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	<title>Luca Baiguini &#187; Gestione del tempo</title>
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	<description>Training - Management - Leadership</description>
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		<title>Sono i progressi a motivare</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/02/motivazione-progresso.html</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Feb 2010 08:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Review]]></category>
		<category><![CDATA[motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Amabile]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un'indagine di Teresa Amabile, i fattori che motivano i collaboratori]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dor.hbs.edu/fi_redirect.jhtml?facInfo=bio&amp;facEmId=tamabile" target="_blank">Teresa Amabile</a> è una <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/07/sei-miti-da-sfatare-sulla-creativita.html" target="_blank">vecchia conoscenza</a> degli avventori di questo blog.<br />
Su <a href="http://www.hbritalia.it/" target="_blank">HBR Italia</a> di Gennaio-Febbraio a lei viene affidato il compito di articolare una delle &#8220;10 idee innovative per il 2010&#8243; (si tratta di una selezione di idee effettuata annualmente da Harvard Business Review, in collaborazione con il World Business Forum di Davos, idee che potranno contribuire a costruire un mondo migliore).<br />
Ecco qui, in sintesi, la sua idea: i manager sono spesso convinti che a motivare i collaboratori sia &#8220;l&#8217;apprezzamento pubblico per un lavoro ben fatto&#8221;.<br />
In realtà, un&#8217;indagine condotta su alcune centinaia di knowledge workers dimostra come il fattore motivazionale più impattante sia la percezione di progredire nel proprio lavoro.</p>
<p><span id="more-620"></span>Così viene descritto il progresso:</p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Nei giorni in cui i lavoratori hanno la percezione di progredire nel proprio lavoro, o ricevono un aiuto che li porta a superare gli ostacoli, le loro emozioni sono oltremodo positive e il loro desiderio di successo tocca il massimo. Nei giorni in cui hanno la sensazione di perdere tempo o di incontrare degli ostacoli nel raggiungimento di traguardi significativi, il loro umore e la loro motivazione scendono al minimo.</em></p>
<p>Questa constatazione, secondo Teresa Amabile e Steven J. Kramer (co-autore dell&#8217;articolo), è densa di conseguenze.<br />
La prima: la motivazione dei collaboratori è, in gran parte, sotto il controllo dei manager. E non dipende da complicati sistemi di incentivazione.<br />
Si tratta, infatti, di creare le condizioni che facilitino e non ostacolino i progressi.</p>
<p>Ecco come proattivamente è possibile creare sia la percezione che la realtà del progresso:</p>
<ul>
<li>Preoccupatevi di chiarire gli obiettivi complessivi</li>
<li>Assicuratevi che gli sforzi dei collaboratori vengano adeguatamente sostenuti</li>
<li>Evitate di imporre scadenze così pressanti da fare sì che dei problemi marginali vengano percepiti come crisi drammatiche, anziché come opportunità di apprendimento</li>
<li>Promuovete una cultura della collaborazione</li>
<li>Facilitate i progressi in modo diretto</li>
</ul>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/05/pigmalione-ad-uso-dei-manager.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Pigmalione ad uso dei manager'>Pigmalione ad uso dei manager</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/12/diventare-manager.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Diventare manager'>Diventare manager</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/09/incentivi-coordinamento-e-teamwork.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Incentivi, coordinamento e teamwork'>Incentivi, coordinamento e teamwork</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Worklife balance: la felicità sta dentro di noi</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2010/01/worklife-balance-la-felicita.html</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 07:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[Goldsmith]]></category>
		<category><![CDATA[worklife balance]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una ricerca di Marshall e Kelly Goldsmith, l'indicazione di come coloro che provano felicità e senso in ambito professionale tendono a provarli anche al di fuori del lavoro. Coloro che si sentono infelici sul lavoro sono solitamente infelici a casa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Marshall e Kelly Goldsmith, su <a href="http://www.businessweek.com/magazine/content/09_51/b4160092992355.htm" target="_blank">Businessweek</a>, rendono conto di una loro ricerca sulla soddisfazione, sia nel breve termine (la felicità) che nel lungo termine (il senso) e sull&#8217;equilibrio tra vita lavorativa e vita privata (worklife balance).</p>
<p>I risultati della ricerca sono così sintetizzati dai due autori:</p>
<blockquote><p><span style="color: #333333;">Ciò che abbiamo scoperto è per molti aspetti inatteso ma molto chiaro. C’è una correlazione molto chiara tra la felicità e il senso al lavoro ed a casa. In altri termini, coloro che provano felicità e senso in ambito professionale tendono a provarli anche al di fuori del lavoro. Coloro che si sentono infelici sul lavoro sono solitamente infelici a casa.</span></p></blockquote>
<p><span id="more-541"></span></p>
<blockquote><p><span style="color: #333333;">Le implicazioni sono evidenti. Anche se il lavoro e la casa sono ambienti molto diversi, le nostre esperienze di felicità e di senso sembrano avere più a che fare con chi noi siamo piuttosto che con dove noi siamo. Piuttosto che incolpare il nostro lavoro, i nostri manager e i nostri clienti – o i nostri amici, familiari, le nostre comunità – per le nostre esperienze lavorative negative, sarebbe meglio se ci guardassimo allo specchio.</span></p>
<p><span style="color: #333333;">Una scusa comune che adduciamo per non essere felici e non trovare senso nella nostra vita è: “lavoro troppe ore”. Ma i nostri risultati mostrano come il numero di ore di lavoro non hanno una correlazione significativa con la felicità o il senso al lavoro o a casa. Si tratta di una scusa.</span></p></blockquote>
<p>Le conclusioni (ancora parziali) dello studio portano a dedurre che il grado di felicità e di senso sia collegato con un equilibrio tra le attività più impegnative, ma portatrici di senso nel lungo termine e attività più ludiche, che danno invece un beneficio immediato. E questo deve valere sia dentro che fuori l’ambiente lavorativo.<br />
Tanto che gli autori arrivano a suggerire alle aziende di smettere di chiedersi “che cosa l’azienda può fare per aumentare la felicità e il senso al lavoro?”, ma piuttosto di incoraggiare i collaboratori a chiedersi “Che cosa posso fare io per accrescere l’esperienza di felicità e di senso?”<br />
Più efficace, e, probabilmente, anche meno costoso.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Worklife Balance'>Worklife Balance</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/08/procrastinazione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Procrastinazione'>Procrastinazione</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>24/7: il mito della produttività</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/12/time-management-disponibilita-produttivita.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/12/time-management-disponibilita-produttivita.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 Dec 2009 08:00:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Review]]></category>
		<category><![CDATA[worklife balance]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un articolo pubblicato su Harvard Business Review da Leslie A. Perlow e Jessica L. Porter, una metodologia provocatoria per fare in modo che le persone possano ricavarsi una maggiore quantità di tempo libero senza per questo incidere sulla qualità della performance]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero di novembre di <a href="http://www.hbritalia.it/" target="_blank">HBR Italia</a> un articolo decisamente provocatorio: in alcuni tratti sembra parli di un mondo da favola distante anni luce dall&#8217;esperienza quotidiana di molte aziende e organizzazioni.<br />
