La turbolenza è la nuova normalità

Ieri mattina, Philip Kotler al MIP a parlare di marketing e advertising.
Alcuni dei concetti che ha espresso mi pare completino le considerazioni fatte ieri qui.
Kotler parte da un assunto: “La turbolenza è la nuova normalità“.
Dobbiamo, quindi, abituarci ad uno scenario nel quale il ciclo economico è una linea generata da una fibrillazione continua.
Mi sembra che questo abbia a che vedere con il concetto di “rendita di posizione”.

La ricetta (o, almeno, una parte della ricetta) di Kotler per le imprese e le organizzazioni:

  • dotarsi di un sistema che sia in grado di generare in anticipo gli allarmi (early warning system)
    Per inciso, mi pare che questo sistema abbia caratteristiche in comune con quanto scrivevo qui.
  • produrre simulazioni di scenario (che tengano conto anche delle ipotesi peggiori)
  • dotarsi di un sistema di budget flessibile

Questo per le imprese.
Può valere anche per gli individui?
E come conciliare questi strumenti con una “veduta lunga“?

___

Post (in qualche modo) correlati:


Nessun altro articolo sul tema.

Twitter Digg Delicious Stumbleupon Technorati Facebook

Se i contenuti di questo blog ti interessano, puoi seguirli costantemente in due semplici modi: i Feed RSS degli articoli pubblicati e la newsletter.

Iscrivendoti alla newsletter riceverai, mensilmente, gli articoli principali pubblicati sul blog e ulteriori stimoli di lettura e riflessione.

Per ricevere la newsletter direttamente nella casella di posta elettronica, è sufficiente inserire il proprio indirizzo e-mail e cliccare su "Mi iscrivo".

       



3 Risposte a “La turbolenza è la nuova normalità”

  1. Stefano Gatti 18. giu, 2009 a 14:00

    Molto interessante … in questa ottica a livello aziendale e progettuale (in un’ottica di azienda che lavora per progetti) diventa fondamentale la gestione del rischio a tutti i livelli. Dove gestione del rischio vuol dire in alcuni casi ridondanza (come insegna il Prof. De Toni sull’approccio a scenari complessi) per potere avere le risorse giuste al momento giusto e cogliere le opportunità.
    Gran bel post Luca!

  2. Alberto Pasquini 18. giu, 2009 a 15:04

    Luca, post decisamente attuale ed azzeccato
    ancora una volta permettimi di essere realista: le PMI italiane non sono strutturate ed organizzate. ci sono fior di eccezioni (grazie al cielo) ma il centro della gaussiana e’ fatto di gente che lavora (tanto), intusice (a pelle) e ancor prima dell’early warning system non sa di controllo di gestione, di organizzazione e management, di indicatori e di piani strategici.
    dobbiamo solo sperare che le aziende che hanno rendite di posizione ci siano arrivate per bravura e per selezione naturale, e un po’ di questi metodi li abbbiano almeno in parte adottati. cosi’ magari intuiscono verso che direzione fare rotta durante questi mesi di tempesta, e sopravvivono
    ma continuo ad essere un po’ pessimista sulla capacita’ della piccola azienda di avere un background culturale tale da buttarsi su questi schemi comportamentali in modo consapevole.
    se tutti leggessero i tuoi blogs…

  3. Grazie, commenti molto interessanti!

Lascia un commento