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	<title>Commenti a: Leadership e network</title>
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	<description>Training - Management - Leadership</description>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/leadership-e-network.html/comment-page-1#comment-573</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 10:13:07 +0000</pubDate>
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		<description>@Luigi
Interessante inversione di prospettiva...
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		<content:encoded><![CDATA[<p>@Luigi<br />
Interessante inversione di prospettiva&#8230;</p>
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		<title>Di: Luigi Mengato</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/leadership-e-network.html/comment-page-1#comment-572</link>
		<dc:creator>Luigi Mengato</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 07:47:45 +0000</pubDate>
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		<description>ulteriore riflessione notturna: interessante l&#039;analisi degli &quot;altri&quot; nodi. ma &quot;io&quot; Luigi che tipo di nodo sono? come mi vedono gli altri?
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ulteriore riflessione notturna: interessante l&#8217;analisi degli &#8220;altri&#8221; nodi. ma &#8220;io&#8221; Luigi che tipo di nodo sono? come mi vedono gli altri?</p>
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		<title>Di: Luigi Mengato</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/leadership-e-network.html/comment-page-1#comment-571</link>
		<dc:creator>Luigi Mengato</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 21:56:51 +0000</pubDate>
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		<description>Proprio ieri durante un affiancamento, discutevo di questo approccio con un aspirante giovane imprenditore esperto di gestione reti informatiche aziendali. Facevo un po&#039; fatica ad esprimere il concetto, poi lui mi ha guardato illuminato e mi ha detto &quot;ah, ho capito: ci sono nodi fatti con HUB e ci sono nodi fatti con SWITCH !!&quot;.
A questo punto ero io a non capire ... poi mi ha spiegato: l&#039;HUB è passivo (nodi ripetitori e/o periferici), lo SWITCH è attivo (nodi centrali).
Per chi è incuriosito: &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Hub_(informatica)&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Hub_(informatica)&lt;/a&gt; e &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Switch&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://it.wikipedia.org/wiki/Switch&lt;/a&gt;
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Proprio ieri durante un affiancamento, discutevo di questo approccio con un aspirante giovane imprenditore esperto di gestione reti informatiche aziendali. Facevo un po&#8217; fatica ad esprimere il concetto, poi lui mi ha guardato illuminato e mi ha detto &#8220;ah, ho capito: ci sono nodi fatti con HUB e ci sono nodi fatti con SWITCH !!&#8221;.<br />
A questo punto ero io a non capire &#8230; poi mi ha spiegato: l&#8217;HUB è passivo (nodi ripetitori e/o periferici), lo SWITCH è attivo (nodi centrali).<br />
Per chi è incuriosito: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hub_(informatica)" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Hub_(informatica)</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Switch" rel="nofollow">http://it.wikipedia.org/wiki/Switch</a></p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/leadership-e-network.html/comment-page-1#comment-570</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 16:16:34 +0000</pubDate>
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		<description>@Nicola
Grazie per il commento, come sempre profondo ed ispirato...
E grazie anche a Sergio.
Credo che un tratto comune i due commenti lo ritrovino: la necessità di rendere il modello dinamico, e di spiegare (nel medio periodo) la dinamica di &quot;migrazione e consolidamento&quot; del posizionamento dei nodi... da rifletterci!
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Nicola<br />
Grazie per il commento, come sempre profondo ed ispirato&#8230;<br />
E grazie anche a Sergio.<br />
Credo che un tratto comune i due commenti lo ritrovino: la necessità di rendere il modello dinamico, e di spiegare (nel medio periodo) la dinamica di &#8220;migrazione e consolidamento&#8221; del posizionamento dei nodi&#8230; da rifletterci!</p>
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		<title>Di: Sergio Luigi Celoria</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/leadership-e-network.html/comment-page-1#comment-569</link>
		<dc:creator>Sergio Luigi Celoria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 11:32:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=265#comment-569</guid>
		<description>Non sono un esperto ma credo che vada introdotta una terza dimensione all&#039;analisi che prenda in esame la frequenza per la quale un nodo sia messo in condizione di dare una risposta che gli permetta di variare di collocazione tra le posizioni A, B, C e D.
