>Quello che vedete è un dettaglio della rappresentazione della cosiddetta “Torre della Sapienza”, un’immagine che si trova in varie versioni nei codici medioevali, nella quale, appunto, l’immagine fa da guida e da struttura al testo: le parole sono posizionate in modo che il loro pieno significato sia compreso leggendole all’interno dell’immagine della torre.</p>
<div id="attachment_813" class="wp-caption alignleft" style="width: 285px"><a href="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2010/05/torre_della_saggezza.jpg"><img class="size-medium wp-image-813" title="torre_della_saggezza" src="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2010/05/torre_della_saggezza-275x300.jpg" alt="" width="275" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La Torre della Sapienza</p></div>
<p>Per esempio, osservando il dettaglio della base della Torre, l’articolazione (lineare) del discorso che sta alla base di questa rappresentazione potrebbe essere tradotta in questo modo:</p>
<p><em>“La Torre della Sapienza ha a suo fondamento l’Umiltà (scritta alla base).<br />
Si regge su quattro colonne, che sono le quattro virtù cardinali (infatti, ogni virtù sta scritta su una colonna): Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza.<br />
Non soltanto, ogni colonna ha una base e un capitello, su cui sono scritte delle parole che sono in relazione con ciascuna virtù.<br />
Per esempio, la colonna della Prudenza ha come base la Diligenza e come capitello il Consiglio.<br />
Questo significa che la Prudenza si basa sulla Diligenza e fa da supporto al Consiglio.”</em></p>
<p>E via discorrendo, fino a mappare diverse centinaia di informazioni in una sola vista sinottica.<br />
Mi pare che questo esempio spieghi bene come la rappresentazione lineare della conoscenza, assieme a molti vantaggi, porti con sé anche molti limiti. E quali siano, viceversa, le potenzialità del mapping.</p>
<p>Obiettivo del mapping è, infatti, proprio superare questi limiti, anche perché i vincoli tecnologici da cui questi stessi limiti derivavano ormai sono superati da tempo.<br />
Si apre, allora, un’ampia possibilità in termini di comunicazione: quella di rappresentare la conoscenza attraverso strutture non lineari (o, per lo meno, non unicamente lineari).</p>
<p>Fatte queste premesse, quali sono, allora, le caratteristiche che deve possedere un mapping efficace?</p>
<p>Credo siano, essenzialmente, due:</p>
<ol>
<li><strong>Deve esserci coerenza tra i mezzi espressivi e la struttura del campo di conoscenza che i mezzi stessi devono rappresentare.</strong></li>
<li><strong>Le stesse informazioni devono essere leggibili a diversi livelli di profondità, a seconda delle esigenze di chi deve usufruire delle informazioni e delle conoscenze mappate.</strong></li>
</ol>
<p>Sono, mi pare, proprio questi i vantaggi sostanziali che si possono trarre da rappresentazioni non lineari di idee o di progetti.<br />
Naturalmente, ciascuno di noi, in questo senso, usa (spesso in maniera inconsapevole) il mapping.<br />
Un suo uso strategico e supportato da conoscenze ed esperienze, però, potrebbe davvero fare una certa differenza in ottica di eleganza ed efficacia della comunicazione.</p>
<p>Del resto, che cos’altro ha fatto se non questo Hans Rosling con la sua rappresentazione dello sviluppo economico e demografico che abbiamo conosciuto <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/12/public-speaking-statistiche.html">qui</a>?</p>
<p>Il tema mi sembra fertile, mi riprometto di tornarci presto.</p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/12/mapping-dan-roan.html' rel='bookmark' title='Appunti sui tovagliolini'>Appunti sui tovagliolini</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/09/verbalizzazione-grafica.html' rel='bookmark' title='Verbalizzazione grafica'>Verbalizzazione grafica</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/mapping.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meglio curare che prevenire</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-pixa.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-pixa.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 May 2010 07:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Pixar]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=802</guid>