Il titolo già dice molto: &#8220;<strong>Il tempo libero programmato migliora la qualità del lavoro</strong>&#8220;.<br />
E il titolo originale è anche più esplicito: &#8220;Making time off predictable &#8211; and required&#8221;.<br />
L&#8217;articolo riferisce di una sperimentazione effettuata da <a href="http://drfd.hbs.edu/fit/public/facultyInfo.do?facInfo=ovr&amp;facId=24278" target="_blank">Leslie A. Perlow</a> e Jessica L. Porter in diversi uffici americani di <a href="http://www.bcg.com/" target="_blank">Boston Consulting Group</a>.<br />
Si è trattato letteralmente di &#8220;costringere&#8221; i consulenti di BCG a prendersi dei periodi di tempo programmati per staccare la spina, in aggiunta ai normali ritmi lavoro-tempo libero. Le pause venivano programmate all&#8217;inizio di un progetto e l&#8217;impegno consisteva nel rispettare questi periodi (che in alcuni progetti erano addirittura di un giorno a settimana) chiudendo i contatti con l&#8217;ufficio (comprese email e caselle vocali).</p>
<p><span id="more-429"></span></p>
<p>Alcuni risultati in sintesi:</p>
<ul>
<li>quello della disponibilità 24/7 più che una reale esigenza era un circolo vizioso in cui la disponibilità prolungata non faceva altro che generare, nei clienti e nell&#8217;organizzazione, una richiesta di ancora maggiore disponibilità</li>
<li>questa aspettativa diventa spesso addirittura un indicatore di valutazione della performance</li>
<li>il fatto che la disponibilità continua non venga nemmeno messa in discussione genera un atteggiamento verso il tempo che porta le persone a smettere perfino di chiedersi se potrebbero lavorare meno tempo con gli stessi risultati (o, addirittura, con risultati migliori)</li>
<li>anche i momenti di scambio tra i partecipanti ad un progetto, in queste condizioni, si focalizzano quasi esclusivamente sui contenuti, quasi mai sui processi e sulla qualità del lavoro</li>
</ul>
<p>Nei progetti in cui si sono stabiliti dei momenti di tempo libero programmato, al contrario di quel che si potrebbe pensare, gli standard operativi non sono affatto calati, e la soddisfazione espressa dai consulenti per il proprio lavoro è cresciuta in maniera consistente.<br />
Il modo migliore per garantirsi questo tipo di benefici è, secondo le autrici:</p>
<ol>
<li><strong>Imporre un meccanismo rigido per il tempo libero</strong><br />
Convincere persone molto orientate al risultato a prendersi dei momenti liberi spesso non è facile. A volte lo si deve imporre.</li>
<li><strong>Integrare il dialogo nel processo</strong><br />
Parlare dell&#8217;andamento del progetto sul tempo libero rappresenta spesso il primo passo per cominciare a parlare di qualità del lavoro e di processi. Il focus delle riunioni di progetto, quindi, si sposta in parte dal contenuto al processo (priorità, aspettative, problemi&#8230;).<br />
Gli esperimenti hanno così sottolineato l&#8217;importanza dei un dialogo aperto su un obiettivo che è sia personale che collettivo: garantire alle persone il loro tempo libero.</li>
<li><strong>Incoraggiare la sperimentazione</strong><br />
Il fatto che alcuni consulenti non fossero disponibili in alcuni giorni della settimana (o in alcune ore durante il giorno) ha permesso di ripensare le dinamiche del lavoro in team, incoraggiando sperimentazioni sulla condivisione di informazioni e di task.<br />
Queste sperimentazioni hanno portato spesso ad adottare metodi nuovi e creativi di comunicazione all&#8217;interno del team di progetto e con il cliente.</li>
<li><strong>Insistere sul supporto del vertice</strong><br />
La legittimazione (di più, la sponsorship) da parte dei team leader aiuta a vincere lo scetticismo iniziale per sperimentazioni che, per usare le parole degli stessi autori, ripensano l&#8217;impensabile.</li>
</ol>
<p>Una mia breve aggiunta, che introduce una modalità applicativa un po&#8217; diversa rispetto ad una sperimentazione di questo tipo.<br />
Mi capita spesso, durante i corsi sul <a href="http://www.lucabaiguini.com/categoria/management/gestione-del-tempo">time management</a>, di auspicare il fatto che i gruppi si organizzino in modo che ciascun membro abbia la possibilità di ritagliarsi degli spazi in cui lavorare ad attività importanti senza interruzioni dall&#8217;esterno (telefonate, email, messaggi, eccetera&#8230;).<br />
Questa sfida è particolarmente impegnativa proprio in quelle organizzazioni (simili a quelle descritte dalle due autrici) in cui la disponibilità continua verso le esigenze dei clienti (sia esterni che interni) appare come una necessità inderogabile.<br />
Sono d&#8217;accordo con le conclusioni dell&#8217;articolo: questa disponibilità genera un circolo vizioso che porta ad aumentare e non a diminiure il grado di urgenza con cui le attività e le deleghe vengono trasmesse.<br />
In questo senso, il processo in quattro fasi si può applicare non soltanto al tempo libero, ma anche al tempo libero da interruzioni, in cui le persone possono dedicarsi pienamente alle attività più impegnative.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/leadership-e-tempo.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Leadership e tempo'>Leadership e tempo</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Time management in tempi di crescita</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/10/time-management-in-tempi-di-crescita.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/10/time-management-in-tempi-di-crescita.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 17:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Forbes]]></category>
		<category><![CDATA[Ken Davenport]]></category>

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		<description><![CDATA[Su Forbes.com Ken Davenport elenca cinque buone pratiche per salvaguardare del tempo da dedicare alle attività ad alto tasso di creatività anche nel momento in cui l'organizzazione sta crescendo e il day-by-day pressa e prende il sopravvento.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>So che parlare di organizzazioni in crescita di questi tempi può sembrare poco più che una provocazione. <a href="http://www.forbes.com/2009/09/16/creativity-freedom-ceo-leadership-ceonetwork-managing.html" target="_blank">Questo articolo</a> su&nbsp;<a href="http://www.forbes.com/" target="_blank">Forbes</a>, però, si sposa bene con alcune riflessioni che sto portando avanti su questo blog e in aula in questo periodo.<br /><a href="http://www.theproducersperspective.com./" target="_blank">Ken Davenport</a> elenca cinque buone pratiche per salvaguardare del tempo da dedicare alle attività ad alto tasso di creatività anche nel momento in cui l&#8217;organizzazione sta crescendo e il day-by-day pressa e prende il sopravvento.<br />Mi sembrano cinque consigli di buon senso che, se seguiti con costanza, possono produrre buoni risultati (e molti coincidono con le pratiche che condivido nelle aule sul <a href="http://www.lucabaiguini.com/gestione-del-tempo/">time management</a> che sto tenendo in questi giorni).</p>
<p><span id="more-295"></span></p>
<p>Ecco le cinque pratiche:</p>
<ol>
<li><b>Applica una politica della &#8220;porta chiusa&#8221;</b><br />L&#8217;open door policy (politica della &#8220;porta aperta&#8221;) era uno slogan degli anni &#8216;90 che serviva a mostrare ai propri collaboratori di essere accessibile.<br />Oggi l&#8217;accessibilità non è più un problema, vista la messe di mezzi di comunicazione di cui disponiamo.<br />Piuttosto, vanno salvaguardati alcuni spazi di &#8220;non accessibilità&#8221; o, meglio, di &#8220;limitata accessibilità&#8221; (limitata alle cose che davvero non possono aspettare).
</li>
<li><b>Creati una cartella per le email a cui risponderai dopo l&#8217;orario di lavoro</b>, dove per orario di lavoro s&#8217;intendono le ore da dedicare ai progetti importanti
</li>
<li><b>Tieni una riunione settimanale con la tua prima linea</b><br />Fissa per questa riunione un orario di inizio e uno di fine, aggiornati sui progetti, dai consigli, ma, soprattutto, una volta terminato questo meeting, lasciali soli a meno di estreme urgenze. Sviluppa autonomia.
</li>
<li><b>Fai del tuo assistente (o della tua assistente) la persona più pagata del tuo staff</b><br />Un buon assistente è il miglior modo per risparmiare tempo da dedicare alle cose importanti, ai nuovi progetti e, magari, al relax.
