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	<title>Commenti a: Critica del brainstorming</title>
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	<description>Luca Baiguini - Weblog and personal website</description>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-507</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 08:14:07 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Massimiliano.
Non conosco questo metodo... vedrò di documentarmi alla prima occasione.
Grazie per il commento!
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Massimiliano.<br />
Non conosco questo metodo&#8230; vedrò di documentarmi alla prima occasione.<br />
Grazie per il commento!</p>
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		<title>Di: massimiliano</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-506</link>
		<dc:creator>massimiliano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 14:03:15 +0000</pubDate>
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		<description>Non so se si possa collegare bene con l&#039;argomento ma mi sono da poco imbattuto nello studio di una metodologia statistica di analisi. Il metodo Delphi. Credo sia una buona alternativa che sopperisce ai &quot;gap&quot; delle dinamiche di gruppo sotto accusa che si instaurano nel brainstorming. Mi sapete dire qualcosa in merito?
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se si possa collegare bene con l&#8217;argomento ma mi sono da poco imbattuto nello studio di una metodologia statistica di analisi. Il metodo Delphi. Credo sia una buona alternativa che sopperisce ai &#8220;gap&#8221; delle dinamiche di gruppo sotto accusa che si instaurano nel brainstorming. Mi sapete dire qualcosa in merito?</p>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-505</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Mar 2009 07:40:21 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Eleonora!
Commento interessante e profondo...
Ho scritto qualcosa sul processo che dalla visione porta all&#039;azione qui:
&lt;a href=&quot;http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html&lt;/a&gt;
Credo che un buon teamleader debba saper modulare in maniera funzionale queste fasi, che richiedono set diversi e strumenti appropriati... ci torno su...
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Eleonora!<br />
Commento interessante e profondo&#8230;<br />
Ho scritto qualcosa sul processo che dalla visione porta all&#8217;azione qui:<br />
<a href="http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html" rel="nofollow">http://www.lucabaiguini.com/2008/07/sognatore-realista-critico.html</a><br />
Credo che un buon teamleader debba saper modulare in maniera funzionale queste fasi, che richiedono set diversi e strumenti appropriati&#8230; ci torno su&#8230;</p>
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		<title>Di: Eleonora</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-504</link>
		<dc:creator>Eleonora</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2009 11:22:34 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Luca, grazie per questo interessantissimo post!
Non sapevo che la tecnica di brainstorming scritta avesse una sua valenza così differente e così approfondita. Mi è capitato spesso di usare o far usare la tecnica del brainwriting, anche se in modo più inconsapevole, principalmente per due ragioni:
la prima, come hai scritto, riguarda la possibilità di mettere ogni persona a suo agio, dal momento che non tutti hanno la stessa facilità nel parlare davanti ad altre persone delle proprie idee;
la seconda ragione riguarda le tempistiche che i due processi richiedono. Infatti è molto più facile gestire un momento di creazione di nuove idee quando è scritto rispetto a quando è orale (e poi diciamocelo, che a noi italiani piace particolarmente parlare ed essere dispersivi!). Inoltre la tecnica scritta permettere di avere regole maggiormente definite, in cui ogni persona sa di avere 3-5 minuti per eseguire una determinato compito, e poi dovendo passare il foglio, non ha possibilità immediata di tornarci sopra, e devo concentrarsi sul punto successivo.
Nonostante questi indiscutibili vantaggi, credo che in piccoli gruppi molto affiatati e in cui ci si conosce bene, il brainstorming classico risulti avere un “valore aggiunto” notevole, in quanto permette alle persone un affiatamento maggiore, e anche una componente di divertimento non trascurabile.
Ma per finire vorrei esporre un mio dubbio.
Sinceramente credo che oltre a discutere quale sia il modo migliore per creare nuove idee, sia anche fondamentale capire come poi sfruttarle al meglio. Ovvero, se anche abbiamo 80 idee innovative in mano, è poi sicuro che il team che le ha prodotte sia altrettanto bravo ad amalgamarle in una unica soluzione-applicazione?
