Quattro chiacchiere con…

Da una conversazione con l’amico Mauro Berruto, un’idea: fare un paio di domande “in parallelo” ai lettori dei nostri blog (quello di Mauro lo trovate qui).

Vi chiedo, dunque:

1) Se tu potessi sederti a fare quattro chiacchiere con un personaggio contemporaneo e vivente, chi vorresti incontrare?

2) Che cosa vorresti chiedergli/le?

Anch’io sto stilando le mie liste (di persone e di domande).

Che condividerò qui, naturalmente, una volta raccolti i vostri suggerimenti.

Ditemi, allora…

 

19 commenti
  1. marcello dice:

    Ciao Luca

    vorrei passare una serata con un sopravvissuto ebreo alla shoa e naturalmente possono anche non esserci domande da fare basterebbe ascoltare

    Ciao

  2. Roberto dice:

    Ciao Luca,
    mi piacerebbe parlare della crisi economica con uno dei massimi esperti nazionali o mondiali (Draghi?).
    Vorrei che ci aiutasse a capire cosa realmente dovrebbe cambiare nel sistema economico mondiale per invertire la tendenza.

    ciao

  3. Vincenzo dice:

    Ciao Luca,
    mi piacerebbe incontrare Silvio Berlusconi.
    Per quanto riguarda le domande da porgli, onestamente sarebbero tantissime, per iniziare la prima potrebbe essere:
    Lei crede di essere immortale?
    Il resto lo lascio alla Vs. immaginazione, ma spazierebbero da come è riuscito a creare un impero, al perchè ha deciso di entrare in politica (anche se credo di conoscere già le risposte).

    Vi

  4. Marco dice:

    Ciao Luca
    Mi piacerebbe incontrare un missionario, preferibilmente laico. Mi farei raccontare la sua storia, cosa lo ha spinto ad una vita del genere, capirne le motivazioni. Sono sempre stato affascinato da una scelta così convinta e, immagino, difficile: gli chiederei di portarmi per un mese nella sua missione.

  5. adriana dice:

    Ciao Luca, ti seguo con interesse da quando ci hai tenuto un corso sul parlare in pubblico.Veramente interessante è la continuità successiva e inaspettata che hai dato all’incontro. Da vero comunicatore. Avrei voluto incontrare due personaggi contemporanei che però da pochi anni ci hanno lasciato. Il primo è Maurice Bejart, uno dei più grandi coreografi del XX sec. Come non ricordare il famoso Bolero di Ravel nella prima versione, tutta al maschile?!Che fascino, che energia, che forza magnetica, che potere comunicativo aveva la sua danza, che ti catturava mentre la guardavi. Se avessi potuto, gli avrei chiesto:” a cosa pensa quando crea? Il secondo personaggio è una donna, una grande donna: è Lucille Teasdale, chirurgo, che ha trascorso gran parte della sua vita nell’Africa tropicale insieme al marito Piero Corti. (bellissima la storia della loro vita: “Un sogno per la vita. Lucille e Piero Corti, una coppia di medici in prima linea. di Michel Arseneault. Edizioni Paoline). La immagino intenta ad operare per intere giornate, con la sua bimba nell’angolo della stanza (come racconta nel libro). Lei, appassionata del suo lavoro (fino a morirne perchè infettata dal virus HIV) e della persone che curava con grande dedizione. A lei vorrei chiedere: “che cosa ti dava il coraggio di affrontare tanto?”.Grandi persone, grandi comunicatori: il primo con la sua arte, la seconda con la sua vita.

  6. Luigi dice:

    Da sempre il mio sogno è quello di trascorrere una serata con Piero Angela. Grande comunicatore grazie alla concretezza nel parlare ed alla pacatezza nei modi di fare.