		<description><![CDATA[Il modello creativo della Pixar prevede che sia meglio riparare agli errori, piuttosto che prevenirli, perché l'attenzione alla prevenzione manda a rotoli il processo creativo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>The Economist ha intervistato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Edwin_Catmull">Ed Catmull</a>, presidente di <a href="http://www.pixar.com/">Pixar</a>.<br />
Il video lo trovate <a href="http://ideas.economist.com/content/video" target="_blank">qui</a> (nella terza pagina scorrendo i video, il titolo è <strong>What makes a creative company?</strong>)</p>
<p>Chi frequenta abitualmente questo blog sa quanto spesso mi capiti di utilizzare scene o personaggi della Pixar per spiegare concetti o idee.<br />
Per questo, mi sembra sempre interessante capire i retroscena del processo creativo che sta alla base di quest&#8217;azienda.</p>
<p>Ecco un paio dei concetti che ha espresso Catmull, e che hanno catturato la mia attenzione:</p>
<p><span id="more-802"></span></p>
<blockquote><p>[Alla Pixar] c&#8217;è una grande tolleranza per l&#8217;eccentricità, per la grande creatività, e per le stranezze che qualcuno porta con sé&#8230; ma c&#8217;è un bassissimo numero di persone che sono socialmente disfunzionali e molto creative &#8211; ce ne sbarazziamo. Se non abbiamo un gruppo in salute, le cose non andranno bene. C&#8217;è questa illusione che un persona creativa apporti tutte le idee, nei fatti ci sono migliaia di idee coinvolte nel mettere insieme tutto. E la nozione di idea come una cosa singola è fondamentalmente un&#8217;illusione. Ci devono essere talmente tante idee che ciò di cui hai bisogno è un gruppo che si comporti in maniera creativa. E se la persona con la vision è unica &#8211; ci sono davvero poche persone che hanno questa vision &#8211; ma non sa trarre il meglio dalle persone, allora fallirà.</p>
<p>Supportiamo i leader il più a lungo ed il più fermamente possibile, ma non possiamo vincere se i leader hanno perso l&#8217;equipaggio. E questo accade quando l&#8217;equipaggio dice &#8220;noi non stiamo seguendo questa persona&#8221;.<br />
Noi diciamo che siamo &#8220;guidati dal direttore&#8221;, il che implica che il direttore assume tutte le decisioni finali, ma questo significa per noi che il direttore deve guidare&#8230; e il modo che abbiamo per capire se un leader non sta guidando è sentire le persone che dicono &#8220;noi non stiamo seguendo&#8221;.</p>
<p>[...]</p>
<p>La nozione del &#8220;provare  a controllare il processo e prevenire gli errori&#8221; manda tutto all&#8217;aria. Tutti noi sappiamo che è meglio chiedere scusa che chiedere il permesso di fare. Tutti lo sappiamo, ma io credo ci sia un corollario: se tutti stanno tentando di prevenire gli errori, tutto va a rotoli.<br />
È meglio riparare gli errori che prevenirli.<br />
E la tendenza naturale dei manager è quella di tentare di prevenire e sovra-pianificare gli eventi.</p></blockquote>
<p>Come sempre (vedi <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/11/pixar-della-creativita.html">qui</a>, per esempio) il modello Pixar provoca qualche riflessione&#8230;</p>
<p style="text-align: right;">Via <a href="http://www.scottberkun.com" target="_blank">Scott Berkun</a></p>
<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/pixar-della-creativita.html' rel='bookmark' title='Pixar: della creatività'>Pixar: della creatività</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2010/05/management-pixa.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

<!-- Performance optimized by W3 Total Cache. Learn more: http://www.w3-edge.com/wordpress-plugins/

Page Caching using disk: enhanced
Database Caching 1/69 queries in 0.019 seconds using memcached
Object Caching 1216/1348 objects using memcached

Served from: www.lucabaiguini.com @ 2012-02-07 12:50:41 -->
