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	<title>Commenti a: Worklife Balance</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Di: Luca Baiguini</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html/comment-page-1#comment-2523</link>
		<dc:creator>Luca Baiguini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Sep 2011 14:03:12 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Fabio per il tuo contributo. A proposito dell&#039;ultima domanda: idee?
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Fabio per il tuo contributo. A proposito dell&#8217;ultima domanda: idee?<br />
Ciao</p>
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		<title>Di: Fabio Valle</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html/comment-page-1#comment-2518</link>
		<dc:creator>Fabio Valle</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2011 22:59:45 +0000</pubDate>
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		<description>Personalmente non apprezzo il passo di Sebastiano che trovo scritto non chiaro.
Ma ha ragione sul fatto che ci sono falsi concetti di Work-Balance (ma l&#039;ha detto meglio Jack Welch). Quello del Work-Life balance e&#039; un paradigma non corretto perche&#039; troppo semplice. Non e&#039; solo questione di come bilanciare le 2, ma di capire ad ogni momento quali sono gli obiettivi e come raggiungerli. Quindi prima di tutto e&#039; un equilibrio dinamico, non statico. Se ad un certo punto tuo foglio sta male, cambiano le priorita&#039; o se crolla l&#039;azienda. E poi si deve ragionare in termini di obiettivi e &#039;gradiente&#039; di utilita&#039;. Come creo meglio valore per la mia vita... Al netto dei sensi di colpa che sono alla fine dei &#039;corti circuiti&#039;... Scriviamo qualcosa?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente non apprezzo il passo di Sebastiano che trovo scritto non chiaro.<br />
Ma ha ragione sul fatto che ci sono falsi concetti di Work-Balance (ma l&#8217;ha detto meglio Jack Welch). Quello del Work-Life balance e&#8217; un paradigma non corretto perche&#8217; troppo semplice. Non e&#8217; solo questione di come bilanciare le 2, ma di capire ad ogni momento quali sono gli obiettivi e come raggiungerli. Quindi prima di tutto e&#8217; un equilibrio dinamico, non statico. Se ad un certo punto tuo foglio sta male, cambiano le priorita&#8217; o se crolla l&#8217;azienda. E poi si deve ragionare in termini di obiettivi e &#8216;gradiente&#8217; di utilita&#8217;. Come creo meglio valore per la mia vita&#8230; Al netto dei sensi di colpa che sono alla fine dei &#8216;corti circuiti&#8217;&#8230; Scriviamo qualcosa?</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html/comment-page-1#comment-530</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 08:23:16 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Massimiliano per il tuo contributo.
Sabato scorso ho tenuto una lezione nella quale, ad un certo punto, si è parlato proprio di ciò che tu hai descritto: una cultura aziendale secondo la quale fermarsi fino a tardi al lavoro rappresenta un segnale di fedeltà all&#039;azienda e di produttività.
Mi capita spesso di ripetere che un teamleader consapevole delle dinamiche sulla gestione del tempo deve consentire ai membri del suo team di stabilire (e/o negoziare) dei confini, perché spesso all&#039;interno di questi confini si crea valore per l&#039;organizzazione e per le persone...
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Massimiliano per il tuo contributo.<br />
Sabato scorso ho tenuto una lezione nella quale, ad un certo punto, si è parlato proprio di ciò che tu hai descritto: una cultura aziendale secondo la quale fermarsi fino a tardi al lavoro rappresenta un segnale di fedeltà all&#8217;azienda e di produttività.<br />
Mi capita spesso di ripetere che un teamleader consapevole delle dinamiche sulla gestione del tempo deve consentire ai membri del suo team di stabilire (e/o negoziare) dei confini, perché spesso all&#8217;interno di questi confini si crea valore per l&#8217;organizzazione e per le persone&#8230;</p>
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		<title>Di: Massimiliano</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html/comment-page-1#comment-529</link>
		<dc:creator>Massimiliano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 13:41:14 +0000</pubDate>
