Fattori di successo nel public speaking
In questi giorni, in preparazione del corso di public speaking avanzato che ho tenuto al MIP, ho riflettuto parecchio sulle caratteristiche degli speaker che hanno, in qualche modo, influenzato il mio modo di pensare attraverso le loro idee e la loro comunicazione.
Insieme ai partecipanti al corso (a proposito, devo a tutti loro un ringraziamento per la disponibilità a mettersi in gioco) abbiamo poi elencato alcuni fattori di successo di una presentazione in pubblico.
Ne sono uscite delle considerazioni che mi pare interessante condividere.
Credo che a fare da sfondo ad una presentazione di successo (messi da parte gli aspetti tecnici, sui quali mi sono soffermato più volte), ci siano almeno tre elementi:
- la capacità di accogliere qualsiasi cosa accada durante la presentazione come una potenziale risorsa piuttosto che come un fastidio o una seccatura.
È un atteggiamento mentale che ha come presupposto la grande flessibilità che soltanto chi padroneggia contenuto e struttura della comunicazione può avere. - la capacità di mantenere sullo sfondo l’obiettivo della propria comunicazione, facendo in modo, nello stesso tempo, di dedicare la propria attenzione totale al qui e ora. È una dinamica molto simile, per spiegarmi meglio, a quella che ho descritto in questo post.
- La capacità di allargare ed arricchire, in qualche senso, le mappe mentali di chi ascolta.
Il focus è quasi sempre quello di fornire domande significative piuttosto che risposte preconfezionate.
Su questo punto tornerò…
Mi pare che queste caratteristiche possano aggiungere qualche stimolo anche a quanto scritto qualche giorno fa a proposito del competere insegnando.
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02. dic, 2009 






Concordo sulle tre caratteristiche, ma ne aggiungerei una quarta che, secondo me, è fondamentale: l’uso della voce.
Forse che lo reputo importante perchè è ciò in cui mi sento carente?
AG
Una cosa che aggiungerei (ma che sicuramente avete gia pensato da qualche parte
) è la capacità di percepire se i propri ascoltatori stanno capendo cio che si dice. Mi capita spesso di seguire relazioni e demo in cui sembra che l’oratore sia da solo con se stesso e non si accorge minimamente che ciò che sta dicendo non sta arrivando. Mi riferisco soprattutto a chi parte da una estrazione tecnica (ingegneria, sviluppo software…) e a una magari ottima competenza di dominio non si affianca una altrettanto buona capacità di comunicare.
PS: l’uso della voce secondo me è fondamentale, un tono basso e piatto mi fa scollegare dopo 5 minuti. Credo anche che l’importanza non sia tanto nel “tono” quanto nella capacità di variare il ritmo.
non sono ancora un esperto di computer mi sto dilettando per apprendere l’uso di questo mezzo che spesso mi sembra una risorsa inutile per i problemi che mi tormentano. ho 90 anni e benche in buona salute, l’avvenire mi spaventa per la tragicità delle notizie giornaliere.
Grazie per i commenti.
In effetti, l’uso della voce ed il contatto con il pubblico (capacità di raccogliere feedback) sono assolutamente delle precondizioni per realizzare quanto ho cercato di sintetizzare nell’articolo!