</li>
<li><b>Forma il tuo numero 2</b><br />Segui la politica di crearti un buon sostituto per qualsiasi evenienza.<br />Questo richiede un investimento in formazione, e la condivisione di ogni aspetto del business.</li>
</ol>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Un mio articolo sul blog di Harvard Business Publishing</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 12:58:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>
		<category><![CDATA[featured]]></category>
		<category><![CDATA[Harvard Business Publishing]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul blog di Harvard Business Publishing, un mio articolo su un tema che mi sta molto a cuore: la relazione tra comunicazione circa il tempo, leadership e dinamiche di gruppo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2009/12/hbp.gif"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-top: 0px; margin-right: 0px; border-right: 0px" title="hbp" border="0" alt="hbp" align="left" src="http://www.lucabaiguini.com/wp-content/uploads/2009/12/hbp_thumb.gif" width="240" height="53" /></a> Sul <a href="http://blogs.harvardbusiness.org/cs/" target="_blank">blog</a> di <a href="http://harvardbusiness.org/" target="_blank">Harvard Business Publishing</a>, <a href="http://blogs.harvardbusiness.org/cs/2009/10/how_smart_leaders_talk_about_t.html" target="_blank">un mio articolo</a> su un tema che mi sta molto a cuore: la relazione tra comunicazione circa il tempo, leadership e dinamiche di gruppo.    <br />L&#8217;articolo è in inglese, e ripropone in chiave un parte diversa (e più sistematica) quanto scritto in alcuni post precedenti:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2007/02/tempo-organizzazioni.html">Tempo &amp; organizzazioni</a> </li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/07/sei-miti-da-sfatare-sulla-creativita.html">Sei miti da sfatare sulla creatività</a> </li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/creatitiva-e-tempo.html">Creatitivà e tempo</a> </li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/11/time-management-e-comunicazione-circa-il-tempo.html">Time management e comunicazione circa il tempo</a> </li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/04/leadership-e-tempo.html">Leadership e tempo</a> </li>
</ul>
<p>Naturalmente, se vorrete commentare in inglese, potete farlo direttamente sul blog di HBP.   <br />Se, invece, preferite lasciare le vostre opinioni in italiano, questo è il posto adatto!</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/time-management-e-comunicazione-circa-il-tempo.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Time management e comunicazione circa il tempo'>Time management e comunicazione circa il tempo</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/03/la-gestione-dei-collaboratori.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La gestione dei collaboratori'>La gestione dei collaboratori</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/la-scrivania-del-2030.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La scrivania del 2030'>La scrivania del 2030</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pianificazione e zen</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/10/pianificazione-e-zen.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/10/pianificazione-e-zen.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 16:54:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>
		<category><![CDATA[zen]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei vantaggi del pianificare correttamente consiste nel consentire una volta terminata la pianificazione, di dedicare tutta la propria attenzione al compito da svolgere, senza la distrazione di dover pensare a ciò che verrà dopo o a ciò che è stato prima.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le mie letture di questi giorni<sup>(1)</sup> mi hanno riportato ad un libro che mi aveva colpito molti anni fa, e che poi avevo pressoché dimenticato: <i><a href="http://www.ibs.it/code/9788845901775/herrigel-eugen/zen-e-il-tiro.html?shop=812" target="_blank">Lo zen e il tiro con l&#8217;arco</a></i>, di Eugen Herrigel.<br /><span class="tcorpotesto">Si tratta del resoconto di come un occidentale possa avvicinarsi allo Zen. <br />Herrigel, professore di filosofia,&nbsp;vuole essere introdotto allo Zen e gli viene consigliato di imparare una delle arti in cui lo Zen da secoli si applica: il tiro con l&#8217;arco.</span><br />Il percorso dell&#8217;autore (a memoria, rileggerò il libro nei prossimi giorni) lo conduce a comprendere (sarebbe meglio dire a praticare) come è proprio la sua volontà di centrare il bersaglio con la freccia il più grande ostacolo al raggiungimento dell&#8217;eccellenza nell&#8217;arte del tiro con l&#8217;arco.<br />Nell&#8217;approccio zen, &#8220;<i>la vera arte è senza scopo e senza intenzione&#8221;.</i></p>
<p><span id="more-293"></span></p>
<p>E questo suo essere senza scopo né intenzione fa in modo che ogni singolo gesto sia fine a se stesso. <br />Incoccare la freccia ha come scopo null&#8217;altro che incoccare la freccia, e lo stesso vale per l&#8217;atto di tendere la corda, e per ogni atto successivo.<br />Per dirla in un altro modo (spero non troppo impreciso): la totale attenzione al processo, senza occuparsi minimamente del risultato.<br />Soltanto la cura del processo, senza altra intenzione, porterà all&#8217;eccellenza del risultato.<br />A queste considerazioni si lega un&#8217;altra massima zen:</p>
<ul>
<p><i>Prima decidi ciò che farai, poi pianifica nel migliore dei modi. Quindi, semplicemente, fallo.</i></p>
</ul>
<p>La combinazione di questi due concetti mi pare metta in evidenza un importante vantaggio&nbsp;di una pianificazione ben fatta: consente, una volta terminata la pianificazione, di dedicare tutta la propria attenzione al compito da svolgere, senza la distrazione di dover pensare a ciò che verrà dopo o a ciò che è stato prima.<br />Il mettere sulla carta un piano d&#8217;azione consente poi di dedicarsi ad ogni sua parte con il massimo della concentrazione e dell&#8217;energia. <br />Di vivere, insomma, il qui ed ora.<br />Come nel tiro con l&#8217;arco, è la cura di ogni parte del processo come fine a se stessa che consente di raggiungere il risultato.<br />Il termine &#8220;consente&#8221; non è casuale: si tratta proprio di consentire che le cose accadano. <br />E questo, il più delle volte ha a che vedere più con il sottrarre, con il rimuovere piuttosto che con l&#8217;aggiungere&#8230;</p>
<p>Che ne pensate?</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Dopo il riposo, dedicatevi alle questioni importanti</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/09/dopo-il-riposo-dedicatevi-alle-questioni-important.html</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 12:31:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[incubazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come affrontare in maniera efficace il rientro dalle vacanze, sfruttando le energie creative per dedicarsi alle questioni rilevanti, tralasciando le questioni di piccolo cabotaggio.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psychologytoday.com/blog/bloggers/david-rock" target="_blank">David Rock</a> su <a href="http://www.psychologytoday.com/blog/your-brain-work/200909/back-vacation-dont-waste-precious-clear-mind" target="_blank">Psychology Today</a> ci offre una ricetta per non sprecare il momento del rientro dalle vacanze, un momento in cui la mente dovrebbe essere riposata e pronta.<br />Le ricerche dimostrano l&#8217;importanza di un momento di riposo mentale nella generazione di <a href="http://www.lucabaiguini.com/problem-solving/creativita/">soluzioni creative</a>. <a href="http://www.wcas.northwestern.edu/psych/people/faculty/faculty_individual_pages/JungBeeman_.htm" target="_blank">Mark Beeman</a> ha dimostrato come risolviamo circa il 60% dei nostri problemi utilizzando un processo che si basa su un momento di &#8220;rivelazione&#8221;, nel quale tutti gli elementi di analisi trovano improvvisamente la loro giusta collocazione. <br />Questo tipo di processo è favorito dal relax, da momenti in cui il pensiero si allontana dal problema e la mente riposa.</p>
<p><span id="more-285"></span></p>
<p>Il ritorno da un periodo di riposo può, quindi, essere prezioso per una serie di motivi:</p>
<ul>
<li><b>Una mente riposata è meno invischiata nelle solite risposte (o nelle risposte sbagliate)</b><br />Le ricerche di Stellan Ohlsson dimostrano come uno dei maggiori ostacoli ad un problem solving creativo ed efficace sia il legame che ognuno di noi ha con le strategie di soluzione adottate in circostanze precedenti.<br />Queste strategie, anche se in passato si sono dimostrate&nbsp;efficaci, potrebbero non essere le più adatte ad affrontare problemi nuovi, ma abbandonarle per cercare nuove strade è difficile.<br />Uno degli effetti più interessanti di un periodo di riposo è l&#8217;allentarsi del legame con i comportamenti precedenti, ed una maggiore apertura verso nuove risposte.<br />&nbsp;</li>
<li><b>Una mente tranquilla nota meglio i segnali deboli e le relazioni tra gli elementi</b>, che possono essere di aiuto a trovare soluzioni innovative.
</li>
<li><b>Una mente felice è una mente aperta</b><br />Gli studi di <a href="http://groups.psych.northwestern.edu/mbeeman/documents/Subramaniam_pos_aff-ins_SS_000.pdf" target="_blank">Subramniam</a> hanno esplorato a fondo il meccanismo secondo il quale un umore positivo accresce la facilità con cui si trovano soluzioni creative.<br />I risultati mostrano come le emozioni positive aprono ad una maggiore consapevolezza delle informazioni interne consentendo di stabilire relazioni originali tra queste stesse informazioni.
</li>
<li><b>La chiarezza della distanza</b><br />I periodi di vacanza consentono di mettere&nbsp;la giusta distanza tra noi e i problemi da risolvere e/o gli obiettivi da raggiungere.<br />Per questo, il momento del ritorno al lavoro va sfruttato per confrontarsi con le questioni importanti, e non gettato su attività senza rilevanza.