Senza questa considerazione il sistema tende a sollecitare i nodi centrali e non sollecita sufficientemente i nodi meno performanti. Rischiando di sovrastimare la risposta dei nodi centrali stessi che si troverebbero sovraccaricati. Per contro i restanti nodi si troverebbero proporzionalmente in una situazione di &quot;ansia da prestazione&quot; con il risultato di deprimere ulteriormente le proprie performance portando il sistema verso l&#039;inefficienza e l&#039;appesantimento da eccesso di nodi morti.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non sono un esperto ma credo che vada introdotta una terza dimensione all&#8217;analisi che prenda in esame la frequenza per la quale un nodo sia messo in condizione di dare una risposta che gli permetta di variare di collocazione tra le posizioni A, B, C e D.<br />
Senza questa considerazione il sistema tende a sollecitare i nodi centrali e non sollecita sufficientemente i nodi meno performanti. Rischiando di sovrastimare la risposta dei nodi centrali stessi che si troverebbero sovraccaricati. Per contro i restanti nodi si troverebbero proporzionalmente in una situazione di &#8220;ansia da prestazione&#8221; con il risultato di deprimere ulteriormente le proprie performance portando il sistema verso l&#8217;inefficienza e l&#8217;appesantimento da eccesso di nodi morti.</p>
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		<title>Di: Nicola Menicacci</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/06/leadership-e-network.html/comment-page-1#comment-568</link>
		<dc:creator>Nicola Menicacci</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 09:18:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.lucabaiguini.com/?p=265#comment-568</guid>
		<description>Caro Luca,
ancora una volta il tuo modo di osservare le cose da più punti di vista risulta essere fecondo di nuovi spunti e ci insegna, soprattutto, a non restare ancorati ad una sola concezione.
Non so perché, ma mentre leggevo pensavo al percorso verso la Terra Promessa. Mosè conduce il suo popolo diviso in tribù, ognuna delle quali ha un suo leader. Si forma così una leadership di tipo network ma anche, se vogliamo, gerarchica, nella quale ovviamente cominciano a delinearsi delle dinamiche che, proprio sulla base dell&#039;economia e dell&#039;efficienza, possono essere via via demandate (o meglio delegate)ad un solo soggetto, la guida per antonomasia.
E la leadership per network apporta benefici per tutti, tendendo comunque, con l&#039;andare del tempo, a sistemarsi nei punti più alti dello schema da te proposto, pena la sua mancata efficienza. Ma dal momento che questi ricorsi, queste dinamiche in fondo di tipo gestaltico, sono organizzate per assicurare - appunto - la massima efficienza, ecco che i nodi deboli se non addirittura inefficienti saranno destinati a cadere in disuso.
Il tutto ovviamente sempre nel rispetto di una prospettiva che, anche in questo caso, non può essere a breve periodo.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Luca,<br />
ancora una volta il tuo modo di osservare le cose da più punti di vista risulta essere fecondo di nuovi spunti e ci insegna, soprattutto, a non restare ancorati ad una sola concezione.<br />
Non so perché, ma mentre leggevo pensavo al percorso verso la Terra Promessa. Mosè conduce il suo popolo diviso in tribù, ognuna delle quali ha un suo leader. Si forma così una leadership di tipo network ma anche, se vogliamo, gerarchica, nella quale ovviamente cominciano a delinearsi delle dinamiche che, proprio sulla base dell&#8217;economia e dell&#8217;efficienza, possono essere via via demandate (o meglio delegate)ad un solo soggetto, la guida per antonomasia.<br />
E la leadership per network apporta benefici per tutti, tendendo comunque, con l&#8217;andare del tempo, a sistemarsi nei punti più alti dello schema da te proposto, pena la sua mancata efficienza. Ma dal momento che questi ricorsi, queste dinamiche in fondo di tipo gestaltico, sono organizzate per assicurare &#8211; appunto &#8211; la massima efficienza, ecco che i nodi deboli se non addirittura inefficienti saranno destinati a cadere in disuso.<br />
Il tutto ovviamente sempre nel rispetto di una prospettiva che, anche in questo caso, non può essere a breve periodo.</p>
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