Entries from September 1, 2007 - October 1, 2007
Stili cognitivi
Su Psicolab, un articolo interessante di Michele Daloiso.
Si parla di stili cognitivi: di come influenzano l'apprendimento, di quali strumenti il docente può mettere in campo per riconoscerli.
Il contesto è quello della formazione linguistica, ma quasi tutto quello che c'è scritto vale anche per la formazione manageriale.
Si definisce lo stile cognitivo come quell'insieme di strategie selezionate (in maniera più o meno conscia) e messe in campo durante il processo di apprendimento. Vengono coinvolte la dimensione verbale, non verbale, cinestesica, logico-matematica, e le loro continue intersezioni.
Daloiso fa, giustamente, notare come
Ancor prima di osservare gli studenti, il primo passo per l'insegnante consiste innanzitutto nel compiere una riflessione metacognitiva sul proprio stile di apprendimento. Tale riflessione porterà di conseguenza ad una maggiore consapevolezza su come il proprio modo di insegnare sia influenzato dalle propensioni cognitive; può accadere infatti che un docente, del tutto in buona fede, sia convinto dell'efficacia di certe tecniche didattiche solo perché queste rispecchiano il suo personale stile di apprendimento, o trovi difficoltà nell'interagire con alcuni studenti perché non ne condivide lo stile cognitivo. La riflessione metacognitiva costituisce dunque il primo passo per una didattica che si avvicini sempre più allo studente.
Cercare di comprendere le mappe mentali altrui, insomma, prima (e, magari, invece) di iniziare a imporre le nostre.
E questo non vale soltanto in aula.
Post (in qualche modo) correlati:
Pigmalione
Tags: formazione manageriale, stili cognitivi, apprendimento, percezione, dominanza emisferica, Michele Daloiso
Braintrainer

Per il numero in edicola di Focus Braintrainer, ho curato una nuova puntata di "Allena la tua memoria". Questa volta, qualche trucchetto per ricordare i numeri.
Inoltre, una nuova rubrica: "Le faremo sapere...".
Simuliamo un "test preliminare" per l'assunzione in alcune tra le aziende più ambite per capacità innovativa, prestigio, clima.
Il primo numero è dedicato a Google.
Tags: braintrainer, memorizzazione, numeri, test preliminare, google
Il ritratto del leader
Su IlSole24ore, i risultati di una ricerca condotta su un campione di lavoratori. E' stato chiesto di dipingere il ritratto del capo ideale.
Ne è uscito un uomo italiano, cinquantenne, con la capacità di:
- Supportare la ricerca di soluzioni innovative attraverso la sintesi e la sperimentazione
- Valorizzare le idee dei collaboratori e dare la possibilità di lavorare in autonomia
- Valorizzare il contributo di tutti per l'efficace gestione delle riunioni
- Valutare i propri collaboratori gestendo il processo di feedback e misurando i risultati portati da ognuno
- Agire da coach valorizzando il potenziale
- Stimolare il miglioramento trasferendo delle certezze
- Gestire i collaboratori creando spirito di squadra e appianando i conflitti
- Valorizzare i risultati della squadra anche verso gli altri capi
Secondo voi, cos'altro?
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Coincidenza di vedute
Winning
Isaac Getz e la forza delle idee
Tags: leadership, coaching, team building, management, manager, teamwork
Confirmation Bias
In questo post ho parlato di come spesso tendiamo a piegare la realtà alla teoria, piuttosto che il contrario.
Il Confirmation Bias è una delle strategie che utilizziamo: si tratta della tendenza a ricercare informazioni che provano, piuttosto che informazioni che confutano, la nostra teoria iniziale.
Peter Cathcart Wason fece un esperimento: mostrò a degli individui la tripletta di numeri 2 - 4 - 6, dicendo loro che questa tripletta era conforme ad una regola particolare. Il compito dei soggetti era quello di individuare quale fosse la regola. Per farlo potenvano generare altre triplette, e chiedere allo sperimentatore se soddisfacevano la regola o meno. Lo sperimentatore dava un feedback (regola soddisfatta o regola non soddisfatta) corretto.
Una volta che fossero stati sicuri di aver individuato la regola, i soggetti dovevano enunciarla.
Nonostante il fatto che la regola fosse semplicemente “qualsiasi sequenza ascendente”, i soggetti sembravano trovare grandi difficoltà nell’individuarla, enunciando spesso regole molto più complesse. La cosa più interessante è che i soggetti sembravano testare soltanto esempi “positivi”, che confermavano le loro ipotesi. Quello che non facevano era, invece, tentare di falsificare le proprie ipotesi testando triplette che non fossero conformi alla propria regola.
Il confirmation bias è una teoria utilizzata per comprendere perché le persone spesso credano e sostengano idee pseudoscientifiche.
Post (per qualche motivo) correlati:
Pigmalione
Leggenda metropolitana
L'hindsight bias
Teorie forti
Tags: confirmation bias, bias, Peter Cathcart Wason, errore, scienze cognitive
Scimmie & management
Ieri Michael Jacobides ha parlato, a Bologna, di come "Ideare e strutturare un vantaggio competitivo in uno scenario dinamico". Speech interessante.
Ha concluso raccontando di un esperimento (mi pare) istruttivo.
In una gabbia, 5 scimmie e, al centro, un piedistallo che permette di raggiungere delle banane appese al soffitto.
Quando una delle scimmie tenta di prendere le banane, tutte vengono investite da un getto di acqua fredda, che impedisce loro di raggiungere le banane.
Dopo alcuni tentativi, appena una scimma tenta di arrivare alle banane, le altre glielo impediscono per non essere spruzzate. Il risultato è quindi che nessuna tenta più di arrivare alla frutta.
Successivamente, una scimma viene tolta dal gruppo e ne viene inserita una nuova, che tenta subito di raggiungere le banane e, naturalmente, viene aggredita dalle altre, senza, peraltro, capire perchè.
Si procede qundi ad un altro avvicendamento. La scimmia cambiata in precedenza partecipa all'aggressione della nuova arrivata, anche se non ha idea del motivo.
Dopo aver cambiato tutte le scimmie (nessuna, quindi, è mai stata bagnata), tutte queste continuano ad aggredire le nuove arrivate che tentano di raggiungere le banane, sempre senza sapere perchè.
Non ho trovato la fonte da cui è tratto questo esprimento. Mi pare, però, una bella metafora. E che molti manager dovrebbero conoscerla.
Tags: management, scimmie, cambiamento, schemi mentali, resistenza al cambiamento