</li>
<li><b>Guardare al quadro generale</b><br />L&#8217;essersi staccati da un&#8217;idea, un problema, un progetto per qualche tempo consente di perdere di vista i dettagli e concentrare la propria attenzione sulla visione generale, la big picture.<br />Questa visione generale potrebbe essere portatrice di soluzioni e idee creative che l&#8217;essere immersi nella quotidianità aveva nascosto.</li>
</ul>
<p>Per tutti questi motivi, consiglia David Rock, i primi giorni di lavoro dopo una vacanza rigenerante dovrebbero essere dedicati non alle attività&nbsp;di piccolo cabotaggio, ma alle questioni rilevanti e che impattano in maniera decisiva sugli obiettivi di medio e lungo periodo, per sfruttare le energie creative di una mente riposata e fresca.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/07/sei-miti-da-sfatare-sulla-creativita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sei miti da sfatare sulla creatività'>Sei miti da sfatare sulla creatività</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Rituali di time management</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/08/rituali-di-time-management.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/08/rituali-di-time-management.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Aug 2009 09:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[pianificazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul suo blog per Harvard Business Publishing, Peter Bregman condivide un piccolo trucco per mantenere il focus sulle attività e sfruttare così al meglio il proprio tempo indirizzandolo verso il raggiungimento degli obiettivi. Il rituale di time management che propone Bregman è in tre step, ed occupa circa 18 minuti su una giornata lavorativa di 8 ore.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul suo <a href="http://blogs.harvardbusiness.org/bregman/" target="_blank">blog</a> per <a href="http://harvardbusiness.org/" target="_blank">Harvard Business Publishing</a>, <a href="http://www.bregmanpartners.com/" target="_blank">Peter Bregman</a> condivide un piccolo trucco per mantenere il focus sulle attività e sfruttare così al meglio il proprio tempo indirizzandolo verso il raggiungimento degli obiettivi.<br />
Innanzitutto, è necessario crearsi un rituale che riguardi la programmazione e ri-programmazione della propria giornata.<br />
E, come ogni rituale, è necessario applicarlo con costanza, indipendentemente dalle circostanze.<br />
Il rituale di time management che propone Bregman è in tre step, ed occupa circa 18 minuti su una giornata lavorativa di 8 ore.</p>
<p><span id="more-283"></span></p>
<p>Ecco i 3 passaggi:</p>
<ol>
<li><strong>Stabilisci il piano della giornata</strong> (5 minuti)<br />
Prima di accendere il tuo PC, siediti con un pezzo di carta bianco davanti a te e decidi che cosa renderà questa giornata soddisfacente. Che cosa puoi realisticamente fare che ti aiuterà nel raggiungimento dei tuoi obiettivi e ti permetterà, al termine della tua giornata di lavoro, di sentire che questa è stata produttiva? Scrivi queste cose.<br />
Quindi, ordina queste attività per importanza e fissa il tempo per svolgerle all&#8217;inizio della giornata (se possibile, ancora prima di controllare la casella email).<br />
Decidere dove e quando svolgere un compito aiuta a completare nei tempi le attività.</li>
<li><strong>Ri-focalizzati</strong> (1 minuto ogni ora)<br />
Setta il tuo telefono, il tuo orologio o il tuo PC per darti un avvertimento sonoro ogni ora. Quando questo accade, fai un respiro, guarda la tua lista e domandati se hai speso produttivamente la tua ultima ora.<br />
Quindi guarda la tua pianificazione e ri-focalizzati su quello che farai durante la prossima ora.<br />
Questa parte del rituale consente di gestire la propria giornata ora per ora.</li>
<li><strong>Rivedi</strong> (5 minuti)<br />
Al termine della giornata, spegni il PC, rivedi e valuta la tua giornata.<br />
Che cosa ha funzionato?<br />
Su che cosa ti sei focalizzato?<br />
Che cosa ti ha distratto?<br />
Che cosa hai imparato che ti può essere utile per essere più produttivo domani?</li>
</ol>
<p>Al di là della ricetta (non nuova o originale), mi sembra corretto sottolineare, come ha fatto Bregman, in ottica di pianificazione e di focalizzazione sugli obiettivi, <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/01/perdere-lo-swing.html">l&#8217;importanza dell&#8217;aspetto rituale</a>.<br />
In questo senso, l&#8217;efficacia di una strategia di time management risiede più nella costanza dell&#8217;applicazione che negli elementi intrinseci della strategia stessa.</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Sei miti da sfatare sulla creatività</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/sei-miti-da-sfatare-sulla-creativita.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/sei-miti-da-sfatare-sulla-creativita.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 08:40:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Change management]]></category>
		<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Problem solving]]></category>
		<category><![CDATA[Fast Company]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Amabile]]></category>

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		<description><![CDATA[In una intervista a Fast Company, Teresa Amabile, mostrando i risultati di una ricerca frutto dell'analisi delle attività quotidiane di oltre 200 persone (per un totale di 12.000 giornate), smonta sei miti e luoghi comuni legati alla creatività ed agli ambienti e le pratiche le favorirebbero.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo già avuto modo di confrontarci, in <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/creatitiva-e-tempo.html">questo articolo</a>, con il pensiero di Teresa Amabile, docente ad Harvard e studiosa dei temi legati alla creatività.<br />In una <a href="http://www.fastcompany.com/magazine/89/creativity.html">intervista a Fast Company</a>, mostrando i risultati di una ricerca frutto dell&#8217;analisi delle&nbsp;attività quotidiane di oltre 200 persone (per un totale di 12.000 giornate), smonta <strong>sei miti e luoghi comuni legati alla creatività </strong>ed agli ambienti e le pratiche la favoriscono.</p>
<p>Ecco le idee che dovremmo toglierci dalla testa:</p>
<p><span id="more-275"></span></p>
<ol>
<li><b>La creatività viene da &#8220;tipi&#8221; creativi</b><br />Pressoché tutte le ricerche dimostrano, al contrario, che qualunque persona con un&#8217;intelligenza nella norma può produrre idee creative.<br />In realtà, più che da un talento innato, il grado di creatività dipende da una serie di variabili che impattano sulla motivazione intrinseca che genera nuove idee.</li>
<li><b>Il denaro è un fattore motivante per&nbsp;la creatività</b><br />Naturalmente, le persone devono percepire di essere giustamente ricompensate per il loro lavoro, ma molti piani di incentivazione che si concentrano troppo sul day-by-day, tendono ad aumentare l&#8217;avversione al rischio ed a bloccare, in questo modo, la creatività.</li>
<li><b>La pressione sul tempo è un combustibile per la creatività</b><br />Ne abbiamo già parlato <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/06/creatitiva-e-tempo.html">qui</a>.<br />Le idee creative hanno bisogno di una sorta di incubazione, che permetta&nbsp;loro di emergere. E spesso la pressione sul tempo (specie se correlata a frequenti distrazioni) impatta negativamente su questo processo di interiorizzazione e creazione di nuove soluzioni.</li>
<li><b>La paura forza a fare&nbsp;nuove scoperte</b><br />La ricerca di Teresa Amabile, al contrario, mostra come si presenti un circolo virtuoso tra gioia e serenità e creatività. Un&#8217;idea creativa genera gioia, ma è a sua volta frutto di uno stato d&#8217;animo positivo, che impatta sull&#8217;incubazione dell&#8217;idea rendendo più probabile l&#8217;emergere di soluzioni creative.</li>
<li><b>La competizione è meglio della cooperazione</b><br />I team più creativi sono quelli in cui non c&#8217;è timore di condividere informazioni ed idee.<br />La competizione, invece, blocca spesso proprio questi processi di condivisione.</li>
<li><b>Un&#8217;organizzazione che subisce una riduzione diviene un&#8217;organizzazione creativa</b><br />Spesso, piuttosto,&nbsp;è vero il contrario. Ed è ancora più vero nel momento il downsizing viene annunciato piuttosto che nel momento in cui viene messo in pratica.<br />I momenti di incertezza sono potenti inibitori di creatività.</li>
</ol>
<p>Teresa Amabile conclude sottolineando come l&#8217;evitare questi errori non debba portare ad uno stile manageriale soft, ma piuttosto ad un management intelligente, che crei le condizioni perché le persone possano esprimere la loro creatività. E queste condizioni hanno a che vedere con il fatto che le persone possano svolgere un lavoro che amano, siano incoraggiate ad impegnarsi, siano riconosciute, anche nei momenti duri per l&#8217;organizzazione.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/pixar-della-creativita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Pixar: della creatività'>Pixar: della creatività</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/06/creatitiva-e-tempo.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Creatitivà e tempo'>Creatitivà e tempo</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/09/dopo-il-riposo-dedicatevi-alle-questioni-important.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dopo il riposo, dedicatevi alle questioni importanti'>Dopo il riposo, dedicatevi alle questioni importanti</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>10 cose da sapere sulla procrastinazione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/10-cose-da-sapere-sulla-procrastinazione.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/07/10-cose-da-sapere-sulla-procrastinazione.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 08:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Joseph Ferrari]]></category>
		<category><![CDATA[procrastinazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psychology Today]]></category>
		<category><![CDATA[Timothy Pychyl]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=273</guid>