  7. Umberto dice:

    Buongiorno Luca,
    Mi piacerebbe parlare con un analista di strategie geo-politiche che mi aiuti a capire i movimenti delle potenze nazionali, economiche e militari
    Umberto

  8. Luca G dice:

    Vorrei incontrare lo scrittore Andrea De Carlo.
    Vorrei capire come nasce un romanzo e quanta fatica e concentrazione nasconde la costruzione di una trama, del legame dei personaggi e come esprimere emozioni, valori, azioni, aspettative attraverso la “narrazione”.
    Uno scrittore come lui ha il grande dono di saper trasmettere “emozioni”.
    Applicato in ambito lavorativo questo significa esprimere “fiducia”. “Io so che non mi stai ingannando e vai nella stessa mia direzione; il raggiungimento del tuo obiettivo personale farà crescere anche me”.

  9. SILVIA MINELLO dice:

    Salve Luca! Grande Luca! A me piacerebbe trascorrere una serata con la brillante e vivace compagnia di Noberto Bobbio al fine di condividere tante urgenti riflessioni che accompagnano il nostro impegno e la nostra responsabilità civile.. prendere per mano il sentiero etico abbracciando la politica!!!! Sono preziosissime le tue riflessioni e i tuoi quotidiani suggerimenti… Grazie infinite! Tante buone iniziative per te..

  10. Andrea Sgreccia dice:

    Grazie dell’invito

    1) Se tu potessi sederti a fare quattro chiacchiere con un personaggio contemporaneo e vivente, chi vorresti incontrare?

    Un vecchio pensionato dell’Ilva di Bagnoli a Napoli

    2) Che cosa vorresti chiedergli/le?

    Mi farei raccontare l’Italia dal dopoguerra ad ora.

    Nella speranza di capire se sono sulla Padella o nella Brace…:-)

    ciao

  11. Alberto dice:

    Mi piacerebbe incontrare Alessandro (Alex) Zanardi per chiedergli come fa ad essere ancora così dopo quello che gli è successo.

  12. Marcello D. dice:

    le persone con cui vorrei parlare sono tante, le prime che mi vengono in mente sono nell’ambito musicale, prevalentemente lirico e classico. Abbado ad esempio, anche il simpatico-antipatico-sempre grande Muti ed anche tanti interpreti lirici; credo che gli chiederei come ulteriormente diffondere il linguaggio musicale, che è forse l’unico condivisibile e comprensibile da tutti. e credo anche che gli chiederi il perchè tante persone che a me risultano molto interessanti e particolarmente intelligenti … non amano la musica. è un grande mistero per me. forse ti ho già detto che Shakespeare disse “chi non ama la musica non è degno di vivere” (un po’ brusco…). Mah
    tornando ai direttori d’orchestra in particolare vorrei chiedergli (un po’ stupidamente lo riconosco) come fanno a leggere tutta le righe della partitura, intendo contemporaneamente. tu sai che lo fanno come se si leggesse un libro seguendo ogni riga… contemporaneamente. probabilmente mi risponderebbero che un po’ bleffano, ma non ci crederei. è un po’ come nel film Amadeus quando Mozart prova le parrucche e dice:” perchè non ho due teste?” credo che il regista volesse invece sottolieare che è come se di teste ne avesse più d’una. Ciao Luca ti auguro un sacco di bene!

  13. Diego Minoia dice:

    Solo qualche informazione per Marcello D.