Non sarebbe probabilmente utile creare una sorta di “lavoro individuale” una volta collezionate le idee? Per ragioni simili a quelle espresse nel tuo post, ho riscontrato diverse volte che dal momento in cui il processo di brainstorming finisce, i membri del team tendono a “sedersi”, e non si partecipa con lo stesso committement  nel processo di concretizzazione delle idee.
Se invece a questo punto ogni singola persona fosse responsabilizzata di dover trovare, con questa base di idee, una applicazione concreta, e solo a quel punto si  decidesse di mettere insieme questi output in un risultato unico, non sarebbe forse un modo per raggiungere il massimo da ognuno? Ovviamente il tempo richiesto per l’intero processo aumenterebbe, ma con questo anche la sua efficacia.
C’è qualcosa che posso leggere al riguardo?
Grazie mille per il tuo tempo Luca!
A presto
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Luca, grazie per questo interessantissimo post!<br />
Non sapevo che la tecnica di brainstorming scritta avesse una sua valenza così differente e così approfondita. Mi è capitato spesso di usare o far usare la tecnica del brainwriting, anche se in modo più inconsapevole, principalmente per due ragioni:<br />
la prima, come hai scritto, riguarda la possibilità di mettere ogni persona a suo agio, dal momento che non tutti hanno la stessa facilità nel parlare davanti ad altre persone delle proprie idee;<br />
la seconda ragione riguarda le tempistiche che i due processi richiedono. Infatti è molto più facile gestire un momento di creazione di nuove idee quando è scritto rispetto a quando è orale (e poi diciamocelo, che a noi italiani piace particolarmente parlare ed essere dispersivi!). Inoltre la tecnica scritta permettere di avere regole maggiormente definite, in cui ogni persona sa di avere 3-5 minuti per eseguire una determinato compito, e poi dovendo passare il foglio, non ha possibilità immediata di tornarci sopra, e devo concentrarsi sul punto successivo.<br />
Nonostante questi indiscutibili vantaggi, credo che in piccoli gruppi molto affiatati e in cui ci si conosce bene, il brainstorming classico risulti avere un “valore aggiunto” notevole, in quanto permette alle persone un affiatamento maggiore, e anche una componente di divertimento non trascurabile.<br />
Ma per finire vorrei esporre un mio dubbio.<br />
Sinceramente credo che oltre a discutere quale sia il modo migliore per creare nuove idee, sia anche fondamentale capire come poi sfruttarle al meglio. Ovvero, se anche abbiamo 80 idee innovative in mano, è poi sicuro che il team che le ha prodotte sia altrettanto bravo ad amalgamarle in una unica soluzione-applicazione?<br />
Non sarebbe probabilmente utile creare una sorta di “lavoro individuale” una volta collezionate le idee? Per ragioni simili a quelle espresse nel tuo post, ho riscontrato diverse volte che dal momento in cui il processo di brainstorming finisce, i membri del team tendono a “sedersi”, e non si partecipa con lo stesso committement  nel processo di concretizzazione delle idee.<br />
Se invece a questo punto ogni singola persona fosse responsabilizzata di dover trovare, con questa base di idee, una applicazione concreta, e solo a quel punto si  decidesse di mettere insieme questi output in un risultato unico, non sarebbe forse un modo per raggiungere il massimo da ognuno? Ovviamente il tempo richiesto per l’intero processo aumenterebbe, ma con questo anche la sua efficacia.<br />
C’è qualcosa che posso leggere al riguardo?<br />
Grazie mille per il tuo tempo Luca!<br />
A presto</p>
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	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-503</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 06:25:31 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie anche a Titti per il contributo.
Vedo che il tema interessa... ne scrivo di nuovo a breve
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie anche a Titti per il contributo.<br />
Vedo che il tema interessa&#8230; ne scrivo di nuovo a breve</p>
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	</item>
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		<title>Di: Titti</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-502</link>
		<dc:creator>Titti</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 06:24:13 +0000</pubDate>
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		<description>Atteso che il facilitatore sia preparato e capace, favorire un brainwriting puro potrebbe però anche portare ad un isolamento del singolo dal gruppo. L&#039;interazione comunque non può prescindere dal contestoo che non è dell&#039;individuo, ma del gruppo. Semmai si potrebbe pensare ad una forma mista delle due tecniche e senza far cadere l&#039;aspetto principale e cioè che si tratta di una tecnica di gruppo, per secondaria.