		<description><![CDATA[Da un'intervista a Joseph Ferrari e Timothy Pychyl, le 10 cose da sapere circa la procrastinazione, cioè la tendenza a rimandare lo svolgimento di compiti anche importanti
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un <a href="http://www.psychologytoday.com/node/24800" target="_blank">articolo</a> interessante su <a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank">Psychology Today</a>.<br />Già l&#8217;inizio è provocatorio:</p>
<ul>
<p><i>Ci sono molti modi per evitare di avere successo, ma uno dei più sicuri potrebbe essere la procrastinazione. <br />I procrastinatori si auto-sabotano. <br />Mettono ostacoli sul loro stesso cammino. In realtà, scelgono cammini che compromettono la loro performance.</i></p>
</ul>
<p><span id="more-273"></span></p>
<p>Ed ecco le 10 cose da sapere (frutto di un&#8217;intervista di <a href="http://www.psychologytoday.com/articles/authors/hara-estroff-marano">Hara Estroff Marano</a> a <a href="http://condor.depaul.edu/~jferrari/" target="_blank">Joseph Ferrari</a> e&nbsp;<a href="http://www.carleton.ca/psychology/faculty/pychyl.html" target="_blank">Timothy Pychyl</a>).</p>
<ol>
<li>Il 20 per cento delle persone si descrive come procrastinatore cronico.</li>
<li>Non è un gioco, anche se la nostra cultura non ci porta a considerarlo un problema. Rappresenta, invece,&nbsp;un serio problema di auto-regolazione.</li>
<li>La procrastinazione non è un problema di time management o di pianificazione.</li>
<li>Procrastinatori si diventa, non si nasce</li>
<li>La procrastinazione è un anticipatore dell&#8217;utilizzo di alcool per le persone che bevono.</li>
<li>I procrastinatori mentono a se stessi (con frasi del tipo &#8220;<i>Starò meglio se lo farò domani</i>&#8220;, oppure &#8220;<i>Lavoro meglio sotto pressione</i>&#8220;, o ancora &#8220;<i>La pressione sul tempo mi rende più creativo</i>&#8220;).</li>
<li>I procrastinatori ricercano attivamente delle distrazioni, particolarmente quelle non troppo impegnative. Il controllo delle email è un&#8217;attività praticamente perfetta in questo senso. La distrazione è un modo per tenere a bada le emozioni (come, per esempio, la paura del fallimento).</li>
<li>Ci sono diversi modi di procrastinare, e diverse possono esserne le ragioni. <br />Ferrari individua tre tipi di procrastinatori:</li>
<ul>
<li><b>i cercatori di eccitazione</b>: aspettano l&#8217;ultimo minuto per vivere l&#8217;euforia da rush finale</li>
<li><b>gli evitatori,</b> che possono evitare il fallimento, ma anche il successo. In entrambi i casi sono estremamente preoccupati di ciò che la gente potrebbe pensare di loro</li>
<li><b>i procrastinatori decisionali</b>: coloro che non riescono a prendere una decisione. Evitare la decisione li assolve dalla responsabilità dei risultati.</li>
</ul>
<li>La procrastinazione ha costi molto elevati, in termini di salute, di lavoro (specie se in team), di relazioni .</li>
<li>I procratinatori possono cambiare il loro comportamento, ma facendolo comsumeranno molte energie psichiche. E questo non significa che si sentiranno trasformati internamente.</li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vedi anche:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/04/la-formula-della-procrastinazione.html">La formula della procrastinazione</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/03/contro-la-procrastinazione-pensa-concreto.html">Contro la procrastinazione, pensa concreto!</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/01/ancora-sui-buoni-propositi.html">Ancora sui buoni propositi</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/02/ce-obiettivo-e-obiettivo.html">C&#8217;è obiettivo e obiettivo</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/09/procrastinazione-e-perfezionismo.html">Procrastinazione e perfezionismo</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/08/procrastinazione.html">Procrastinazione</a></li>
</ul>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Creatitivà e tempo</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/creatitiva-e-tempo.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/creatitiva-e-tempo.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 07:52:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Creatività]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa Amabile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=269</guid>
		<description><![CDATA[È vero che sotto stress si performa meglio? Oppure si tratta di una percezione più che di una realtà? Teresa Amabile risponde con le sue ricerche a queste domande.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continua serrato, in questi giorni, il confronto con i partecipanti alle mie lezioni.<br />Questa volta il tema è la <a href="http://www.lucabaiguini.com/gestione-del-tempo/">gestione del tempo</a>, e la mia affermazione secondo cui, nella comunicazione circa il tempo, un leader deve presidiare tre messaggi fondamentali:</p>
<ul>
<li><b>Primo messaggio</b>: la creazione di un linguaggio condiviso circa i concetti di urgenza / importanza / priorità </li>
<li><b>Secondo messaggio</b>: la definizione di un obiettivo che riguarda la gestione del tempo: ridurre il più possibile l&#8217;area della crisi </li>
<li><b>Terzo messaggio</b>: la gestione delle principali strategie per ottenere questo obiettivo: delega, programmazione, proazione, definizione di confini</li>
</ul>
<p>&nbsp;In particolare, l&#8217;attenzione è sul secondo messaggio: l&#8217;area della crisi è quell&#8217;area che comprende quelle attività che, per la loro urgenza e poca prevedibilità e per la loro importanza, e quindi per il loro impatto sugli obiettivi, sono fonte di stress e, spesso, di scarsa efficacia.<br />Francesco Moschetti (grazie per lo stimolo!) mi fa notare come molti &nbsp;ritengono di performare meglio proprio quando l&#8217;attività è poco prevedibile sottolineando come&nbsp;alla base di questa convinzione&nbsp;ci sia, forse, una certa confusione tra pressione sul tempo e&nbsp;senso di sfida.</p>
<p><span id="more-269"></span></p>
<p>Per dare linfa alla discussione, traduco alcuni brani di <a href="http://hbswk.hbs.edu/item/4155.html" target="_blank">un&#8217;interessante intervista</a> a Teresa Amabile, docente ad Harvard:</p>
<ul>
<p><i>Alcune persone sono convinte che la pressione sul tempo stimoli il pensiero creativo, altre sono certe che lo soffochi. Ci sono poche ricerche sulla pressione sul tempo e la creatività nelle organizzazioni, e i risultati sono contraddittori. <br />Negli ultimi anni, si è fatto un gran parlare della pressione sul tempo nelle organizzazioni, e di come sia diventata una caratteristica degli ambienti di lavoro in cui sono presenti molti&nbsp;lavoratori della conoscenza (persone che, idealmente, si suppone svolgano lavori creativi per la maggior parte del tempo!).</i></p>
<p><b>Domanda</b>: Una delle cose interessanti suggerite dal suo lavoro è il fatto che, nonostante le persone pensino di essere più creative quando sono sotto pressione per una scadenza, in realtà non lo sono. D&#8217;altra parte, però, anche una pressione troppo leggera aiuta poco la creatività. Allora, come può fare un manager a trovare il &#8220;punto di equilibrio&#8221; lungo il continuum tra tempo e creatività?</p>
<p><b>Risposta</b>: <i>In realtà, non credo si tratti di un continuum, quanto piuttosto di un set di condizioni che sembrano determinare se la pressione sul tempo avrà un effetto positivo o negativo sulla creatività. Come precisato in un articolo per HBR, i risultati suggeriscono che, in generale, livelli di pressione molto alti devono essere evitati se si vuole promuovere la creatività con costanza. Comunque, se una certa pressione sul tempo è assolutamente inevitabile, i manager possono provare a preservare la creatività proteggendo le persone dalla frammentazione del loro lavoro e dalla distrazione; dovrebbero anche dare alle persone il senso di trovarsi &#8220;dentro ad una missione&#8221;, di fare qualcosa di difficile ma importante. In ogni caso, non credo che la maggior parte delle persone possa lavorare efficacemente in questo modo per lungo tempo senza spegnersi.<br /></i><i>Dalla parte opposta, una pressione sul tempo troppo bassa potrebbe accompagnare le persone verso l&#8217;inazione; in queste condizioni, un incoraggiamento da parte del top management ad essere creativi &#8211; a fare qualcosa di radicalmente nuovo &#8211; potrebbe stimolare la creatività. Ma, francamente, non credo che ci sia un gran pericolo di una pressione sul tempo troppo bassa, almeno nelle organizzazioni che ho studiato io.</i></p>
<p><b>D:</b> Personalmente, quale è stata o quali sono state le scoperte più interessanti?</p>
<p><i><b>R:</b> Forse la sorpresa più grossa è stata quella di scoprire che davvero la pressione sul tempo sembra avere un impatto rilevante sulla creatività, anche se le nostre intuizioni sono contraddittorie e le ricerche precedenti non sono giunte a conclusioni. Sono anche molto sorpresa che, anche se i nostri partecipanti fornivano la prova di essere meno creativi nei giorni in cui si trovavano sotto pressione, ci hanno riferito di sentirsi più creativi proprio in quei momenti. Questo mi aiuta a trarre qualche suggerimento circa le nostre intuizioni contraddittorie!</i></p>
</ul>
<p>E voi, che cosa ne pensate?</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/07/sei-miti-da-sfatare-sulla-creativita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Sei miti da sfatare sulla creatività'>Sei miti da sfatare sulla creatività</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/creatitiva-e-tempo.html/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Public speaking e Time management in luglio</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/public-speaking-e-time-management-in-luglio.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/public-speaking-e-time-management-in-luglio.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 22 Jun 2009 13:26:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Public Speaking]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[mindpoint]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=268</guid>
		<description><![CDATA[Due percorsi formativi a luglio 2009 per Mindpoint
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un paio di segnalazioni su percorsi formativi che ho in programma per le prossime settimane con <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank">Mindpoint</a>:</p>