    Nel Corso di studi di Composizione, in Conservatorio, gli studenti compositori devono frequentare e dare esami anche per Lettura della partitura.
    Le lezioni consistono nel leggere, suonando al pianoforte e cantando le parti eventualmente relative alle voci principali (per es. se si sta leggendo la partitura di un’opera lirica).
    Naturalmente ci si deve esercitare molto per riuscire a leggere una partitura, specie se complessa, tenuto conto che la tecnica standard consiste nel leggere contemporaneamente dal basso verso l’alto , in verticale, la stessa battuta e da sinistra a destra.
    Già così sarebbe complicato!
    Aggiungiamo il fatto che ad ogni tipologia di strumento dell’orchestra corrisponde almeno un pentagramma e che non tutti gli strumenti usano la stessa chiave.
    Alcuni vengono scritti in chiave di Sol o di violino, altri in chiave di Fa o di Basso, altri ancora in chiavi diverse.
    Poi ci sono gli strumenti che suonano come è scritto e altri che sono traspositori.
    Insomma … un bel casino.
    Naturalmente i Direttori non leggono a “prima vista” durante i loro concerti, ma passano settimane a studiarsi le partiture che poi interpreteranno in concerto. I momenti più belli ed interessanti infatti sono quelli delle prove d’orchestra, durante le quali il Direttore fornisce ai musicisti le indicazioni per ottenere la “sua” interpretazione della partitura.
    Cari saluti
    Non è una risposta data da Abbado o Muti, ma forse può servire per capire.

  14. Luca Leonardini dice:

    Ciao Luca, mi piacerebbe conoscerti perché ho la netta impressione che sia piacevole scambiare quattro chiacchiere insieme. Cosa ti chiederei? Niente in particolare, andrei a ruota libera. Credo che sia una cosa molto positiva uscire dall’ambito virtuale per incontrare direttamente una nuova persona: dopo tutto quello che facciamo con i blog non è mica questo? Sviluppare contatti diretti con nuove persone che altrimenti non avremmo mai incontrato/conosciuto in altro modo.

  15. Luca dice:

    Ciao Luca, mi aggiungo anch’io!
    Credo che incontriamo tante persone leggendo i loro libri.
    Se penso ai libri letti, vorrei approfondire la conoscenza del Cardinale Scola e chiedergli consigli per integrare fede e ragione, ricerca personale e sequela alla Chiesa.
    Vorrei incontrare Richard Bandler, il co-fondatore della Pnl, per chiedergli come imparare ancor meglio ad usare le nostre potenzialità.
    Vorrei incontrare Ken Wilber, Peter Senge, Otto Sharmer e chieder loro come aiutare le nostre organizzazioni ad avere e dare più senso a quello che fanno.

    E allo stesso tempo mi chiedo quanta saggezza non ci sia nelle persone che incontriamo ogni giorno, in treno, a passeggio.
    E quanto è bello riuscire a fermarci e chiedere. Come va?

  16. Marina Fabiano dice:

    Sarei felice di conoscere Steve Jobs. Gli chiederei come sta e quale consiglio vorrebbe dare a chi é immerso nelle sfide professionali. Vorrei sapere cosa apprezza di più dei suoi successi e cosa sta imparando in tempi recenti. Con il massimo rispetto per la persona, che ammiro molto per le sue intuizioni geniali.

  17. Marcello D. dice:

    replica a Diego Minoia.
    Grazie Diego, conosco i meccanismi tecnici, a supporto di quello che dici, aggiungo che i grandi direttori devono tener conto anche che alcuni membri dell’orchestra concertano in do, re, mi… ed altri in a,b,c… ricordo delle prove viste a Friburgo dove suonava una persona meravigliosa ora scomparsa e dove c’era appunto questo problema (che bel ricordo).
    mi rendo conto che nel mio primo commento non mi sono spiegato bene. volevo dire come fanno in certe musiche un po’ più complesse, tipo il finale del quarto movimento della Jupiter di Mozart a “sentire” e quindi comprendere CONTEMPORANEAMENTE tutto quello che viene suonato. faccio un esempio. un architetto (uno bravo s’intende) che progetta e segue la costruzione di un edificio da zero. quando lo ha finito lui “vede” l’esterno che vedono tutti ma vede anche l’interno agli altri celato ed il suo “funzionamento”. Non mi riferisco alla materia di armonia ma semplicemente alla quantità di cose da sentire, perchè a me risulta… arduo. grazie ancora. ciao Luca e scusa se forse ho usato impropriamente il tuo blog. a presto M.

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