Grazie Luca
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Atteso che il facilitatore sia preparato e capace, favorire un brainwriting puro potrebbe però anche portare ad un isolamento del singolo dal gruppo. L&#8217;interazione comunque non può prescindere dal contestoo che non è dell&#8217;individuo, ma del gruppo. Semmai si potrebbe pensare ad una forma mista delle due tecniche e senza far cadere l&#8217;aspetto principale e cioè che si tratta di una tecnica di gruppo, per secondaria.<br />
Grazie Luca</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-501</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 06:13:29 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Stefano, grazie per il tuo commento.
Sono d&#039;accordo: la &quot;cornice&quot; fa molto in un brainstorming.
A presto per il brainwriting
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Stefano, grazie per il tuo commento.<br />
Sono d&#8217;accordo: la &#8220;cornice&#8221; fa molto in un brainstorming.<br />
A presto per il brainwriting</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Stefano</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-500</link>
		<dc:creator>Stefano</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 12:51:18 +0000</pubDate>
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		<description>Sono d&#039;accordo in buona parte su quanto scrivi. Per mia esperienza il brainstorming ha avuto successo quando sono (siamo) riusciti a creare una atmosfera &quot;positiva&quot; che porta le persone ad esporsi in maniera creativa e &quot;rilassata&quot; sulle varie possibilità.
Molto curioso di leggere sul brainwriting ...
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono d&#8217;accordo in buona parte su quanto scrivi. Per mia esperienza il brainstorming ha avuto successo quando sono (siamo) riusciti a creare una atmosfera &#8220;positiva&#8221; che porta le persone ad esporsi in maniera creativa e &#8220;rilassata&#8221; sulle varie possibilità.<br />
Molto curioso di leggere sul brainwriting &#8230;</p>
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	<item>
		<title>Di: Luca</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-499</link>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 21:28:56 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao RDC, in realtà il brainstorming dovrebbe generare proprio il maggior numero di alternative possibile, in una prima fase senza critica alcuna.
Comunque, conto di dedicare anche a questo argomento qualche post a breve. Anche perchè il processo che hai descritto tu brevemente (discussione, critica, distruzione, nascita di soluzioni) mi fa venire in mente alcune riflessioni che vale la pena di formalizzare... naturalmente dopo averci dormito su un po&#039; (incubazione....)
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao RDC, in realtà il brainstorming dovrebbe generare proprio il maggior numero di alternative possibile, in una prima fase senza critica alcuna.<br />
Comunque, conto di dedicare anche a questo argomento qualche post a breve. Anche perchè il processo che hai descritto tu brevemente (discussione, critica, distruzione, nascita di soluzioni) mi fa venire in mente alcune riflessioni che vale la pena di formalizzare&#8230; naturalmente dopo averci dormito su un po&#8217; (incubazione&#8230;.)</p>
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		<title>Di: riflessioni di un commercialista</title>
		<link>http://www.lucabaiguini.com/2009/02/critica-del-brainstorming.html/comment-page-1#comment-498</link>
		<dc:creator>riflessioni di un commercialista</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 12:11:15 +0000</pubDate>
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		<description>ma il brainstorming non dovrebbe essere prima preparato dalla definizione di idee individuali e riservare al brainstorming la discussione alla critica, distruzione, nascita di nuove soluzioni?
so di essere un profano, ma noi spesso lo usiamo così.
forse perde un pò di spontaneità, ma aiuta a definire prima le soluzioni (almeno nel nostro caso)
</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma il brainstorming non dovrebbe essere prima preparato dalla definizione di idee individuali e riservare al brainstorming la discussione alla critica, distruzione, nascita di nuove soluzioni?<br />
so di essere un profano, ma noi spesso lo usiamo così.<br />
forse perde un pò di spontaneità, ma aiuta a definire prima le soluzioni (almeno nel nostro caso)</p>
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