Su HBR Italia di Maggio, uno degli articoli più interessanti che mi sia capitato di leggere in questi ultimi tempi: Arte e scienza nella gestione dei processi, di Joseph M. Hall e Eric M. Johnson.
Ne riassumo un paio di punti (in questo e nel prossimo post), ma nello stesso tempo ne consiglio la lettura integrale: gli spunti di riflessione sono davvero tanti.
Gli autori partono dalla constatazione che molti manager si sono un po’ fatti prendere la mano dalla questione della standardizzazione dei processi.
Ci sono, invece, processi che attengono più all’arte che alla scienza, e che difficilmente si lasciano ridurre a modelli riproducibili e standardizzabili.
Le conseguenze di regole troppo rigide sono, in questi casi, calo del potenziale di innovazione, riduzione dell’affidabilità, problemi di performance (la standardizzazione, quindi, paradossalmente, rischia di pregiudicare quella stessa performance che con tanta tenacia persegue).
Certo, la tentazione opposta è altrettanto pericolosa: trattare come artistici processi che invece necessitano di standardizzazione, ancora una volta, impatta negativamente sulla performance.
Continua…