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		<description>Argomento ostico che trova poco spazio in azienda rispetto a quello che meriterebbe. Sono da poco nel mondo del lavoro, ma mi sono spesso domandato quale sia il giusto mix tra privato e non. Sicuramente esistono diversi equilibri che si delineano sia dall&#039;educazione ricevuta sia dal contesto nel quale uno cresce. Partendo dalla scala di valori che uno si  sceglie deve raggiungere il suo personale status di benessere. Spesso si tende a confondere il benessere personale con la stima che la società che ti circonda ti dà. Credo che nella società moderna i vecchi valori siano forse fuori moda, e molto più apprezzato quanto vali in termini di denaro. Si perde così ciò che realmente sei e che vuoi. Si cerca l&#039;apprezzamento ed è sicuramente più facile ottenerlo eccellendo in uno o nell&#039;altro campo, ma a quale prezzo? Vi voglio raccontare un aneddoto. Per il lavoro che faccio sono spesso catapultato in ambienti diversi e mi piace osservare ed ascoltare i discorsi della gente. Mi è da poco capitato di ascoltare durante un pranzo in una mensa aziendale, una donna che raccontava alla collega del suo percorso di carriera. Questa signora sosteneva che parte della sua carriera è stata penalizzata dalla famiglia, perchè mentre lei faceva orari ridotti a causa degli impegni familiari, in azienda chi si fermava fino a tardi magari non lavorava più di lei ma aveva la possibilità di partecipare a determinati giochi di potere dai quali era esclusa per il solo fatto di non essere presente. Questa è la sintesi del discorso ma si collega al caso (più lavoro = più produttività). E se fosse un problema di misurazione. In contesti grossi spesso il lavoro delle persone non viene valutato perchè non c&#039;è il tempo ed erroneamente si usa come metro di valutazione il tempo.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Argomento ostico che trova poco spazio in azienda rispetto a quello che meriterebbe. Sono da poco nel mondo del lavoro, ma mi sono spesso domandato quale sia il giusto mix tra privato e non. Sicuramente esistono diversi equilibri che si delineano sia dall&#8217;educazione ricevuta sia dal contesto nel quale uno cresce. Partendo dalla scala di valori che uno si  sceglie deve raggiungere il suo personale status di benessere. Spesso si tende a confondere il benessere personale con la stima che la società che ti circonda ti dà. Credo che nella società moderna i vecchi valori siano forse fuori moda, e molto più apprezzato quanto vali in termini di denaro. Si perde così ciò che realmente sei e che vuoi. Si cerca l&#8217;apprezzamento ed è sicuramente più facile ottenerlo eccellendo in uno o nell&#8217;altro campo, ma a quale prezzo? Vi voglio raccontare un aneddoto. Per il lavoro che faccio sono spesso catapultato in ambienti diversi e mi piace osservare ed ascoltare i discorsi della gente. Mi è da poco capitato di ascoltare durante un pranzo in una mensa aziendale, una donna che raccontava alla collega del suo percorso di carriera. Questa signora sosteneva che parte della sua carriera è stata penalizzata dalla famiglia, perchè mentre lei faceva orari ridotti a causa degli impegni familiari, in azienda chi si fermava fino a tardi magari non lavorava più di lei ma aveva la possibilità di partecipare a determinati giochi di potere dai quali era esclusa per il solo fatto di non essere presente. Questa è la sintesi del discorso ma si collega al caso (più lavoro = più produttività). E se fosse un problema di misurazione. In contesti grossi spesso il lavoro delle persone non viene valutato perchè non c&#8217;è il tempo ed erroneamente si usa come metro di valutazione il tempo.</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html/comment-page-1#comment-528</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 11:12:48 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per il commento
Sono d&#039;accordo, i confini sono sempre più sfumati e l&#039;equilibrio dinamico. Proprio per questo la questione non si risolve con una bilancia...
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il commento<br />
Sono d&#8217;accordo, i confini sono sempre più sfumati e l&#8217;equilibrio dinamico. Proprio per questo la questione non si risolve con una bilancia&#8230;</p>
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		<title>Di: micio1970</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/04/worklife-balance.html/comment-page-1#comment-527</link>
		<dc:creator>micio1970</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 11:00:10 +0000</pubDate>
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		<description>E&#039; piaciuto molto anche a me questo passaggio di Sebastiano sul &quot;worklife balance&quot;. A mio avviso è un equilibrio dinamico che ciascuno di noi deve cercare di crearsi cercando di svincolarsi il più possibile dai luoghi comuni e dai retaggi di culture passate (stare al lavoro fino a tardi = alta produttività). A me piace lavorare la Domenica, se lo devo fare ... le idee migliori le ho avute mentre correvo ... sto leggendo e commentando questo post in orario di lavoro ... i confini sono sempre più sfumati.
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; piaciuto molto anche a me questo passaggio di Sebastiano sul &#8220;worklife balance&#8221;. A mio avviso è un equilibrio dinamico che ciascuno di noi deve cercare di crearsi cercando di svincolarsi il più possibile dai luoghi comuni e dai retaggi di culture passate (stare al lavoro fino a tardi = alta produttività). A me piace lavorare la Domenica, se lo devo fare &#8230; le idee migliori le ho avute mentre correvo &#8230; sto leggendo e commentando questo post in orario di lavoro &#8230; i confini sono sempre più sfumati.</p>
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