<p><i>9-10-11 Luglio &#8211; Brescia</i><br /><b>Il pubblico nelle tue mani</b><br />L&#8217;obiettivo è il trasferimento delle tecniche più efficaci per affrontare con successo presentazioni pubbliche, per gestire una riunione, per comunicare con efficacia informazioni ed idee.<br />Il corso ha un&#8217;impostazione pratica e pragmatica, ed è diretto a tutti coloro che affrontano presentazioni nei diversi ambiti e contesti (riunioni ristrette o allargate, convegni, meeting &#8230;) e che desiderano migliorare le proprie performance di comunicazione in pubblico.<br />Tutti i dettagli qui</p>
<p><i>17-18 Luglio &#8211; Brescia</i><br /><b>Priorità 1: il tempo</b><br />L&#8217;obiettivo, in questo caso, è il trasferimento pratiche che consentano di valorizzare al meglio il proprio tempo, in funzione degli obiettivi da raggiungere. Questo programma basa la propria efficacia su un mix di competenze centrate sia sulla gestione del tempo che sulla capacità di stabilire e perseguire i propri obiettivi. <br />Durante l&#8217;intero percorso formativo&nbsp;viene posta grande attenzione al processo soggettivo di valorizzazione del tempo, al fine di individuare insieme punti di forza e aree di miglioramento rispetto alle attuali strategie.<br />I dettagli sono qui</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Worklife Balance</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html</link>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 07:55:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[worklife balance]]></category>

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		<description><![CDATA[Per recupare un autentico "worklife balance" c'è più bisogno di educazione al senso del piacere che al senso del dovere.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultimo libro di <a href="http://www.sebastianozanolli.com/" target="_blank">Sebastiano Zanolli</a> &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788856803457/zanolli-sebastiano/io-societ-agrave-a-responsabilit-agrave.html?shop=812" target="_blank">Io, società a responsabilità illimitata</a>&#8221; è ricco di spunti e provocazioni davvero interessanti (non che mi aspettassi qualcosa di diverso&#8230;)<br />Ne colgo una, perché ha a che vedere con un tema su cui sto riflettendo in questi giorni:</p>
<ul>
<p><i>Tenete presente che sempre di più il tentativo di ottenere un &#8220;<b>worklife balance</b>&#8220;, il bilanciamento tra vita professionale e personale, separando chiaramente le due aree, come parlassimo di massa grassa e massa magra, è una chimera.<br />È l&#8217;idea di un tempo andato, in cui o si era a casa o si era nei campi con i buoi.<br />Ora si è sempre ovunque in qualsiasi momento.<br />Si è tutto in tutti i momenti.<br />Pensare di tagliare in due o più la vita non funziona.<br />È la centratura personale da cercare, il centro di gravità permanente dell&#8217;io, non impossibili frullati esistenziali con un terzo di&#8230; un terzo di&#8230; un terzo di&#8230;<br /></i><i>Capacità di essere uno sempre, non molti a volte.</i></p>
</ul>
<p><span id="more-251"></span></p>
<p>Mi è capitato spesso di sentirmi dire, in questi ultimi mesi, che il worklife balance non è una questione di tempi. <br />È una questione che ha più a che vedere con i sensi di colpa.<br />Quando sei al lavoro, ti senti in colpa per il tempo non dedicato a figli, coniuge, genitori, amici.<br />Quando sei a casa, il senso di colpa è per quel che hai lasciato, incompleto, sulla scrivania&#8230;</p>
<p>Una volta ho sentito una frase che mi ha colpito: <strong><em>Non educare tuo figlio al senso del dovere e ne farai un irresponsabile, non educarlo al senso del piacere, e ne farai un incapace</em></strong>.</p>
<p>Mi sto sempre più convincendo che, per&nbsp;recupare un autentico &#8220;worklife balance&#8221; c&#8217;è più bisogno di educazione al senso del piacere che al senso del dovere&#8230;<br />Avete idee o esperienze da condividere?</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/01/worklife-balance-la-felicita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Worklife balance: la felicità sta dentro di noi'>Worklife balance: la felicità sta dentro di noi</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/04/la-formula-della-procrastinazione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La formula della procrastinazione'>La formula della procrastinazione</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La formula della procrastinazione</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/la-formula-della-procrastinazione.html</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 06:16:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[procrastinazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Una formula elaborata da Piers Steel rende l'idea della varietà degli elementi in gioco quando si parla di procrastinazione.
Steel definisce l'utilità (U) (e, quindi, l'importanza che un compito ricopre per un soggetto, e la sua propensione a svolgerlo subito) come il prodotto di quattro fattori base: le aspettative di successo (E), il valore del compito (V), il tempo che intercorre fino alla ricopensa o alla punizione (D), e la sensibilità personale al ritardo (R).
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su <a href="http://lescienze.espresso.repubblica.it/edicola_mese/MENTE&amp;CERVELLO/1337691" target="_blank">Mente &amp; Cervello</a> di Aprile, un articolo sulla procrastinazione, nel quale vengono ripresi molti degli <a href="http://www.lucabaiguini.com/cgi-bin/mt/mt-search.cgi?tag=procrastinazione&amp;IncludeBlogs=1">spunti trattati qui</a> negli ultimi mesi.<br />Per quanto riguarda i suggerimenti concreti, hanno tutti più o meno a che vedere con il fatto che <a href="http://www.lucabaiguini.com/2009/03/contro-la-procrastinazione-pensa-concreto.html">porsi obiettivi specifici</a> sembra inbire la tendenza a procrastinare.<br />Meglio, quindi, sempre specificare, in fase di programmazione, dove e quando metteremo in atto un comportamento specifico. <br />Piuttosto che un obiettivo del tipo &#8220;<i>perderò peso</i>&#8220;, quindi, è meglio dire a se stessi &#8220;<i>domani a pranzo mangerò soltanto un&#8217;insalata</i>&#8220;. Questo, naturalmente, implica il suddividere gli obiettivi in attività che possano essere oggetto di propositi di questo tipo.</p>
<p><span id="more-250"></span></p>
<p>Una formula elaborata da Piers Steel&nbsp;rende l&#8217;idea della varietà degli elementi in gioco quando si parla di procrastinazione.<br />Steel definisce l&#8217;utilità (U)&nbsp;(e, quindi, l&#8217;importanza che un compito ricopre per un soggetto, e la sua propensione a svolgerlo subito) come il prodotto di quattro fattori base: le aspettative di successo&nbsp;(E), il valore del compito (V), il tempo che intercorre fino alla ricopensa o alla punizione (D), e la sensibilità personale al ritardo (R), combinati in questo modo:</p>
<p align="center"><b><i>U = (ExV)/(RxD)</i></b></p>
<p>in cui, quindi, l&#8217;utilità è direttamente proporzionale alle aspettative di successo ed al valore, inversamente proporzionale al tempo che intercorre fino alla ricorrenza o alla punizione ed alla&nbsp;sensibilità personale al ritardo.</p>
<p>Entrano, quindi, in gioco alcuni degli elementi cardine delle teorie sul <a href="http://www.lucabaiguini.com/gestione-del-tempo/">time management</a> (percezione dell&#8217;importanza del compito, <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/03/monocronico-e-policronico.html">mono e policronicità</a>) e del <a href="http://www.lucabaiguini.com/goal-setting/">goal setting</a> (motivazione, aspettative).<br />Naturalmente, come ogni modello, anche questo non rende ragione della varietà di motivi che stanno alla base di questo comportamento e che la psicologia della procrastinazione sta contribuendo a scoprire: </p>
<ul>
<li>sensazioni di disagio rispetto ad un&#8217;attività e desiderio di evitare quel disagio (<i>avoidance procrastinator</i>)</li>
<li>difficoltà ad assumere decisioni (<i>procrastinatore indeciso</i>)</li>
<li>eccitazione e convinzione di lavorare meglio sotto stress (<i>procrastinatore dell&#8217;eccitazione</i>).</li>
</ul>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/03/contro-la-procrastinazione-pensa-concreto.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Contro la procrastinazione, pensa concreto!'>Contro la procrastinazione, pensa concreto!</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/08/procrastinazione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Procrastinazione'>Procrastinazione</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/11/impegno-mantenuto.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Impegno mantenuto'>Impegno mantenuto</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Contro la procrastinazione, pensa concreto!</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/03/contro-la-procrastinazione-pensa-concreto.html</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Mar 2009 10:28:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coaching]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[McCrea]]></category>
		<category><![CDATA[procrastinazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una ricerca di Sean McCrea emerge che la tendenza a procrastinare è fortemente collegata al modo con cui si pensa al compito da svolgere: più lo si pensa in maniera concreta e meno è probabile procrastinarlo.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/08/procrastinazione.html">procrastinazione</a> abbiamo già parlato <a href="http://www.lucabaiguini.com/cgi-bin/mt/mt-search.cgi?tag=procrastinazione&amp;IncludeBlogs=1&amp;IncludeBlogs=1">in alcune occasioni</a>.<br />Una ricerca di <a href="http://www.uni-konstanz.de/FuF/SozWiss/fg-psy/gollwitzer/STAFF/mccrea.html">Sean McCrea </a>(Università di Costanza) illustrata su Psychological Science&nbsp;propone una soluzione.<br />L&#8217;indagine svolta da un team di psicologi capitanati da McCrea aveva come obiettivo di comprendere se ci fosse una qualche relazione tra il modo con cui pensiamo ad un&#8217;attività e la tendenza a procreastinare. <br />In pratica, siamo portati a vedere alcune attività come psicologicamente &#8220;distanti&#8221; e questo accresce la tendenza a posporle piuttosto che affrontarle immediatamente.</p>
