Entries from January 1, 2008 - February 1, 2008
MBA al top
Il Financial Times ha pubblicato la classifica dei migliori MBA del mondo.
Ecco le prime venti posizioni:
- University of Pennsylvania: Wharton - U.S.A.
- London Business School - U.K.
- Columbia Business School - U.S.A.
- Stanford University GSB - U.S.A.
- Harvard Business School - U.S.A.
- Insead - Francia / Singapore
- MIT: Sloan - U.S.A.
- IE Business School - Spagna
- University of Chicago GSB - U.S.A.
- University of Cambridge: Judge - U.K.
- Ceibs - Cina
- Iese Business School - Spagna
- New York University: Stern - U.S.A.
- IMD - Svizzera
- Dartmouth College: Tuck - U.S.A.
- Yale School of Management - U.S.A.
- Hong Kong UST Business School - Cina
- HEC Paris - Francia
- University of Oxford: Saïd - U.K.
- Indian School of Business - India
Una sola business school italiana: SDA Bocconi, che scende dalla 41esima alla 48esima posizione.
Si tratta dell'unica italiana ad essere presa in considerazione dal FT perché è la sola che nel 2004 (anno di diploma preso in considerazione per questa indagine) era in possesso del marchio europeo di qualità Equis.
Nel 2007 anche MIP - Politecnico di Milano ha ottenuto l'Equis. Entrerà, quindi, nella lista dei candidati fra tre anni.
Approfondimenti interessanti sul Job24, oltre che, naturalmente, su Financial Times.
Tags: Financial Times, MBA, business school, ranking
Giornalista?
Per il numero in edicola di Focus Braintrainer, ho curato la rubrica a pagina 63: Potresti lavorare al Corriere della Sera?
Si tratta di un gioco che mette alla prova le conoscenze sull'attualità e sul mondo del giornalismo.
Tags: Focus, Braintrainer, Corriere della sera, giornalismo
Obbedisco
L'esperimento Milgram è ritenuto praticamente non replicabile, a causa delle implicazioni etiche che porta con sè il proporre una ricerca di questo tipo.
Su The situationist, un post molto interessante con un recente tentativo di proporre un esperimento simile, seppur "ammorbidito". Il ricercatore è Jerry Burger.
Questa volta, i volontari sono stati preservati dallo stress e dalla tensione creati dall'esperimento originale, e sono state prese molte precauzioni affinché fossero trattati in maniera umana ed etica.
E' interessante notare come il livello di obbedienza sia rimasto sostanzialmente lo stesso, a quasi cinquant'anni dalle ricerche di Milgram.
(Pressoché) nulla di nuovo sotto il sole...
Tags: Milgram, Jerry Burger, obbedienza, autorità
Del genio
Sul blog di Focus Braintrainer, una bella intervista a Giovanni Allevi.
Tra le altre cose, parla di genio:
[...] credo che la genialità non possa essere spiegata come una inevitabile conseguenza dello studio accademico. Genialità significa riuscire a comporre qualcosa di apparentemente semplice, che crea dei profondi cambiamenti intorno, che tutti, una volta realizzata, dicono "che ci vuole...saprei farla anch'io", ma che di fatto nessuno sa fare come te! La "complessità risolta" è la conquista di una semplicità, infinitamente distante dalla banalità, che conserva la forza di una complessità alle spalle e che purtroppo richiede una vita di studio "matto e disperatissimo". Infatti, se si vuol creare qualcosa di innovativo per il futuro, è necessaria la comprensione profonda dell'opera dei grandi del passato.
Mi pare una bella definizione.
Tags: Giovanni Allevi, genio, composizione
Libiamo ne' lieti calici
Alcuni esperimenti piuttosto istruttivi sulla degustazione del vino:
Il neuroscienziato Hilke Plassman ha chiesto ad alcuni volontari di degustare e valutare cinque vini diversi, e di ciascun vino è stato comunicato il prezzo. Quel che i volontari non sapevano è che stavano degustando, in realtà, soltanto tre vini. Due vini erano presentati per due volte, con prezzi molto differenti l'una dall'altra. I vini più costosi sono stati valutati in maniera significativamente migliore rispetto agli stessi vini, ma proposti ad un prezzo inferiore. E' interessante notare come, secondo i ricercatori, la convinzione che il vino sia più costoso non cambia direttamente la nostra esperienza sensoriale, ma piuttosto ci conduce a pensare che questa esperienza sia più ricca di valore.
Frederich Brochet dell'Università di Bordeaux ha proposto nel 2001 due esperimenti.
Nel primo ha messo un panel di 57 esperti di fronte a due vini: un bianco ed un rosso. In realtà, il vino rosso era semplicemente lo stesso vino bianco, tinto da un colorante alimentare. Gli esperti hanno descritto il vino colorato con la terminologia tipica dei vini rossi. Nessuno si è accorto dell'inganno.
Nel secondo esperimento, Brochet ha preso un Bordeaux di media qualità, lo ha messo nella bottiglia di un modesto vino da tavola e lo ha fatto assaggiare a degli esperti, chiedendo loro un giudizio. Una settimana dopo ha fatto assaggiare lo stesso vino alle stesse persone, ma questa volta in una bottiglia da grand cru. Nel primo caso il vino è stato giudicato "povero, leggero, piatto", nel secondo "rotondo, complesso, bilanciato".
Anche qui, un altro elemento che indica come i nostri giudizi sono spesso il frutto di un meccanismo complesso. L'esperienza di degustare vino non è semplicemente riconducibile ad una somma di fattori sensoriali. Piuttosto, l'esperienza è data dall'interpretazione soggettiva di questi fattori sensoriali, e su questa interpretazione impattano una serie di fattori nei quali è difficile distinguere fin dove arrivano gli elementi oggettivi e dove iniziano quelli soggettivi.
Tags: vino, degustazione, soggettività, decision making, Plassman, Brochet
Via: Mind Hacks