<p><span id="more-244"></span></p>
<p>I ricercatori hanno distribuito dei questionari ad un gruppo di studenti chiedendo di rispondere via e-mail entro tre settimane. Tutte le richieste&nbsp;avevano a che vedere con argomenti concreti (come aprire un contro corrente bancario, tenere un diario, eccetera), ma a diversi studenti sono state date diverse istruzioni per rispondere alle domande. Ad un gruppo sono state inviate istruzioni che li portassero a pensare in maniera astratta ai compiti da svolgere, altri in maniera più concreta. <br />Ai primi le istruzioni davano indicazioni di quali tratti della personalità venissero evidenziati con ogni tipologia di attività, ai secondi venivano date istruzioni concrete e pratiche sul come svolgere ciascuna attività.<br />A questo punto i ricercatori hanno atteso le e-mail, registrando i tempi di risposta.<br />Hanno constatato una differenza rilevante tra i due gruppi: anche se il premio era uguale per tutti gli studenti, coloro che avevano ricevuto le istruzioni in maniera più astratta erano molto più propensi a procrastinare. E alcuni non hanno proprio svolto il compito. Al contrario, coloro che erano stati focalizzati dalle istruzionei ricevute sul come, quando e dove svolgere i compiti hanno dato le risposte molto più velocemente.</p>
<p>Gli autori fanno notare come &#8220;il semplice pensare ad un compito in termini più concreti e specifici lo fa apparire come se potesse essere completato&nbsp;più velocemente, riducendo la procrastinazione&#8221;.<br />Concludono che questi risultati possono avere una certa rilevanza per insegnanti o manager che desiderano che i loro studenti o collaboratori inizino un compito al più presto.</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/08/procrastinazione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Procrastinazione'>Procrastinazione</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/04/la-formula-della-procrastinazione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La formula della procrastinazione'>La formula della procrastinazione</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2010/01/worklife-balance-la-felicita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Worklife balance: la felicità sta dentro di noi'>Worklife balance: la felicità sta dentro di noi</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>C&#8217;è obiettivo e obiettivo</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/ce-obiettivo-e-obiettivo.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/ce-obiettivo-e-obiettivo.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 05:30:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[Self leadership]]></category>
		<category><![CDATA[metaprogrammi]]></category>
		<category><![CDATA[procrastinazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono due modi diversi di porsi obiettivi: uno è quello di orientare la formulazione dell'obiettivo stesso in termini di "che cosa si vuole ottenere", l'altro è quello di pensare, invece, a "ciò che si vuole evitare". Elliot e Sheldon hanno dimostrato come il primo modo sia strettamente legato a soddisfazione e autostima.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono due modi diversi di porsi un&nbsp;<a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/10/obiettivi-ben-formati.html">obiettivo</a>: uno è quello di orientare la formulazione dell&#8217;obiettivo stesso in termini di &#8220;<i>che cosa si vuole ottenere</i>&#8220;, l&#8217;altro è quello di pensare, invece, a &#8220;<i>ciò che si vuole evitare</i>&#8220;. In PNL questi due approcci vengono chiamati &#8220;<i>Andare verso</i>&#8221; e &#8220;<i>Allontanarsi da</i>&#8220;.<br />Il più delle volte uno stesso obiettivo può essere posto in entrambi i modi, a seconda di quale lato della medaglia si osservi.<br />Potrei voler iniziare una dieta per &#8220;<i>rimettermi in forma e vivere in salute</i>&#8221; oppure per &#8220;<i>evitare malattie cardiocircolatorie</i>&#8220;.<br />La domanda è: il modo di &#8220;incorniciare&#8221; l&#8217;obiettivo, ha una qualche influenza sul suo raggiungimento e sulla soddisfazione che ne deriva?</p>
<p><span id="more-237"></span></p>
<p><a title="Dr. Andrew Elliot" href="http://www.psych.rochester.edu/faculty/elliot/" target="_blank">Andrew Elliot</a> e <a title="Dr. Ken Sheldon" href="http://psychology.missouri.edu/sheldonk" target="_blank">Ken Sheldon</a> hanno prodotto una certa quantità di studi proprio su questo argomento.<br />Le loro conclusioni sono piuttosto chiare: porsi un gran numero di obiettivi in negativo (<i>ciò che voglio evitare</i>) porta a:</p>
<ul>
<li>minore soddisfazione e sensazioni negative nel progredire verso il raggiungimento dell&#8217;obiettivo,</li>
<li>calo di autostima, autocontrollo e vitalità,</li>
<li>minore grado generale di soddisfazione,</li>
<li>sensazione di minore competenza legata al perseguimento&nbsp;l&#8217;obiettivo.</li>
</ul>
<p>Entrambe le tipologie di obiettivi sono ampiamente presenti nella vita di ciascuno, ed entrambe possono essere funzionali in determinate circostanza. <br />Certo è che l&#8217;approccio dell&#8217;andare verso è molto più strettamente associato a soddisfazione, vitalità, sensazioni positive.</p>
<p>Oltretutto, come sottolinea Timothy Pychyl, l&#8217;approccio negativo potrebbe essere correlato ad una maggiore propensione alla <a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/08/procrastinazione.html">procrastinazione</a>.</p>
<p><font size="1">Via: </font><a href="http://www.psychologytoday.com/" target="_blank"><font size="1">Psychology Today</font></a></p>
<p>&nbsp;</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/04/la-formula-della-procrastinazione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La formula della procrastinazione'>La formula della procrastinazione</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Ancora sui buoni propositi</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/ancora-sui-buoni-propositi.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2009/01/ancora-sui-buoni-propositi.html#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 07:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[propositi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=228</guid>
		<description><![CDATA[Nel 1998 Elizabeth Miller e Alan Marlatt della University of Washington hanno condotto una interessante ricerca per indagare quali sono i fattori che determinano una maggiore probabilità di soddisfare i buoni propositi di inizio anno. Ecco i loro suggerimenti.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi, all&#8217;inizio dell&#8217;anno, non ha stilato la sua lista dei buoni propositi per il 2009 scagli la prima pietra.<br />Oggi, 28 gennaio, quanti di questi propositi sono sopravvissuti, per quanti si può registrare almeno un passo avanti?<br />Nel 1998 Elizabeth Miller e Alan Marlatt della <a href="http://www.washington.edu/" target="_blank">University of Washington</a> hanno condotto una ricerca per indagare&nbsp;quali sono i fattori che determinano una maggiore probabilità di soddisfare i buoni propositi e raggiungere gli obiettivi.</p>
<p>Hanno scoperto che le persone che mettono in campo un costante processo di revisione dei loro progressi e trovano il modo di superare gli ostacoli hanno più possibilità di farcela.</p>
<p><span id="more-228"></span></p>
<p>In particolare, Marlatt suggerisce di:</p>
<ul>
<li>assumersi un impegno importante per apportare un cambiamento</li>
<li>avere delle strategie per superare i problemi che probabilmente si incontreranno</li>
<li>tenere traccia dei propri progressi. Più azioni di monitoraggio si compiono e più feedback si raccolgono, meglio è.</li>
</ul>
<p>Per essere pressoché certi di fallire, invece, bisogna</p>
<ul>
<li>Non pensare a elaborare buoni propositi fino all&#8217;ultimo minuto</li>
<li>Reagire all&#8217;arrivo del nuovo anno ed elaborare i propri buoni propositi sulla base di ciò che disturba o che si ha in mente in quel momento</li>
<li>Etichettare il proprio proposito con un assoluto, del tipo: &#8220;Non farò <i>mai più</i>&nbsp;questa tal cosa&#8221;.</li>
</ul>
<p>E, alla fine, Marlatt conclude così:</p>
<ul>
<p><i>Attribuisciti il merito del successo quando realizzi un buon proposito, ma non commettere l&#8217;errore di biasimarti troppo se fallisci. Piuttosto, guarda gli ostacoli che si sono frapposti sulla tua via. Pensa a come potrai fare meglio la prossima volta e progetta un piano migliore per riuscire. Puoi provare di nuovo e puoi apportare dei cambiamenti nel tuo comportamento anche durante l&#8217;anno, non solo durante i suoi primi giorni.</i></p>
</ul>
<p>Post correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/08/procrastinazione.html">Procrastinazione</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/09/procrastinazione-e-perfezionismo.html">Procrastinazione e perfezionismo</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/11/impegno-mantenuto.html">Impegno mantenuto</a></li>
<li><a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/12/a-proposito-di-propositi.html">A proposito di propositi</a></li>
</ul>
<p><font size="1">Via </font><a href="http://brainblogger.com/" target="_blank"><font size="1">Brainblogger</font></a></p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Multitasking e produttività</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/multitasking-e-produttivita.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/multitasking-e-produttivita.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 09:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Managerial skills]]></category>
		<category><![CDATA[multitasking]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune recenti ricerche dimostran che eseguire più compiti contemporaneamente non porta maggiore efficienza, anzi.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi pensa (e io sono tra questi) che eseguire più compiti contemporaneamente (il cosiddetto multitasking) sia un segnale di efficienza, forsa dovrà ricredersi.<br />Una ricerca pubblicata sul numero di agosto del <i><a href="http://www.apa.org/journals/xhp/" target="_blank">Journal of Experimental Psychology: Human Perception and Performance </a></i>sostiene, infatti, che il multitasking potrebbe in realtà ridurre la produttività.</p>
<p><span id="more-202"></span></p>
<p>Quando svolgono molte attività contemporaneamente, le persone utilizzano il cosiddetto &#8220;<b>executive control process</b>&#8220;, che assegna le priorità alle varie attività e le relative risorse cognitive.<br />&nbsp;Joshua Rubistein (Federal Aviation Administration) e David Meyer e Jeffrey Evans (Università del Michigan) hanno indagato come il cambiamento da un&#8217;attività all&#8217;altra influenza la performance di persone a cui sono stati assegnati vari task di diversa complessità e familiarità.<br />Gli esperimenti condotti hanno rivelato come il continuo cambiamento da un task all&#8217;altro diminuisce la performance. I ricercatori hanno anche dimostrato come lo switch tra compiti complessi prende significativamente più tempo rispetto allo stesso processo tra task più semplici.</p>
<p>Tra l&#8217;altro, sottolineano gli autori, il tempo che le ricerche dimostrano si impiega nello spostare l&#8217;attenzione da un compito ad un altro ha implicazioni importanti non soltanto nelle performance professionali: pensiamo soltanto alla guida di un&#8217;automobile&nbsp;e al multitasking che molti giudatori praticano con forse troppa disinvoltura.</p>
<p>&nbsp;</p>


<p>Nessun altro articolo sullo stesso argomento.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Time management e comunicazione circa il tempo</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/time-management-e-comunicazione-circa-il-tempo.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/11/time-management-e-comunicazione-circa-il-tempo.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 19:21:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione manageriale]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Team]]></category>
		<category><![CDATA[Team building]]></category>
		<category><![CDATA[Team management]]></category>
		<category><![CDATA[Teamwork]]></category>

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		<description><![CDATA[Slide e descrizione del corso "Priorità 1: il Tempo. La gestione del tempo per il professionista e i suoi collaboratori" tenuto da Luca Baiguini per Mindpoint e l'Ordine dei Dottori e Ragionieri Commercialisti di Brescia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Durante le ultime settimane ho tenuto un paio di incontri formativi (4 ore ciascuno)&nbsp;frutto della partnership tra <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank">Mindpoint</a> e l&#8217;<b>Ordine dei Dottori e Ragionieri Commercialisti di Brescia</b>.<br />
Il titolo dell&#8217;intervento era: <b>Priorità 1: il Tempo. La gestione del tempo per il professionista e i suoi collaboratori.</b><br />
Alle due sessioni hanno partecipato circa 200 commercialisti in totale.<br />
Condivido le slide dell&#8217;evento, che mi è parso molto interessante.</p>
<p><span id="more-199"></span></p>
<p>Il focus della presentazione era duplice: da un lato trasmettere le principali <b>strategie di time management </b>(<b>pianificazione</b>, <b>delega</b>, <b>proazione</b>, <b>creazione di confini relazionali</b>) dall&#8217;altro sensibilizzare i partecipanti (moltissimi dei quali titolari di uno studio, e quindi continuamente alla prese con teamwork, team management, team building) circa l&#8217;importanza che la <b>comunicazione circa il tempo e la sua gestione</b> riveste nelle dinamiche di gruppo e di team.</p>
</p>
<div style="text-align: left; width: 425px;" id="__ss_735655"><a style="margin: 12px 0pt 3px; font-family: Helvetica,Arial,Sans-serif; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 14px; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal; display: block; text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/lucabaiguini/priorit-1-il-tempo-presentation-735655?type=powerpoint" title="Priorità 1: il tempo">Priorità 1: il tempo</a><object style="margin: 0px;" height="355" width="425"><param name="movie" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=corsocommercialisti-1226245584258550-8&amp;rel=0&amp;stripped_title=priorit-1-il-tempo-presentation-735655" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=corsocommercialisti-1226245584258550-8&amp;rel=0&amp;stripped_title=priorit-1-il-tempo-presentation-735655" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="355" width="425"></object>
<div style="font-family: tahoma,arial; font-size: 11px; padding-top: 2px; height: 26px;">View SlideShare <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/lucabaiguini/priorit-1-il-tempo-presentation-735655?type=powerpoint" title="View Priorità 1: il tempo on SlideShare">presentation</a> or <a style="text-decoration: underline;" href="http://www.slideshare.net/upload?type=powerpoint">Upload</a> your own. (tags: <a style="text-decoration: underline;" href="http://slideshare.net/tag/time-management">time management</a>)</div>
</div>
<p>Io mi sono divertito un sacco&#8230; spero un po&#8217; anche loro!<br />
Se qualcuno dei partecipanti al corso volesse lasciare dei commenti, sono i benvenuti!</p>
<p>In settimana il progetto prosegue con una lezione sulla comunicazione in pubblico&#8230; vi farò sapere&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2009/03/la-gestione-dei-collaboratori.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La gestione dei collaboratori'>La gestione dei collaboratori</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/04/leadership-e-tempo.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Leadership e tempo'>Leadership e tempo</a></li>
<li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/06/tempo-manager-organizzazioni.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Tempo, manager, organizzazioni'>Tempo, manager, organizzazioni</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Corso Time Management</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2008/10/corso-time-management.html</link>
		<comments>http://www.lucabaiguini.com/2008/10/corso-time-management.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 10:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gestione del tempo]]></category>
		<category><![CDATA[Goal setting]]></category>
		<category><![CDATA[corso]]></category>
		<category><![CDATA[mindpoint]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=188</guid>
		<description><![CDATA[Corso Time management. Come valorizzare al meglio il proprio tempo e le proprie risorse. Brescia, 14 e 15 novembre 2008
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Permettetemi un piccolo spot: <a href="http://www.mindpoint.it/" target="_blank"><b>Mindpoint</b></a> organizza per il 14 e 15 novembre prossimi un corso aperto al pubblico.<br />Il titolo è &#8220;<b>Time management. Come valorizzare al meglio il proprio tempo e le proprie risorse</b>&#8220;.<br />La location è davvero bella e particolare: il <a href="http://www.museomillemiglia.it/" target="_blank">Museo Mille Miglia</a> di Brescia.<br />Il docente sono io&#8230;</p>
<p><span id="more-188"></span></p>
<p>Ecco la presentazione ed il programma: </p>
<p>&nbsp;</p>
<h2><b>Perché partecipare<font color="#00cc00"></font></b></h2>
<p>Pare proprio che il tempo sia diventato la risorsa più scarsa di cui disponiamo.<br />O, per lo meno, così è nella percezione di molti.<br />La sensazione di avere troppi impegni, di non riuscire a portare a termine quanto ci viene richiesto, di non avere abbastanza tempo da dedicare a noi o alla nostra famiglia è una fonte di stress e di insoddisfazione.<br />C&#8217;è una soluzione?<br />Una ricetta buona per tutte le occasioni?<br />Ci sono alcune pratiche efficaci che consentono di valorizzare al meglio il proprio tempo, in funzione degli obiettivi da raggiungere.<br />Questo programma basa la propria efficacia su un mix di competenze centrate sia sulla <a href="http://www.lucabaiguini.com/gestione-del-tempo/">gestione del tempo </a>che sulla capacità di <a href="http://www.lucabaiguini.com/goal-setting/">stabilire e perseguire i propri obiettivi</a>.<br />Durante l&#8217;intero corso viene posta grande attenzione al processo soggettivo di valorizzazione del tempo, al fine di individuare insieme punti di forza e aree di miglioramento rispetto alle attuali strategie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>A chi si rivolge</h2>
<p>Il programma è pensato per tutti coloro che desiderano passare da una atteggiamento passivo nella gestione del tempo ad un atteggiamento diretto alla valorizzazione delle risorse al fine di raggiungere i propri obiettivi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Programma</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Il tempo</h2>
<ul>
<li>Dentro la scatola nera: la soggettività nella relazione con il tempo</li>
<ul>
<li>Mono / Policronicità</li>
<li>Timelines</li>
</ul>
<li>Orologio alla mano: l&#8217;uso del tempo</li>
<li>La gestione del tempo</li>
<ul>
<li>Eisenhower e il concetto di priorità</li>
<li>Le principali strategie di Time Management</li>
<ul>
<li>Ridurre l&#8217;area della crisi attraverso pianificazione e delega</li>
<li>L&#8217;atteggiamento proattivo</li>
<li>Il tempo delle relazioni</li>
<li>La legge di Pareto</li>
</ul>
</ul>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Gli obiettivi</h2>
<ul>
<li>Fenomenologia degli obiettivi</li>
<ul>
<li>Come definire un obiettivo</li>
<li>Gli obiettivi ben formati</li>
</ul>
<li>L&#8217;impatto degli obiettivi sullo stato attuale e il ruolo delle convinzioni</li>
<ul>
<li>I livelli di pensiero</li>
</ul>
<li>La costruzione della strategia per il raggiungimento degli obiettivi</li>
<ul>
<li>La &#8220;strategia Disney&#8221;</li>
</ul>
</ul>
<p>Durata: 1,5 giornate d&#8217;aula (Venerdì 14,30 &#8211; 19,00 &#8211; Sabato 9:30 &#8211; 13:30 &#8211; 14:30 &#8211; 18:30)</p>
<p>Ulteriori informazioni <b><a href="http://www.mindpoint.it/timemanagement.pdf" target="_blank">qui</a></b></p>


<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.lucabaiguini.com/2008/10/obiettivi-ben-formati.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Obiettivi ben formati'>Obiettivi ben formati</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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